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EL NIÑO/SOUTHERN OSCILLATION (ENSO) DIAGNOSTIC DISCUSSION

zagor

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🤣 😇 🤣Magari mettetevi d'accordo tu e Foianese Marco. Non si può leggere un post che parla di Nina in sviluppo e dopo un altro che parla di Nino in partenza.....
Facciamo che non fa una Nada e siamo tutti felici e contenti?
 

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🤣 😇 🤣Magari mettetevi d'accordo tu e Foianese Marco. Non si può leggere un post che parla di Nina in sviluppo e dopo un altro che parla di Nino in partenza.....
Facciamo che non fa una Nada e siamo tutti felici e contenti?
Si evince molto bene dalle due immagini postate sopra, come già ci sia la strisciata calda tipica del Nino in partenza...non vedo il problema😉
Se volete apro un nuovo post, ma non vorrei creare inutili doppioni
 

Alessandro 81

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Evoluzione dello Stato ENSO: Tendenze per l’Estate e l’Inverno 2025-26 secondo il NOAA (Giugno 2025)

Nel recente aggiornamento rilasciato il 12 giugno 2025 dal Climate Prediction Center della NOAA, lo stato attuale del sistema ENSO (El Niño-Southern Oscillation) è diagnosticato come neutro, con condizioni che si sono mantenute tali durante le ultime settimane. Le analisi oceaniche e atmosferiche rivelano un quadro coerente con la fase ENSO-Neutral, ma mostrano anche indizi che rendono plausibile una transizione verso La Niña nei mesi successivi, seppur con incertezza crescente nel periodo invernale.

Condizioni attuali nel Pacifico equatoriale

Durante il mese precedente, le temperature superficiali del mare (SST) nella regione Niño 3.4 si sono mantenute vicine alla norma, con valori settimanali compresi tra -0.1°C e +0.4°C. Questo comportamento termico è compatibile con uno stato neutro. Inoltre, le anomalie termiche sottomarine (tra 180° e 100°W) sono risultate lievemente positive, in particolare nelle sezioni centrali e occidentali del Pacifico, suggerendo un contenuto di calore sub-superficiale ancora disponibile ma non sufficiente a innescare un evento El Niño.

Dal punto di vista atmosferico, i venti zonali di basso livello sono rimasti orientati da est nell’area est-centrale del Pacifico, mentre i venti in quota hanno mostrato una configurazione prossima alla norma. L’attività convettiva ha continuato a concentrarsi sull’Indonesia, una configurazione coerente con lo stato neutro e con il potenziale rafforzamento della Walker Circulation, che potrebbe prefigurare uno sviluppo verso condizioni da La Niña se persistente.

Previsioni stagionali e probabilità evolutive

L’immagine allegata mostra l’evoluzione probabilistica delle tre fasi ENSO (El Niño, Neutral, La Niña) da parte del NOAA CPC per i prossimi mesi, con soglie di riferimento ±0.5°C sulla regione Niño 3.4 (ERSSTv5). Le stagioni sono aggregate in terne mobili (MJJ, JJA, JAS, etc.). I principali punti da evidenziare:

  • MJJ (Maggio-Luglio): probabilità di Neutral al 96%, praticamente certo.
  • JJA (Giugno-Agosto): Neutral ancora molto probabile (82%), mentre La Niña inizia a guadagnare terreno (13%), e El Niño rimane trascurabile (5%).
  • SON (Settembre-Novembre): la probabilità di Neutral scende al 53%, mentre La Niña sale al 37% – segno di possibile transizione.
  • NDJ (Novembre-Gennaio): incertezza marcata con 48% di Neutral e 41% di La Niña – uno scenario bifronte.
  • DJF (Dicembre-Febbraio) e JFM (Gennaio-Marzo 2026): il trend si stabilizza su un equilibrio fragile tra Neutral (52-56%) e La Niña (31-37%), con El Niño che rimane marginale (<15%).
Tale distribuzione probabilistica è supportata sia dall’ensemble del North American Multi-Model Ensemble (NMME)che dalle previsioni del IRI, che nel complesso confermano la persistenza di un pattern neutrale ma con tendenze deboli verso La Niña entro la fine del 2025.

Implicazioni climatiche e teleconnessioni attese

Nel contesto delle teleconnessioni globali, il mantenimento di una fase ENSO-Neutral durante l’estate boreale tende a ridurre l’influenza tropicale diretta sulla circolazione extratropicale, rendendo altri driver (quali il pattern della North Atlantic Oscillation – NAO, la Scandinavian pattern – SNAO, o l’attività convettiva monsonica) più dominanti nell’influenzare il clima europeo e mediterraneo.

Tuttavia, l’eventuale ingresso in fase La Niña tra autunno e inverno potrebbe comportare implicazioni significative per il semestre freddo 2025-26. In generale, gli eventi di La Niña sono associati a:

  • Aumento della piovosità in Indonesia e Australia.
  • Inverno più freddo e nevoso nel Nord America settentrionale.
  • Tendenza a una NAO positiva in inverno con flusso zonale più forte sull’Atlantico, ma anche potenziale incremento dei blocchi antizonali sull’Europa sud-occidentale, secondo alcune simulazioni recenti.

Conclusioni

Alla luce dei dati attuali, il NOAA mantiene lo stato di ENSO Alert System: Not Active, in assenza di segnali coerenti con una fase calda o fredda marcata. Tuttavia, l’evoluzione dell’equilibrio tra contenuto di calore sottomarino, pattern dei venti e convezione equatoriale sarà cruciale per determinare la traiettoria dell’ENSO nel secondo semestre del 2025. Il monitoraggio resta dunque essenziale, in particolare tra agosto e novembre, periodo in cui tradizionalmente si manifesta l’inizio degli eventi ENSO.


Riferimenti bibliografici e fonti

  1. NOAA Climate Prediction Center (2025). ENSO Diagnostic Discussion, June 2025.
  2. IRI/CPC ENSO Forecast – International Research Institute for Climate and Society, Columbia University.
  3. McPhaden, M. J., Zebiak, S. E., & Glantz, M. H. (2006). ENSO as an integrating concept in Earth science. Science, 314(5806), 1740–1745.
    DOI: 10.1126/science.1132588
  4. Timmermann, A. et al. (2018). El Niño–Southern Oscillation complexity. Nature, 559, 535–545.
    DOI: 10.1038/s41586-018-0252-6
  5. Capotondi, A. et al. (2015). Understanding ENSO diversity. Bulletin of the American Meteorological Society, 96(6), 921–938.
    DOI: 10.1175/BAMS-D-13-00117.1
 

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ENSO-Neutral e le Teleconnessioni Estive: Ruolo dei Pattern Extra-tropicali sul Clima Euro-Mediterraneo

Durante le fasi ENSO-Neutral, ovvero quando le anomalie di temperatura superficiale del mare (SST) nella regione Niño 3.4 restano comprese tra -0.5°C e +0.5°C per diversi mesi, il Pacifico equatoriale non fornisce un segnale convettivo sufficientemente forte da influenzare in modo sistematico la circolazione atmosferica globale. Questo implica che l’influenza diretta dell’ENSO sulla troposfera extratropicale si attenua, in particolare durante il semestre caldo, rendendo altri fattori teleconnettivi più determinanti per la configurazione meteorologica sull’Europa e sul bacino del Mediterraneo.

