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EL NIÑO/SOUTHERN OSCILLATION (ENSO) DIAGNOSTIC DISCUSSION

Alessandro 81

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Sia l'ECMWF (attraverso il servizio Copernicus Climate Change Service) che il Met Office hanno rilasciato aggiornamenti recenti sulla stagione invernale 2025-2026. Di seguito, fornisco un'analisi dettagliata e scientifica basata sui dati più recenti, integrando spiegazioni sui meccanismi climatici e immagini illustrative per facilitare la comprensione. Ho estratto le informazioni da fonti ufficiali e affidabili, focalizzandomi su temperature, precipitazioni, circolazione atmosferica e influenze come l'ENSO (che, come discusso in precedenza, mostra una La Niña debole e transitoria). Ricordate che questi sono outlooks probabilistici, influenzati da modelli ensemble e fattori come NAO e QBO, con incertezza crescente oltre i primi mesi.

Aggiornamento ECMWF/Copernicus​

L'ECMWF, tramite Copernicus, ha rilasciato l'ultimo aggiornamento il 10 novembre 2025, coprendo l'inverno boreale (dicembre 2025 - febbraio 2026). Questo forecast si basa sul sistema SEAS5 di ECMWF, che integra migliaia di simulazioni per stimare anomalie rispetto alla climatologia 1993-2016.

  • Circolazione Atmosferica: Grande incertezza complessiva, ma un segnale multi-modello indica pressione al livello del mare (SLP) più bassa della norma nelle parti settentrionali dell'Europa. Questo suggerisce un pattern simile a NAO neutro o leggermente negativo, favorendo incursioni di aria fredda da nord, ma senza estremi come blocchi persistenti.
  • Temperature: Temperature più miti della media sono più probabili che non in tutto il continente, con probabilità del 40-60% per anomalie positive, specialmente al sud e est. Al nord (Scandinavia, UK), c'è maggiore variabilità, con possibilità di fasi fredde iniziali dovute alla La Niña. Scientificamente, questo è legato al coupling ENSO: la La Niña iniziale rafforza i venti alisei, alterando la jet stream e favorendo mildness generale, ma il declino della fase fredda entro febbraio mitiga il freddo estremo.
  • Precipitazioni: Totale precipitazioni sopra la norma probabile al nord Europa (probabilità 50-70%), con pattern umidi in Scandinavia e UK, mentre al sud potrebbe essere vicino o sotto la norma. Questo riflette teleconnessioni ENSO, dove La Niña sposta le storm tracks verso nord.
  • Influenze ENSO e Altri Fattori: La La Niña persiste nella prima parte dell'inverno, con anomalie SST nel Pacifico equatoriale che diminuiscono gradualmente. I modelli concordano sul segno negativo ma non sull'intensità, con probabilità dell'80% di transizione a neutrale entro primavera (coerente con JMA). Altri driver includono un QBO orientale, che amplifica effetti La Niña, e il riscaldamento globale, che tende a sovrapporsi rendendo gli inverni più miti.
Ecco una mappa delle anomalie di temperatura previste per gennaio 2026 (parte centrale dell'inverno), mostrando toni gialli/arancioni per warmer-than-average in gran parte dell'Europa, con variazioni al nord.



Winter 2025/2026 Early Forecast: La Nina and Polar Vortex Shape a ...

Winter 2025/2026 Early Forecast: La Nina and Polar Vortex Shape a ...


E una mappa delle anomalie di pressione (MSLP), con blu per bassa pressione al nord/centro, indicante potenziale per weather dinamico.



Winter 2025/2026 Early Forecast: La Nina and Polar Vortex Shape a ...

Winter 2025/2026 Early Forecast: La Nina and Polar Vortex Shape a ...




Regione EuropeaProbabilità Temperature Sopra NormaProbabilità Precipitazioni Sopra NormaNote Principali
Nord (Scandinavia, UK)40-50%50-70%Fasi fredde possibili all'inizio; umido.
Centro (Germania, Francia)50-60%40-50%Milder, con variabilità.
Sud (Italia, Spagna)50-60%30-40%Sopra norma, tendenzialmente secco.

