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Vespa orientalis....è arrivata

firenze3

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Già presente nel Lazio, è arrivata pure qua (see c'è a Lucca, temo pure a Firenze), cmq roba che in un par d'anni, arriverà in tutta la Toscana.
Anche questo nuovo insetto è frutto del cambiamento climatico.
Questa vespa è molto pericolosa...ocio

 

Lasco

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Annamo bene, così dopo il punteruolo del fico, la cimice asiatica che mi frega I pomodori, la vespa vellutina, la cimice nera o nipponica che ne ho sterminate a decine, la zanzara tigre, ora devo combattere pure la vespa orientalis a bei tempi quando si incontravano delle belle vipere italiane e quei bei calabroni, ora tutto made in Asia.
 

firenze3

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Ocio che con queste non si scherza...mi son documentato in questi anni, con video di professionisti (zona Lazio), addetti alla disinfestazione e la vespa Orientalis è veramente cattiva.
 

Lasco

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Daccordissimo con te anche gli altri non scherzano, qui da me il punteruolo asiatico del fico sta facendo strage di piante, il problema è serio anche perché da come si sente nel filmato alcuni dei posti preferiti sono anche i vecchi edifici, non conosco le vostre realtà ma qui da me ci sono parecchie case abbandonate soprattutto nei paesi in collina, la vedo dura se non ha un antagonista.
 

firenze3

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Daccordissimo con te anche gli altri non scherzano, qui da me il punteruolo asiatico del fico sta facendo strage di piante, il problema è serio anche perché da come si sente nel filmato alcuni dei posti preferiti sono anche i vecchi edifici, non conosco le vostre realtà ma qui da me ci sono parecchie case abbandonate soprattutto nei paesi in collina, la vedo dura se non ha un antagonista.
Poi spingila nei pertugi delle serrande e nidifica li. Inoltre ha bisogno di proteine per far crescere le larve che poi diventano vespe e lo sai cosa mangiano: hanno imparato a prendere le crocchette del mangiare dei cani e gatti....roba da pazzi....
 

Treggiaiasud

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Non è tanto colpa dei cambiamenti climatici ma della globalizzazione. Non arriva volando da una parte all'altra del mondo
 

firenze3

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Non è tanto colpa dei cambiamenti climatici ma della globalizzazione. Non arriva volando da una parte all'altra del mondo
Purtroppo una volta se arrivava, poi moriva non trovando il clima giusto:
oggi invece trova il clima più consono e sopravvive 😉 come la zanzara tigre, ecc.
 

Alchimista

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Il sito stopvelutina ha una bella mappa con la diffusione di velutina e orientalis:




Per fortuna qui a Milano non ho ancora visto niente.

Sul mio balcone ogni anno ho solo il classico nido di Polistes.

npSHlor.jpeg



Mentre su in montagna ho il prugno che viene sempre attaccato dalla Vespula germanica.

dnwQH2R.jpeg
 

Iwoblu

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la Orientalis è originaria del bacino del mediterraneo, nord africa e medio oriente, per altro nidifica in Sicilia, Puglia e in genere lungo le coste del sud Italia da tempo immemore (per capirsi, gia nel 1700 all'inizio delle osservazioni scientifiche ed entomologiche, la Orientalis era gia presente e conosciuta nel sud Italia).

A Firenze (centro) è stata avvistata la prima volta gia dal 2021, purtroppo la nascente rete di monitoraggio (per parlar schietto, le persone che seguono le corrette indicazioni di osservazione e trappolaggio) era ancora scarsina e sicuramente Orientalis gia nidificava a Firenze, quando i punti di osservazione e le persone che lo fanno sono aumentate la maglia della rete è migliorata e gli avvistamenti sono esplosi in numeri elevati (ma neanche cosi tanto come ci si aspettava).

Grosseto e litorale tirrenico ovviamente è ancora oggi la preferenziale del fronti di espansione verso nord (meno l'adriatico forse perchè è un pò piu freddo d'inverno, o molto più banalmente perchè ci sono meno persone che monitorano, ma non è purtroppo esente manco quel lato).

