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Stratospheric Analyses and Forecasts 2025/26

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Il tardo autunno mostra un modello meteorologico dinamico, ma l'inizio dell'inverno 2025/2026 potrebbe portare una fredda sorpresa

L'autunno è ormai entrato nella seconda metà, con l'ultimo mese della stagione alle porte. Le ultime previsioni meteo mostrano un andamento dinamico negli Stati Uniti, con un inizio di mese più freddo, seguito da un periodo caldo a metà mese negli Stati Uniti e in Canada, mentre l'Europa mostra per lo più tendenze normali o superiori alla norma. Ma osservando le tendenze di inizio dell'inverno 2025/2026, i modelli indicano che potremmo essere sorpresi da temperature più fredde.

All'interno dell'articolo tendenze su Novembre e Dicembre.

 

Alessandro 81

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SSW precoce: cosa dicono i modelli e quanto è “insolito”​

  • Segnale modellistico. Il pannello in alto della figura (Ū10 hPa, 60°N) mostra un ventaglio ensemble che, da valori attuali intorno a 20–25 m/s, vira verso una marcata decelerazione nella seconda metà di novembre: diversi membri toccano o oltrepassano lo zero tra fine novembre e inizio dicembre. Questo identifica un “tail risk” non trascurabile di reversal dei venti zonali: condizione necessaria per un “major SSW” secondo la definizione classica (reversal di Ū a 10 hPa e 60°N). charts.ecmwf.int+1
  • Quanto sarebbe raro a calendario? In climatologia gli SSW maggiori si concentrano da fine dicembre a fine febbraio (mediana in gennaio) e occorrono ~6–7 volte per decennio: un reversal tra fine novembre/inizio dicembreè meno frequente, ma documentato. Quindi: evento poco comune, non impossibile. essd.copernicus.org

Lettura dei pannelli W47–W50 (troposfera e stratosfera)​

  • Troposfera (mappe 500 hPa in alto): nei periodi W47–W50 i campi ECMWF suggeriscono un pattern con promontori/blocchi episodici su Pacifico/Aleutine e talora tra Atlantico settentrionale–Scandinavia. Una tale configurazione incrementa l’estrazione di momento dai westerlies e favorisce flussi di calore verso il polo (v′T′ a 100 hPa), cioè il precursore dinamico chiave per indebolire il vortice. journals.ametsoc.org
  • Stratosfera (mappe 10 hPa in basso): compaiono anomalie calde polari/intersettoriali a cavallo tra W48 e W50 e deformazione del vortice (geopotenziali più alti sul lato “anticiclonico”). È la firma di forcing d’onda ascendente(EP-flux) e pre-riscaldamento; l’esito poi dipende dal rapporto tra onda-1 (displacement) e onda-2 (split). cpc.ncep.noaa.gov

Meccanismo fisico del rischio SSW (il “perché” dinamico)​

  1. Precursori dinamici: un impulso di eddy heat flux a 100 hPa sulle medie latitudini (40–80°N) segnala che le onde planetarie stanno propagando verso l’alto e depositano momento nel vortice, decelerandolo. Picchi persistenti di v′T′100 hPa nelle 1–3 settimane precedenti aumentano in modo sostanziale la probabilità di SSW. journals.ametsoc.org
  2. EP-flux e interferenza con il fondo di flusso: i vettori di Eliassen–Palm che convergono in stratosfera alta (e la loro divergenza negativa) indicano trasferimento di quantità di moto dai westerlies alle onde. La struttura del getto troposferico (es. blocco aleutinico + dorsale atlantica/scandinava) crea interferenza costruttiva con le onde stazionarie climatologiche, amplificando onda-1/2. acp.copernicus.org
  3. Reversal e classificazione: se Ū(60°N,10 hPa) diventa easterly, l’evento è “major”. La geometria distingue displacement (onda-1 dominante, vortice traslato) da split (onda-2 dominante, divisione in due lobi). Lo split ha in media coupling superficiale più incisivo e duraturo. columbia.edu
  4. Impatto al suolo (downward coupling): dopo un SSW, la probabilità di AO/NAO negative aumenta nelle 1–3 settimane successive, ma con spread elevato legato alla fase troposferica pre-esistente e al tipo di evento. agupubs.onlinelibrary.wiley.com

Come interpretare il segnale “precoce” di quest’anno​

  • Cosa è robusto: (i) un trend di decelerazione del vortice tra metà e fine novembre; (ii) anomalie calde stratosferiche in proiezione W48–W50; (iii) presenza, a tratti, di blocco pacifico e cresta euro-atlantica nelle medie/alte latitudini (pattern favorevoli a heat-flux). Questi elementi sostengono un rischio non nullo di evento significativo entro inizio dicembre. charts.ecmwf.int+1
  • Cosa è ancora fragile: la distribuzione per onda (1 vs 2) e la persistenza del forcing. Un impulso singolo di v′T′ può indebolire ma non sempre porta al reversal; sequenze multiple sono più efficaci. Inoltre, la troposfera può non “agganciare” il segnale discendente, oppure farlo con ritardo e modulato dai pattern oceanico-tropicali (ENSO/MJO) e dalla QBO. agupubs.onlinelibrary.wiley.com+1

Scenario-space (qualitativo) per fine novembre–dicembre​

  • Scenario A – Displacement SSW debole/moderato (più probabile fra i “caldi”): onda-1 predominante dal settore pacifico, decelerazione fino a vicino-zero/leggero reversal. Impatto al suolo: AO negativa moderata, rischio di NAO− episodica su 1–2 settimane.
  • Scenario B – Split SSW (meno probabile ma più “energetico”): robusto forcing a doppia cresta (Pacifico + Atlantico/Scandinavia), EP-flux verticale prolungato e warming polare più esteso. Impatto: maggiore probabilità di regime blocco/NAO− persistente.
  • Scenario C – “Near-miss” (indebolimento senza reversal): decelerazione forte ma con rimbalzo in early December; in questo caso l’impatto troposferico resta più circoscritto/regionale.

Cosa monitorare ogni 24–48 ore (check-list operativa)​

  1. Ū(60°N,10 hPa) ensemble (sub-stagionale ECMWF/C3S) → onde di probabilità di reversal e spread. charts.ecmwf.int
  2. Anomalie T a 10 hPa e 30 hPa (riscaldamento polare e sua estensione) + geopotenziale (firma anticlonic/low). charts.ecmwf.int
  3. v′T′ a 100 hPa (40–80°N) e EP-flux (ampiezza e verticalità dei vettori): picchi sostenuti per 7–10 giorni sono il miglior precursore dinamico. journals.ametsoc.org+1
  4. Decomposizione onda-1 / onda-2 (ampiezze e fase) per discriminare displacement vs split. columbia.edu
  5. PV isentropico (FU Berlin) per visualizzare deformazione/allungamento del vortice e possibili filamenti di mixing. geo.fu-berlin.de
  6. Regimi troposferici (blocco aleutinico, dorsale scandinava, NAO/AO) per valutare l’interferenza lineare costruttiva con le onde stazionarie. agupubs.onlinelibrary.wiley.com

 

