Simmenivis
Utente esperto
Olimpiadi sotto il segno della primavera... Una gran bella cosa direi
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... per i " ragazzi degli anni 80/90 " , ricordate ?
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Nell'apposita stanza lamenti la versione estesa ...
Mi par di capire t'abbia mollato gli steppeDiciamo che queste configurazioni 30-40 anni fa, portavamo neve in pianura su molte zone del nord, e lungo l' Appennino a quote medie, poi con intrusioni più fredde anche a 500n, ma ad oggi con il GW non è più possibile, quindi adesso per vedere la neve in pianura o viene giù mezzo polo oppure ti fai delle gran se...!
Valerio, capisco benissimo cosa intendi e, guarda, in parte hai ragione: oggi la quota neve media si è alzata e certe dinamiche che una volta bastavano per portare neve in pianura adesso spesso non bastano più. Il riscaldamento globale ha spostato l’asticella: serve più “cuscino” freddo, serve un ingresso più pulito, e soprattutto serve che la colonna resti sotto zero nei primi 1–2 km, non solo a 850 hPa.Mi par di capire t'abbia mollato gli steppe![]()
Valerio l'e' quell'attroValerio, capisco benissimo cosa intendi e, guarda, in parte hai ragione: oggi la quota neve media si è alzata e certe dinamiche che una volta bastavano per portare neve in pianura adesso spesso non bastano più. Il riscaldamento globale ha spostato l’asticella: serve più “cuscino” freddo, serve un ingresso più pulito, e soprattutto serve che la colonna resti sotto zero nei primi 1–2 km, non solo a 850 hPa.
Detto questo, però, io eviterei il concetto “o scende mezzo Polo o niente”. Perché la neve in pianura non è solo questione di -10 a 850: è un incastro. Dipende da precipitazioni (che raffreddano), intensità e durata, dew point, vento al suolo, inversione/cuscino in Valpadana, tempistica dell’ingresso freddo rispetto al fronte, e anche da come si posiziona il minimo. A volte con una -4/-5 ben piazzata e un bel richiamo umido puoi fare il colpo, altre volte con una -8 fai pioggia perché ti entra l’aria troppo secca o ti salta il cuscino.
Quindi sì: è più difficile di 30–40 anni fa, e su questo non ci piove. Ma non è “impossibile” e non è neanche solo “evento estremo o niente”. È che oggi, per la pianura, il margine d’errore è molto più stretto: basta un dettaglio fuori posto e ti ritrovi con acqua e nervoso. Ecco perché ci restiamo male più spesso