Il problema della Orientalis è che per sopravvivere con successo alle nostre latitudini, è costretta a vivere nei centri urbani sfruttando "la bolla di calore" invernale, temperature sahariane a lei non disturbano, però il freddo è un deterrente reale. Ovviamente si parla di insetti che come tutti i calabroni svernano esclusivamente come femmine fertili (gia fecondate in autunno subito prima che tutto il resto delle famiglie di calabroni muoiano) ragione per cui, i nidi in inverno sono al 90% vuoti e i calabroni "spariscono", sopravvivono solo le "regine" a cui basta davvero poco per passare l'inverno, un piccolo pertugio calduccio e a primavera quella femmina fonderà una intera nuova colonia che a sua volta si riprodurrà con un tasso di crescita che neanche i rinnomati conigli.

Sopravvivere nelle aree molto urbanizzate aumenta come si può intuire di molto i rischi per le persone.
A differenza del comune calabrone europeo, il nido Orientalis è più piccolo (e con un numero di individui inferiore, in media la metà del nostro Crabro) e sulla aggressività io non farei tanta distinzione, può creare come gia visto spesso, falsi miti difficili da eradicare. Tutti i calabroni in prossimità del nido hanno una spiccata aggressività, quanto come per anche altri insetti sociali, dipende anche molto dal periodo e le condizioni in cui accade.

Per rendere l'idea un nido dei nostri calabroni europei si aggira in media sui 300 individui, la Orientalis sui 100/200, Vespa Velutina (il calabrone asiatico che è ormai presente in italia entrato dal nord-ovest dalla Francia principalmente in Liguria, presente purtroppo anche qui in Toscana con una espansione ben piu rapida della Orientalis, sta minimo sui 400, ma molti nidi secondari (quelli estivi) sono delle palle di quasi 1 metro di diametro che possono superare il migliaio di individui presenti).

Velutina non ha problemi di temperature, (è i espansione in Inghilterra verso nord, Germania a altitudini e anche altitudini degne del nostro calabrone, basti pensare che a 1200 metri si tolgono nidi di Velutina), da ridondanti copia incolla in diversi paper scientifici datati, la si riconduceva al sud est asiatico, pensando (sbagliando) che il freddo come per la Orientalis fosse un limite vitale, invece al Velutina popola tranquillamente dalla jungla vietnamita alle montagne dell'himalaya, quindi pur non disdegnando pure lei i centri urbani, ama nidificare MOLTO molto in alto (in cima ad alberi, tralicci dell'alta tensione e sui tetti di abitazioni) e non ha bisogno delle bolle di calore per svernare ecco perche sta trovando terreno fertile ovunque soprattutto nelle campagne o nelle valli appenniniche dove è un casino se non impossibile monitorarla e rimuovere i nidi, qualche punto di monitoraggio c'è perche in zona ci sono apicoltori sensibili all'argomento, altrimenti erano tutte zone grige ignote.

Tra le due, nei grossi urbani attualmente il rischio maggiore è Orientalis è vero, ma quando si avvisteranno quei palloni della Velutina in centro, vedrai che 100 calabroni in un nido e 1000 calabroni nell'altro, come al solito, rimpiangeremo il male minore (sembra il mood di questo secolo).
 

Valerio75

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Sarzana(sp)
la Orientalis è originaria del bacino del mediterraneo, nord africa e medio oriente, per altro nidifica in Sicilia, Puglia e in genere lungo le coste del sud Italia da tempo immemore (per capirsi, gia nel 1700 all'inizio delle osservazioni scientifiche ed entomologiche, la Orientalis era gia presente e conosciuta nel sud Italia).

A Firenze (centro) è stata avvistata la prima volta gia dal 2021, purtroppo la nascente rete di monitoraggio (per parlar schietto, le persone che seguono le corrette indicazioni di osservazione e trappolaggio) era ancora scarsina e sicuramente Orientalis gia nidificava a Firenze, quando i punti di osservazione e le persone che lo fanno sono aumentate la maglia della rete è migliorata e gli avvistamenti sono esplosi in numeri elevati (ma neanche cosi tanto come ci si aspettava).

Grosseto e litorale tirrenico ovviamente è ancora oggi la preferenziale del fronti di espansione verso nord (meno l'adriatico forse perchè è un pò piu freddo d'inverno, o molto più banalmente perchè ci sono meno persone che monitorano, ma non è purtroppo esente manco quel lato).

