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Autore Topic: Estate 1976, Tutto Il Resoconto degli Eventi Meteorologici Tratto dalla Stampa  (Letto 6316 volte)

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Offline Davide1987

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Estate 1976, la cronaca degli eventi meteorologici accaduti, attraverso le pagine di cronaca del quotidiano la stampa



Un dato senza essere paragonato alla media 71/2000 non ha senso.

Offline Davide1987

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5 GIUGNO 1976

LA STAMPA 6 GIUGNO 1976
NUBIFRAGIO IERI A ROMA
ROMA 5 GIUGNO





Il violento nubifragio abbattutosi su Roma dalle prime ore di questa mattina e che ha fatto registrare le sue punte massime intorno alle 9, ha provocato numerosi allagamenti e intasamenti di strade.
I vigili del fuoco hanno ricevuto oltre duecento richieste di intervento.
Le zone più colpite sono risultate quelle della Pineta Sacchetti, Momentano, Monte Mario, Parioli e anche la zona del centro.
Il traffico veicolare è stato seriamente ostacolato in quanto dai chiusini l’acqua è risgorgata sulle strade provocando vistosi allagamenti.
Questo fenomeno si è registrato soprattutto sotto i cavalcavia di piazza della Libertà, di Ponte Cavour e di Porta Pinciana.
Allagamenti si sono verificati al quartiere Aurelio, alla borgata del Trullo e a Monteverde Basso.
Un dato senza essere paragonato alla media 71/2000 non ha senso.

Offline Davide1987

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12 GIUGNO 1976

 

LA STAMPA 13 GIUGNO 1976
UN IMPROVVISO MALTEMPO CON GRAVI DANNI NELLA ZONA DEL VERBANO
FULMINE SULLA MONTEFIBRE 1200 IN CASSA INTEGRAZIONE
SONO RIMASTI BLOCCATI LA CENTRALE TERMICA E IL SETTORE FILATURA NYLON
VERBANIA 12 GIUGNO






La violenta perturbazione atmosferica della scorsa notte (un temporale con pioggia e fulmini) ha danneggiato, mettendo fuori uso, alcune linee Enel che alimentavano lo stabilimento Montefibre e la centrale termica della fabbrica.
Si è avuto un arresto della produzione che ha avuto le sue conseguenze più pesanti nel settore Distura Nylon.
Infatti la mancanza di energia elettrica ha provocato il consolidamento della pasta di Nylon (polimero) nelle condutture e nei”blocchi” che dovranno essere tutti smontati e ripuliti.

Un’operazione necessariamente lunga, che condizionerà per almeno otto giorni la produzione del filato di Nylon e che provocherà la sospensione dal lavoro (con intervento della cassa integrazione guadagni) inizialmente per 1200 lavoratori.
Un dato senza essere paragonato alla media 71/2000 non ha senso.

Sporvino

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attendo il 19 agosto.  ;)

Offline Davide1987

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attendo il 19 agosto.  ;)

con calma, ci arrivo, è lunghetto il report  8)
Un dato senza essere paragonato alla media 71/2000 non ha senso.

Sporvino

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con calma, ci arrivo, è lunghetto il report  8)
si si. sul 19 agosto (il tlc Sofia sulle Marche) aggiungerò la mia testimonianza diretta.  ;)

Offline Davide1987

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14 GIUGNO 1976

LA STAMPA 15 GIUGNO 1976
DURANTE UN TEMPORALE NELL’ALTA VALLE MAIRA
MURATORE UCCISO DAL FULMINE MENTRE LAVORAVA SUL TETTO
PRAZZO 14 GIUGNO






Un manovale edile di 45 anni, padre di un bimbo in tenera età, è morto sabato sera folgorato da un fulmine che lo ha raggiunto all’inizio di un breve ma forte temporale abbattutosi sull’alta Valle Maira.
Un dato senza essere paragonato alla media 71/2000 non ha senso.

Offline Davide1987

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si si. sul 19 agosto (il tlc Sofia sulle Marche) aggiungerò la mia testimonianza diretta.  ;)

ottimo, almeno arrichisci il topic  8)
Un dato senza essere paragonato alla media 71/2000 non ha senso.

Offline jack92

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5 GIUGNO 1976

LA STAMPA 6 GIUGNO 1976
NUBIFRAGIO IERI A ROMA
ROMA 5 GIUGNO





Il violento nubifragio abbattutosi su Roma dalle prime ore di questa mattina e che ha fatto registrare le sue punte massime intorno alle
 9, ha provocato numerosi allagamenti e intasamenti di strade.

I vigili del fuoco hanno ricevuto oltre duecento richieste di intervento.
Le zone più colpite sono risultate quelle della Pineta Sacchetti, Momentano, Monte Mario, Parioli e anche la zona del centro.
Il traffico veicolare è stato seriamente ostacolato in quanto dai chiusini l’acqua è risgorgata sulle strade provocando vistosi allagamenti.
Questo fenomeno si è registrato soprattutto sotto i cavalcavia di piazza della Libertà, di Ponte Cavour e di Porta Pinciana.
Allagamenti si sono verificati al quartiere Aurelio, alla borgata del Trullo e a Monteverde Basso.


Mi sapresti dire qual è stata la cumulata finale dell'evento??
Cumulata 2008= 2032.6 mm
Cumulata 2009= 2144.8 mm
Cumulata 2010= 2538.2 mm
Cumulata 2011= 1373.6 mm
Cumulata 2012= 1593.6 mm
Cumulata 2013= 2512.6 mm
Cumulata 2014= 2601.8 mm
Cumulata 2015= 1265.0 mm
Cumulata 2016= 2124.8 mm
Cumulata 2017= 1720.2 mm
Cumulata 2018= 1711.6 mm
Cumulata 2019= 2062.8 mm

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23 GIUGNO 1976

LA STAMPA 24 GIUGNO 1976
NELLA VALLE STURA
FOLGORE UCCIDE TRENTA PECORE
BORGO SAN DALMAZZO 23 GIUGNO






Durante un violento temporale che si è scatenato nel pomeriggio sulla Valle Stura e sulla Valle Grana un fulmine si è abbattuto su un gregge di oltre 200 pecore uccidendone 30.
Un dato senza essere paragonato alla media 71/2000 non ha senso.