1. Il decoupling estivo tra tropici e medie latitudini

Nel semestre estivo boreale (giugno–settembre), il gradiente termico meridionale tra i tropici e le alte latitudini si riduce fisiologicamente a causa del riscaldamento generalizzato dell’emisfero nord. Questo limita l’efficacia del "wave train tropicale" tipico dell’ENSO, come i classici schemi di teleconnessione tipo Pacific–North American (PNA) o Tropical–North Atlantic (TNA), poiché le anomalie convettive equatoriali faticano a indurre onde di Rossby coerenti nel flusso zonale rilassato dell’estate (Barsugli et al., 2006; Rodríguez-Fonseca et al., 2016). La fase ENSO-Neutral, priva di un forcing convettivo dominante, accentua questo decoupling funzionale tra tropici e medie latitudini.

2. Ruolo dominante dei pattern extratropicali: NAO e SNAO

Con l’attenuazione del forcing tropicale, diventano preponderanti le modalità interne della variabilità atmosferica euro-atlantica, tra cui:

  • NAO estiva (Summer NAO, SNAO): distinta dalla NAO invernale, la SNAO è descritta da una dipole pressure mode tra la Groenlandia e le Isole Britanniche/Europa centrale. Il suo segnale è fortemente associato a:
    • flussi zonali forti (fase positiva → condizioni più secche e calde sull’Europa centro-settentrionale e Scandinavia);
    • blocchi anticiclonici e ondate di calore nel Mediterraneo quando associata a persistenti anomalie positive di geopotenziale (Folland et al., 2009; Linderholm et al., 2009).
  • Scandinavian pattern (SCA): struttura di blocco che modula le intrusioni fresche o la risalita di aria subtropicale. Una fase positiva (alta pressione sulla Scandinavia) è spesso connessa a flussi meridiani che favoriscono persistenti ondate di calore in Europa sud-occidentale (Cassou, 2008).
In assenza di un forte segnale ENSO, questi pattern autonomi o endogeni del sistema atmosferico euro-atlanticotendono a guidare la variabilità del getto subtropicale e della circolazione a scala sinottica.

3. Influenza della circolazione monsonica e della Madden-Julian Oscillation (MJO)

Anche l’attività convettiva monsonica e la variabilità intrastagionale tropicale, in primis la Madden-Julian Oscillation (MJO), possono modulare l’attività delle onde di Rossby che impattano l’Europa. La MJO, se attiva nelle fasi 2–3 o 6–7, può innescare onde planetarie retrograde o blocchi che influenzano la posizione del jet stream atlantico (Lin et al., 2009; Vitart, 2017). Tuttavia, durante la fase ENSO-Neutral, la coerenza spazio-temporale dell’attività MJO risulta spesso indebolita, limitando anche il suo potenziale di teleconnessione con le medie latitudini.

4. Implicazioni per il bacino del Mediterraneo

Il Mediterraneo, in estate, rappresenta un’area di transizione tra il dominio subtropicale africano e la cintura di westerlies temperati. In condizioni ENSO-Neutral:

  • l’espansione subtropicale (African High) tende a essere governata da fattori locali e dall’Atlantico subtropicale (come le anomalie termiche marine);
  • le incursioni di aria più fresca o perturbata dipendono maggiormente dalla posizione del get stream polare, che risulta a sua volta controllato dalla NAO e dalla SNAO.
Ciò implica che eventuali anomalie di temperatura o precipitazione nel Mediterraneo non possono essere imputate direttamente all’ENSO, ma devono essere analizzate in funzione della variabilità interna dell’Atlantico Nord e delle interazioni con il continente eurasiatico.


Conclusioni

In sintesi, durante le fasi ENSO-Neutral estive, il Pacifico tropicale non fornisce un segnale dominante sulla circolazione globale, lasciando spazio a una maggiore influenza delle modalità interne della variabilità atmosferica nell’emisfero nord. In particolare, NAO, SNAO, Scandinavian Pattern e MJO risultano cruciali nel determinare le configurazioni bariche sull’Europa e, di conseguenza, l’evoluzione termico-precipitativa sul Mediterraneo. La comprensione di questi meccanismi è fondamentale per interpretare la variabilità stagionale in assenza di un segnale ENSO definito.


Riferimenti bibliografici

  1. Barsugli, J. J., Sardeshmukh, P. D., & Van den Dool, H. M. (2006). The Tropical Influence on Extratropical Predictability. Journal of Climate, 19(22), 5685–5704.
    DOI: 10.1175/JCLI3913.1
  2. Folland, C. K., Knight, J., Linderholm, H. W., Fereday, D., Ineson, S., & Hurrell, J. W. (2009). The Summer North Atlantic Oscillation: Past, Present, and Future. Journal of Climate, 22(5), 1082–1103.
    DOI: 10.1175/2008JCLI2459.1
  3. Cassou, C. (2008). Intraseasonal Interaction Between the Madden–Julian Oscillation and the North Atlantic Oscillation. Nature, 455, 523–527.
    DOI: 10.1038/nature07286
  4. Rodríguez-Fonseca, B. et al. (2016). Summer climate variability in the Mediterranean region: Role of teleconnections and local factors. Climate Dynamics, 47, 1361–1377.
    DOI: 10.1007/s00382-015-2908-0
  5. Vitart, F. (2017). Evolution of ECMWF sub-seasonal forecast skill scores. Quarterly Journal of the Royal Meteorological Society, 143(702), 2660–2670.
    DOI: 10.1002/qj.3097
  6. Lin, H., Derome, J., & Brunet, G. (2009). The nonlinear transient atmospheric response to tropical forcing. Journal of Climate, 22(4), 603–620.
    DOI: 10.1175/2008JCLI2348.1

 

Alessandro 81

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Evoluzione recente e prospettive stagionali del fenomeno ENSO: analisi diagnostica e previsionale al giugno 2025



1. Introduzione

Il fenomeno ENSO (El Niño–Southern Oscillation) rappresenta la principale modalità di variabilità interannuale del sistema climatico tropicale, con impatti teleconnessi su larga scala che si estendono a latitudini extratropicali (McPhaden et al., 2006; Timmermann et al., 2018). L’indice Niño 3.4, definito come l’anomalia della temperatura superficiale del mare (SST) media nell’area compresa tra 5°N–5°S e 170°W–120°W, costituisce il parametro diagnostico principale per la classificazione dello stato ENSO.

A seguito della dissipazione dell’episodio El Niño 2023–2024, la regione equatoriale centrale del Pacifico è progressivamente ritornata a condizioni termicamente neutre. L’aggiornamento ENSO del giugno 2025, pubblicato dal Climate Prediction Center (CPC) e dall’International Research Institute (IRI), conferma questo stato e ne prevede la persistenza nei prossimi mesi, pur rilevando segnali di un potenziale raffreddamento verso una fase fredda (La Niña) debole o marginale entro la stagione tardo-autunnale.