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Alessandro 81

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Messaggio chiave​

Il rischio di un SSW “early-season” esiste quest’anno perché i modelli intravedono decisi impulsi d’onda tra W47 e W49 e una decelerazione intensa di Ū(60°N,10 hPa), con una frazione non trascurabile di membri che vanno in reversal tra fine novembre e inizio dicembre. È un esito insolito ma plausibile: servirà conferma da un heat-flux sostenuto e da una configurazione troposferica favorevole che duri almeno 1–2 settimane. Gli impatti europei dipenderanno molto dal tipo di evento (displacement vs split) e dal coupling discendente nelle 2–3 settimane successive. charts.ecmwf.int+2journals.ametsoc.org+2


Riferimenti operativi (monitoraggio in tempo reale)​

  • ECMWF Open Charts – Sub-seasonal: Ū(60°N,10 hPa) e anomalie T 10 hPa. charts.ecmwf.int+1
  • FU Berlin – Stratosphere diagnostics (NH): PV isentropico, geopotenziale/temperatura multi-livello, diagnostiche d’onda. geo.fu-berlin.de
  • NOAA CPC – Stratosphere Analyses & Forecasts: temperature e diagnostiche strato-tropo, inclusi prodotti EP-flux/onde. cpc.ncep.noaa.gov

Riferimenti bibliografici essenziali​

  • Charlton & Polvani (2007) – Definizione e climatologia degli SSW, distinzione displacement/split. columbia.edu
  • Butler et al. (2017) – Compendio SSW e statistiche stagionali. essd.copernicus.org
  • Baldwin et al. (2021) – Review su dinamica SSW e coupling discendente. agupubs.onlinelibrary.wiley.com
  • Tripathi et al. (2016) – Prevedibilità SSW e ruolo di EP-flux/heat-flux. journals.ametsoc.org
  • Butler et al. (2015) – Sintesi definitoria e contesto teleconnettivo (ENSO/QBO). Air Resources Lab
 

Alessandro 81

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Ecco un monitoraggio “SSW-focused” costruito direttamente dai pannelli del CPC/NOAA.

Monitoraggio SSW – cosa guardo e cosa vedo oggi​

Immagini chiave (cliccabili):

  1. Zonal wind a 10 hPa, 60°N (serie stagionale/forecast) – per il criterio ufficiale di SSW maggiore. cpc.ncep.noaa.gov
  2. Eddy heat flux v′T′v′T′ a 100 hPa, 45–75°N (forzante d’onda verso l’alto). cpc.ncep.noaa.gov
  3. Temperatura polare a 10 hPa, 60–90°N (proxy dello “scaldamento” in quota). cpc.ncep.noaa.gov
  4. CFSv2 45-giorni, U-wind 10 hPa (indicazione a medio-lungo termine). cpc.ncep.noaa.gov
    (Per valutare l’affidabilità a 16 giorni, vedere anche il pannello “skill”). cpc.ncep.noaa.gov

1) Criterio di evento e contesto dinamico​

Un SSW maggiore si definisce quando il vento zonale medio a 10 hPa e 60°N inverte segno (da westerlies a easterlies). È lo standard introdotto da Charlton & Polvani (2007) e ripreso nelle review successive: tipicamente si accompagna a un aumento rapido della temperatura polare (decine di kelvin in pochi giorni) e a un indebolimento/riassetto del vortice (displacement o split). Columbia University+2Air Resources Laboratory+2

2) Stato attuale dagli indici CPC​

  • U10 hPa (60°N). La curva stagionale mostra venti westerly positivi e, nel breve termine, oscillazioni ma nessun segnale di inversione: il tracciato di analisi+previsione rimane sopra lo zero nelle prossime due settimane. Questo indica assenza di SSW maggiore nel range deterministico. cpc.ncep.noaa.gov
  • v′T′ a 100 hPa (45–75°N). Sono presenti impulsi di calore eddy di entità moderata, coerenti con intrusioni d’onda troposferiche verso la stratosfera bassa. Al momento non si vede un forzante persistente/estremo (pico ampio e prolungato) tale da prefigurare una rapida decelerazione critica del getto polare stratosferico. cpc.ncep.noaa.gov
  • Temperatura 10 hPa (60–90°N). Valori prossimi al minimo stagionale con una debole risalita fisiologica; non si osserva uno “spike” tipico di un riscaldamento improvviso di grande ampiezza. cpc.ncep.noaa.gov

3) Tendenza 2–6 settimane (CFSv2) e affidabilità​

I pannelli CFSv2 a 10 hPa suggeriscono, in media, westerlies presenti/anche localmente più forti nelle prossime settimane su 60–75°N. Questo quadro non favorisce un SSW maggiore “precoce”, pur non escludendo episodi di decelerazione transitoria se l’attività d’onda dovesse intensificarsi. Ricordo che lo skill GFS decade sensibilmente oltre ~10–12 giorni: utilissimo per pesare le oscillazioni di medio termine. cpc.ncep.noaa.gov+1

4) Come si interpreta ogni pannello (lettura operativa rapida)​

  • U10 hPa 60°N (serie stagionale): linea rossa = analisi; verde = forecast. Soglia 0 m/s = trigger di SSW maggiore. Un calo prolungato ben sotto la climatologia accende il “rischio SSW”, ma l’evento è solo con l’inversione di segno. cpc.ncep.noaa.gov
  • v′T′ 100 hPa: misura il trasporto verticale di calore (onda planetaria) dalla troposfera verso la stratosfera polare. Picchi ampi e persistenti (es. >20–30 K m/s per più giorni) anticipano spesso decelerazioni del jet e riscaldamenti in quota. cpc.ncep.noaa.gov+1
  • T 10 hPa 60–90°N: uno scatto caldo rapido (decine di K) è il segnale termico; senza inversione del vento resta un “minor warming”. cpc.ncep.noaa.gov+1
  • CFSv2 U-wind 10 hPa: utile per il quadro a 45 giorni; cercare eventuali “lingue” giallo-rosse→bianche verso valori bassi/vicini a 0 su 60–75°N. Usare con cautela e sempre insieme ai diagnostici sinottici. cpc.ncep.noaa.gov

5) Implicazioni e cosa monitorare nei prossimi giorni​

  • Rischio SSW (breve-medio termine): con U10>0 e calore eddy moderato, il rischio di SSW maggiore appare basso nelle prossime 2 settimane; resta possibile una decelerazione se i flussi d’onda cresceranno. cpc.ncep.noaa.gov+1
  • Per un salto di rischio: cercare (i) raffiche di v′T′ più intense e durevoli, (ii) raffreddamento dei gradienti zonali e calo netto di U10 verso 0, (iii) un vero “spike” termico a 10 hPa. (Quadro dinamico sintetizzato nelle review moderne su dinamica/teleconnessioni e “downward influence”.) agupubs.onlinelibrary.wiley.com
  • Downward influence: anche in caso di SSW, l’impatto troposferico dipende da tipologia (displacement/split), durata dell’anomalia nella bassa stratosfera e dallo stato di fondo troposferico. agupubs.onlinelibrary.wiley.com+2ESSD+2

Riferimenti essenziali​

 

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Aggiungo anche le mappe GFS “analisi/forecast” a 1–100 hPa (temperature, altezze, ozono) per completare il quadro planimetrico a 10 giorni – visionabili nella pagina “Stratospheric Analyses and Forecasts

