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EL NIÑO/SOUTHERN OSCILLATION (ENSO) DIAGNOSTIC DISCUSSION

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Note utili e fonti (rapide)​

  • CPC ENSO Diagnostic Discussion – 14 agosto 2025: neutralità confermata, La Niña Watch, neutral più probabile in ASO (56%), soglie La Niña favorite di poco in SON–OND–NDJ, poi ritorno a neutro. cpc.ncep.noaa.gov+1
  • IRI ENSO Forecast (agg. 18 luglio 2025): prevale neutralità lungo gran parte dell’orizzonte stagionale. iri.columbia.edu
  • NMME – Niño-3.4 amplitude-corrected plume: breve affondo sotto −0,5 °C tra SON–OND, risalita verso 0 in NDJ (segnale Niña debole/fugace). cpc.ncep.noaa.gov

Lettura per l’Europa/Mediterraneo​

Per un evento debole e breve, le teleconnessioni ENSO→Atlantico restano secondarie e non stazionarie; la finestra sub-stagionale è spesso dominata da NAO, stato stratosferico e MJO. Rassegne e studi chiave: MDPIjournals.ametsoc.orgPubMed

  • Rodríguez-Fonseca et al. (2016) – segnale ENSO→NAO variabile nel tempo e condizionale allo stato di fondo. MDPI
  • Cassou (2008) – MJO→NAO con lag intrastagionale; rilevante per finestre di 10–15 giorni. PubMed

Per approfondire la dinamica ENSO​

  • McPhaden, Zebiak & Glantz (2006) – quadro integrato ENSO. Science
  • Timmermann et al. (2018) – complessità e “flavours” ENSO (EP/CP, durata, asimmetrie). Nature
 

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  • ENSO_cruscotto_2025-08-14.pdf
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La Niña Potrebbe Tornare nel 2025, ma le Temperature Globali Rimarranno Sopra la Media​

COMUNICATO STAMPA
02 settembre 2025

L’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) ha pubblicato il suo ultimo aggiornamento sull’Oscillazione Meridionale di El Niño (ENSO), indicando che la La Niña potrebbe emergere a partire da settembre 2025, influenzando i modelli meteorologici e climatici globali. Tuttavia, nonostante l’effetto di raffreddamento temporaneo associato alla La Niña, le temperature globali sono previste rimanere sopra la media in gran parte del pianeta, a causa dell’influenza predominante del cambiamento climatico antropogenico.

Messaggi Chiave​

  • Condizioni Neutre Persistenti: Le condizioni neutre dell’ENSO, caratterizzate da temperature della superficie del mare (SST) vicine alla media nel Pacifico equatoriale, persistono da marzo 2025.
  • Probabilità di La Niña: Le previsioni indicano una probabilità del 55% di condizioni di La Niña per settembre-novembre 2025, che aumenta al 60% per ottobre-dicembre 2025. È improbabile lo sviluppo di un El Niño nello stesso periodo.
  • Impatto Climatico: La Niña tende a portare effetti opposti a quelli di El Niño, influenzando venti, pressione atmosferica e precipitazioni, specialmente nelle regioni tropicali.
  • Temperature Sopra la Media: Nonostante il potenziale raffreddamento della La Niña, le temperature globali rimarranno sopra la media in gran parte dell’emisfero settentrionale e meridionale, come previsto dall’Aggiornamento Climatico Stagionale Globale (GSCU).
  • Importanza delle Previsioni: Le previsioni stagionali sono cruciali per settori come agricoltura, energia, salute e trasporti, consentendo risparmi economici significativi e migliorando la gestione dei rischi di disastri.