Il problema della Orientalis è che per sopravvivere con successo alle nostre latitudini, è costretta a vivere nei centri urbani sfruttando "la bolla di calore" invernale, temperature sahariane a lei non disturbano, però il freddo è un deterrente reale. Ovviamente si parla di insetti che come tutti i calabroni svernano esclusivamente come femmine fertili (gia fecondate in autunno subito prima che tutto il resto delle famiglie di calabroni muoiano) ragione per cui, i nidi in inverno sono al 90% vuoti e i calabroni "spariscono", sopravvivono solo le "regine" a cui basta davvero poco per passare l'inverno, un piccolo pertugio calduccio e a primavera quella femmina fonderà una intera nuova colonia che a sua volta si riprodurrà con un tasso di crescita che neanche i rinnomati conigli.

Sopravvivere nelle aree molto urbanizzate aumenta come si può intuire di molto i rischi per le persone.
A differenza del comune calabrone europeo, il nido Orientalis è più piccolo (e con un numero di individui inferiore, in media la metà del nostro Crabro) e sulla aggressività io non farei tanta distinzione, può creare come gia visto spesso, falsi miti difficili da eradicare. Tutti i calabroni in prossimità del nido hanno una spiccata aggressività, quanto come per anche altri insetti sociali, dipende anche molto dal periodo e le condizioni in cui accade.

Per rendere l'idea un nido dei nostri calabroni europei si aggira in media sui 300 individui, la Orientalis sui 100/200, Vespa Velutina (il calabrone asiatico che è ormai presente in italia entrato dal nord-ovest dalla Francia principalmente in Liguria, presente purtroppo anche qui in Toscana con una espansione ben piu rapida della Orientalis, sta minimo sui 400, ma molti nidi secondari (quelli estivi) sono delle palle di quasi 1 metro di diametro che possono superare il migliaio di individui presenti).

Velutina non ha problemi di temperature, (è i espansione in Inghilterra verso nord, Germania a altitudini e anche altitudini degne del nostro calabrone, basti pensare che a 1200 metri si tolgono nidi di Velutina), da ridondanti copia incolla in diversi paper scientifici datati, la si riconduceva al sud est asiatico, pensando (sbagliando) che il freddo come per la Orientalis fosse un limite vitale, invece al Velutina popola tranquillamente dalla jungla vietnamita alle montagne dell'himalaya, quindi pur non disdegnando pure lei i centri urbani, ama nidificare MOLTO molto in alto (in cima ad alberi, tralicci dell'alta tensione e sui tetti di abitazioni) e non ha bisogno delle bolle di calore per svernare ecco perche sta trovando terreno fertile ovunque soprattutto nelle campagne o nelle valli appenniniche dove è un casino se non impossibile monitorarla e rimuovere i nidi, qualche punto di monitoraggio c'è perche in zona ci sono apicoltori sensibili all'argomento, altrimenti erano tutte zone grige ignote.

Tra le due, nei grossi urbani attualmente il rischio maggiore è Orientalis è vero, ma quando si avvisteranno quei palloni della Velutina in centro, vedrai che 100 calabroni in un nido e 1000 calabroni nell'altro, come al solito, rimpiangeremo il male minore (sembra il mood di questo secolo).
Non ho ben chiara una cosa, ma questa non è il "cosiddetto" calabrone gigante asiatico vero?
 

Iwoblu

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Non ho ben chiara una cosa, ma questa non è il "cosiddetto" calabrone gigante asiatico vero?
Esatto, Vespa Orientalis (calabrone orientale) e Vespa Velutina Nigrithorax (calabrone asiatico a zampe gialle) non sono la Vespa mandarinia (il calabrone gigante asiatico che intendi tu).
 