Monitoraggio SSW – aggiornamento operativo (CPC/NOAA)​

Immagini chiave (clicca per aprirle):
U(10 hPa, 60°N) – serie stagionale con previsione 16 gg (criterio ufficiale per SSW maggiore). Centro di Previsione Climatica
v′T′(100 hPa, 45–75°N) – “eddy heat flux” verso l’alto (forzante d’onda). Centro di Previsione Climatica
T(10 hPa, 60–90°N) – temperatura del cappuccio polare. Centro di Previsione Climatica
Sezioni lat-quota (analisi GFS): vento zonale (UGRD), temperatura (TMP), v′T′ e u′v′. Centro di Previsione Climatica+3Centro di Previsione Climatica+3Centro di Previsione Climatica+3
Mappe planimetriche 10 hPa: temperatura analisi e +240 h; altezza geopotenziale analisi. Centro di Previsione Climatica+2Centro di Previsione Climatica+2
Skill/errore previsionale GFS (U a 10 hPa) – utilissimo per pesare il medio termine. Centro di Previsione Climatica
Catalogo mappe GFS stratosfera (fino a +10 gg). Centro di Previsione Climatica
Hub SSW CPC (serie zonali, CFS 45 gg, ecc.). Centro di Previsione Climatica


1) Stato attuale sintetico (oggi)​

  • Venti zonali a 10 hPa, 60°N. La curva di stagione mostra westerlies positivi e in salita in avvio di novembre; il ventaglio di ensemble a 16 gg resta sopra 0 m s⁻¹ (nessuna inversione prevista → niente SSW maggiore nel deterministico/ensemblistico corto). Centro di Previsione Climatica
  • Forzante d’onda (v′T′ a 100 hPa). Dopo impulsi moderati tra fine ottobre e inizio novembre, il segnale recente/attuale è contenuto: manca al momento un picco ampio e persistente capace di accelerare una forte decelerazione del getto stratosferico. Le sezioni lat-quota confermano v′T′ debole nella bassa stratosfera extratropicale. Centro di Previsione Climatica+1
  • Termico polare (10 hPa). Il cappuccio polare è su valori prossimi al minimo stagionale con lieve assestamento; non si osserva lo “spike” caldo tipico di un warming improvviso. Centro di Previsione Climatica
  • Struttura verticale zonale (lat-quota). Il profilo U mostra un core di westerlies robusti nella media-alta stratosfera dell’emisfero nord; nessun segnale, per ora, di indebolimenti drastici a 10 hPa/60°N. Centro di Previsione Climatica
  • Planimetria 10 hPa. Le mappe GFS evidenziano un vortice coerente e centrato in area polare; la previsione a +240 h non mostra intrusioni calde sul cappuccio tali da erodere drasticamente il nucleo freddo. Centro di Previsione Climatica+1
Conclusione operativa breve: nel quadro attuale il rischio SSW maggiore è basso su 1–2 settimane. Possibili decelerazioni transitorie restano legate ad eventuale intensificazione del flusso d’onda (v′T′) dalla troposfera. Centro di Previsione Climatica+1


2) Proiezione 10–16 giorni e affidabilità​

  • Tendenza GFS/GEFS. Le serie zonali mantengono U(10 hPa,60°N) > 0 per l’intero orizzonte a 16 gg; i termicirestano su valori normali-freddi per la stagione senza “salti” repentini. Centro di Previsione Climatica+1
  • Previsione planimetrica (10 hPa). A +240 h non emergono campane calde estese sul polo; eventuali riscaldamenti sono periferici e non organizzati sul cappuccio 60–90°N. Centro di Previsione Climatica
  • Skill GFS. L’errore medio su U-zonal 10 hPa cresce oltre ~10 giorni: cautela nell’estrapolare oscillazioni a D+12/+16. Centro di Previsione Climatica

3) Diagnostica d’onda e “downward influence”​

  • v′T′ (100 hPa) come sentinella. Episodi ampi e persistenti (tipicamente >20–30 K m s⁻¹ per più giorni) anticipano spesso forti decelerazioni del jet e warming a 10 hPa; al momento il segnale è moderato. Centro di Previsione Climatica+1
  • Tipologia di forcing (onda-1 / onda-2). La letteratura mostra che displacement è più associato a onda-1, mentre split richiede spesso onda-2 marcata; in entrambi i casi serve un forte flusso verticale di momento/energia dalla troposfera (bloccaggi aleutinico/atlantico in interferenza costruttiva con le onde stazionarie). Qui, le sezioni lat-quota indicano u′v′ e v′T′ deboli nella fascia 100–70 hPa: scarso pre-condizionamento, quindi basso rischio di eventi “rapidi”. agupubs.onlinelibrary.wiley.com+3Centro di Previsione Climatica+3Centro di Previsione Climatica+3
  • Propagazione verso il basso. Anche in caso di warming, l’impatto troposferico robusto richiede permanenza delle anomalie nella bassa stratosfera (100–50 hPa) e una troposfera “ricettiva”. In media, gli effetti si manifestano dopo 1–3 settimane e proiettano su NAM/AO negativi, ma con forte variabilità evento-dipendente. agupubs.onlinelibrary.wiley.com+2journals.ametsoc.org+2

4) Cosa monitorare nei prossimi 7–14 giorni (check-list pratica)​

  1. U(10 hPa,60°N) che scende rapidamente verso 0 m s⁻¹ (serie CPC). Centro di Previsione Climatica
  2. v′T′(100 hPa) con pulsazioni >20–30 K m s⁻¹ e persistenti. Centro di Previsione Climatica
  3. Sezioni lat-quota con v′T′ e u′v′ in rinforzo nella bassa stratosfera (60–70°N, 150–70 hPa). Centro di Previsione Climatica+1
  4. Mappe 10–30 hPa con lingue calde che invadono il cappuccio 60–90°N e ellitticizzazione/allungamento del vortice. Centro di Previsione Climatica+1
  5. Affidabilità: consultare il pannello fcst error per pesare oscillazioni a D+10/16. Centro di Previsione Climatica

5) Nota sul criterio di “SSW maggiore”​

Un SSW maggiore è convenzionalmente definito dall’inversione del vento zonale medio a 10 hPa e 60°N (da westerlies a easterlies). È lo standard usato nei compendi NOAA e nelle review recenti (Butler et al., Baldwin et al.), utile per confronti coerenti fra reanalisi e modelli. csl.noaa.gov+2journals.ametsoc.org+2


Riferimenti (selezione essenziale)​

 

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Di seguito una tendenza “operativa” e rigorosa, costruita a partire dall’analisi di Severe Weather Europe e incrociata con le diagnostiche CPC/FU-Berlin/ECMWF e la letteratura sul coupling strato-tropo.