2. Diagnosi attuale dello stato ENSO

Al giugno 2025, le condizioni oceaniche e atmosferiche nel Pacifico equatoriale centrale risultano coerenti con un regime ENSO-neutrale, come confermato dalle osservazioni SST nella regione Niño 3.4, che mostrano valori prossimi allo zero (±0.3 °C), entro la soglia ±0.5 °C definita per la neutralità (NOAA CPC, 2025).

Questa transizione verso la neutralità è ben evidenziata anche nel grafico delle anomalie storiche del Niño 3.4, dove si osserva un rapido collasso dell’anomalia positiva sviluppatasi nel 2023, seguito da un ritorno a valori neutri tra aprile e giugno 2025. L’assenza di una convezione anomala persistente sulla regione centrale del Pacifico e la cessazione del wind burst supportano ulteriormente il quadro neutrale anche sul piano dinamico-atmosferico.


3. Previsioni probabilistiche CPC e IRI: convergenze e divergenze

Le previsioni probabilistiche ufficiali del CPC (figura 1) e quelle modellistiche dell’IRI (figura 3) mostrano un’elevata concordanza nell’indicare la persistenza di condizioni ENSO-neutrali almeno fino alla fine del 2025:

  • Il CPC assegna una probabilità di neutralità dell’82% per il trimestre giugno–agosto (JJA), che scende gradualmente fino al 49% per il trimestre novembre–gennaio (NDJ), lasciando spazio a un aumento della probabilità di La Niña, che raggiunge un picco del 41% nello stesso periodo. Le probabilità di El Niño rimangono residuali (<15%) lungo l’intero orizzonte previsionale.
  • L’IRI, sulla base del proprio ensemble modellistico oggettivo, conferma un massimo di probabilità ENSO-neutrale del 84% in JJA, con un progressivo declino autunnale (48% in OND) ma con valori nuovamente in rialzo nel primo trimestre del 2026 (66% in FMA). Le probabilità di La Niña risultano leggermente inferiori a quelle proposte dal CPC, suggerendo una maggiore incertezza modellistica sulla transizione a un regime freddo.
La lieve divergenza tra i due set previsionali è attribuibile al differente timing delle elaborazioni: mentre il CPC incorpora il giudizio soggettivo dei previsori e si basa su dati iniziali aggiornati prima, l’IRI si fonda esclusivamente su modelli fisico-statistici e viene aggiornato successivamente (Barnston et al., 2012).


4. Plume modellistico ENSO: dispersione e segnali emergenti

Il plume forecast dell’IRI (figura 4) mostra una dispersione significativa tra i diversi modelli dinamici e statistici circa l’evoluzione dell’anomalia SST nella regione Niño 3.4. In media, i modelli prevedono un raffreddamento moderato ma contenuto, con valori prossimi a −0.4 °C tra OND 2025 e DJF 2026, al limite della soglia di La Niña.

Tuttavia, alcuni modelli (es. MetFRANCE, ECMWF, CANSIPS) simulano una traiettoria più marcata verso valori negativi anche inferiori a −1.0 °C, suggerendo un possibile sviluppo di una La Niña debole o moderata. Al contrario, i modelli statistici (es. CPC MRKOV, BCC RZDM) mantengono valori attorno alla neutralità. Questo spread riflette l’attuale incertezza circa la risposta oceanica alla cessazione del precedente El Niño, nonché la variabilità intrinseca nei processi di feedback oceano-atmosfera.


5. Considerazioni storiche e implicazioni

Come riportato nel “June 2025 Quick Look”, eventi ENSO tendono a svilupparsi nel semestre primaverile (AMJ) e raggiungono il picco nel semestre invernale successivo (OND–DJF), con una durata media di 9–12 mesi. In tale contesto, il rapido ritorno alla neutralità dopo El Niño 2023–2024 risulta anomalo rispetto alla climatologia media, ma non senza precedenti (es. post-El Niño 2007, 2019).

La possibilità di ingresso in una fase La Niña nel semestre freddo 2025–2026, sebbene non dominante, resta una variabile da monitorare attentamente, poiché potrebbe amplificare le teleconnessioni extratropicali, favorendo ad esempio un rafforzamento della NAO positiva in inverno boreale o un aumento del rischio siccità in Sud America australe (Brönnimann, 2007; Trenberth et al., 2020).


Conclusione

Alla luce delle evidenze attuali, il sistema ENSO si trova in una fase neutra con alta probabilità di persistenza fino all’autunno 2025. Le probabilità di transizione verso La Niña aumentano moderatamente nel trimestre OND, ma i segnali modellistici restano divergenti e non univoci. L’ipotesi più probabile resta dunque quella di un regime neutrale protrattocon possibili, ma non ancora consolidate, tendenze verso un raffreddamento marginale nell’inverno 2025–2026.


Riferimenti bibliografici

  • Barnston, A. G., Tippett, M. K., L’Heureux, M. L., Li, S., & DeWitt, D. G. (2012). Skill of real-time seasonal ENSO model predictions during 2002–11. Bulletin of the American Meteorological Society, 93(5), 631–651.
  • Brönnimann, S. (2007). Impact of El Niño–Southern Oscillation on European climate. Reviews of Geophysics, 45(3).
  • McPhaden, M. J., Zebiak, S. E., & Glantz, M. H. (2006). ENSO as an integrating concept in Earth science. Science, 314(5806), 1740–1745.
  • NOAA CPC (2025). ENSO: June 2025 Quick Look. www.cpc.ncep.noaa.gov
  • Timmermann, A., et al. (2018). El Niño–Southern Oscillation complexity. Nature, 559(7715), 535–545.
  • Trenberth, K. E., et al. (2020). The changing character of ENSO. Nature Reviews Earth & Environment, 1(1), 1–14.

https://iri.columbia.edu/our-expertise/climate/forecasts/enso/current/
 

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Il plume modellistico ENSO: fondamenti teorici, struttura e rilevanza nella previsione climatica stagionale

Il sistema ENSO (El Niño–Southern Oscillation) costituisce la principale sorgente di variabilità interannuale nel sistema climatico globale, con impatti documentati su fenomeni atmosferici che spaziano dalla circolazione monsonica alle teleconnessioni extratropicali (McPhaden et al., 2006; Timmermann et al., 2018). Nell’ambito della diagnostica e previsione operativa di questo fenomeno, un ruolo centrale è ricoperto dal cosiddetto plume modellistico ENSO, ovvero una rappresentazione grafica integrata che sintetizza l’evoluzione prevista dell’anomalia della temperatura superficiale del mare (SST) nella regione Niño 3.4 (5°S–5°N, 170°W–120°W) da parte di un insieme di modelli numerici.