Contesto Climatico​

Condizioni Attuali e Previsioni​

Da marzo 2025, le condizioni ENSO-neutre hanno dominato, con anomalie delle temperature della superficie del mare (SST) nel Pacifico equatoriale centrale e orientale che si mantengono vicine alla media. Tuttavia, i modelli previsionali dei Centri Globali di Produzione per la Previsione Stagionale della WMO suggeriscono una transizione verso condizioni di La Niña. La probabilità di un raffreddamento delle SST a livelli di La Niña è stimata al 55% per settembre-novembre 2025, con un aumento al 60% per ottobre-dicembre 2025. La probabilità di un ritorno di El Niño rimane trascurabile per il periodo in esame.

La Niña è caratterizzata da un raffreddamento su larga scala delle temperature della superficie oceanica nel Pacifico equatoriale centrale e orientale, accompagnato da cambiamenti nella circolazione atmosferica tropicale, inclusi venti, pressione e precipitazioni. Questi cambiamenti possono portare a impatti climatici significativi, come precipitazioni sopra la media in alcune regioni tropicali e siccità in altre, spesso opposti a quelli osservati durante un evento di El Niño.

Impatti Climatici Globali​

Nonostante l’effetto di raffreddamento associato alla La Niña, il contesto del cambiamento climatico antropogenico continua a dominare le tendenze climatiche globali. Il riscaldamento globale, guidato dall’aumento delle concentrazioni di gas serra, sta intensificando le temperature globali, esacerbando eventi meteorologici estremi e modificando i modelli stagionali di precipitazioni e temperature. Di conseguenza, anche durante un evento di La Niña, le temperature globali sono previste rimanere sopra la media per settembre-novembre 2025, in particolare nell’emisfero settentrionale e in ampie parti dell’emisfero meridionale.

Le previsioni delle precipitazioni per lo stesso periodo mostrano pattern coerenti con una La Niña moderata, con variazioni regionali significative. Ad esempio, alcune aree tropicali potrebbero registrare precipitazioni sopra la media, mentre altre potrebbero sperimentare condizioni più secche.

Strumenti di Previsione Climatica​

Aggiornamenti Climatici Stagionali Globali (GSCU)​

Per fornire una visione climatica più completa, la WMO pubblica regolarmente gli Aggiornamenti Climatici Stagionali Globali (GSCU). Questi aggiornamenti integrano l’influenza di vari driver climatici, tra cui l’Oscillazione del Nord Atlantico (NAO), l’Oscillazione Artica (AO) e il Dipolo dell’Oceano Indiano (IOD). I GSCU monitorano le anomalie di temperatura superficiale e precipitazioni a livello globale e regionale, offrendo proiezioni per la stagione successiva. Queste informazioni alimentano prospettive climatiche più localizzate emesse dai centri regionali della WMO e dai membri nazionali.

Secondo l’ultimo GSCU, le temperature per settembre-novembre 2025 saranno probabilmente sopra la media in gran parte del globo, con pattern di precipitazioni che riflettono le condizioni tipiche di una La Niña moderata.

Importanza delle Previsioni Stagionali​

Le previsioni stagionali rappresentano uno strumento essenziale di intelligence climatica. Come sottolineato dal Segretario Generale della WMO, Celeste Saulo, “Le previsioni stagionali per El Niño e La Niña e i loro impatti sul nostro clima si traducono in milioni di dollari di risparmi economici per settori chiave come agricoltura, energia, salute e trasporti e hanno salvato migliaia di vite quando utilizzate per guidare azioni di preparazione e risposta.” Queste informazioni supportano la pianificazione strategica e la gestione del rischio in settori critici, migliorando la resilienza delle comunità ai cambiamenti climatici.

Dati di Supporto​

Figura 1. Previsioni probabilistiche della temperatura dell’aria superficiale per settembre-novembre 2025.
Le previsioni sono basate su categorie tercili, con la categoria più probabile indicata da aree ombreggiate. Le temperature sotto la norma, sopra la norma e vicine alla norma sono rappresentate rispettivamente con ombreggiature blu, rosse e grigie. Le aree bianche indicano probabilità uguali per tutte le categorie. Il periodo di riferimento è 1993–2009.