Iwoblu

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anche se esteticamente vespa mandarinia fa impressione (premesso che ad oggi non è per fortuna "ancora" mai arrivata in europa e che i ritrovamenti nel nord ovest pacifico di stati uniti e canada, con un notevole sforzo, sono stati dichiarati eradicati anche se di fatto, non avendo piu fatto monitoraggio a riguardo, vai a sapere nelle vastità del nulla di quei territori), è un calabrone con dei requisiti ecologici ed ambientali decisamente più rigidi della Velutina, sfiga vuole però che tranne per precise aree circoscritte in Spagna e nel Sud Italia, tutto il resto d'Europa e dell'Italia potrebbe facilmente essere un ottimo posto pure per il calabrone gigante asiatico.
Invito comunque a prendere tutto molto con le dovute cautele, ricordo che rimpalli di studi scientifici riguardo Velutina, come gia accennavo, la davano con fattori limitanti come altitudine e temperature fredde e invece una volta studiata meglio sia nelle sue zone native sia da noi in Europa come specie invasiva, è venuto fuori che ah una plasticità ecologica pazzesca gia a casa sua, che si preferisce aree umide e calde, ma che prospera alla grande persino sull'Himalaya, e di fatto la troviamo sulle Alpi francesi, svizzere ed austriache e che ha gia colonizzato l'intera Francia (zona dove è stata introdotta tramite cargo dal sud est asiatico), tutta la Spagna salvo alcune aree semi desertiche centrali ed è di fatto in espansione in Italia e nel resto dell'Europa verso est (sia sud est che nord est, senza troppi problemi di termiche piu fredde o annate meno piovose).
 

Iwoblu

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L'impatto ecologico di Orientalis e Velutina in uno stesso territorio è nei fatti la cosa peggiore che poteva accadere, pure peggio della terribile Mandarina.
Orientalis e Velutina si completano perfettamente, una copre le aree che l'altra avrebbe come limite ecologico.
La Orientalis con una dieta estremamente adattabile, vorace e molto attiva nelle zone urbane e i territori più aridi e caldi.
La Valutina compensa il suo "atteggiamento" dimesso (volo radente, cauto, fa lo spirito santo davanti alle prede, etc) coprendo tranquillamente tutto il resto della penisola.

Nonostante il tentativo di "divulgare duro" di molte associazioni di apicoltori del centro nord Italia molte in strettissima collaborazione con le cugine francesi e spagnole che hanno questo problema da più tempo di noi, basti pensare che sono nate vere e proprie squadre d'intervento per la soppressione e il contenimento di questi calabroni, ma in Italia cosi come negli altri paesi prima di noi, ci si scontra su due nodi cruciali.
1) se non hai peso economico, non ci sarà seguito delle amministrazioni, al di là delle chiacchere negli incontri ai tavoli. (quando sarà un problema per la viticoltura, se ne accorgeranno troppo tardi come gia accaduto altrove).
2) gli insetti sono un puttanaio dell'evoluzione e hanno sistemi intrinsechi davvero magnifici ed efficienti (purtroppo per noi)
esempi banali:

se entra 1 sola regina feconda tramite container in un paese, questa popolazione andrà incontro ad un collo di bottiglia, ad un inbreeding insomma, teoricamente i nuovi individui via via saranno sempre più geneticamente deboli ed usciranno patologie o malformazioni che ne limiterebbe il numero.
Invece no, esiste il genetic purging ad esempio, oppure la plasticità fenotipica tipica degli insetti (basti pensare che da uno stesso identico uovo di ape mellifera, a seconda di come viene nutrita può svilupparsi in ape regina o operaia), poi ci sono i fattori come l'ipotesi dell'Enemy Release, in un ambiente totalmente nuovo una specie che prima avere determinate prede e/o predatori (la Velutina è per fare un esempio a sua volta predata a casa sua), poi ci sono le specie autoctone che non hanno mai visto questa nuovo predatore e non ci si sono mai evolute assieme, quindi sono totalmente alla sua mercé.
 

lampionaro

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Rispescia, Gr
L'altra sera chiudevo le serrande a casa,
abito in una piccola frazione vicino Grosseto,
considerate che era già buio pesto.
Me ne sono trovata una attaccata alla zanzariera, probabilmente attirata dalla luce,
per ucciderla ho dovuto tribolare.
Guardando le immagini, non era orientalis ma quasi sicuramente velutina.
Non è comunque la prima che vedo in zona.
 

Giovanni Micalizzi

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Messina (Santa Margherita messinese ionico)
Già presente nel Lazio, è arrivata pure qua (see c'è a Lucca, temo pure a Firenze), cmq roba che in un par d'anni, arriverà in tutta la Toscana.
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siamo pieni qui a messina...di giorno è impossibile stare a mare in molte zone a pesca che ti assalgono
 
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