Questa tipologia di prodotto nasce dall’esigenza di comunicare in modo efficace la dispersione delle previsioni modellistiche e la relativa incertezza intrinseca. Il termine plume (letteralmente “pennacchio”) deriva dalla forma che le curve tracciate dai diversi modelli assumono nel tempo: partendo da condizioni iniziali comuni, esse tendono a divergere progressivamente, formando una struttura a ventaglio che evidenzia l’aumento dell’incertezza previsionale con il passare dei mesi. Tale configurazione permette non solo di individuare la tendenza media (o ensemble mean), ma anche di valutare la coerenza intermodello e la fiducia complessiva associata allo scenario ENSO previsto.

Dal punto di vista strutturale, il plume ENSO si sviluppa su un sistema cartesiano in cui l’asse delle ascisse riporta i mesi o i trimestri mobili (es. JJA, SON, NDJ), mentre l’asse delle ordinate rappresenta l’anomalia della SST nella regione Niño 3.4, espressa in gradi Celsius. Le previsioni sono generalmente espresse come medie mensili o stagionali smorzate, coerenti con la natura a bassa frequenza della variabilità ENSO. Le curve modellistiche sono spesso distinte per colore o forma, consentendo l’identificazione dei singoli modelli o dei sottogruppi di appartenenza (es. modelli dinamici vs. statistici).

Nella pratica operativa, i modelli inclusi nel plume vengono inizializzati a partire da un set comune di condizioni osservate. I modelli dinamici (come ECMWF, CFSv2, CANSIPS, JMA) risolvono numericamente le equazioni primitive dell’atmosfera e dell’oceano, accoppiando in modo esplicito le retroazioni tra superficie marina, vento, radiazione e flusso di calore. I modelli statistici (come MRKOV, LIM o RZDM), invece, si basano su relazioni empiriche derivate da serie storiche e da tecniche di regressione multivariata o apprendimento automatico, e offrono generalmente maggiore stabilità ma minore sensibilità ai segnali fisici emergenti.

L’interpretazione del plume modellistico ENSO è centrale per le strategie di previsione stagionale a scala globale. In primo luogo, esso consente di valutare se l’anomalia prevista supererà le soglie operative di ±0.5 °C per almeno cinque mesi consecutivi, condizione necessaria (se accompagnata da anomalie atmosferiche coerenti) per dichiarare un evento El Niño o La Niña (NOAA CPC, 2023). In secondo luogo, fornisce informazioni fondamentali per valutare l’impatto potenziale del segnale ENSO su variabili meteorologiche regionali, attraverso le ben documentate teleconnessioni che legano ENSO a pattern atmosferici come la NAO (North Atlantic Oscillation), il PNA (Pacific North American Pattern) o l’MJO (Madden-Julian Oscillation).

Un ulteriore valore del plume ENSO risiede nella possibilità di monitorare la cosiddetta “barriera primaverile della prevedibilità” (spring predictability barrier), ovvero una riduzione sistematica dell’affidabilità previsionale che si verifica durante i mesi di transizione tra marzo e maggio (Webster & Yang, 1992). Tale fenomeno è legato all’instabilità del sistema tropicale in questo periodo, durante il quale il Pacifico si trova in una configurazione di basso gradiente termico equatoriale e di alta variabilità stocastica. L’effetto di questa barriera si riflette graficamente in una maggiore dispersione del plume nei mesi a cavallo tra primavera ed estate boreale.

Tuttavia, il plume modellistico presenta anche alcune limitazioni metodologiche. In primo luogo, la media ensemble può mascherare la presenza di scenari divergenti e potenzialmente rilevanti, come una biforcazione tra modelli che simulano un rapido ingresso in fase La Niña e altri che mantengono condizioni neutre. Inoltre, molti modelli presentano bias sistematici nella simulazione della termoclina, dell’accoppiamento oceano-atmosfera o nella propagazione delle onde di Kelvin e Rossby, con ricadute sulla traiettoria prevista dell’ENSO. È pertanto essenziale integrare l’analisi del plume con strumenti diagnostici supplementari, come gli Hovmöller di wind stress e le sezioni verticali di T° e termoclina, nonché con l’analisi soggettiva da parte dei previsori esperti.

In sintesi, il plume modellistico ENSO rappresenta una sintesi visuale di fondamentale importanza per la previsione climatica stagionale, offrendo un quadro probabilistico e multimodello dell’evoluzione del sistema ENSO. Esso permette di valutare tendenze, incertezze e punti critici del ciclo climatico tropicale, fornendo al contempo una base oggettiva per la formulazione di outlook stagionali su scala globale e regionale. La sua interpretazione richiede tuttavia una solida conoscenza della dinamica ENSO e una valutazione critica dei modelli inclusi, al fine di garantire una previsione robusta e informata.


Riferimenti bibliografici

  • Barnston, A. G., Tippett, M. K., L’Heureux, M. L., Li, S., & DeWitt, D. G. (2012). Skill of real-time seasonal ENSO model predictions during 2002–11. Bulletin of the American Meteorological Society, 93(5), 631–651.
  • Collins, M., et al. (2010). The impact of global warming on the tropical Pacific Ocean and El Niño. Nature Geoscience, 3(6), 391–397.
  • McPhaden, M. J., Zebiak, S. E., & Glantz, M. H. (2006). ENSO as an integrating concept in Earth science. Science, 314(5806), 1740–1745.
  • NOAA CPC (2023). ENSO Diagnostic Discussion Archive. https://www.cpc.ncep.noaa.gov
  • Timmermann, A., et al. (2018). El Niño–Southern Oscillation complexity. Nature, 559(7715), 535–545.
  • Webster, P. J., & Yang, S. (1992). Monsoon and ENSO: Selectively interactive systems. Quarterly Journal of the Royal Meteorological Society, 118(507), 877–926.

 

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Diagnosi aggiornata del sistema ENSO: stato neutrale e potenziale evoluzione verso La Niña nel semestre freddo 2025–2026

1. Inquadramento generale del fenomeno ENSO

L’El Niño-Southern Oscillation (ENSO) è il principale driver interannuale della variabilità climatica tropicale e globale (McPhaden et al., 2006). Esso si manifesta attraverso anomalie persistenti delle temperature superficiali del Pacifico equatoriale centrale e orientale, accompagnate da modificazioni nella circolazione atmosferica tropicale (Walker Circulation), nella convezione e nei pattern di precipitazione globale.

L’evoluzione del sistema ENSO nel 2024–25 è stata contraddistinta da un El Niño di moderata intensità, conclusosi entro la primavera 2025, seguito da una fase di neutralità protrattasi fino a giugno 2025. Le attuali condizioni riflettono la persistenza di un regime neutro, ma con segnali precursori di un possibile ingresso in La Niña debole entro l’autunno-inverno 2025–2026.