Offline Davide1987

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Mi sapresti dire qual è stata la cumulata finale dell'evento??

purtroppo non ho trovato il dato.
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Offline jack92

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Cumulata 2008= 2032.6 mm
Cumulata 2009= 2144.8 mm
Cumulata 2010= 2538.2 mm
Cumulata 2011= 1373.6 mm
Cumulata 2012= 1593.6 mm
Cumulata 2013= 2512.6 mm
Cumulata 2014= 2601.8 mm
Cumulata 2015= 1265.0 mm
Cumulata 2016= 2124.8 mm
Cumulata 2017= 1720.2 mm
Cumulata 2018= 1711.6 mm
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26 GIUGNO 1976

STAMPA SERA 26 GIUGNO 1976
DOPO IL LUNGO PERIODO DI SICCITA’
LA PIOGGIA EVITA DANNI PIU’ INGENTI
CUNEO 26 GIUGNO




 

Una pausa nell’ondata di siccità che stava provocando danni alle colture agricole piemontesi e della pianura Padana: è piovuto ieri sera e stanotte per diverse ore e le conseguenze secondo gli esperti, dovrebbero essere benefiche per i terreni arsi.
L’acqua, caduta quasi ininterrottamente dalle 21 fino alle 3 di stamane su tutta la regione è penetrata in profondità, raggiungendo le radici del granturco che era la coltura più direttamente minacciata dalla siccità; anche il grano, di cui è imminente ormai la trebbiatura anche nelle zone pedemontane ne ha tratto beneficio.
Soprattutto sono i fragoleti, lamponeti e gli ortaggi in genere ad essere favoriti dalla pioggia di questa notte.
Purtroppo i danni già provocati dalla persistente siccità delle scorse settimane sono irreversibili, ma almeno temporaneamente si è evitato conseguenze più disastrose.
Anche la vite e tutti i tipi di frutteto trarranno beneficio dalla abbondante pioggia che, però, se ha avuto risultati positivi per le campagne, non è stata invece sufficiente per aumentare la portata di fiumi, torrenti e bacini che sono paurosamente in secca in tutta la regione.
La situazione rischia di diventare particolarmente grave nelle città soprattutto in pianura, dove l’afa si fa sentire in modo particolare e nelle località di villeggiatura, già gremite di villeggianti, dove il consumo di acqua, durante il periodo estivo, aumenta in modo considerevole.
I temporali hanno anche fatto diminuire la temperatura che stamane era su livelli più sopportabili, intorno ai 15 gradi in media, alle 8, contro i 22 gradi di ieri alla stessa ora.
Nelle vallate alpine l’aria è ancora più fresca.
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Offline Davide1987

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LA STAMPA 27 GIUGNO 1976
LE STRADE DI ROMA ALLAGATE DA UN NUBIFRAGIO
ROMA 26 GIUGNO

Un violento nubifragio con grandine e scariche elettriche, si è abbattuto su Roma e dintorni fra le 18,30 e le 19,15 di oggi.
Le strade e le piazze dei quartieri più bassi si sono allagate, e l’intenso traffico è rimasto bloccato in molte zone.
I vigili del fuoco hanno ricevuto oltre trecento chiamate telefoniche per scantinati e negozi allagati.
Per oltre due ore la corrente elettrica è mancata in alcune parti del centro e le redazioni dei giornali sono rimaste senza luce.
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Offline oldstylewinter

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Attendo anch'io agosto,visto che i lontani ricordi di quella estate sono prevalentemente in quel periodo quando,allora settenne mi trovavo in vacanza in Garfagnana (Zona Gramolazzo).
Ricordo tanta pioggia e freddo,nell'albergo accesero le stufe per il clima più novembrino che estivo.
 :)
PENSI DI AVER VISTO IL PEGGIO? PRIMA O POI TI RICREDERAI.

Offline jack92

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Attendo anch'io agosto,visto che i lontani ricordi di quella estate sono prevalentemente in quel periodo quando,allora settenne mi trovavo in vacanza in Garfagnana (Zona Gramolazzo).
Ricordo tanta pioggia e freddo,nell'albergo accesero le stufe per il clima più novembrino che estivo.
 :)
Un agosto perfetto :D :D :D
Cumulata 2008= 2032.6 mm
Cumulata 2009= 2144.8 mm
Cumulata 2010= 2538.2 mm
Cumulata 2011= 1373.6 mm
Cumulata 2012= 1593.6 mm
Cumulata 2013= 2512.6 mm
Cumulata 2014= 2601.8 mm
Cumulata 2015= 1265.0 mm
Cumulata 2016= 2124.8 mm
Cumulata 2017= 1720.2 mm
Cumulata 2018= 1711.6 mm
Cumulata 2019= 2062.8 mm