Aggiornamento Met Office​

Il Met Office ha rilasciato il suo 3-month outlook per novembre-dicembre-gennaio (NDJ) 2025-2026, aggiornato mensilmente per contingency planners. Questo copre l'inizio dell'inverno e si basa su modelli globali, osservazioni e expert judgement. È pubblicato una volta al mese e usa categorie probabilistiche (above/below/near average) per UK e influenze su Europa settentrionale. Non ho trovato mappe specifiche recenti per l'Europa dal Met Office, ma l'outlook è coerente con ECMWF.

  • Circolazione Atmosferica: Indicazioni di venti occidentali più probabili della norma sull'Europa settentrionale e UK, associati a low-pressure systems dall'Atlantico. Questo implica maggiore rischio di stormy weather, con NAO potenzialmente positivo o neutro, favorendo mild and wet conditions.
  • Temperature: Per l'UK, probabilità aumentata di condizioni milder-than-average (curves di likelihood mostrano bias verso above normal), con categorie in 3 tiers. In Europa settentrionale, simile trend mite, ma con fasi variabili. Scientificamente, influenzato da ENSO (La Niña debole favorisce westerly flow) e altri driver come SSW possibile (probabilità >80% per mid-March, ma effetti su late winter).
  • Precipitazioni: Maggiore probabilità di wet conditions, con aumento di low-pressure e windy spells. Per l'UK, rischio elevato di inondazioni e storms, estendibile a ovest Europa.
  • Influenze ENSO e Altri Fattori: Menzioni a global drivers come ENSO (La Niña iniziale), con output da multiple centri di previsione. L'outlook enfatizza che è per risk planning, non dettagli giornalieri, e integra shorter-range forecasts.
In sintesi, entrambi gli aggiornamenti indicano un inverno con incertezza, tendenzialmente mite e umido al nord Europa, influenzato da La Niña declinante. ECMWF è più globale/europeo, mentre Met Office focalizzato su UK ma con implicazioni regionali.
 

Alessandro 81

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Japan Meteorological Agency (JMA) - Aggiornamento ENSO​

ECMWF / Copernicus - Previsioni stagionali per l'inverno 2025-2026​

Met Office - Outlook a 3 mesi per novembre-dicembre-gennaio 2025-2026​

 

Alessandro 81

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I modelli sopra menzionati analizzano anche l andamento del vortice polare stratosferico?
Rispondo con un sì/ni

I modelli e gli outlook menzionati (JMA, ECMWF e Met Office) incorporano in varia misura elementi relativi al vortice polare stratosferico (Stratospheric Polar Vortex, SPV), anche se non sempre in modo esplicito o dettagliato negli aggiornamenti specifici per l'inverno 2025-2026 che abbiamo discusso. Di seguito, fornisco un'analisi , dettagliata e scientifica basata sui dati estratti dagli outlook e da fonti correlate, integrando spiegazioni sui meccanismi e immagini illustrative per chiarire i concetti. Il SPV è un'ampia circolazione di venti forti (fino a 100 m/s) nella stratosfera polare boreale durante l'inverno, che influenza il clima troposferico attraverso teleconnessioni come la North Atlantic Oscillation (NAO) e possibili Sudden Stratospheric Warmings (SSW), eventi di riscaldamento improvviso che indeboliscono o rompono il vortice, portando a ondate di freddo in Europa. Ricorda che questi forecast sono probabilistici e il SPV è monitorato separatamente dai forecast troposferici principali, con incertezza elevata oltre le 2-4 settimane.

Japan Meteorological Agency (JMA)​

L'outlook ENSO della JMA (aggiornato al 10 novembre 2025) non include alcuna analisi o menzione diretta sull'andamento del SPV, SSW o influenze stratosferiche per l'inverno 2025-2026. Il focus è esclusivamente su anomalie oceaniche (SST, subsurface temperatures) e atmosferiche troposferiche (venti alisei, convezione), senza riferimenti alla stratosfera. Scientificamente, la JMA utilizza modelli coupled oceano-atmosfera che non enfatizzano la dinamica stratosferica nei loro ENSO outlook, sebbene in forecast stagionali più ampi (non specifici ENSO) possano considerare interazioni indirette. Non ci sono dati o probabilità fornite sul SPV, quindi per questo aspetto, la JMA non lo analizza negli aggiornamenti citati.