2. Stato attuale del Pacifico tropicale (giugno 2025)

Secondo l’ENSO Diagnostic Discussion emesso dal NOAA/CPC in data 10 luglio 2025, l’oceano Pacifico equatoriale mostra attualmente condizioni ENSO-neutrali, caratterizzate da:

  • Temperature superficiali (SST) nella norma, con valori degli indici Niño compresi tra 0.0°C e +0.4°C (Fig. 2)
  • Anomalie sub-superficiali debolmente positive, concentrate lungo la termoclina (Fig. 3–4)
  • Anomalie dei venti di basso livello orientali e venti in quota occidentali, indice di rafforzamento della circolazione Walker
  • Convezione tropicale accentuata sull’Indonesia, coerente con una fase neutrale a tratti La Niña-like (Fig. 5)
Nel complesso, il sistema accoppiato oceano-atmosfera mostra assenza di anomalie significative, pur con tendenze dinamiche orientate verso un possibile raffreddamento.


3. Scenari previsionali: neutralità o La Niña per l’inverno 2025–2026

Le proiezioni fornite dai principali consorzi modellistici indicano divergenze interpretative tra i centri previsionali:

  • Il IRI/CPC attribuisce una probabilità del 56% alla permanenza dello stato neutro nel trimestre agosto–ottobre 2025, con probabilità simili tra ENSO-neutrale e La Niña durante l’inverno boreale (Fig. 6–7).
  • Il North American Multi-Model Ensemble (NMME) mostra una maggiore propensione verso un episodio di La Niña a partire dall’autunno, seppur di breve durata e non conforme alla definizione operativa NOAA (cinque trimestri consecutivi con SST ≤ –0.5°C nella regione Niño 3.4).
Queste discrepanze derivano da:

  • la persistenza di anomalie calde sub-superficiali lungo il Pacifico centrale,
  • ma anche da un probabile rafforzamento degli alisei orientali nelle prossime settimane, che potrebbe attivare un processo di raffreddamento (downwelling Kelvin wave inversa).

4. Implicazioni climatiche globali e focus sull’inverno boreale

Un eventuale sviluppo di La Niña (anche in forma debole) potrebbe innescare modificazioni nella circolazione atmosferica extratropicale, tra cui:

  • Intensificazione della Walker Circulation, con raffreddamento del Pacifico centrale e rafforzamento della convezione sull’area indonesiana;
  • Modulazione del getto polare, con possibili ripercussioni sulla troposfera artica e sul Vortice Polare Stratosferico;
  • Interazione con altri driver climatici, come la QBO negativa e la bassa estensione del ghiaccio marino artico nei mari di Barents e Kara, che secondo Cohen et al. (2018) e Kim et al. (2014) possono favorire un indebolimento del vortice polare e un pattern di tipo -NAO (North Atlantic Oscillation negativa);
  • Possibile maggiore incidenza di blocchi anticiclonici in Atlantico, con aumento del rischio di eventi freddi sull’Europa centro-meridionale.

5. Conclusioni

L’attuale stato del sistema ENSO è neutrale, ma mostra segnali precursori di transizione verso una La Niña debole, potenzialmente attiva tra autunno 2025 e inverno 2026. Tuttavia, l’incertezza resta elevata, e l’equilibrio tra lo scenario neutrale e La Niña si mantiene fragile. Sarà essenziale monitorare:

  • l’evoluzione delle anomalie sub-superficiali,
  • la risposta dei venti zonali e alisei,
  • e l’attività convettiva tropicale nei prossimi mesi.

Fonti operative


Bibliografia scientifica


 

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Diagnosi aggiornata del sistema ENSO e prospettive evolutive: stato a luglio 2025

https://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/analysis_monitoring/enso_advisory/ensodisc.pdf

1. Introduzione

Il sistema El Niño–Southern Oscillation (ENSO) rappresenta la più importante modalità di variabilità climatica interannuale a scala globale, influenzando in modo sostanziale i regimi meteorologici e climatici su ampie regioni del pianeta (McPhaden et al., 2006). Monitorare lo stato del sistema ENSO è cruciale per la previsione stagionale, la gestione dei rischi climatici e la comprensione delle interazioni oceano-atmosfera.

Il presente documento fornisce una sintesi dello stato dell’ENSO aggiornata al luglio 2025, sulla base dell’ENSO Diagnostic Discussion pubblicato dal Climate Prediction Center/NCEP/NOAA il 10 luglio 2025, integrando le valutazioni probabilistiche, le condizioni oceaniche e atmosferiche attuali e le proiezioni stagionali da modelli dinamici e statistici.


2. Stato attuale: condizioni ENSO-Neutral persistenti

Durante il mese di giugno 2025, le condizioni atmosferiche e oceaniche nel Pacifico equatoriale hanno continuato a riflettere un regime ENSO-Neutral, secondo i criteri diagnostici NOAA (NOAA CPC, 2025). Le temperature superficiali del mare (SST) sono risultate prossime alla media climatologica, con valori settimanali degli indici Niño compresi tra 0.0°C e +0.4°C (Fig. 2), indicando l’assenza di anomalie significative sia in direzione El Niño che La Niña.

La componente subsuperficiale ha mostrato anomalie termiche debolmente positive, in particolare lungo la termoclino (Fig. 4), suggerendo una stabilità termica oceanica con scarso supporto per un'imminente transizione verso La Niña. Inoltre, le anomalie di vento mostrano un pattern contrastante: venti al suolo (zonal wind) leggermente easterly nel Pacifico centrale e orientale e venti westerly in quota, tipici di una configurazione disaccoppiata e neutra.

A livello convettivo, l’analisi delle anomalie di radiazione a lunga onda uscente (OLR) mostra attività convettiva sopra la norma sull’Indonesia, coerente con la soppressione convettiva sul Pacifico centrale orientale, ma ancora insufficiente a innescare una circolazione tipica da La Niña (Fig. 5).


3. Previsioni stagionali e probabilità di transizione verso La Niña

Le proiezioni probabilistiche ufficiali (Fig. 7), elaborate dal NOAA CPC, indicano che lo stato ENSO-Neutral è atteso persistere fino alla fine dell’estate boreale 2025 (con probabilità del 56% per il trimestre agosto-ottobre). Successivamente, si osserva un aumento progressivo della probabilità di sviluppo di condizioni La Niña durante l'autunno e l’inverno 2025-26. Tuttavia, questa eventualità non risulta dominante, con le probabilità ENSO-Neutral ancora comparabili.

Secondo l’IRI-CPC plume aggiornato al 20 giugno 2025 (Fig. 6), la media dei modelli statistici e dinamici rimane entro l’intervallo neutro, sebbene alcune simulazioni individuali mostrino un raffreddamento coerente con La Niña. Tuttavia, il requisito minimo per la classificazione NOAA di un episodio La Niña – cinque trimestri mobili consecutivi con anomalie SST inferiori a -0.5°C nella regione Niño 3.4 – non è attualmente soddisfatto.

Il North American Multi-Model Ensemble (NMME) suggerisce anch’esso un raffreddamento nel Pacifico centrale nel corso dell’autunno, ma con intensità e durata limitate, a indicare una possibile Niña transitoria e borderline.