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16 LUGLIO 1976

LA STAMPA 17 LUGLIO 1976
BONN SEMBRA UNA CITTA’ DEL SUD
UN CALDO PAZZO E I TEDESCHI SONO CAMBIATI
BONN 16 LUGLIO






Un paio di giorni di tregua all’inizio della settimana, con violenti acquazzoni, e il sole ha ripreso implacabile sulla Germania.
Si soffoca, persino i diplomatici dei paesi tropicali e arabi si lamentano e chi può abbandona la capitale, cercando rifugio in montagna o nei paesi scandinavi.
Trentadue, trentatrè, trentacinque gradi sono ormai all’ordine del giorno da quattro settimane, un temporale fa notizia con titolo in prima pagina sui giornali.
Non era mai accaduto, dal 1947, che il caldo potesse paralizzare un paese altamente industrializzato come la Germania federale, rallentarne il ritmo di produzione, sconvolgere le comunicazioni e – soprattutto – modificare il modo di vivere della popolazione.
Vista dall’aereo, la Germania è una distesa gialla bruciata dal sole, interrotta soltanto dalle foreste.
I prati non esistono più, i fili d’erba bruciacchiati o sembrano segatura, infestati da miliardi di insetti che tormentano gli animali assetati.
Rimasti senza foraggio, i contadini nutrono glil bestiame con un impasto di paglia e latte o acquistano fieno in località lontane ( che viene trasportato con migliaia di autocarri dell’esercito) o sono costretti a macellarlo.
Nei fiumi in magra i battelli navigano con un terzo del carico o sono bloccati dalle secche, sulle autostrade i camion arrancano sull’asfalto fuso o su piastroni di cemento fatti scoppiare dalla calure.
Sulle linee ferroviarie i treni circolano a velocità ridotta.
A soffrire di più sono gli uomini: migliaia di persone (un calcolo preciso non è ancora stato fatto) sono state ricoverate negli ospedali per un colpo di calore o di follia, migliaia sono morte, in centinaia di scuole, di uffici e di fabbriche vi sono state rivolte e scioperi, scolari, impiegati e operai hanno abbandonato i loro posti protestando.
Per evitare sommosse, insegnanti e capoufficio e direttori si sono arresi; dove si è potuto sono state installate docce, quasi dappertuto viene distribuito gratuitamente the col limone, in alcune industrie sono state introdotte pause di dieci minuti l’ora per trattenere le maestranze in rivolta.
Completamente mutate sono le abitudini dei tedeschi, mentre si alzano molte voci che chiedono l’introduzione dell’ora estiva.
Milioni di persone già ora si alzano prima, hanno adottato l’usanza della siesta mediterranea ( per la quale avevo deriso i popoli meridionali) e molti riprendono a lavorare quando il sole tende a calare.
Allora le strade solitamente vuote si riempiono di migliaia di pedoni poco vestiti: scomparse totalmente le cravatte gli uomini si aggirano a torso nudo, le done hanno smesso i jeans e ripreso le minigonne.
Lunghe file dinnanzi agli spacci di bibite e alle gelaterie, ci si azzuffa per un tavolino in birreria sul marciapiede.
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Offline Davide1987

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TEMPERATURE MASSIME

IN GERMANIA

DAL 15 AL 18 LUGLIO 1976








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Offline oldstylewinter

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17 LUGLIO 1976

LA STAMPA 18 LUGLIO 1976
I METEOROLOGI NON SONO OTTIMISTI
POCHI E BREVI TEMPORALI CONTRO LA GRANDE CALURA
ROMA 17 LUGLIO




Nei giorni scorsi qualche temporale ha mitigato per poche ore la calura di alcune zone della Pianura Padana.
Altri scrosci sono previsti per i prossimi giorni, ma forse il grande caldo non finirà ancora.
Gli esperti del servizio meteorologico dell’aeronautica scuotono la testa preoccupati.
I dati in loro possesso non li inducono all’ottimismo.
“Non basta chiedersi se pioverà o se non pioverà – dice il colonnello Gino Todisco, a capo della sezione di previsioni a breve termine.
Per i prossimi giorni in Val Padana si può prevedere un’alternanza di giorni senza pioggia e di giorni con temporali di varia entità, ma tutti limitati ad aree ristrette.
Le statistiche climatologiche degli ultimi decenni confermano che sull’arco alpino e prealpino centro – orientale il massimo delle precipitazioni si verifica in estate e che la massima frequenza di temporali avviene in agosto.
In Val Padana il mese di luglio è invece il più povero di precipitazioni, che incominciano a diventare più frequenti in agosto, senza tuttavia raggiungere i massimi delle Alpi e prealpi centro – orientali.
Ma si tratta sempre di temporali, cioè di rovesci brevi e spesso violenti che per la loro stessa natura non sono determinanti nel far cessare un flagello complesso e imponente come la siccità.
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Offline Davide1987

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LA STAMPA 18 LUGLIO 1976
DIFFICOLTA’ PER LA NAVIGAZIONE
IL LAGO MAGGIORE SCENDE ANCORA
VERBANIA 17 LUGLIO




Il livello del lago Maggiore continua a scendere.
Poco sollievo hanno arrecato gli sporadici temporali degli ultimi giorni che, in modo difforme, hanno investito varie località rivierasche e valligiane ( l’altra sera mentre a Verbania ha diluviato per un’ora e a Stresa è caduta la grandine, sulla opposta riva lombarda non si è avuta una sola goccia) la poca acqua caduta è soltanto servita a innaffiare gli orti e i campi riarsi.
Il lago scende di un paio di centimetri al giorno ed è attualmente di due metri sotto il livello medio stagionale.
Per la magra del lago è stata proibita la pesca in tutti i corsi d’acqua delle province di Varese e Novara.
Sono esclusi dal divieto i laghi Maggiore, Orta, Mergozzo, Ceresio, Varese ed i fiumi Toce e Tresa.
Manca anche l’acqua potabile.
Praticamente in tutti i centri del Verbano Cusio Ossola sono in vigore limitazioni anche drastiche e il divieto di usare acqua potabile per bagnare orti, giardini e alimentare piscine private.
Le ammende vanno da diecimila a cinquantamila lire.
Numerosi gli incendi nella boscaglia.
La siccità, che ha reso il sottobosco infiammabilissimo, e il vento caldo, contribuiscono ad alimentare i sinistri che, in qualche caso per il loro insistente e anche simultaneo riaccendersi, non possono essere attribuiti all’autocombustione.
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Offline Buriano84

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Bella storia....come spesso succede quando c'è siccità al Nord qua in Toscana era tutto un altro mondo e nel 1976 la sicctà la vedemmo dal binocolo.... ;)
IL FEBBRAIO 2012????SICURAMENTE IL PIU' GRANDE EVENTO DAL 1985!!!!!!