Tendenza emisferica e impatti per Europa/Italia​

(finestra: 2ª decade di novembre → inizio dicembre 2025)

Quadro di partenza (osservato/diagnosticato)

  • Nella 2ª metà di ottobre si è verificata una disruption precoce del Vortice Polare (VP) ai piani bassi stratosferici: VP allungato/ellittico con anomalia di alto geopotenziale aleutinica e maggiore scambio meridiano. SW-Europe mostra il proseguimento degli effetti in novembre: pattern più ciclonico sull’Europa e maggiore probabilità di raffreddamenti/irruzioni a latitudini medie quando l’onda planetaria continua a disturbare il VP. Severe Weather Europe
  • Per la definizione di eventuale SSW maggiore, il riferimento resta la reversione a est dei venti zonali medi a 10 hPa e 60°N (criterio Charlton & Polvani 2007), non ancora soddisfatto: ad oggi si parla di disruption/indebolimento e non di SSW maggiore. Continuare a monitorare u(60°N,10 hPa) nelle tavole ECMWF/C3S. journals.ametsoc.org+1
  • Operativamente, le serie CPC SSW (u, T, v′T′) e i pannelli FU-Berlin (“Zonal averages & derived quantities 60° N”, EP-flux, PV isentropico) inquadrano forza/propagazione d’onda dal basso verso l’alto e viceversa. cpc.ncep.noaa.gov+2geo.fu-berlin.de+2

Meccanismi dinamici (perché può cambiare il regime al suolo)​

  • Forzante d’onda e heat-flux: picchi di v′T′ a 100 hPa e flussi di EP-flux verso l’alto indicano forte sorgente troposferica (onde 1–2) con potenziale di ulteriore indebolimento del VP e downward influence nelle 1–3 settimane successive (tempi di accoppiamento tipici). journals.ametsoc.org+1
  • Teleconnessione strato-tropo: anomalie stratosferiche coerenti (p.es. riscaldamento polare e decelerazione u10) tendono a proiettarsi successivamente nei regimi troposferici (NAO−/Greenland Blocking o Atlantic Trough) che modulano i flussi sull’Europa. La relazione è probabilistica e dipende dallo stato di fondo, ma è statisticamente robusta. PubMed+1

Scenari per l’Europa (e focus Italia)​

Scenario base (più probabile oggi, novembre “dinamico”)

  • Europa occidentale/centrale: prevalenza di onde mobili atlantiche con campo depressionario a tratti sull’Europa e scambi meridiani più marcati; ciò favorisce fasi più fresche e precipitazioni sopra media in staffetta, specie tra UK-Francia-Benelux-Alpi-Germania. Segnale coerente con la disruption precoce del VP descritta da SW-Europe. Severe Weather Europe
  • Italia: regime più perturbato su Nord e Tirreno nelle finestre cicloniche; neve alpina a quote in graduale normalizzazione stagionale (oscillante in base alla profondità delle saccature). Brevi “rimbalzi” miti/zonalizzati restano possibili quando u10hPa recupera. (Inferenza operativa basata sul segnale europeo e sulla letteratura di accoppiamento). Severe Weather Europe+1
Bivio di inizio dicembre (discriminante: u10hPa e v′T′100 hPa)

  1. Riaccorpamento del VP in alta stratosfera (u10 in risalita, heat-flux in calo) → NAO+ più frequente: correnti occidentali tese, passaggi rapidi, termiche più miti in media, finestre asciutte al Centro-Sud. charts.ecmwf.int
  2. Forzante d’onda persistente (v′T′ ancora elevato, EP-flux up) → VP vulnerabile e maggiore probabilità di NAO−/Greenland Blocking o Atlantic Trough: vie preferenziali per irruzioni fredde anche verso l’Europa meridionale. journals.ametsoc.org+1

Lettura “guidata” delle carte (cosa guardare giorno per giorno)​

  • CPC – SSW Monitoring:
    • U(60°N,10 hPa): decelerazioni/prossimità allo zero ⇒ allerta “downward influence”; riaccelerazioni ⇒ rischio ritorno zonale.
    • v′T′(100 hPa): picchi positivi ⇒ forte propagazione d’onda dal basso; se persistenti, aumentano le chance di risposta troposferica. cpc.ncep.noaa.gov
  • FU-Berlin – Zonal averages & EP-flux:
    • Frecce EP-flux puntate verso l’alto e convergenze nella bassa stratosfera ⇒ forcing efficace; osservare anche PV isentropico per morfologia del VP (allungamento vs split). geo.fu-berlin.de+1
  • ECMWF – u10hPa (C3S/extended):
    • Verificare la tendenza ensemble (mediana/spread) su 10–30 giorni per capire se dicembre parte “zonalizzato” o “vulnerabile”. charts.ecmwf.int+1

Contesto scientifico (per inquadrare i segnali)​

  • Le anomalie stratosferiche possono precondizionare i regimi troposferici con impatti su 2–6 settimane: trattasi di probabilità, non determinismo. Classico il segnale post-disturbo verso Greenland Blocking/Atlantic Trough in NAE, ma con ampia variabilità caso-per-caso. PubMed+1
  • Il criterio SSW (u10hPa 60°N < 0 m s⁻¹) resta lo spartiacque tra “disruption” e “SSW maggiore”; nel primo caso possono comunque verificarsi impatti sinottici rilevanti senza vedere la reversale completa dei venti. journals.ametsoc.org
  • Gli indicatori dinamici più affidabili per la previsione a 2–3 settimane degli impatti al suolo restano v′T′ (100 hPa) e EP-flux (ampiezza/verticalità), oltre alla morfologia d’onda (s=1/2) e alla risposta dell’u10hPa. journals.ametsoc.org+1

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Cosa cambierebbe la previsione”​

  • Segnali pro-zonalità (NAO+): netta risalita di u10hPa, smorzamento del v′T′ e EP-flux; VP più circolare ai livelli isentropici; storm-track riallineata W→E. charts.ecmwf.int+1
  • Segnali pro-blocchi/irruzioni: v′T′100 hPa sostenuto per più di ~5–7 giorni, EP-flux verso l’alto e geopotenziali alti che premono su Aleutine/Scandinavia; eventuale ulteriore decelerazione u10hPa. journals.ametsoc.org+1

Riferimenti operativi (monitoraggio live)​


Sintesi per l’Italia (take-home)​

  • Metà → fine novembre: fase più dinamica/perturbata con ondulazioni atlantiche, calo termico a tratti e neve alpina a quote più consone. Severe Weather Europe
  • Avvio dicembre: verifica su u10hPa. Se recupera ⇒ breve zonalità; se resta lento con v′T′ alto, spazio a blocchi episodici e irruzioni anche verso il Mediterraneo centrale. climate.copernicus.eu+1
 

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Di seguito ho preparato un cruscotto operativo” : una tendenza arricchita, rigorosa e subito utilizzabile, con cosa guardare ogni giorno per capire se stiamo andando verso zonalità o verso blocchi/irruzioni. (Rif. dati aggiornati al 5 novembre 2025.)