4. Implicazioni e prospettive globali

Se la Niña dovesse svilupparsi nel semestre freddo 2025-26, seppur in forma moderata o breve, essa potrebbe interagire con altri driver climatici globali (es. QBO negativa, bassa estensione dei ghiacci artici) influenzando la configurazione della circolazione emisferica, in particolare il Vortice Polare (Cohen et al., 2018; Kim et al., 2014). Tuttavia, date le attuali incertezze modellistiche, la traiettoria futura del sistema ENSO resta aperta, e sarà fondamentale monitorare nei prossimi mesi l'evoluzione degli alisei, del contenuto di calore oceanico e della convezione tropicale.


5. Conclusioni

L’analisi aggiornata indica:

  • Persistenza di condizioni ENSO-Neutral a luglio 2025;
  • Probabilità in crescita di transizione verso La Niña entro l’inverno, ma ancora non prevalenti rispetto allo scenario neutro;
  • Nessun segnale robusto e consolidato al momento per un evento Niña classico o prolungato;
  • Necessità di monitoraggio attivo nei prossimi 1-2 mesi per identificare segnali oceanici e atmosferici più chiari.

Riferimenti operativi


Riferimenti bibliografici

 

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Stato attuale e prospettive dell’ENSO – Agosto 2025


Analisi tecnico-scientifica dell’evoluzione oceanico-atmosferica nel Pacifico tropicale

L’ultima valutazione del Climate Prediction Center della NOAA, pubblicata il 4 agosto 2025, conferma il perdurare di condizioni ENSO-Neutral, in assenza di un chiaro accoppiamento tra anomalie oceaniche e segnali atmosferici coerenti con un episodio di El Niño o La Niña. Secondo l’ENSO Diagnostic Discussion, lo stato operativo del sistema di allerta ENSO è “Non Attivo”, e i parametri chiave confermano un regime di neutralità termica e dinamica nella regione equatoriale del Pacifico centrale e orientale.

1. Diagnosi termica superficiale: SST prossime alla media nel Pacifico equatoriale

L’analisi delle anomalie settimanali di temperatura superficiale del mare (SST) mostra una debole anomalia negativa nella regione Niño 3.4 (–0.3 °C), valore al di sotto della soglia di El Niño (+0.5 °C) e di La Niña (–0.5 °C), secondo la definizione operativa basata sull’indice ONI (Oceanic Niño Index). Anche le altre regioni mostrano valori prossimi alla neutralità: Niño 4 (–0.1 °C), Niño 3 (–0.2 °C), Niño 1+2 (+0.4 °C). Tali distribuzioni riflettono un pattern disomogeneo, tipico delle fasi di transizione, senza un’anomalia dominante coerente su larga scala.

2. Stato termico sub-superficiale: debole raffreddamento in propagazione verso est

A livello sub-superficiale (0–300 m), i dati mostrano anomalie termiche negative in rafforzamento nel Pacifico centro-orientale, mentre permangono anomalie positive residue nel settore occidentale. Questo gradiente verticale e longitudinale è indicativo dell’inizio di una fase potenzialmente evolutiva verso La Niña, anche se la struttura della termoclina non presenta ancora un’inclinazione marcata, e l’heat content complessivo dell’oceano rimane prossimo alla media climatologica.

Inoltre, l’analisi dell’evoluzione delle onde di Kelvin equatoriali evidenzia la presenza alternata di fasi di risalita (raffreddamento) e discesa (riscaldamento) negli ultimi 12 mesi, con l’ultimo segnale significativo di upwelling avviato nel mese di luglio 2025. Questo indica una potenziale modulazione del ciclo ENSO da parte della variabilità intrastagionale, in particolare attraverso l’attività della Madden-Julian Oscillation (MJO).

3. Configurazione atmosferica: accoppiamento debole e segnali contrastanti

Sul piano atmosferico, il quadro è coerente con condizioni ENSO-Neutral:

  • Le anomalie di vento zonale a bassa quota (850 hPa) sono prevalentemente orientali sul Pacifico centrale e orientale, segno di una circolazione equatoriale più intensa, ma non ancora decisa verso una configurazione La Niña-like.
  • Le anomalie di radiazione a onde lunghe uscenti (OLR) indicano convezione soppressa (valori positivi) nella zona del dateline fino ad aprile, e convezione intensa (OLR negativa) persistente sull’Indonesia e Pacifico occidentale fino a fine luglio.
  • In quota (200 hPa), si osserva una divergenza atmosferica localizzata sull’Asia marittima e una convergenza persistente al di fuori dei tropici, coerente con l’attività convettiva tropicale concentrata nella MJO phase 4–5.
Questa configurazione suggerisce che l’atmosfera non è ancora in fase con un forcing oceanico sufficientemente robusto da innescare un nuovo episodio ENSO. È quindi plausibile che eventuali segnali verso La Niña restino borderline o fluttuanti nei prossimi mesi.


4. Proiezioni modellistiche e scenario probabilistico

Le proiezioni aggiornate al 10 luglio 2025 indicano una probabilità del 56 % di mantenimento della neutralità ENSOnel trimestre agosto–ottobre 2025, con un aumento graduale della probabilità di La Niña verso l’autunno e inverno 2025–2026. Tuttavia, tale probabilità rimane paragonabile a quella di neutralità, rendendo lo scenario incerto e non univoco.

I modelli dinamici del CFSv2 (NCEP) suggeriscono una possibile La Niña debole (borderline) tra novembre 2025 e gennaio 2026, mentre il plume IRI aggiornato al 18 luglio 2025 mostra una convergenza dei modelli attorno a valori leggermente negativi ma all’interno del range neutro.


5. Implicazioni operative e teleconnessioni potenziali

  • Un prolungamento della fase ENSO-Neutral, come quello atteso, favorisce una maggiore sensibilità del sistema climatico globale ad altri forzanti sub-stagionali, come l’attività convettiva tropicale (MJO, Kelvin waves) e le oscillazioni stratosferiche (es. QBO).
  • La possibilità di un ritorno di La Niña entro l’inverno 2025–2026, seppur in forma debole, potrebbe avere ripercussioni sulle circolazioni extratropicali:
    • Rafforzamento dell’anticiclone pacifico subtropicale
    • Ondulazione del getto polare e propagazione delle onde di Rossby
    • Potenziale raffreddamento e aumento della piovosità in Sud-Est Asiatico, Australia e Amazzonia orientale, con effetti opposti su Nord America e Sahel
  • Per l’Europa, uno scenario neutro o da La Niña debole non fornisce un segnale ENSO-based robusto nel trimestre SON–DJF, ma può interagire con l’Atlantico subtropicale e la circolazione zonale attraverso modulazioni secondarie【Flis et al., 2024; Brönnimann et al., 2022】.