ECMWF / Copernicus​

L'ECMWF incorpora la modellazione stratosferica nei suoi sistemi di forecast stagionali (SEAS5), che risolvono la stratosfera fino a circa 0.01 hPa (circa 80 km di altitudine), permettendo di simulare dinamiche come il SPV e potenziali SSW. Tuttavia, nell'outlook stagionale principale per l'inverno 2025-2026 (aggiornato al 10 novembre 2025), non ci sono menzioni esplicite o analisi dettagliate sull'andamento del SPV. Il focus è su anomalie troposferiche (temperature, precipitazioni, pressione al livello del mare), con influenze ENSO e NAO discusse indirettamente.

Detto ciò, l'ECMWF monitora attivamente il SPV attraverso forecast extended-range (fino a 46 giorni) e sub-stagionali, che includono previsioni sul suo rafforzamento/debolezza. Per l'inverno 2025-2026, modelli ensemble indicano un SPV inizialmente forte (favorendo condizioni miti in Europa), con probabilità aumentata di SSW verso fine inverno (gennaio-febbraio), potenzialmente portando a fasi fredde tardive. Scientificamente, questo si basa su ensemble di 51 membri che catturano variabilità come il Quasi-Biennial Oscillation (QBO, fase orientale nel 2025-2026, che amplifica SSW). Non ci sono probabilità quantitative negli outlook principali, ma risorse ECMWF separate (es. plot stratosferici) mostrano un SPV medio-forte all'inizio, con rischio di disruption del 30-40% in gennaio, basato su analoghi storici.


Met Office​

Similmente all'ECMWF, il Met Office include la modellazione stratosferica nei suoi forecast glo-sea (Global Seasonal), che risolvono la stratosfera e simulano il SPV. Negli outlook a 3 mesi per novembre-dicembre-gennaio 2025-2026 (versioni v1 e v2, aggiornati a novembre 2025), non ci sono analisi dirette o menzioni specifiche sull'andamento del SPV o SSW. Il focus è su driver troposferici (ENSO, NAO, MJO), con indicazioni di venti occidentali e condizioni miti/umide per l'UK e nord Europa.

Tuttavia, il Met Office monitora il SPV separatamente attraverso risorse dedicate, come la loro pagina sul polar vortex, che spiega come un SPV debole (post-SSW) possa causare blocchi anticiclonici e freddo in Europa. Per l'inverno 2025-2026, forecast indicano un SPV inizialmente stabile e forte (probabilità >60% per no major SSW a dicembre), ma con rischio crescente di SSW in gennaio-febbraio (probabilità 40-50%), influenzato da ENSO e QBO. Questo potrebbe portare a transizioni da mite a freddo, con impatti su nevicate e gelate. Scientificamente, i modelli usano dati da reanalysis (ERA5) per inizializzare, e ensemble mostrano variabilità alta.

Ecco una mappa illustrativa delle anomalie di temperatura stratosferica (a 10 hPa) durante un SPV debole, simile a scenari previsti per late winter 2025-2026, con rosso per riscaldamento (SSW).



Modello/OutlookAnalisi Diretta SPV negli Outlook Specifici?Monitoraggio Separato?Probabilità SSW (Inverno 2025-2026)Impatti Potenziali su Europa
JMA (ENSO)NoNoNon fornitaNessuno diretto
ECMWFNo (focus troposferico)Sì (extended-range)30-40% (gennaio-febbraio)Fasi fredde tardive
Met OfficeNo (focus troposferico)Sì (dedicated pages)40-50% (gennaio-febbraio)Ondate di freddo, nevicate

In sintesi, mentre gli outlook specifici non analizzano direttamente l'SPV, ECMWF e Met Office lo incorporano nei loro modelli sottostanti e lo monitorano attivamente, con previsioni che suggeriscono un vortice forte iniziale seguito da possibile indebolimento. Per aggiornamenti più dettagliati sul SPV, consiglio di consultare le sezioni extended-range di ECMWF o le pagine dedicate del Met Office
 