Figura 2. Previsioni probabilistiche delle precipitazioni per settembre-novembre 2025.
Le precipitazioni sotto la norma, sopra la norma e vicine alla norma sono rappresentate rispettivamente con ombreggiature arancioni, verdi e grigie. Le aree bianche indicano probabilità uguali per tutte le categorie. Il periodo di riferimento è 1993–2009.

Ruolo della WMO​

L’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) è un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite dedicata alla promozione della cooperazione internazionale in scienze atmosferiche e meteorologia. La WMO monitora il tempo, il clima e le risorse idriche, fornendo supporto ai suoi membri per migliorare le previsioni e mitigare i disastri. Attraverso la ricerca scientifica e la condivisione di dati, la WMO contribuisce a migliorare la sicurezza pubblica e il benessere globale1756810491646.png1756810468541.png
 

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Aggiornamento ENSO JMA – Set 2025​

Neutro persistente, “La Niña-like” in autunno ma con accoppiamento debole​

1) Sintesi operativa​

  • JMA conferma ENSO-neutrale a luglio e indica che segnali La Niña-like possono emergere tra fine estate e autunno boreale ma non durare, con 60% di probabilità che la neutralità persista fino all’inverno (NDJ/DJF). data.jma.go.jpds.data.jma.go.jp
  • NOAA-CPC mantiene La Niña Watch: neutro prevalente fino a ASO, quindi breve finestra di soglia La Niña in SON-OND-NDJ, con ritorno al neutro entro inizio inverno. cpc.ncep.noaa.gov+1
  • IRI (plume multi-modello) converge su neutralità dominante lungo l’orizzonte stagionale, con Niño-3.4 vicino allo zero. IRI
  • WMO: probabilità in aumento che condizioni deboli di La Niña si manifestino da settembre-ottobre, pur in un contesto di temperature globali comunque sopra media. ReutersWorld Meteorological Organization
Lettura chiave: il segnale oceanico-atmosferico per una La Niña organizzata è debole (mancano ampie riserve fredde subsuperficiali persistenti e la risposta convettiva è solo parziale). La traiettoria base resta neutra, con una modesta inclinazione verso La Niña in autunno che potrebbe non “agganciare” la troposfera.


2) Diagnostica osservativa (luglio-agosto 2025)​

Superficie (SST)

  • NINO.3 = −0.1 °C in luglio (quasi normale). Pattern tri-partito: +SST a ovest, −SST al centro, quasi normali a est — coerente con un raffreddamento centrale non ancora “classico” EP-Niña. data.jma.go.jp
Subsuperficie e termoclino

  • Sezioni equatoriali GODAS: alternanza di anomalie fredde modeste nel centro-est e calde a ovest, senza un volume freddo continuo (cold pool) esteso in grado di sostenere un evento prolungato; la tilt del termoclino è presente ma non estrema. cpc.ncep.noaa.gov
Venti/forzanti dinamiche

  • Alisei: rinforzo sul Pacifico centrale, prossimi alla norma a est — quadro favorevole a upwelling e raffreddamento localizzato ma non ancora a una Niña robusta e “basin-wide”. data.jma.go.jp
  • Stress del vento zonale (τx) equatoriale: segnali negativi (verso ovest) intermittenti, coerenti con il “tilt-Niña-like” ma senza WES feedback persistente su ampia scala. (Vedi time-longitude OSMC/τx). stateoftheocean.osmc.noaa.gov
Convezione/MJO

  • Convezione rafforzata su Maritime Continent, poco anomala in prossimità della dateline (configurazione ibrida coerente con neutro/La Niña-like). ds.data.jma.go.jp
  • MJO: indice RMM a debole ampiezza ma campi di chi-200 (VP200) suggeriscono un inviluppo convettivo in avanzamento verso il WPAC; interferenza con il low-frequency base-state limita la coerenza RMM. cpc.ncep.noaa.gov