Bibliografia essenziale e fonti operative

https://origin.cpc.ncep.noaa.gov/products/precip/CWlink/MJO/enso.shtml#forecast
 

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Prospettive per l'inverno 2025–2026: un possibile scenario guidato da La Niña debole, QBO negativa e AAM basso

1. Introduzione: tre forzanti globali in possibile convergenza

L’attuale assetto climatico globale suggerisce la possibilità, seppur incerta, di una La Niña debole, in fase d’instaurazione nel tardo autunno 2025. A questa, potrebbero associarsi due ulteriori elementi chiave:

  • una QBO negativa (fase east a 30 hPa), prevista persistere durante l’inverno【NOAA QBO Monitoring】
  • un AAM (Atmospheric Angular Momentum) tendenzialmente negativo, come da ciclicità osservata post-El Niño e supportata da segnali tropicali (MJO in fase 4–5 persistente, convettività asiatica attiva)
La combinazione di questi tre segnali, se confermata, potrebbe indurre una modulazione significativa delle onde planetarie, del getto polare e delle condizioni troposferiche alle medie e alte latitudini.


2. La Niña debole: raffreddamento equatoriale e impatto globale differenziato

Secondo il CFSv2 e il plume IRI aggiornato al luglio 2025, l’eventuale La Niña si configurerebbe come episodio debole, con valori dell’indice ONI previsti appena sotto la soglia di –0.5 °C. In questi casi, gli effetti atmosferici risultano:

  • meno organizzati, ma non trascurabili
  • con un potenziale impatto sul rafforzamento della cella di Walker, soppressione convettiva sul Pacifico centrale e spostamento verso ovest delle anomalie convettive (Asia marittima–Indonesia)
  • possibilità di rinforzo degli alisei, raffreddamento del Pacifico tropicale e accoppiamento oceanico-atmosferico ritardato
In anni con La Niña debole, la teleconnessione verso l’Atlantico risulta debole o non lineare, ma può influenzare la propagazione delle onde di Rossby e i pattern di blocco in Eurasia, a seconda delle condizioni stratosferiche e subtropicali【Brönnimann et al., 2022】.


3. QBO negativa: ondulazione del getto, riscaldamenti stratosferici e impatto europeo

Il ciclo della Quasi-Biennial Oscillation (QBO), oscillazione zonale dei venti equatoriali stratosferici, è previsto in fase negativa (east phase o easterly phase) nell’inverno 2025–26. Tale configurazione è associata a:

  • una maggiore predisposizione a eventi di riscaldamento stratosferico (SSW) durante l’inverno boreale【Baldwin et al., 2001; Anstey & Shepherd, 2014】
  • ondulazione del getto polare, in particolare sul Pacifico e Nord America
  • maggior frequenza di blocchi anticiclonici atlantici, specie se accompagnata da La Niña e AAM negativo
In combinazione con La Niña debole, una QBO negativa può favorire un rafforzamento dell’anticiclone groenlandese(pattern NAO–like) e facilitare la discesa di aria artica verso l’Europa centro-occidentale【Garfinkel et al., 2018】.


4. AAM e propagazione del forcing tropicale

L’Atmospheric Angular Momentum è un indicatore dinamico dell’accoppiamento atmosfera-superficie e risponde in modo sensibile alle anomalie tropicali (MJO, onde di Kelvin). Periodi di AAM negativo sono collegati a:

  • getto polare ondulato
  • maggiore attività delle onde di Rossby
  • NAO negativa e EA– nei mesi invernali, soprattutto in contesti ENSO-Neutral o La Niña debole【Weickmann et al., 2012】
Durante l’estate 2025, si è osservata una transizione da valori negativi (giugno) a estremamente positivi (luglio), con possibile ritorno a valori moderatamente negativi in agosto-settembre. Se questa tendenza dovesse proseguire, potremmo assistere a un pattern più bloccato e favorevole all’inversione zonale tra novembre e gennaio.


5. Implicazioni per l'Europa e il Mediterraneo

Uno scenario in cui La Niña è debole, la QBO è negativa e l’AAM tende a valori negativi produce condizioni atmosferiche favorevoli a:

  • NAO negativa o ibrida (fase mista con EA–)
  • frequente blocco su Groenlandia/Islanda
  • correnti retrograde dall’Atlantico verso l’Europa sud-occidentale
  • invernate con incursioni artico-marittime, specie tra dicembre e gennaio
  • precipitazioni abbondanti e temperature sotto la media sull’Europa sud-occidentale, in particolare su Penisola Iberica, Francia, Mediterraneo centrale
Un caso analogico interessante, per quanto non perfettamente sovrapponibile, è l’inverno 2010–2011, caratterizzato da una La Niña moderata, QBO negativa e AAM basso, che produsse una stagione molto fredda e dinamica sull’Europa centro-occidentale【Ineson & Scaife, 2009】.


6. Conclusione: uno scenario ad alta variabilità, ma con potenziale per eventi freddi europei

Pur con margini di incertezza elevati, l’insieme delle forzanti attualmente in evoluzione configura uno scenario favorevole a fasi di blocco e scambi meridiani invernali sul settore euro-atlantico. Saranno cruciali:

  • l’evoluzione delle onde tropicali (Kelvin, MJO)
  • la configurazione della QBO al momento della discesa del vortice polare
  • la risposta del vortice stratosferico (forte o disturbato)
  • la persistenza del dipolo convettivo Indonesia–Pacifico centrale
In sintesi, l’inverno 2025–26 si prefigura ad alta potenzialità dinamica, con rischi di episodi freddi in Europa centro-meridionale, specie nel caso in cui si inneschino interazioni troposfera-stratosfera attive.


Riferimenti bibliografici e operativi

  • NOAA CPC ENSO Diagnostic Discussion (4 agosto 2025) –
    https://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/analysis_monitoring/enso_advisory
  • IRI ENSO Forecast Plume
  • Garfinkel et al., 2018Stratospheric influence on the ENSO teleconnection to the North Atlantic. Geophysical Research Letters, 45(17), 9212–9221.
  • Baldwin et al., 2001The Quasi-Biennial Oscillation. Reviews of Geophysics, 39(2), 179–229.
  • Ineson & Scaife, 2009The role of the stratosphere in the European climate response to El Niño. Nature Geoscience, 2, 32–36.
  • Weickmann et al., 2012The Global Wind Oscillation and its Relationship to ENSO and the MJO. NOAA ESRL
  • Brönnimann et al., 2022El Niño, La Niña and the European Winter. Nature Reviews Earth & Environment, 3(4), 251–265.
  • Anstey & Shepherd, 2014The Role of the Stratosphere in ENSO Teleconnections. Atmosphere-Ocean, 52(1), 77–94.