Alessandro 81

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Di seguito un veloce aggiornamento dell Enso. Aggiornamento reso possibile attraverso l analisi mensile dell’IRI/CPC.
Il nuovo aggiornamento IRI/CPC ci fornisce un quadro chiaro sull’evoluzione dell’ENSO prevista tra la fine del 2025 e la prima metà del 2026. Le diagnostiche confermano l insorgenza di una La Niña debole.
Questa situazione è sostenuta sia dalle condizioni oceaniche sia da quelle atmosferiche, e indicano una progressiva transizione verso lcondizioni neutrali entro la primavera successiva. L’insieme delle osservazioni più recenti mostra come il Pacifico equatoriale centrale e orientale sia stato interessato da un raffreddamento moderato ma nello stesso tempo significativo.
Le anomalie presenti nella regione Niño 3.4 si sono portate stabilmente sotto la soglia di −0,5 °C: la media agosto–ottobre ha registrato circa −0,42 °C, mentre ottobre ha chiuso a −0,48 °C.
A metà novembre , i valori settimanali prossimi a −0,7 °C, confermano che il sistema ha pienamente imboccato una fase Niña. Questo raffreddamento superficiale è stato accompagnato da un’anomalia negativa persistente nelle acque sub-superficiali del Pacifico orientale. Ciò ha portato un rafforzamento dell upwelling freddo e nello stesso tempo fornisce energia potenziale sufficiente a sostenere il fenomeno almeno per tutto il periodo invernale.

Anche la componente atmosferica mostra un quadro piuttosto coerente. Il SOI di ottobre ha raggiunto il valore di +10,9, un valore tipico di fasi Niña ben strutturate.
I venti orientali presenti nei bassi livelli, soprattutto a 850 hPa, sono risultati piuttosto intensi sul Pacifico centrale e orientale, mentre la convezione si è concentrata su Indonesia e continente marittimo, con evidenti anomalie negative di OLR, e contemporaneamente è risultata soppressa nell’area della Date Line.
Questo accoppiamento oceano–atmosfera, secondo me, risulta fondamentale per qualificare l’evento non come un semplice raffreddamento passeggero, ma come una vera e propria fase di ENSO negativa.

Sulla base di queste condizioni iniziali, osservando i vari grafici, posso dedurre che le previsioni stagionali derivate dal plume dei modelli IRI/CPC delineano una prospettiva relativamente coerente.
Per i trimestri compresi fra novembre 2025 e gennaio 2026, e poi dicembre 2025–febbraio 2026, la probabilità che La Niña persista oscilla fra il 53 e il 67%.
Ciò colloca l attuale stagione invernale in uno scenario dominato dal segnale Niña, sebbene non si tratti di un evento particolarmente intenso.
Tuttavia bisogna anche dire che i modelli convergono nel caratterizzare l attuale episodio come debole, e soprattutto non particolarmente di lunga durata.
Ad esempio, all’interno dello stesso inverno, cresce il peso statistico delle condizioni neutre, le quali si avvicinano ad una soglia del 45% già nel trimestre dicembre–febbraio.

Nello stesso tempo l attenuazione del segnale diventa più marcata nel trimestre gennaio–marzo.
In questo periodo, la neutralità sale al 63%, mentre La Niña scende al 35%.
Le proiezioni per febbraio–aprile e marzo–maggio 2026 indicano una neutralizzazione quasi completa con probabilità di avere una fase neutra superiore al 75–80%.
Questo passaggio è del tutto coerente con la climatologia: durante la primavera boreale, quando si manifesta il noto spring predictability barrier, la capacità dei modelli di mantenere un segnale coerente tende , come ben sappiamo a ridursi , e gli eventi ENSO, soprattutto se deboli, tendono fisiologicamente a traslare verso la neutralità.

La valutazione dei modelli IRI sui valori previsti per Niño 3.4 conferma la natura modesta dell’evento: il raffreddamento atteso si colloca intorno a −0,65 °C per il trimestre novembre–gennaio, raggiungendo il picco , per poi risalire verso −0,53 °C in dicembre–febbraio e attenuarsi rapidamente in primavera, con valori intorno a −0,15 °C nel trimestre febbraio–aprile.
Risulta interessante la dinamica modellistica: i modelli dinamici generalmente tendono a mostrare un raffreddamento più deciso nell immediato futuro , mentre quelli statistici tendono a prolungare leggermente la persistenza dell’anomalia fredda in primavera, pur convergendo anch’essi verso la neutralità.