Cruscotto operativo strato-tropo (finestra: metà novembre → inizio dicembre 2025)​

1) Stato attuale sintetico​

  • Segnale guida: nelle ultime settimane i pannelli e le analisi di Severe Weather Europe descrivono una disruption precoce del VP (allungamento/ellitticizzazione del vortice e ondulazioni più pronunciate), con impatti attesi già a novembre su Nord America ed Europa. Severe Weather Europe
  • Definizione evento: al momento si parla di disruption/indebolimento. Un SSW maggiore richiede reversal di u(60°N,10 hPa) < 0 m s⁻¹ (criterio Charlton & Polvani 2007), soglia da monitorare giorno-per-giorno. journals.ametsoc.org+1
  • Dove guardare i numeri: serie CPC (u, T, v′T′) e tavole FU-Berlin (zonal averages 60°N, EP-flux, PV isentropico); per la tendenza sub-stagionale dell’u10 hPa c’è il diagramma ECMWF “extended”. charts.ecmwf.int+3cpc.ncep.noaa.gov+3geo.fu-berlin.de+3

2) Segnali-soglia (lettura rapida)​

Per una previsione a 2–3 settimane gli indicatori più affidabili:

  • v′T′ (100 hPa, 60–70°N) su CPC: picchi nel 75°–90° percentile climatologico ⇒ forte sorgente d’onda dal basso e maggiore probabilità di downward influence. cpc.ncep.noaa.gov+2agupubs.onlinelibrary.wiley.com+2
  • EP-flux FU-Berlin: frecce verticali verso l’alto + convergenza nella bassa stratosfera ⇒ forcing efficace su VP. geo.fu-berlin.de
  • u(60°N,10 hPa) ECMWF:
    • Risalita/riaccorpamento (u ben positivo e in aumento) ⇒ rimbalzo zonale / NAO+ più probabile.
    • Decelerazione/prossimità allo zero (anche senza reversal) + v′T′ alto ⇒ VP vulnerabile e maggiori chance di NAO−/blocking. charts.ecmwf.int+1
  • PV isentropico FU-Berlin: asse ellittico marcato (wave-1) o doppio lobo (wave-2) ⇒ aumentano rispettivamente gli scenari di displacement/split con potenziali impatti troposferici nelle 1–3 settimane successive. geo.fu-berlin.de
Quadro teorico di supporto: l’influenza discendente delle anomalie stratosferiche sui regimi troposferici (NAO−/Greenland Blocking o Atlantic Trough) è probabilistica ma robusta nella letteratura classica e recente. Science+2agupubs.onlinelibrary.wiley.com+2

3) Tendenza per Europa/Italia (operativa)​

Metà → fine novembre

  • Europa occidentale/centrale: segnale verso pattern più ciclonico/dinamico, con scambi meridiani più marcati e fasi più fresche su latitudini medie. Severe Weather Europe
  • Italia: frequenti passaggi atlantici su Nord e Tirreno; calo termico a tratti; neve alpina a quote in progressiva normalizzazione stagionale (oscillante con la profondità delle saccature). (Inferenza coerente col segnale europeo e con il coupling atteso.) Severe Weather Europe+1
Avvio dicembre – “bivio” stratosferico

  • Scenario A – Riaccorpamento VP (u10↑, v′T′↓): prevalenza NAO+ episodica → correnti W tese, passaggi rapidi, finestre miti al Centro-Sud. charts.ecmwf.int
  • Scenario B – Forcing d’onda persistente (v′T′ alto, EP-flux up): VP vulnerabile, maggiori probabilità di NAO−/Greenland Blocking o Atlantic Trough con irruzioni fredde anche verso il Mediterraneo centrale. agupubs.onlinelibrary.wiley.com+1

 

Alessandro 81

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4) Come leggere i pannelli (passo-passo)​

A) CPC – SSW Monitoring (serie giornaliere + previsioni 16 gg)

  1. Aprire U-wind a 10 hPa (NH) e segnate il trend di u(60°N); poi guardate le altre quote per capire la propagazione verticale del jet.
  2. Aprite v′T′ 100 hPa (NH): cercate picchi sostenuti (≥ 75° perc.) per ≥ 5–7 giorni → forcing robusto.
  3. Controllate TMP per verificare un warming polare coerente. cpc.ncep.noaa.gov
B) FU-Berlin – Zonal averages & derived quantities (60°N)

  1. Osservate EP-flux: intensità (lunghezza frecce) e direzione (verticalità).
  2. Controllate convergenza EP nella bassa stratosfera: se presente, il VP tende a indebolirsi.
  3. Passate all mappe PV isentropiche (es. 850–700 K) per la morfologia del VP (displacement vs split). geo.fu-berlin.de
C) ECMWF – u10 hPa “extended”

  • Usate il grafico ensemble per la traiettoria di u(60°N,10 hPa): mediana e spread determinano lo scenario (A vs B). charts.ecmwf.int

5) Perché questa lettura funziona (fondamenti rapidi)​

  • SSW maggiore: inversione del vento medio zonale a 10 hPa/60°N (criterio CP07), spesso seguito da regimi NAO−/blocchi dopo 1–3 settimane. journals.ametsoc.org
  • Anche senza SSW: episodi di heat-flux/EP-flux intensi possono produrre downward influence e impatti sinottici rilevanti (freddo/instabilità) per alcune settimane. Science+1
  • Avvertenza: i modelli tendono a sovrastimare il coupling discendente nelle S2S; meglio usare gli indicatori dinamici come segnali di probabilità e non come determinismo. agupubs.onlinelibrary.wiley.com

6) Riferimenti operativi (aprili quando monitori)​


7) Take-home per l’Italia (pratico)​

  • Metà → fine novembre: fase più dinamica/perturbata con passaggi atlantici su Nord e Tirreno; calo termico a tratti; neve alpina in graduale normalizzazione stagionale. Severe Weather Europe
  • Inizio dicembre: verifica u10 hPa.
    • Se recupera ⇒ breve zonalità/NAO+.
    • Se resta lento con v′T′ alto/EP-flux up ⇒ spazio a blocchi/irruzioni anche verso il Mediterraneo. charts.ecmwf.int+
 

Alessandro 81

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Vortice Polare Stratosferico (Emisfero Nord) – Novembre 2025: onda-1 dominante, EP-flux moderato e SSW poco probabile

Quadro sinottico: che cosa ci dicono (davvero) le tavole FU-Berlin​

  • Alta stratosfera (≈1–5 hPa). La geometria del VPS è coerente con una dominanza d’onda-1: anticiclone stratosferico sul settore aleutinico-canadese e nucleo vorticoso dislocato lato siberiano. In questo assetto, v′T′ e u′v′ risultano più attivi in alto (sopra ~5–10 hPa), indice di trasporto di calore e momento verso il polo che però non necessariamente “prende” subito la bassa strato. Questo è il comportamento classico quando l’energia d’onda è confinata nella parte alta della colonna. geo.fu-berlin.de
  • Media stratosfera (≈10–30 hPa). A 10 hPa il jet polare rimane positivo e ben impostato; la forma del vortice resta ellittica (displacement-like) più che “doppiata” (split-like). Anche a 30 hPa il quadro è coerente, senza segnali di decelerazione brusca. In sostanza: forzante presente ma non “estremante”. geo.fu-berlin.de
  • Bassa stratosfera (≈50–100 hPa). Il bordo del VPS è ancora netto; i segnali di heat-flux crescono menoproprio dove servirebbe per l’innesco di una risposta verso il basso. Quando il massimo di v′T′ resta in quota e non si rinforza a ~100 hPa, il “coupling” con la troposfera tende a rimanere debole-moderato. geo.fu-berlin.de
  • PV isentropico (475–550 K). L’anello PV al bordo del vortice è continuo e poco scalfitto: segno di barriera di mescolamento efficiente e di bassa probabilità (nel brevissimo) di erosione strutturale tipo “surf-zone” o di split. Questo è tipico dei displacement forzati da onda-1. geo.fu-berlin.de