Offline jack92

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Bella storia....come spesso succede quando c'è siccità al Nord qua in Toscana era tutto un altro mondo e nel 1976 la sicctà la vedemmo dal binocolo.... ;)
Cmq anche qui fu un'estate piuttosto secca....Si salvò soltanto agosto con 117 mm mentre tra Giugno e Luglio caddero soltanto 21,8 mm
Cumulata 2008= 2032.6 mm
Cumulata 2009= 2144.8 mm
Cumulata 2010= 2538.2 mm
Cumulata 2011= 1373.6 mm
Cumulata 2012= 1593.6 mm
Cumulata 2013= 2512.6 mm
Cumulata 2014= 2601.8 mm
Cumulata 2015= 1265.0 mm
Cumulata 2016= 2124.8 mm
Cumulata 2017= 1720.2 mm
Cumulata 2018= 1711.6 mm
Cumulata 2019= 2062.8 mm

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18 LUGLIO 1976



LA STAMPA 19 LUGLIO 1976
VOLEVA FAR RIENTRARE IL BESTIAME
SALUZZO: CONTADINO UCCISO DAL FULMINE
SALUZZO 18 LUGLIO



Un agricoltore è stato ucciso dal fulmine, ieri sera, mentre stava per far rientrare nella stalla il bestiame che pascolava vin un prato vicino al cascinale.
Si chiama Carlo Franco, 48 anni, abitava a Saluzzo in frazione Torrazza 61.
Poco dopo le 20 di ieri è scoppiato sul Saluzzese un furioso temporale: pioggia violenta, lampi e tuoni.
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LA STAMPA 19 LUGLIO 1976
LA TRAGEDIA SUI MONTI DEL CASENTINO
FULMINE SU UN RADUNO PARTIGIANO: NOVE MORTI
TRA LE VITTIME, CHE S’ERANO RIPARATE SOTTO UN ALBERO, ANCHE UN BAMBINO
AREZZO 18 LUGLIO

La festa, nel primo pomeriggio, è stata guastata dall’inclemenza del tempo.
Erano da poco passate le 15 quando ha iniziato a piovere, su tutta l’Alpe di Catenaia.
Nuvole basse hanno avvolto la montagna e per i partecipanti al raduno non è rimasta altra alternativa che riprendere la via di casa.
Non tutti però, hanno deciso di rientrare.
Alcuni gruppi, meno attrezzati per la marcia sotto la pioggia, hanno preferito che finisse il temporale al riparo di alcuni alberi.
Ma questa decisone è stata fatale: la bufera,anzichè rallentare, si è messa ad infuriare sempre più violentemente, fino a trasformarsi in un vero e proprio fortunale, con folgori, tuoni e fortissime raffiche di vento.
Rannicchiati attorno agli alberi, coloro che erano rimasti sull’alpe non riuscivano ormai a vedere più in là di qualche decina di metri.
Improvvisamente la tragedia.
Un fulmine, scoccato a distanza ravvicinatissima, ha investito in pieno uno dei gruppi che si era messo al riparo del grosso albero.
Una quindicina di persone in tutto, fra le quali diversi bambini.

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LA STAMPA 19 LUGLIO 1976
DOPO I NOVE MORTI DI IERI A SUBBIANO
ALTRE 2 VITTIME DEI FULMINI
SONO UN CONTADINO DI SALUZZO E UN BRACCIANTE DI PERUGIA – POCHE LE VERE DIFESE



La tragedia è avvenuta durante il violento temporale che ieri pomeriggio si è abbattuto nel Perugino.
I tre uomini che lavoravano con Frittelli sono stati scaraventati a terra ed hanno perduto i sensi.
A Saluzzo, un altro agricoltore, Carlo Franco, 48 anni, che abitava in frazione Torrazza, è stato folgorato, mentre stava per far rientrare nella stalla il bestiame che pascolava in un prato vicino al cascinale.
Sempre ieri pomeriggio ancora in Umbria, un altro fulmine si è scaricato su una stazione di trasformazione dell’Enel ed ha provocato un vasto incendio.
Un uomo che abita nei pressi della centralina, scorgendo le fiamme, si è precipitato a staccare l’interruttore generale dell’energia ed è stato investito da una scarica elettrica.
Un dato senza essere paragonato alla media 71/2000 non ha senso.

Offline Davide1987

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19 LUGLIO 1976



LA STAMPA 20 LUGLIO 1976
“AIDA” TRA LA PIOGGIA PER 20 MILA ALL’ARENA
LO SPETTACOLO INTERROTTO ALL’ULTIMO ATTO PER UN VIOLENTO TEMPORALE
VERONA 19 LUGLIO 1976


Tutta Italia si rallegra per la fine della siccità, meno Verona; la prima replica del Boris, ieri sera, è saltata per una minaccia di pioggerella, forse sopravvalutata; la prima dell’Aida, sabato, è invece andata liscia fino all’ultimo atto quando un temporale di violenza inaudita l’ha troncato a metà.
Un dato senza essere paragonato alla media 71/2000 non ha senso.

Offline Davide1987

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LA STAMPA 20 LUGLIO 1976
NOVARESE E LOMELLINA
MENTRE IL LIVELLO DEI LAGHI CONTINUA ANCORA A SCENDERE
BUFERA DOPO DUE MESI DI SETE MA IL BENEFICIO E’ MOLTO SCARSO
E’STATO COME UNA GOCCIA IN UN BARILE DICONO GLI AGRICOLTORI
L’ENEL EROGA ACQUA: I CONSORZI IRRIGUI PERO’ NON NE RISENTONO VANTAGGI
IL VENTO HA SRADICATO ALBERI BLOCCANDO MOLTE STRADE
ALLAGAMENTI E CROLLI


NOVARA 19 LUGLIO


Dopo due mesi di siccità assoluta, finalmente ieri sera un violento acquazzone ha portato un poco di beneficio alla terra e alle colture riarse.
I contadini dicono: “l’ammalato ha preso un brodo” si tratta però nell’impressione generale di un brodino ristretto, la campagna ha bisogno non di soli venti minuti di pioggia, ma di intere giornate di acqua.
La situazione, almeno per quanto riguarda le colture del Basso Novarese, non era del resto così drammatica come altrove.
Grazie a una rete di canali che si estende per mille chilometri dalle derivazioni del canale Cavour e dal canale Regina Elena che non sono mai venute meno, è stato possibile irrigare tutte le risaie e nel periodo del prosciugamento per procedere all’irrogazione del diserbante, si è potuto alleviare la sete delle foraggere.
Si nutrivano forti preoccupazioni per il futuro, soprattutto perchè il livello calante del Lago Maggiore avrebbe impedito, a breve scadenza, l’alimentazione del canale Elena.