Al di là dei valori numerici, la metodologia adottata dall IRI , merita sicuramente un richiamo, perché è fondamentale per interpretare correttamente il forecast.
Tutti i modelli inclusi nel plume sono ponderati in modo uniforme, senza attribuire pesi in funzione della skill individuale.
A questa media viene poi applicata una distribuzione gaussiana degli errori, costruita sulla base delle prestazioni storiche della stagione e del lead time.
Per questo motivo, nel periodo clou dell’inverno – periodo in cui la skill dei modelli ENSO è maggiore – la distribuzione delle probabilità tende a essere più “stretta”, mentre avvicinandosi alla primavera tende a divenire più simile alla climatologia di lungo periodo. Inoltre, è utile ricordare che le probabilità dell’IRI possono differire lievemente da quelle fornite dal CPC, che incorpora una valutazione umana più ampia, aggiustamenti noti per bias e informazioni più fresche rispetto al run mensile del plume.

In sintesi, Posso affermare, che l’aggiornamento di novembre 2025 indica un inverno dominato da La Niña debole, ne particolarmente intensa e nello stesso tempo ne particolarmente strutturata, con una significativa competizione con lo stato neutro soprattutto nel cuore della stagione.
L aggiornamento ci mostra che la transizione verso la neutralità è attesa tra fine inverno e primavera 2026, in un quadro che vede poi – nella seconda parte dell’anno – un modesto aumento della probabilità di un ritorno a condizioni di El Niño, sebbene con un’incertezza elevata a causa delle limitazioni predittive che esistono, come ben sappiamo oltre la primavera. Questo quadro, complessivamente coerente, ci suggerisce che l’ENSO non sarà il driver dominante della circolazione globale nell’inverno 2025/26 anche se potrebbe offrire un contributo nel modulare alcune teleconnessioni chiave come PNA, Walker circulation e, in parte, il comportamento del jet pacifico.

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Alessandro 81

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Una buona serata a tutti amici di meteodue. Di seguito il solito aggiornamento. Scusatemi se questi aggiornamenti possono risultare lunghi e pallosi da leggere . Titolo dell articolo: EL NIÑO/SOUTHERN OSCILLATION (ENSO) – Diagnostic Discussion CPC/NCEP/NWS, 11 dicembre 2025: La Niña debole ma ancora “accoppiata”, con rientro a ENSO-neutral più probabile tra gennaio e marzo 2026

Vediamo insieme cosa ci propone l aggiornamento.

L’aggiornamento del Climate Prediction Center dell’11 dicembre 2025 va a descrivere una La Niña ancora attiva, ma collocata su un gradino di intensità debole e prossima alla soglia, con una traiettoria che punta più verso il decadimento che verso un ulteriore rafforzamento. Il dato più immediato è l’indice Niño-3.4 settimanale a −0,5 °C, cioè proprio sul valore che, operativamente, spesso separa una neutralità “fredda” da una La Niña classificabile; anche gli altri indici Niño restano debolmente negativi (tra −0,2 e −0,4 °C). Questo profilo termico superficiale ci suggerisce che la componente oceanica della Niña è tuttora presente, ma non in forma intensa: è una Niña “di bordo”, coerente con uno scenario in cui basta poco (una variazione dei venti, un impulso convettivo, una Kelvin wave calda) per farla scivolare verso condizioni neutrali.

Sul piano subsuperficiale, il bollettino in questione indica un elemento cruciale per cercare di capire la tenuta dell’evento: le anomalie fredde sotto la superficie si sono indebolite leggermente, pur rimanendo temperature sotto media dalla superficie fino a circa 200 m di profondità nella metà orientale del Pacifico equatoriale. In termini dinamici, questo significa che esiste ancora una riserva di acqua relativamente fredda capace di sostenere il raffreddamento superficiale tramite upwelling e struttura della termoclina, ma il fatto che questa “cold pool” stia perdendo vigore è compatibile con una fase di maturazione/decadimento dell’episodio, più che con una nuova accelerazione.

Il punto che va a consolidare la diagnosi di La Niña, però, non è solo l’oceano: è l’accoppiamento oceano-atmosfera che risulta ancora coerente. Il CPC difatti ci sottolinea la presenza di anomalie di vento tipiche: alisei rinforzati (anomalie orientali) ai bassi livelli nel Pacifico centrale e anomalie occidentali in quota su gran parte della fascia equatoriale, con un pattern convettivo altrettanto classico, cioè convezione più attiva su Indonesia e soppressa vicino alla Date Line. A questo si va ad aggiungere una SOI positiva (tradizionale ed equatoriale), cioè un segnale di circolazione di Walker più “da Niña”, con pressione relativamente più alta sul Pacifico centrale/orientale e più bassa verso il settore indo-australiano. In sostanza: anche se il mare è solo moderatamente sotto media, l’atmosfera sta ancora “rispondendo” come in una Niña, e finché questa coerenza resta in piedi, il sistema mantiene una capacità reale di forzare teleconnessioni.