Perché questo assetto favorisce “displacement” e non “split”​

La distinzione displacement vs split è classica: l’onda-1 intensa tende a spingere il VPS fuori dal polo(displacement), mentre un’onda-2 forte ne favorisce la scissione in due lobi (split). È lo schema alla base delle climatologie e delle classificazioni moderne degli SSW, ripreso anche negli studi su CMIP5. Nel nostro caso, la prevalenza d’onda-1 nei pannelli FU-Berlin inquadra meglio un displacement-type forcing che un imminente scenario da split. Columbia University+2agupubs.onlinelibrary.wiley.com+2

EP-flux, v′T′, u′v′: come leggere i segnali “giusti”​

  • I vettori EP che salgono upward & poleward indicano propagazione d’onda efficace; ciò che ci interessa è doveconvergono. Per una decelerazione robusta del jet a 10–30 hPa serve convergenza in bassa strato polare (100–50 hPa). Se la convergenza è più in alto, si mantiene/rafforza la circolazione ai piani alti senza innescare un “downward influence” immediato. Questo è esattamente l’uso classico delle sezioni EP in diagnosi d’onda. PordLabs
  • Heat-flux (v′T′): quando il picco resta sopra ~5–10 hPa e non aumenta a 100 hPa, il “grilletto” per un evento maggiore resta parzialmente armato. È un criterio operativo ampiamente usato anche nei monitoraggi CPC/NOAA. Centro di Previsione Climatica

SSW: definizione, tempi e cosa cambierebbe il quadro​

  • Un major SSW è definito (in breve) dal cambio di segno del vento zonale medio a 60°N e 10 hPa da westerly a easterly: è lo spartiacque dinamico che identifica la rottura del vortice. Le rassegne più citate insistono su definizione, tipologia e impatti, distinguendo bene displacement e split. journals.ametsoc.org+1
  • Dopo un SSW, i segnali tendono a discendere dalla stratosfera superiore fino alla troposfera su scale di ~1–3 settimane, modulando regimi come NAO/AO e storm-tracks; è il celebre “downward propagation” che ha reso la stratosfera una sorgente di prevedibilità sub-stagionale. science.org
  • Cosa invaliderebbe il quadro attuale: (i) impennata di v′T′ a 100 hPa alle alte latitudini, (ii) convergenza EPnetta e persistente fra 100–50 hPa sul polo, (iii) calo coordinato di u(60°N) a 10 e 30 hPa insieme a un attenuarsi del gradiente termico polare, (iv) erosione dell’anello PV con filamenti persistenti. Insieme, questi segnali pre-condizionano un warming forte o un major SSW. Centro di Previsione Climatica+1

Il ruolo del QBO e perché ci interessa proprio adesso​

Il QBO modula “il cancello” per la risalita d’onda verso l’Artico: in fase easterly (EQBO), la climatologia mostra un vortice mediamente più debole/“permeabile” alle onde extratropicali; in fase westerly (WQBO), il vortice tende a essere più forte. Il meccanismo (Holton–Tan) riguarda sia geometria dei critical latitudes sia la circolazione secondaria subtropicale associata alla QBO, che influenza il trasferimento di momento e calore verso alte latitudini. Per la lettura operativa: verificare la fase QBO a 50 hPa aiuta a pesare la probabilità che un forcing d’onda troposferico “agganci” la stratosfera polare. journals.ametsoc.org+2Royal Meteorological Society+2

ENSO e teleconnessioni: segnale utile, non deterministico​

In media pluridecennale, El Niño è associato a maggiore frequenza di SSW (per onda-1 rafforzata dal pattern pacifico-americano), mentre La Niña tende al contrario; ma il legame non è deterministico e dipende da stagionalità, definizioni, combinazione con QBO e stato della circolazione extratropicale. Tradotto per il monitoraggio: non basta ENSO; servono precursori troposferici (blocco aleutinico, dorsali atlantiche/scandinave) che interferiscano costruttivamente con le onde stazionarie climatologiche. atmos.uw.edu+2journals.ametsoc.org+2

Dalla stratosfera alla troposfera: che cosa aspettarsi (finché domina l’onda-1)​

  • Finché la forzante resta più vigorosa in alta strato e il bordo PV rimane ben teso, l’esito più probabile è una stagione a prevalenza di displacement/riscaldamenti minori, con accoppiamento verso la tropo modesto e assenza di segnali “major” a brevissimo. geo.fu-berlin.de
  • Se, invece, osserviamo un’impennata di v′T′ a 100 hPa con convergenza EP in bassa strato e calo di u(60°N)a 10–30 hPa, allora cambiano le carte: il rischio di SSW significativo (displacement o split a seconda della componente d’onda prevalente) aumenta, con possibili riflessi NAO-/AO- e storm-tracks più meridiani entro 1–3 settimane dal picco stratosferico. journals.ametsoc.org+1

 

Alessandro 81

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Micro-guida operativa (su cosa fissare lo sguardo, proprio nei pannelli FU-Berlin)​

  1. “Zonal averages & derived quantities – 60°N”: curva u(60°N) a 10 e 30 hPa (se scende deciso, suona il campanello) e gradiente termico polare (se si attenua, doppio campanello). geo.fu-berlin.de
  2. Sezioni EP: cercate vettrici più lunghe e convergenza blu tra 100–50 hPa sul polo. È il segno che la forzante sta “agganciando” la bassa strato. PordLabs
  3. v′T′ (heat-flux): incrementi netti a 100 hPa su 60–80°N anticipano la discendenza del segnale. Centro di Previsione Climatica
  4. PV 475–550 K: nuovi filamenti e scalfiture persistenti al bordo indicano mixing in aumento e indebolimento strutturale del vortice. geo.fu-berlin.de
  5. Geometria 10 hPa: il passaggio da onda-1 a onda-2 (doppio crestone Atlantico+Pacifico) alza la probabilità di split. Columbia University

Riferimenti chiave (selezione)​

  • Diagnostica FU-Berlin (ECMWF): descrizione prodotti, mappe Z-T su livelli isobarici, PV isentropico, sezioni zonali/EP e serie giornaliere (01 Nov–30 Apr). geo.fu-berlin.de
  • CPC/NOAA – SSW Monitoring: serie temporali e forecast di T, u, v′T′ su piani standard per NH/SH. Centro di Previsione Climatica
  • Definizioni/Climatologia SSW: Butler et al. (BAMS, 2015); Charlton & Polvani (J. Climate, 2007). journals.ametsoc.org+1
  • Downward influence e prevedibilità: Baldwin & Dunkerton (Science, 2001); Kidston et al. (Nat. Geosci., 2015). science.org+1
  • EP-flux, onde e jet: Edmon-Hoskins-McIntyre (JAS, 1980) – lettura classica delle sezioni EP. PordLabs
  • QBO e “cancello” d’onda (Holton-Tan): Holton & Tan (JAS, 1980); review moderne (Anstey & Shepherd, 2014; Yamazaki et al., 2020). journals.ametsoc.org+2Royal Meteorological Society+2
  • ENSO–SSW: Garfinkel & Hartmann (JGR, 2008); Song & Son (J. Climate, 2018); Palmeiro et al. (JGR, 2023). atmos.uw.edu+2journals.ametsoc.org+2
  • Split vs displacement e impatti: Charlton & Polvani (2007); Seviour et al. (2016). Columbia University+1