3) Guida previsionale (SON → DJF)​

JMA (sistema stagionale)

  • Niño-3 in calo verso SON per alisei più forti, ma La Niña-like breve e debole per accoppiamento ridotto; ritorno verso valori prossimi alla norma in inverno. data.jma.go.jp
NOAA-CPC

  • Scenario di transizione: neutroLa Niña debole (SON/OND/NDJ) → neutro. Messaggio coerente con NMMEe diagnostiche interne (evolution deck). cpc.ncep.noaa.gov+1
IRI

  • Neutralità come esito più probabile fino a fine periodo, in particolare per NDJ/DJF. IRI
WMO

Lettura integrata: la coerenza inter-centri è buona sull’idea di breve finestra Niña in autunno/primo inverno; forza e durata rimangono incerte per la mancanza di un cold pool profondo e continuo e per una risposta convettiva parziale.


4) Bacini adiacenti e modulazioni​

  • NINO.WEST (WPAC): SST sopra norma a luglio; segnale atteso neutro/positivo fino a inverno → spinta al calore occidentale e Kelvin downwelling episodici verso est, che possono smorzare raffreddamenti centrali. data.jma.go.jp
  • IOBW / IOD: indice vicino alla norma in luglio con tendenza neutra/debolmente negativa → potenziale blocco convettivo tra Indiano e Maritime Continent che compete con l’ENSO forcing nel modulare la convezione. (Outlook BoM/WMO). bom.gov.auWorld Meteorological Organization

5) Implicazioni (a grande scala, con cautela)​

  • Autunno emisferico: teleconnessioni PNA/NA legate a Niña debole plausibili ma smorzate; maggiore peso, nel breve, a MJO, IOD e stato di fondo (SST extratropicali molto calde). Mercator Ocean International
  • Inverno boreale (DJF): se il segnale Niña non si ancora (scenario base), i pattern tipici Niña potrebbero non materializzarsi pienamente; in alternativa, breve Niña debole in NDJ con rapida attenuazione. cpc.ncep.noaa.gov

6) Quadro concettuale (perché “Niña breve”?)​

  • La teoria del “recharge-discharge” richiede accumulo/ri-carica di calore sotto il termoclino e successivo rilascio: oggi il WWV e le anomalie subsuperficiali mostrano segnali misti, senza la robusta “carica fredda” basin-wide che sostiene eventi longevi. Astrophysics Data SystemWiley Online Libraryrepository.library.noaa.gov
  • La convezione resta ancorata in parte al Maritime Continent: l’accoppiamento oceano-atmosfera è debole, riducendo il feedback Bjerknes. (MJO update CPC). cpc.ncep.noaa.gov

 

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Cosa monitorare (operativo)​


Bibliografia essenziale (selezione)​

  • Jin, F.-F. (1997). An Equatorial Ocean Recharge Paradigm for ENSO. Part I. J. Atmos. Sci. 54, 811–829. doi:10.1175/1520-0469(1997)054<0811:AEORPF>2.0.CO;2. Astrophysics Data System
  • Burgers, G., & Jin, F.-F. (2005). The simplest ENSO recharge oscillator. GRL. doi:10.1029/2005GL022951. Wiley Online Library
  • McPhaden, M. J., Zebiak, S. E., & Glantz, M. H. (2006). ENSO as an Integrating Concept in Earth Science.Science, 314, 1740–1745. doi:10.1126/science.1132588. Science
  • Wheeler, M. C., & Hendon, H. H. (2004). An All-Season Real-Time Multivariate MJO Index. Mon. Wea. Rev., 132, 1917–1932. Journale AMS
  • Chakravorty, S., et al. (2021). Revisiting the Recharge and Discharge Processes for ENSO. NOAA Tech. Memo. repository.library.noaa.gov

Conclusione​

Nel complesso, la narrazione multi-centro è allineata: ENSO-neutro con probabile breve episodio Niña debole in autunno/primo inverno, ma basso skill per teleconnessioni robuste finché subsuperficie e convezione non mostreranno accoppiamento più deciso. Il monitoraggio ad alta frequenza di GODAS/TAO, τx, VP200/OLR e MJO sarà discriminante nelle prossime 2–6 settimane.
 