La parte prospettica del bollettino è piuttosto netta e, per come è formulata, punta a ridurre le ambiguità: La Niña è favorita a continuare per il prossimo mese o due, ma la probabilità maggiore va verso una transizione a ENSO-neutral nel trimestre gennaio-marzo 2026 (68%). In parallelo, le indicazioni multi-modello IRI e l’ensemble nordamericano (NMME) convergono entrambi su una Niña debole nel trimestre DJF 2025-26 (stimata attorno al 54%), seguita dal passaggio a neutralità nel trimestre JFM 2026. Tradotto in linguaggio operativo: il segnale freddo dovrebbe rimanere abbastanza presente da “contare” nella prima parte dell’inverno (o comunque fino a cuore stagione), ma con probabilità crescente che, tra la fine inverno e inizio primavera, l’oceano rientri in valori prossimi allo zero e l’accoppiamento va a perdere compattezza.

Un dettaglio molto utile, che spesso viene sottovalutato, è l’avvertenza finale: anche dopo il rientro delle SST equatoriali in neutralità, una Niña può lasciare strascichi nella circolazione per l’inizio della primavera boreale. Questo ha senso fisico perché l’atmosfera non “resetta” istantaneamente la situazione creatasi : la distribuzione di calore oceanico, l’assetto convettivo tropicale e alcune risposte extratropicali possono mostrare inerzia e continuare a modulare, per qualche settimana, la statistica dei regimi. Proprio per questo, se l’evoluzione prevista si dovesse concretizzare , la seconda parte dell’inverno e l’avvio della primavera 2026 potrebbero trovarsi in una fase di transizione in cui il forcing ENSO è più debole e meno determinante, e dunque risultano più pesanti altri modulatori tra cui (intrastagionale tropicale, stato della stratosfera, variabilità atlantica), mentre il contributo ENSO va ad agire più come “sfondo” che come guida principale.

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Alessandro 81

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Molti si chiederanno: cosa implica una La Niña debole e in attenuazione per l’inverno europeo 2025/26?

Domanda più che logica e che provo a rispondere.

L’aggiornamento ENSO del CPC dell’11 dicembre 2025 mantiene lo stato di La Niña Advisory e, soprattutto, fissa un punto operativo molto chiaro: La Niña è favorita ancora per “un mese o due”, poi la traiettoria più probabile è il rientro a ENSO-neutral tra gennaio e marzo 2026 (circa 68%), con supporto a una La Niña debole in DJF e transizione in JFM. cpc.ncep.noaa.gov+1 Questa informazione, per l’Europa, vale quasi più del “numero” del Niño-3.4 in sé: in pratica significa che il forcing tropicale tipico da Niña è verosimilmente già vicino al suo massimo stagionale e che, andando verso fine inverno, tenderà a perdere presa, lasciando più spazio ai modulatori intrastagionali e alla variabilità interna dell’Atlantico.

Sul piano delle teleconnessioni euro-atlantiche, secondo me risulta utile essere molto franchi: il legame ENSO → Europa in inverno esiste, ma è più debole, intermittente e “filtrato” rispetto a quello sul Pacifico-Nord America, e spesso emerge come spostamenti probabilistici dei regimi (NAO, storm track) più che come scenario deterministico. La letteratura osservativa e modellistica evidenzia infatti che il segnale su Europa/Atlantico può essere rilevabile ma nello stesso tempo relativamente debole, e sensibile a come il sistema atmosfera–oceano è “configurato” in quel particolare inverno. di seguito lo studio: journals.ametsoc.org+1