Conclusione “operativa”​

Nel setup attuale a onda-1 con bordo PV teso e forzante d’onda più vigorosa in alta strato, lo scenario più probabile resta quello di displacement e warming minori, SSW “major” poco supportato nel brevissimo. Il segnale di svolta da cercare è un deciso rinforzo del v′T′ a 100 hPa con convergenza EP in bassa strato e calo coordinato di u(60°N) a 10–30 hPa. Se compaiono questi tre indizi insieme, sale rapidamente la probabilità di un evento con discendenza del segnale verso la troposfera entro 1–3 settimane. Centro di Previsione Climatica+1
 

kekko14

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Speriamo di giocarci anche noi qualche carta,sti streching del VP sono proficui solo nel nord America,come spessobè accaduto l'anno scorso
A ogni modo sembra si parta da una situazione decisamente migliore,quindi avanti tutta!!
 

Alessandro 81

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Di seguito un’analisi “now-casting” del VPS basata esclusivamente sui pannelli FU-Berlin aggiornati alle 12 UTC del 6 novembre 2025 (ECMWF via DWD). Integro i valori (u₆₀N e ΔT₉₀–₆₀) e li collego alla dinamica d’onda (v′T′, u′v′, EP-flux) e alla morfologia PV-isentropica.

Vortice Polare Stratosferico (VPS): stato attuale​

Executive summary (operativo)

  • VPS compatto, centrato lato siberiano, con onda-1 (s=1) dominante; nessuna firma da onda-2 forte/split.
  • Jet stratosferico “stagionale ma non estremo”: a 10 hPa u₆₀N ≈ 30 m/s, 30 hPa ≈ 17 m/s, 50 hPa ≈ 13 m/s, 70 hPa ≈ 11 m/s; gradiente termico polare ΔT₉₀–₆₀ < 0 marcato (−16/−6 K a 10–70 hPa) → cappello polare freddo.
  • Forcing d’onda presente ma moderato: v′T′ e vettori EP “upward & poleward” dall’upper-tropo al basso-medio strato, penetrazione limitata sopra ~10 hPa → decelerazione del jet sì, ma non da pre-warming maggiore.
  • PV-edge netto a 550 K, filamentazione modesta a 475 Kbordo del vortice “ben tenuto” e scarso wave breaking al momento.
    (Fonti: pannelli emisferici Z/T, sezioni zonali e PV-isentropiche FU-Berlin; time-stamp e categorie qui di seguito nelle citazioni.) users.met.fu-berlin.de+9users.met.fu-berlin.de+9users.met.fu-berlin.de+9

1) Geopotential & Temperature (emisfero nord)​

  • 10–30 hPa. Il campo di geopotenziale mostra un minimo profondo lato siberiano e un anticiclone stratosferico sul settore canadese/aleutinico → firma classica di onda-1 prevalente (asse Pacifico–Eurasia). L’ellitticità è moderata, senza lobi contrapposti tali da suggerire un imminente W2 o split.
    I box numerici sui pannelli (serie 12 UTC) riportano u₆₀N ≈ 30 m/s a 10 hPa e ≈ 17 m/s a 30 hPa, con ΔT₉₀–₆₀ ≈ −16 K / −11 K: polar-cap freddo e jet coerente con lo “spin-up” stagionale ma non eccezionale. users.met.fu-berlin.de+1
  • 50–70 hPa. La struttura rimane coerente, con u₆₀N ≈ 13–11 m/s e ΔT₉₀–₆₀ ~ −8…−6 K; l’asimmetria cresce appena, senza nastri caldi polari (assenza di warmings significativi). users.met.fu-berlin.de+1
Lettura dinamica. La deformazione W1 “tira” il vortice verso l’Eurasia ma non lo frattura: siamo in un regime di displacement moderato, coerente con un EP-flux non esplosivo (vedi §3). users.met.fu-berlin.de


2) PV su livelli isentropici (morfologia del bordo e mixing)​

  • 550 K. Edge PV compatto, gradiente pronunciato al contorno del vortice, filamentazione scarsa alle medie latitudini → stabilità del bordo; il mixing isentropico è contenuto. users.met.fu-berlin.de
  • 475 K. L’anello PV è più ampio/smussato (piano più basso), con accenni di streamers deboli, non profondi: nessun roll-up marcato e nessuna intrusione che preluda a split/displacement estremi. users.met.fu-berlin.de
Interpretazione. La combinazione “edge netto a 550 K + filamentazione modesta a 475 K” è tipica di un VPS ordinato, con wave breaking limitato sul bordo. In assenza di streamers robusti e persistenti, bassa probabilità di eventi di ristrutturazione drastica a brevissimo. users.met.fu-berlin.de+1


3) Sezioni zonali (u, T, v′T′, u′v′, EP-flux)​

  • Temperatura (T̄). Polar-cap freddo dai 100 ai 10 hPa, nessun lobo caldo che penetri fin sul polo: nessuna pre-firma di warming maggiore. users.met.fu-berlin.de
  • Vento zonale (ū). Core westerlies ben sviluppato in alta stratosfera; ai 10–30 hPa i westerlies sono moderati (≈10–30 m/s), coerenti con i valori a 60°N riportati sui pannelli emisferici. users.met.fu-berlin.de
  • Heat flux (v′T′). Lobi positivi deboli-moderati tra 45–70°N dall’upper-tropo al basso-medio strato; mancano “tongue” intensi che si propaghino ben oltre ~10 hPa. È forzante d’onda presente ma non “impulsiva”. users.met.fu-berlin.de
  • Momentum flux (u′v′). Massimi nel basso-medio strato NH (40–70°N), abbastanza coerenti con una lieve decelerazione del jet ai margini, non sufficiente a un pre-warming potente. users.met.fu-berlin.de
  • EP-flux. Vettori prevalentemente upward & poleward dall’upper-tropo verso il basso-medio strato; penetrazione limitata sopra ~10 hPawave-driving moderato e spin-down localizzato, non un segnale da evento maggiore. users.met.fu-berlin.de

4) Serie temporali a 60°N (monitoraggio sintetico)​

I pannelli di “Zonal averages & derived quantities 60°N” (stagione 2025/26) inquadrano bene il contesto: u(10 hPa) ≈ 30 m/s, u(30 hPa) ≈ 17 m/s, u(50–70 hPa) ≈ 13–11 m/s; ΔT₉₀–₆₀ fortemente negativo ai 10–30 hPa. La linea sottile neraevidenzia che le proiezioni a 10 giorni suggeriscono oscillazioni ma nessun crollo improvviso del jet. (Nota: la pagina elenco può non mostrare l’immagine inline, ma l’indice e la didascalia sono aggiornati). users.met.fu-berlin.de


5) Implicazioni troposfera–stratosfera (Europa/Mediterraneo)​

  • Con W1 dominante e EP-flux moderato, il coupling down tende a essere selettivo e graduale: è lecito attendersi segnali troposferici più “di displacement” che di “split” (es. blocco aleutinico vs dorsale atlantica/scandinava a geometria variabile), non uno shock dinamico tipico dei pre-SSW forti.
  • In assenza di un impulso v′T′ robusto a 100 hPa e di EP-flux fortemente convergente al polo oltre ~10 hPa, lo scenario favorisce una NAO “elastica” (fasi +/– a scala sinottica) più che un cambio di regime drastico.
  • Operativamente, per l’Europa occorre guardare a configurazioni istantanee (posizionamento onda pacifica/atlantica) e a come interferiscono linearmente con le onde stazionarie climatologiche: il segnale strato, oggi, è “di contorno” e non dirimente.