Non è che l’acquazzone di ieri sera e i temporali della notte susseguitisi in montagna abbiano sostanzialmente modificato la situazione.
All’Est Sesia, il consorzio irriguo che dispensa le acque tra il Sesia e il Ticino dicono:
“E’ stato come una goccia in un barile: la precipitazione ha toccato i 22 millimetri ma la media ha oscillato sui 15 millimetri; qualche cosa meno sul Lago Maggiore, dove in tre giorni il livello delle acque è sceso di altri otto centimetri.
Se non ci saranno nuove e più forti precipitazioni, tra otto o dieci giorni non potrà più essere derivato il già ridotto quantitativo ( 32 metri cubi al secondo) che alimenta il canale Elena”
gli agricoltori sono convinti che l’acquazzone di ieri contribuirà, sia pure solo in parte, a lenire il fenomeno del cosiddetto “giallume”, il virus che colpisce all’apice le piante di riso in concomitanza di calura e siccità.
La pioggia e i temporali hanno raggiunto anche la fascia collinare e anche i produttori di vino hanno tirato un gran sospiro di sollievo.
Precipitazione benefica, quella di ieri sera, come abbiamo visto, ma che ha provocato anche danni.
La bufera di vento è stata tale che centinaia di alberi sono stati sradicati o abbattuti.
Sulla linea ferroviaria Torino – Milano è stata sfiorata la tragedia.
All’altezza di via San Giulio, alla periferia Est della città, un albero è caduto sui binari e il direttissimo 544 delle 20,20 per Torino è stato bloccato appena in tempo.
Rimosso l’ostacolo il convoglio ha potuto proseguire con ottanta minuti di ritardo.
Sempre per la caduta di alcuni alberi, molte strade sono rimaste bloccate compresa quella che porta all’aeroporto militare di Cameri.
I vigili del fuoco hanno ricevuto centinaia di chiamate e sono intervenuti, oltre che per rimuovere gli alberi, per sbloccare molti ascensori fermi con persone in preda al panico.
In via Sant’Antonio un fulmine si è abbattuto su una cabina elettrica incendiandola; in via delle Rosette un edificio in costruzione è parzialmente crollato.
In periferia strade e scantinati sono allagati; le antenne della TV divelte o danneggiate si contano a centinaia.
Un dato senza essere paragonato alla media 71/2000 non ha senso.

Offline Davide1987

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20 LUGLIO 1976

LA STAMPA 21 LUGLIO 1976
TEMPORALI SUL VERBANO
VERBANIA 20 LUGLIO 1976




Sulla zona s’è abbattuto un violento temporale, con raffiche a 80 chilometri orari, fulmini e rovesci di pioggia frammisti a grandine.
In particolare è stata investita la parte settentrionale del Verbano.
Si sono avute interruzioni nell’erogazione di energia elettrica.
Il centro meteorologico di Locarno Monti prevede che i temporali continueranno anche domani
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IL LAGO MAGGIORE RICOMINCIA A SALIRE
NOVARA 20 LUGLIO




Un nuovo temporale si è abbattuto nelle prime ore di stamane sul Novarese e la pioggia, anche se caduta in misura modesta (media che vanno dai 3 ai 12 millimetri), ha arrecato un poco di beneficio alla terra e alle colture riarse.
I temporali di ieri e di stamane in montagna hanno avuto riflessi positivi sul livello delle acque del Lago Maggiore.
Oggi per la prima volta da due mesi è stato misurato un livello superiore, sia pure di un solo centimetro rispetto a ieri.
Siamo sempre, comunque, al di sotto dei livelli minimi: meno 37 contro il meno 38 di ieri.
Un dato senza essere paragonato alla media 71/2000 non ha senso.

Offline Buriano84

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Cmq anche qui fu un'estate piuttosto secca....Si salvò soltanto agosto con 117 mm mentre tra Giugno e Luglio caddero soltanto 21,8 mm
A Siena solo Giugno fù secco con 22mm totali a fronte di 55 di media,poi Luglio piovosissimo con 94mm ed Agosto non ne parliamo con 103,4mm a fronte di una media che nei 2 mesi messi insieme si aggira sui 65/70mm
 ;)
IL FEBBRAIO 2012????SICURAMENTE IL PIU' GRANDE EVENTO DAL 1985!!!!!!

Offline jack92

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A Siena solo Giugno fù secco con 22mm totali a fronte di 55 di media,poi Luglio piovosissimo con 94mm ed Agosto non ne parliamo con 103,4mm a fronte di una media che nei 2 mesi messi insieme si aggira sui 65/70mm
 ;)
Abitiamo in 2 mondi diversi ;) ;)
Cumulata 2008= 2032.6 mm
Cumulata 2009= 2144.8 mm
Cumulata 2010= 2538.2 mm
Cumulata 2011= 1373.6 mm
Cumulata 2012= 1593.6 mm
Cumulata 2013= 2512.6 mm
Cumulata 2014= 2601.8 mm
Cumulata 2015= 1265.0 mm
Cumulata 2016= 2124.8 mm
Cumulata 2017= 1720.2 mm
Cumulata 2018= 1711.6 mm
Cumulata 2019= 2062.8 mm

Laureato Magistrale in Scienze e Tecnologie Geologiche a Pisa

Offline Davide1987

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22 LUGLIO 1976



LA STAMPA SERA 22 LUGLIO 1976
GENOVA: TROMBA MARINA, DANNI, FERITI E TERRORE
GENOVA 22 LUGLIO

Una tromba marina s’è abbattuta questa mattina alle 4 e mezzo su Genova, spazzando il quartiere centrale della Foce: le raffiche, accompagnate da violenti scrosci di pioggia e da una serie impressionante di fulmini che hanno solcato il cielo da monte verso il mare, scaricandosi al largo in direzione sud – est, hanno raggiunto, secondo i primi rilievi dei meteorologi dell’aeroporto “Cristoforo Colombo” e dell’Istituto di geofisica dell’Università, la velocità di centro chilometri orari.



La furia della natura si è scatenata verso le quattro e mezzo, come s’è detto, all’altezza del porto petrolifero di Multedo a qualche chilometro al largo dalla costa occidentale della città: le trombe marine, che hanno sollevato onde alte qualche decina di metri, sono poi spostate in direzione di levante, spazzando appunto la città all’altezza del quartiere della foce.
Il vento ha infilato in diagonale la “gola” naturale della vallata del Bisagno che sbocca in mare all’altezza della Fiera internazionale ed ha investito con furia devastatrice tutto quanto incontrava.
Per dieci minuti, nel quartiere della Foce e lungo le pendici del colle di Albaro, il quartiere residenziale, sono volati comignoli, tegole, suppellettili di plastica e tutto quanto si trovava sulle terrazze deòòe case.
Una quindicina di automobili, per lo più utilitarie, lasciate in parcheggi “esposti”, sono state rovesciate.