 
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ENSO – Stato attuale e prospettive dopo il bollettino CPC del 14 agosto 2025​

Sintesi operativa​

  • Stato attuale: ENSO-neutrale confermato. Indici Niño compresi tra −0,3 e 0,0 °C (fa eccezione Niño-1+2 positivo); anomalie debolmente negative nel sottosuperficie dell’Est Pacifico tra ~25–200 m; alisei un po’ più orientali a est-centrale Pacifico, convezione lievemente attiva sull’Indonesia e soppressa sul Pacifico occidentale. Quadro coerente con neutralità. cpc.ncep.noaa.gov
  • Allerta: La Niña Watch. Neutralità più probabile fino a fine estate boreale (56% in ASO). Il CPC favorisce di poco il raggiungimento delle soglie La Niña debole e di breve durata in SON–OND–NDJ, con ritorno a neutropiù avanti nell’inverno 2025/26. cpc.ncep.noaa.gov
  • Guidance modellistica: l’IRI mantiene una probabilità prevalente di neutralità lungo gran parte dell’anno; la NMME segnala un passaggio Niña debole in autunno-inizio inverno. La valutazione CPC si appoggia a questa seconda indicazione, ma con margine ridotto. iri.columbia.educpc.ncep.noaa.gov

Lettura dinamica del sistema oceano-atmosfera​

  1. Termoclino e contenuto di calore sottosuperficiale. Le anomalie debolmente negative (poca acqua fredda “disponibile”) nell’Est Pacifico giustificano l’ipotesi di una Niña, se presente, poco profonda e poco persistente: l’innesco richiede un ulteriore rinforzo degli alisei e downwelling/upwelling coerenti su scala basin-wide. cpc.ncep.noaa.gov
  2. Venti e convezione. Alisei più tesi a est e circolazione in quota più occidentale favoriscono una lieve pendenza del termoclino “da ovest verso est” (configurazione Niña-like), ma la convezione confinata all’Indonesia indica un accoppiamento ancora debole tra oceano e atmosfera. cpc.ncep.noaa.gov
  3. Fattore MJO/substagionale. Il CPC segnala MJO attivo da metà luglio con fase convettiva in transito verso l’Oceano Indiano: questo può modulare i burst di alisei (EWB) o di venti occidentali (WWB) nelle prossime 4–6 settimane, determinando se la soglia Niña sarà solo sfiorata o raggiunta brevemente. cpc.ncep.noaa.gov

Cosa dicono i modelli​

  • IRI/CPC: prevale ENSO-neutrale nei trimestri a venire, segnalando che l’attuale precondizionamento sottosuperficiale non basta, da solo, a sostenere un evento freddo duraturo. iri.columbia.edu
  • NMME: i plume Niño-3.4 mostrano un affondo modesto sotto −0,5 °C tra SON e OND, con rapida risalita verso lo zero in NDJ-DJF: configurazione tipica di Niña debole e fugace. cpc.ncep.noaa.gov
  • Convergenza diagnostica CPC: il bollettino integra entrambi i segnali e propende lievemente per tre stagioni sovrapposte sotto soglia Niña prima del ritorno a neutro. cpc.ncep.noaa.gov

Implicazioni (Europa/Mediterraneo) e cautele​

Le teleconnessioni ENSO→Atlantico/Europa sono deboli e non stazionarie, dipendono da stagionalità (early vs late winter), ampiezza e “flavour” dell’evento, e dallo stato medio atmosferico del Nord Atlantico. La letteratura mostra risposte non lineari e sensibili al contesto, con segnali più robusti solo per ENSO marcato e in specifiche finestre stagionali; per una Niña debole e corta, l’effetto previsto è sfumato e facilmente sovrastato da NAO, pattern troposferico-stratosferici e MJO. MDPINature

Sul substagionale, la MJO può modulare la NAO con lag di ~10–15 giorni, incidendo più delle anomalie ENSO deboli su finestre sinottiche europee (jet displacement, storm-track). Questo è documentato in studi ormai classici e in revisioni più recenti. PubMedRoyal Meteorological Society


Conseguenze pratiche per il monitoraggio (strumenti “operativi”)​

  • Bollettino mensile CPC + deck diagnostico (SST, sezioni profondità-longitudine, Hovmöller, venti): riferimento principale per lo stato ENSO e l’evoluzione. cpc.ncep.noaa.gov+1
  • Plume NMME Niño-3.4 (multi-modello dinamico): utile per cogliere eventi brevi e timing di minima/massima. cpc.ncep.noaa.gov
  • Quick Look/Plume IRI: quadro probabilistico e confronto con il CPC. iri.columbia.edu
  • GODAS (NOAA): sezioni subsuperficiali aggiornate per la verifica del contenuto di calore equatoriale. cpc.ncep.noaa.gov
  • OSPO SST anomalies (5 km): mappe giornaliere per la sorveglianza di “lingue fredde/calde” lungo l’equatore. NOAA OSPO
  • Outlook CPC Week 3–4: per integrare MJO e tropici nella previsione substagionale extratropicale. cpc.ncep.noaa.gov

Inquadramento scientifico (perché una Niña “breve” è plausibile)​

  • La dinamica ENSO dipende dall’interazione oceano-atmosfera (Bjerknes feedback) e, in fase di transizione, dal precondizionamento termoclino e dalla forzante dei venti: con anomalie di calore modeste nel sottosuperficie orientale, i feedback positivi faticano a sostenersi, favorendo episodi deboli e transitori. Quadro coerente con la letteratura su complessità e diversità degli eventi (Eastern- vs Central-Pacific, durata). PubMedAmerican Meteorological Society Journals
  • La previsione stagionale è stato-dipendente: differenze nel flavour ENSO, nell’ampiezza e nella stagionalitàmodificano le teleconnessioni verso l’Atlantico, con segnali non lineari e non stazionari. Questo spiega perché, in assenza di un forcing ENSO robusto e persistente, i pattern euro-atlantici siano dominati da variabilità interna(NAO, blocking) e da forzanti strato-troposferiche e MJO. MDPINature

 

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Bibliografia essenziale​

  • McPhaden, M. J., Zebiak, S. E., & Glantz, M. H. (2006). ENSO as an Integrating Concept in Earth Science, Science, 314(5806), 1740–1745. Sintesi fondativa su meccanismi e impatti ENSO. Science
  • Timmermann, A., et al. (2018). El Niño–Southern Oscillation complexity, Nature, 559, 535–545. Quadro sulla complessità e la diversità degli eventi. PubMed
  • Capotondi, A., et al. (2015). Understanding ENSO Diversity, BAMS, 96(6), 921–938. Rassegna sui flavourENSO e implicazioni predittive. American Meteorological Society Journals
  • Rodríguez-Fonseca, B., et al. (2016). A Review of ENSO Influence on the North Atlantic. A Non-stationary Perspective, Atmosphere, 7(7), 87. Teleconnessioni ENSO→Atlantico, debolezza e non stazionarietà del segnale. MDPI
  • Cassou, C. (2008). Intraseasonal interaction between the MJO and the NAO, Nature, 455, 523–527. Meccanismi MJO→NAO su scala substagionale. PubMed

Conclusione​

Il quadro di agosto 2025 è coerente con una neutralità “fredda” e con una Niña debole e breve possibile tra SON e OND, non con un episodio freddo classico e persistente. In termini decisionali per l’Europa/Mediterraneo significa: massima attenzione a NAO, stato stratosferico e MJO nelle prossime 4–8 settimane; le teleconnessioni ENSO – con un forcing così modesto – resteranno secondarie rispetto alla variabilità interna del bacino atlantico. cpc.ncep.noaa.goviri.columbia.edu
 
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