 

Alessandro 81

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6) Cosa monitorare nei prossimi 5–10 giorni​

  1. v′T′ a 100 hPa (45–75°N): un salto di ampiezza e maggiore verticalità dei vettori EP indicherebbero più efficacia del forcing sull’u ai 10–30 hPa. users.met.fu-berlin.de+1
  2. u₆₀N(10–30 hPa): cercare drop rapidi e coesi (non solo oscillazioni) accoppiati a warming locali nei piani 30–10 hPa. users.met.fu-berlin.de
  3. PV-edge (550–600 K): comparsa di streamers profondi o roll-up sul bordo del vortice (segno di wave breakingpiù marcato). users.met.fu-berlin.de
  4. Geometria d’onda: eventuale rinforzo della W2 (due creste/saccature in quadratura) visibile su Z/T 10–30 hPa. users.met.fu-berlin.de+1

Riferimenti (FU-Berlin | ECMWF via DWD)​

 

Alessandro669

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Ale sei bravo ma troppo tecnicismo rischia di farti perdere quello che veramente vorresti esporre, secondo me il 99% di chi ti legge ci capisce ben poco di quello che hai scritto, dalla formula ai termini troppo tecnici. Alla gente non glie ne importa della formula vuole capire cosa accade, perché accade e cosa potrebbe succedere. Almeno io la penso così,
 

Alessandro 81

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Grazie del feedback, Alessandro. Hai ragione su un punto: a molti interessa capire cosa sta accadendo, perché e cosa può succedere, senza formule.
D’ora in poi imposterò i miei interventi su due livelli:
1) Sintesi in 5 righe (cosa/ perché/ e poi cosa) per tutti.
2) Dettagli tecnici per chi vuole approfondire (grafici e indici).
Così restiamo chiari per la maggioranza e utili anche a chi cerca il “perché” fisico delle cose. Se ti va, dimmi poi se la nuova struttura ti risulta più leggibile.:)
 

Alessandro 81

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Questa sera, cerco di spiegare in modo chiaro e strutturato come il Sole influenza il vortice polare stratosferico durante l'inverno, basandomi su studi accademici recenti.

Il vortice polare stratosferico è un'ampia area di bassa pressione e aria fredda che si forma nella stratosfera (tra i 10 e i 50 km di altitudine) sopra le regioni polari durante l'inverno emisferico, ruotando in senso antiorario nell'emisfero nord. È influenzato da vari fattori, tra cui l'attività solare, che può modularne la forza e la stabilità attraverso meccanismi come il ciclo solare di 11 anni, eventi di protoni solari e precipitazione di particelle energetiche.



What is the Polar Vortex? | Waugh Research Group | Johns Hopkins ...

sites.krieger.jhu.edu
What is the Polar Vortex? | Waugh Research Group | Johns Hopkins ...


Meccanismi principali dell'influenza solare​

L'attività solare non influisce direttamente sul vortice come il riscaldamento radiativo, ma attraverso processi indiretti legati al ciclo solare (massimi e minimi di macchie solari), al vento solare e alle particelle energetiche. Ecco i punti chiave, supportati da studi:

  1. Ciclo solare di 11 anni e Sudden Stratospheric Warmings (SSW): Durante i periodi di massimo solare, l'aumento dell'irradiazione ultravioletta (UV) solare riscalda la stratosfera equatoriale, alterando i gradienti termici e favorendo onde planetarie che propagano energia verso il polo. Questo può causare SSW, eventi in cui il vortice si indebolisce o si rompe, portando a un riscaldamento improvviso della stratosfera polare. Uno studio pubblicato nel Journal of the Atmospheric Sciences ha dimostrato che il riscaldamento polare nell'emisfero nord durante il tardo inverno è più pronunciato nei massimi solari, proprio a causa di un maggiore numero di SSW.Un altro lavoro su Nature Scientific Reports ha analizzato dati dal 1979 al 2016, confermando che la variabilità ciclica solare modula il clima artico invernale, con un vortice più debole durante i massimi solari.
  2. Eventi di protoni solari (Solar Proton Events - SPE): Questi sono eruzioni solari che rilasciano protoni energetici, i quali penetrano nella stratosfera polare, producendo ossidi di azoto (NOx) e idrogeno (HOx) che distruggono l'ozono. La perdita di ozono altera il bilancio radiativo, indebolendo il vortice. Una ricerca recente su 27 SPE dal 1986 al 2020 ha trovato una correlazione significativa tra questi eventi e perturbazioni del vortice, con effetti più marcati durante l'inverno.
  3. Precipitazione di elettroni energetici (Energetic Electron Precipitation - EEP) e attività geomagnetiche:Particelle solari caricate interagiscono con il campo magnetico terrestre, causando EEP che influisce sulla chimica stratosferica. Uno studio confrontando driver solari e terrestri ha mostrato che l'effetto EEP sul vortice polare invernale è più forte e significativo rispetto ad altri fattori, come El Niño o la QBO (Quasi-Biennial Oscillation), in quasi tutti i mesi invernali.Inoltre, attività geomagnetiche a lungo termine correlate al Sole mostrano una correlazione positiva con le temperature stratosferiche invernali, suggerendo un rafforzamento o indebolimento del vortice in base al livello di attività solare.
  4. Energia dal vento solare e magnetosfera: L'energia trasferita dal vento solare alla magnetosfera può influenzare la circolazione stratosferica. Ricerche indicano che livelli più alti di energia solare-magnetosferica portano a anomalie nei flussi atmosferici durante gli inverni successivi, con un vortice più disturbato.Un altro studio sottolinea il ruolo del vortice come legame tra attività solare e circolazione inferiore, con meccanismi top-down che propagano gli effetti dalla stratosfera alla troposfera.


Frontiers | Solar influences on the Earth's atmosphere: solved and ...

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Conseguenze e contesto invernale​

Durante l'inverno, quando il Sole è basso sull'orizzonte polare, il vortice è naturalmente forte a causa del raffreddamento radiativo. Tuttavia, l'attività solare può destabilizzarlo, portando a eventi estremi come ondate di freddo in Europa o Nord America quando il vortice si rompe (spillover di aria fredda). Studi recenti confermano che l'indebolimento del vortice ha impatti sulla temperatura superficiale, con influenze discendenti sulla circolazione troposferica.

In sintesi, il Sole modula il vortice principalmente attraverso variazioni cicliche e particelle energetiche, con effetti più evidenti durante i massimi solari. Questi meccanismi sono ben documentati in letteratura scientifica, anche se interagiscono con altri fattori come la QBO.
 
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