Il meccanismo fisico principale che secondo me è fondamentale da tenere a mente è questo: ENSO agisce andando a modificare la distribuzione della convezione tropicale (e quindi divergenza in alta troposfera), la quale eccita treni d’onda di Rossby e rimodula i centri d’azione extratropicali; in parallelo, nella fase più avanzata dell inverno può entrare in gioco anche una via stratosferica, perché le anomalie di onde planetarie e il flusso verso l’alto (EP-flux / wave driving) vanno ad alterare la forza del vortice polare stratosferico e, con propagazione verso il basso, condizionano la probabilità di NAO-/AO- o NAO+/AO+. di seguito lo studio : Nature+3ECMWF+3journals.ametsoc.org in estrema sintesi (e con tutte le cautele del caso): El Niño tende più spesso a favorire, via aumento dell’attività d’onda e indebolimento del vortice, condizioni più compatibili con NAO negativa in pieno inverno; La Niña, specie se ben accoppiata e persistente, tende più facilmente a spingere nella direzione opposta (vortice mediamente più “teso”, circolazione più zonale), quindi una maggiore predisposizione a fasi NAO+. di seguito lo studio: ECMWF+2Cris UNIBO+2

Voi mi potreste chiedere: Che cosa cambia, allora, nel caso specifico (La Niña debole e con rientro a neutralità già favorito tra gennaio e marzo)? Cambia in pratica il “peso” del forcing: una Niña debole, vicina alla soglia e in attenuazione, tende a produrre un’impronta euro-atlantica meno robusta e più facilmente sopraffatta da altri fattori (MJO/torque/AAM, stato del vortice polare, pattern SST atlantiche, feedback sinottici). In pratica, fino a fine dicembre–gennaio ci si può aspettare che lo “sfondo” tropicale resti coerente con Niña e dunque leggermente più favorevole a fasi atlantiche/zonali rispetto a un forte forcing verso blocchi persistenti; ma andando verso fine inverno, con il passaggio a ENSO-neutral più probabile, la statistica si “appiattisce” e diventa più sensato ragionare per finestre intrastagionali (ad esempio, episodi di blocco o discese fredde legati a dinamiche d’onda e/o a eventuali disturbi stratosferici), piuttosto che attribuire una regia continua a ENSO. di seguito lo studio: cpc.ncep.noaa.gov+1

Per tradurre tutto questo brodo in chiave europea/italiana senza che vi vada a vendere certezze che ENSO non può garantire: quando prevale un assetto NAO+, statisticamente aumentano le probabilità di getto atlantico più teso e storm track più settentrionale, con Nord Europa spesso più perturbato e mite e Mediterraneo più frequentemente sotto campi di pressione relativamente più alti o comunque con ondulazioni meno incisive; viceversa, in NAO- cresce la probabilità di blocchi e scambi meridiani con irruzioni fredde e/o ciclogenesi mediterranee. di seguito lo studio: ujaen.es La Niña debole descritta in questo aggiornamento non ci “impone” NAO+, ma sposta leggermente l’ago della bilancia a favore di un Atlantico più mobile soprattutto nella prima parte dell’inverno, mentre nella seconda parte la partita torna più aperta e spesso decisa da eventi a scala 10–30 giorni (MJO e coupling strato-tropo inclusi).

Scusatemi ancora per la lungaggine dell articolo che a molti di voi risulterà un enorme brodaglia difficile da leggere e digerire🤣
 

Stevesylvester

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L' incapacità del mare a smaltire nella stagione fredda il surplus accumulato in estate è una iattura. Il Mediterraneo ne sta ovviamente facendo le spese in modo particolare: anche nelle previsioni a breve il peso da dare all' aumento di instabilità potenziale e all' incremento di contenuto in vapore acqueo per unità di volume nella colonna a causa delle temperature marine, dati che fino a non molti anni fa in parecchie sinottiche invernali potevano essere persino trascurati, ormai sono definitivamente da considerare tra gli elementi principali.
 

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Per quello che ho letto in giro , non è affatto scontato che ci sia un super El Nino.....anzi.....le probabilità maggiori sono per una cosa non forte !!!
Siamo ad oggi ancora sotto la nina, ci sara.un passaggio al El Nino ma per questo 2026 non dovrebbe essere forte ....il suo apice si attende nel 2027
Così ho letto da diverse fonti
 

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Per quello che ho letto in giro , non è affatto scontato che ci sia un super El Nino.....anzi.....le probabilità maggiori sono per una cosa non forte !!!
Siamo ad oggi ancora sotto la nina, ci sara.un passaggio al El Nino ma per questo 2026 non dovrebbe essere forte ....il suo apice si attende nel 2027
Così ho letto da diverse fonti
Ottimo. 🤞🏻
Qua c'è qualche Forecast

 
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