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Analisi Meteorologica Dettagliata sullo Stato Attuale di La Niña​

Introduzione allo Stato dell'ENSO​

L'El Niño-Southern Oscillation (ENSO) è attualmente in una fase neutra, ma con una transizione prevista verso La Niña nei prossimi mesi. Secondo l'ultimo aggiornamento del Climate Prediction Center (CPC) della NOAA, datato 11 settembre 2025, le condizioni neutre persistono, con temperature superficiali del mare (SST) vicine o leggermente inferiori alla media nel Pacifico equatoriale centrale e orientale. Tuttavia, è stata emessa una "La Niña Watch", con una probabilità del 71% che La Niña si sviluppi tra ottobre e dicembre 2025, riducendosi al 54% tra dicembre 2025 e febbraio 2026. Questa previsione è supportata da modelli come il North American Multi-Model Ensemble (NMME), che indicano un raffreddamento persistente, sebbene la World Meteorological Organization (WMO) stimi una probabilità leggermente inferiore, intorno al 60% per ottobre-dicembre 2025. La Niña è definita operativamente quando l'indice Niño 3.4 (anomalie SST medie nel Pacifico centrale, 120°W-170°W, 5°S-5°N) rimane ≤ -0.5°C per almeno cinque trimestri sovrapposti, accompagnata da una risposta atmosferica coerente (es. venti alisei rafforzati e convezione soppressa).

Attualmente e stato osservato un rallentamento significativo" il quale fa riferimento al recente riscaldamento superficiale osservato nelle regioni Niño 1+2 (Pacifico orientale costiero, 90°W-80°W, 10°S-0°), dove l'indice è salito da valori intorno a -1.5°C a fine agosto a -0.17°C al 21 settembre 2025, rendendo le anomalie meno negative e avvicinando la regione a condizioni neutre. Questo avviene nonostante segnali atmosferici persistenti di La Niña, come l'inibizione della convezione tropicale sul Pacifico centrale e un momento angolare atmosferico globale (AAM) negativo, che tipicamente favorisce il raffreddamento. Tale fase è considerata temporanea, poiché le anomalie subsurface (sotto i 200 m) stanno rafforzandosi in senso negativo, indicando un potenziale riaccoppiamento oceano-atmosfera che riporterà il raffreddamento.

Analisi delle Immagini che andrò a postare​

Le immagini allegate forniscono un'istantanea operativa al 21 settembre 2025 (ora di analisi: 06Z), derivata da dati CDAS (Climate Data Assimilation System) e modelli come GFS per le previsioni.