Dieci passanti sono stati colpiti da oggetti portati dalle violente folate e sono stati medicati, per lievi ferite e contusioni, all’ospedale di san Martino.
Molte le persiane scardinate e le vetrate infrante.
La tromba marina ha raggiunto, con il suo vortice, le cime dei colli del Righi e di Quezzi, che sorgono alle spalle di Genova.
Quindi, smorzata nella velocità e nella forza, è stata risucchiata verso il mare.
Attualmente la burrasca si sta dirigendo verso l’alto Mar Ligure in direzione della Corsica.
I danni economici in generale sono ingenti: gli edifici colpiti in qualche modo sono qualche centinaio, per cui si ritiene, che sulla base di una prima approssimativa valutazione, che i guasti della tromba marina superino le centinaia e centinaia di milioni e si avvicinino al miliardo.
A Genova non si ricordano episodi del genere dal 1971.

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NUBIFRAGI NEL VENETO
VENEZIA 22 LUGLIO



Un violento temporale che si è abbattuto stamane su buona parte dell’Italia settentrionale, e sul Veneto in particolare, ha provocato allagamenti nella terraferma veneziana.
Nel centro storico della città lagunare alcuni camini sono crollati ed altri sono stati lesionati.
Nel veronese la velocità del vento ha superato i 130 chilometri orari, un fenomeno che non si verificava da almeno una decina di anni.
Un fulmine, a Codevigo (Padova), ha bruciato il tetto e alcuni mobili di una abitazione, senza recare danno alle persone.



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Offline Davide1987

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STAMPASERA 22 LUGLIO 1976
PIOGGIA E GRANDINE CAUSANO INGENTI DANNI NEL PAVESE
PAVIA, 22 LUGLIO



Un violentissimo nubifragio si è abbattuto questa notte, poco dopo le due, su Pavia.
La furia dell’acqua e del vento ha provocato danni ingenti.
I vigili del fuoco, purtroppo, non hanno potuto far fronte a tutte le chiamate; infatti, le cantine e i seminterrati allagati (l’acqua in alcuni posti ha superato il metro) sono stati migliaia.
Molte le auto danneggiate dalla caduta di alberi sradicati dal vento.
I vigili del fuoco sono intervenuti anche sulla Vigevanese e sulla Pavia – Mortara per liberare la sede stradale da alberi abbattuti dal nubifragio.
Un laboratorio di pasticceria in frazione Motta SanDamiano, a due chilometri da Pavia, è stato scoperchiato dal vento, che ha provocato danni per oltre quattro milioni.
Il proprietario, Alfredo Loritto, ha avuto anche parte delle strutture murarie della sua abitazione danneggiate.
La strada comunale Pavia-Cura-Carpignano, che in alcuni tratti corre tra due fossati, è rimasta allagata.
Al quartiere vallone di Pavia, questa notte erano migliaia gli inquilini dei condomini e i proprietari di villette che, armati di secchi, svuotavano le cantine.
Oltre ai vigili del fuoco sono stati mobilitati per tutta la notte anche polizia e carabinieri.
I vigili del fuoco sono dovuti intervenire anche al policlinico San Matteo, dove l’acqua ha parzialmente allagato alcuni seminterrati adibiti a laboratori e i sotterranei.
Interventi anche alla necchi per l’allagamento di alcuni magazzini e alla fonderia Cattaneo, dove gli operai stamane non hanno potuto prendere lavoro per l’allagamento di alcuni reparti dove, essendoci motori e impianti elettrici, non si è potuto avviarli se prima non venivano liberati dall’acqua.
Il centro storico, i quartieri san Lanfranco e San Pietro ( dove la roggia Vernavola p straripata in più punti), il Borgo Ticino, la Città Giardino, insomma tutta pavia è rimasta sconvolta da questo nubifragio che, a detta degli anziani, non ha avuto simili.
I danni sono ingentissimi; comunque, un bilancio completo non è stato ancora possibile farlo perchè i vigili del fuoco sono tutt’ora impegnati in tutto il pavese.
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Offline Davide1987

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VOGHERA: AUTO SOMMERSE DAL NUBIFRAGIO
VOGHERA, 22 LUGLIO



Violenti temporali hanno investito stanotte Voghera causando numerosi allagamenti.
Tutti gli uomini disponibili del distaccamento dei vigili del fuoco sono stati impegnati nell’opera di prosciugamento di strade, magazzini e scantinati.
Le prime richieste d’intervento sono giunte verso l’una e si sono susseguite fino al mattino.
Una pioggia torrenziale è caduta per tutta la notte.
Sono rimasti allagati anche i sottopassaggi di corso XXVII Marzo e di via Carducci.
L’acqua ha raggiunto l’altezza di un metro “imprigionando” tre auto dirette al casello dell’autostrada Torino Piacenza.
Gli occupanti sono stati tratti in salvo e più tardi i pompieri hanno recuperato le vetture.
I vigili sono intervenuti anche alla stazione ferroviaria per prosciugare i sottopassaggi.
Complessivamente hanno compiuto una cinquantina d’interventi.
Questa mattina erano ancora al lavoro per liberare dall’acqua numerose cantine nel centro della città e in periferia.
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21 LUGLIO 1976



LA STAMPA 22 LUGLIO 1976
VIOLENTA BUFERA CON GRANDINE E IL TRAFFICO BLOCCATO DA ALBERI
A NOVARA CHICCHI GROSSI COME NOCI
UN FULMINE A TRECATE SULLA TORINO – MILANO FERMA I TRENI
STRADE ALLAGATE NELL’OSSOLA
TENDE DIVELTE NEI CAMPEGGI DEL VERBANO
NOVARA 21 LUGLIO 1976



