Vortice Polare Stratosferico (Emisfero Nord) – Novembre 2025: onda-1 dominante, EP-flux moderato e SSW poco probabile
Quadro sinottico: che cosa ci dicono (davvero) le tavole FU-Berlin
- Alta stratosfera (≈1–5 hPa). La geometria del VPS è coerente con una dominanza d’onda-1: anticiclone stratosferico sul settore aleutinico-canadese e nucleo vorticoso dislocato lato siberiano. In questo assetto, v′T′ e u′v′ risultano più attivi in alto (sopra ~5–10 hPa), indice di trasporto di calore e momento verso il polo che però non necessariamente “prende” subito la bassa strato. Questo è il comportamento classico quando l’energia d’onda è confinata nella parte alta della colonna. geo.fu-berlin.de
- Media stratosfera (≈10–30 hPa). A 10 hPa il jet polare rimane positivo e ben impostato; la forma del vortice resta ellittica (displacement-like) più che “doppiata” (split-like). Anche a 30 hPa il quadro è coerente, senza segnali di decelerazione brusca. In sostanza: forzante presente ma non “estremante”. geo.fu-berlin.de
- Bassa stratosfera (≈50–100 hPa). Il bordo del VPS è ancora netto; i segnali di heat-flux crescono menoproprio dove servirebbe per l’innesco di una risposta verso il basso. Quando il massimo di v′T′ resta in quota e non si rinforza a ~100 hPa, il “coupling” con la troposfera tende a rimanere debole-moderato. geo.fu-berlin.de
- PV isentropico (475–550 K). L’anello PV al bordo del vortice è continuo e poco scalfitto: segno di barriera di mescolamento efficiente e di bassa probabilità (nel brevissimo) di erosione strutturale tipo “surf-zone” o di split. Questo è tipico dei displacement forzati da onda-1. geo.fu-berlin.de
Perché questo assetto favorisce “displacement” e non “split”
La distinzione
displacement vs split è classica: l’
onda-1 intensa tende a
spingere il VPS
fuori dal polo(displacement), mentre un’
onda-2 forte ne favorisce la
scissione in due lobi (split). È lo schema alla base delle climatologie e delle classificazioni moderne degli SSW, ripreso anche negli studi su CMIP5. Nel nostro caso, la
prevalenza d’onda-1 nei pannelli FU-Berlin inquadra meglio un
displacement-type forcing che un imminente scenario da split.
Columbia University+2agupubs.onlinelibrary.wiley.com+2
EP-flux, v′T′, u′v′: come leggere i segnali “giusti”
- I vettori EP che salgono upward & poleward indicano propagazione d’onda efficace; ciò che ci interessa è doveconvergono. Per una decelerazione robusta del jet a 10–30 hPa serve convergenza in bassa strato polare (100–50 hPa). Se la convergenza è più in alto, si mantiene/rafforza la circolazione ai piani alti senza innescare un “downward influence” immediato. Questo è esattamente l’uso classico delle sezioni EP in diagnosi d’onda. PordLabs
- Heat-flux (v′T′): quando il picco resta sopra ~5–10 hPa e non aumenta a 100 hPa, il “grilletto” per un evento maggiore resta parzialmente armato. È un criterio operativo ampiamente usato anche nei monitoraggi CPC/NOAA. Centro di Previsione Climatica
SSW: definizione, tempi e cosa cambierebbe il quadro
- Un major SSW è definito (in breve) dal cambio di segno del vento zonale medio a 60°N e 10 hPa da westerly a easterly: è lo spartiacque dinamico che identifica la rottura del vortice. Le rassegne più citate insistono su definizione, tipologia e impatti, distinguendo bene displacement e split. journals.ametsoc.org+1
- Dopo un SSW, i segnali tendono a discendere dalla stratosfera superiore fino alla troposfera su scale di ~1–3 settimane, modulando regimi come NAO/AO e storm-tracks; è il celebre “downward propagation” che ha reso la stratosfera una sorgente di prevedibilità sub-stagionale. science.org
- Cosa invaliderebbe il quadro attuale: (i) impennata di v′T′ a 100 hPa alle alte latitudini, (ii) convergenza EPnetta e persistente fra 100–50 hPa sul polo, (iii) calo coordinato di u(60°N) a 10 e 30 hPa insieme a un attenuarsi del gradiente termico polare, (iv) erosione dell’anello PV con filamenti persistenti. Insieme, questi segnali pre-condizionano un warming forte o un major SSW. Centro di Previsione Climatica+1
Il ruolo del QBO e perché ci interessa proprio adesso
Il
QBO modula “il cancello” per la risalita d’onda verso l’Artico: in fase
easterly (EQBO), la climatologia mostra un
vortice mediamente più debole/“permeabile” alle onde extratropicali; in fase
westerly (WQBO), il vortice tende a essere
più forte. Il meccanismo (Holton–Tan) riguarda sia
geometria dei critical latitudes sia la
circolazione secondaria subtropicale associata alla QBO, che influenza il
trasferimento di momento e calore verso alte latitudini. Per la lettura operativa:
verificare la fase QBO a 50 hPa aiuta a pesare la probabilità che un forcing d’onda troposferico “agganci” la stratosfera polare.
journals.ametsoc.org+2Royal Meteorological Society+2
ENSO e teleconnessioni: segnale utile, non deterministico
In media pluridecennale,
El Niño è associato a
maggiore frequenza di SSW (per
onda-1 rafforzata dal pattern pacifico-americano), mentre
La Niña tende al contrario; ma il
legame non è deterministico e dipende da
stagionalità, definizioni, combinazione con QBO e stato della circolazione extratropicale. Tradotto per il monitoraggio:
non basta ENSO; servono
precursori troposferici (blocco aleutinico, dorsali atlantiche/scandinave) che
interferiscano costruttivamente con le
onde stazionarie climatologiche.
atmos.uw.edu+2journals.ametsoc.org+2
Dalla stratosfera alla troposfera: che cosa aspettarsi (finché domina l’onda-1)
- Finché la forzante resta più vigorosa in alta strato e il bordo PV rimane ben teso, l’esito più probabile è una stagione a prevalenza di displacement/riscaldamenti minori, con accoppiamento verso la tropo modesto e assenza di segnali “major” a brevissimo. geo.fu-berlin.de
- Se, invece, osserviamo un’impennata di v′T′ a 100 hPa con convergenza EP in bassa strato e calo di u(60°N)a 10–30 hPa, allora cambiano le carte: il rischio di SSW significativo (displacement o split a seconda della componente d’onda prevalente) aumenta, con possibili riflessi NAO-/AO- e storm-tracks più meridiani entro 1–3 settimane dal picco stratosferico. journals.ametsoc.org+1