Un nuovo violento temporale si è abbattuto nel pomeriggio sul novarese.
Questa volta insieme alla fitta pioggia è caduta, con chicchi grandi quanto una noce, la grandine.
La violenza della bufera ha abbattuto, lungo la statale Novara – Torino, nei pressi di Cameriano, alcuni alberi che hanno ostruito la strada bloccando per quasi un’ora il traffico.
E’ stato ripristinato dopo l’intervento dei vigili del fuoco.
Non sembra che la grandine abbia causato danni alle colture agricole.
Nel Cusio il temporale ha provocato danni e allagamenti a Orta, lungo la strada vecchia che costeggia il lago.
Un albero di alto fusto è stato sradicato dal vento ed è precipitato bloccando la via Fava.
Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco di Borgomanero che, con una motosega, hanno sfoltito l’albero e ripristinato la circolazione.
Altri alberi sono caduti per il temporale lungo la passeggiata di San Quirico.
A Coiromonte, i vigili del fuoco di Borgomanero sono intervenuti ieri sera per domare un incendio scoppiato in seguito al temporale.
Un fulmine si è abbattuto su una casetta prefabbricata colpendo l’impianto elettrico.
Il fuoco ha danneggiato il tetto e le pareti dell’edificio.
Nessun ferito.
Nell’Ossola un violento acquazzone si è abbattuto poco dopo mezzogiorno.
Il rovescio è stato accompagnato da fortissime raffiche di vento.
Molte strade delle valli sono state allagate ed il traffico si è svolto con difficoltà.
I pompieri hanno dovuto rispondere a numerose chiamate di gente che lamentava infiltrazioni d’acqua nelle cantine.
Il temporale è durato poco più di un’ora, poi a Domodossola è tornato a splendere il sole.
Nelle valli però ha provocato un brusco abbassamento della temperatura.
Nel Verbano il violento temporale con vento a 80 chilometri orari e grandine che ha infuriato nel tardo pomeriggio di ieri ha provocato gravi danni a frutteti e raccolti.
A Cannobbio, nei campeggi, almeno una trentina di tende sono state rovesciate, divelte e strappate dal vento e gli occupanti hanno dovuto cercare riparo in pensioni e alberghi.
Nella piana del Toce una quindicina di abeti di una grande pineta sono stati sradicati da un violentissimo vortice.
Il Lago Maggiore, nonostante i frequenti acquazzoni di queste ultime quarantotto ore, continua a scendere.
Durante il temporale, verso le 18,30, un fulmine si è abbattuto su una cabina di trasformazione della linea ferroviaria Torino – Milano nei pressi di Trecate.
Essendo andati in “blocco” parecchi congegni oltre che essere venuta meno l’energia elettrica, nel tratto Novara – Trecate il traffico è rimasto interrotto per circa tre ore.
E’ ripreso regolarmente alle 21,30.
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Offline equaqui

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Boja che estate di m***a...
 :(
O si pensa, o si crede.
(Schopenhauer)

Offline Davide1987

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23 LUGLIO 1976



LA STAMPA 23 LUGLIO 1976TROMBE D’ARIA E PIOGGE TORRENZIALI HANNO SCONVOLTO LA PENISOLA
VIOLENTI NUBIFRAGI IN TUTTA ITALIA MILIARDI DI DANNI, RACCOLTI PERDUTI
GRAVEMENTE COLPITI GENOVA, PAVIA, IL VENETO, LA TOSCANA E LA PUGLIA
CASE SCOPERCHIATE, ALBERI SRADICATI, CANTINE ALLAGATE
DEVASTATI MIGLIAIA DI ETTARI DI COLTURE
INTERROTTA LA LINEA FERROVIARIA PER VENEZIA

GENOVA, 22 LUGLIO 1976
Violento nubifragio stanotte a Genova.
La furia del vento ha sradicato alberi, rovesciato automobili, divelto comignoli e tegole.
Non vi sono feriti, ma i danni ammontano a qualche miliardo.
Verso le cinque del mattino una tromba d’aria ha aggredito la città da ponente e da levante abbattendosi sul quartiere della Foce e sul centro:
le raffiche più violente hanno sollevato onde alte più di quindici venti metri e hanno raggiunto la velocità di 100 chilometri orari.
Per dieci minuti sono volati comignoli e tegole per le strade deserte, alcuni alberi dei viali della Foce sono stati sradicati, numerose auto, non al riparo di alti palazzi, sono state rovesciate.



I bagni comunali San Nazaro che sorgono all’imboccatura del porto e meno d’un chilometro dalla Foce sono stati devastati e decine di barche sono state danneggiate.
Sono ricorsi alle cure del pronto soccorso del San Martino soltanto nove passanti colpiti da oggetti contundenti.
Ha continuato a piovere per tutto il giorno, a tratti, ma con intensità: l’uragano s’è spostato verso il mare aperto, ma non ha provocato danno ai natanti perchè le imbarcazioni si erano messe al riparo sin dalle prime raffiche di vento.



Nella zona alta della città la pioggia ha provocato smottamenti che hanno bloccato il traffico per alcune ore.
I vigili del fuoco hanno tenuto tutte le loro squadre in azione per tutto il giorno, con l’aiuto di polizia stradale e carabinieri.
Unico dato positivo è l’aumento, considerevole, dell’acqua che allontana il timore del razionamento.
Alcuni incendi di boschi sul colle del Righi alle spalle di Genova e nella zona di Chiavari, sono stati domati dallo scrosciare della pioggia.
La tromba marina è considerata dai meteorologi come un evento eccezionale in questa stagione,
perchè in genere non si verificano mai alla fine di luglio bruschi cambiamenti di pressione atmosferica.
L’uragano comunque non ha spaventato molto i genovesi e gli abitanti dei centri della costa perchè s’è svolto in un’ora in cui le strade erano deserte.
Se fosse avvenuto a metà giornata forse si sarebbero verificate le scene di panico che hanno caratterizzato in passato violenti eventi naturali: il naufragio, nell’aprile del 1971, della “London Valour”, il mercantile inglese gettato contro la scogliera del porto da una violenta libecciata che durò per ore e ore, e l’alluvione dell’ottobre del 1970, che provocò lo straripamento dei torrenti che attraversano la città.
Nubifragio anche a PAVIA.
I sotterranei del Policlinico San Matteo sono stati invasi dall’acqua che è entrata nei locali della centrale termica, nei laboratori della patologia medica, della clinica chirurgica e nella sala del Betatrone.
I danni sono ingentissimi, forse più di un miliardo: l’acqua ha danneggiato numerose apparecchiature e strumenti di ricerca.
I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte per svuotare l’acqua che in alcuni punti ha raggiunto i due metri.
Violenti temporali con grandinate e forti raffiche di vento si sono abbattuti nel primo mattino su tutta la TOSCANA.
Alla periferia di Livorno, una tromba d’aria ha scoperchiato una ventina di case.
In tutta la regione vi sono stati allagamenti di fabbriche, abitazioni e strade.
Interrotte per qualche ora le linee telefoniche ed elettroche: la grandine ha provocato gravi danni alle colture.
PESARO nel primo pomeriggio è stata investita da raffiche di vento che hanno raggiunto i 94 chilometri orari; in quindici minuti sono caduti 26 millimetri di pioggia.
Il vento ha sradicato alberi, fatto volare cabine e ombrelloni, divelto numerose antenne televisive.
Nella zona di CHIETI, la grandine ha distrutto decine di ettari di colture.
Si calcola che almeno 350 quintali di uva siano andati perduti.
Secondo una prima stima i danni ai vigneti sarebbero di 3 miliardi e mezzo.
Danneggiate anche le colture di frutta, grano, ortaggi, barbabietole.
In PUGLIA il maltempo che si è abbattuto per tutta la giornata in gran parte della regione ha provocato nuovi irreparabili danni alle colture giù seriamente danneggiate dai nubifragi avvenuti nei primi giorni di luglio.
Il raccolto di ulivi, mandorli e uva è ormai compromesso.
A VOGHERA invece la pioggia torrenziale di questa notte ha salvato dalla siccità il raccolto di bietole e granoturco, ma ha provocato gravi danni al centro della città.
Decine di laboratori, capannoni, abitazioni e cantine sono stati allagati.
I vigili del fuoco sono impegnati tutta la notte e tutto il giorno per l’opera di prosciugamento.
L’acqua ha provocato lo straripamento del collettore Galliano, nel quale confluiscono gli scarichi delle fognature.
Il liquame ha invaso un allevamento di polli e suini, causando la morte di oltre 2 mila capi.
Nubifragio anche a VENEZIA.
La pioggia e il vento hanno spezzato le linee di alimentazione della ferrovia.
Tutto il traffico è stato interrotto sino alle prime ore del pomeriggio.
Danni anche nel centro della città, dove i vigili del fuoco sono stati a lungo impegnati per la rimozione di camini, cornicioni e serrande danneggiate.
A MESTRE il vento ha sradicato molti alberi, numerosi scantinati sono stati completamente allagati.
Nei pressi di PADOVA un fulmine ha bruciato il tetto di una casa danneggiando anche i mobili all’interno.
A TREVISO i vigili del fuoco hanno ricevuto oltre trecento chiamate per allagamenti.
Nel VERONESE il vento ha raggiunto i 130 chilometri orari, fenomeno definito “eccezionale! Dall’osservatorio dell’aeronautica, poichè non si verificava da una decina d’anni.
In due ore sono caduti 42 millimetri di acqua, poco meno della quantità registrata in maggio e giugno.
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TENDOPOLI SCONVOLTE DAL MALTEMPO IN FRIULI
TRIESTE 22 LUGLIO 1976


L’ondata di maltempo ha colpito i Friuli con acquazzoni e temporali che hanno causato un sensibile abbassamento della temperatura.
Molte tende sono state allagate e hanno subito infiltrazioni di pioggia.
Ne hanno risentito in particolare gli abitanti di quelle tende che sono ancora provvedute di un pavimento in legno: in alcune di esse come a Gemona, Artegna ed a Venzone, hanno dovuto essere rinforzati i tiranti, che le folate di vento minacciavano di strappare.
Sotto la pioggia torrenziale, i senza tetto e le squadre di soccorso hanno dovuto coprire con tavole e teli di Nylon le case lesioante, dove sono in corso o stanno per iniziare i lavori di riatto dei tetti per evitare che l’acqua apportasse ulteriori danni.



MENTRE GLI ESPERTI PREVEDONO “PERSISTENTE TEMPO BUONO”
SOLLIEVO PER LA FINE DELLA SICCITA’
(L’ITALIA E’ STATA LA MENO COLPITA)
ROMA 22 LUGLIO 1976

Benedetto anche il maltempo, quando serve a mitigare l’arsura di una siccità come quella che la Pianura Padana sta ormai soffrendo da molte settimane.
In sole dodici ore, e cioè dalle 20 di ieri alle 8 di stamattina, sono caduti
27mm di pioggia a Torino Caselle,
12 a Torino Bric della Croce;
38 a Bergamo;
31 a Brescia;
18 a Bolzano;
39 a Vicenza;
25 a Padova;
23 a Verona;
29 a Treviso;
42 a Venezia Tessera;
33 a Genova.
Quantitativi notevolissimi su tutta l’area Padana, insomma, Tanto da Costringere il servizio meteorologico dell’Aeronautica ad Avvertire la Protezione civile per le prevenzioni più opportune.
La situazione meteorologica sta però evolvendosi con molta lentezza e il maltempo persisterà quindi ancora per qualche giorno.
Sulla Pianura Padana, i miglioramenti potranno manifestarsi solo a partire da domani.
La perturbazione sta ora trasferendosi verso il centro, e domani raggiungerà le regioni meridionali, dove persisterà più a lungo.
Per i prossimi due o tre giorni, il tempo sarà brutto su quasi tutto il Meridione, con temporali, rovesci improvvisi, forti raffiche di vento e anche grandinate.
I benefici sulla Pianura Padana si sono fatti notare fin da stamattina.
A Boretto, nel Reggiano, il livello del Po è salito di 16 centimetri;
a Cremona di 58 centimetri.
La siccità ha dunque le ore contate?
“Non penso che le piogge di questi giorni, anche se sicuramente vantaggiose, saranno risolutive.
Ha detto il colonnello Gino Todisco, capo della sezione previsioni a breve termine del servizio meteorologico.
A questo periodo di maltempo subentrerà una fase persistente di tempo buono e con scarse precipitazioni, come accade d’estate”.
Le piogge di queste ore servono comunque a interrompere la tensione e le paure degli agricoltori.
Un dato senza essere paragonato alla media 71/2000 non ha senso.