  1. Indice CDAS Niño 1+2 (Grafico Temporale): Mostra l'evoluzione delle anomalie SST dal 29 giugno al 21 settembre 2025, basate sulla climatologia 1981-2010. L'indice fluttua tra +0.5°C e -1.5°C, con un trend generale di raffreddamento interrotto da un recente aumento (da ~ -1.5°C a fine agosto a -0.17°C). Questo uptick riflette un rallentamento del raffreddamento, possibly dovuto a una onda Kelvin downwelling temporanea che ha trasportato acque più calde verso est, riducendo le anomalie negative. Scientificamente, ciò è coerente con variabilità intra-stagionale in fasi di transizione ENSO, dove onde equatoriali possono modulare le SST su scale di settimane (vedi teoria delle onde di Kelvin in Matsuno, 1966).
  2. Mappa Globale delle Anomalie SST (Analisi al 21 Settembre): Basata su CFRS 1981-2010, evidenzia anomalie negative (blu) nel Pacifico orientale equatoriale (fino a -2°C vicino alle coste del Perù-Ecuador), indicative di upwelling rafforzato tipico di La Niña. Anomalie positive (rosso/arancio) dominano il Pacifico occidentale e l'Indiano, rafforzando il gradiente termico est-ovest che sostiene la circolazione di Walker invertita. Nel contesto globale, anomalie positive nel Nord Atlantico (AMO positivo) potrebbero interagire con ENSO, ma qui il focus è sul Pacifico.
  3. Cambiamento nelle Anomalie SST su 7 Giorni: Mostra variazioni miste, con raffreddamento (blu) nel Pacifico centrale-orientale (fino a -0.8°C) e riscaldamento localizzato (rosso) in zone spot, inclusa la regione Niño 1+2. Questo pattern suggerisce che il rallentamento è localizzato e non uniforme, con il raffreddamento subsurface che potrebbe presto propagarsi in superficie.
  4. Anomalie dei Venti Zonali a 850 hPa (Hovmöller Diagram): Copre dal 22 agosto al 6 ottobre 2025 (osservazioni fino al 21 settembre, poi forecast GFS). Le anomalie negative (blu/viola, fino a -15 m/s) indicano venti alisei rafforzati (easterly anomalies) nel Pacifico orientale, sopprimendo la convezione e favorendo upwelling. Anomalie positive (rosso) nel Pacifico occidentale rafforzano la divergenza. Nonostante il riscaldamento SST, l'atmosfera mantiene un segnale La Niña-like, con AAM negativo (tipico di fasi fredde, come descritto in Weickmann et al., 1985), suggerendo che il rallentamento è transitorio e non decoupling completo.

Osservazioni Recenti: Oceano e Atmosfera​

  • Oceano Superficiale e Subsurface: Ad agosto 2025, gli indici Niño variavano da -0.4°C (Niño 3.4) a -0.2°C (Niño 1+2), con SST vicino alla media ma anomalie negative in rafforzamento subsurface (da superficie a 200 m, medie 180°-100°W). Il contenuto di calore oceanico superiore (Upper Ocean Heat Content, OHC) è diminuito, con anomalie negative che si propagano verso est, segnalando un tilt della termoclina (più profonda a ovest, shallower a est) coerente con La Niña nascente. Il recente riscaldamento in Niño 1+2 potrebbe essere legato a una riduzione temporanea dell'upwelling costiero, forse influenzata da variabilità MJO (Madden-Julian Oscillation) in fase soppressiva, ma i modelli prevedono un ritorno al raffreddamento entro ottobre.
  • Atmosfera: Venti di basso livello easterly dominano l'equatore, con anomalie westerly in alto livello sul Pacifico occidentale-orientale. La convezione è enhanced su Indonesia e soppressa vicino alla Linea della Data, rafforzando la cella di Walker invertita. L'AAM negativo (momento angolare relativo negativo) inibisce la convezione tropicale globale, un feedback positivo per La Niña (meccanismo Bjerknes, 1969). Nonostante ciò, il rallentamento SST indica un lag temporaneo nell'accoppiamento, comune in transizioni (come osservato nel 2010-2011, un analogo debole per il 2025 secondo alcuni analoghi matematici).

Ragioni del Rallentamento e Natura Temporanea​

Il rallentamento è attribuibile a:

  • Variabilità Intra-Stagionale: Onde Kelvin o Rossby equatoriali possono causare fluttuazioni SST su 30-60 giorni, interrompendo il raffreddamento (Wheeler e Hendon, 2004). Qui, il 7-day change mostra warming spot, suggerendo un evento transitorio.
  • Disaccoppiamento Temporaneo: Nonostante AAM negativo e convezione inibita (segnali atmosferici forti), l'oceano superficiale ha risposto più lentamente, forse per influenze esterne come il Positive AMO o PDO neutro.
  • Temporaneità: Le anomalie subsurface negative si stanno intensificando, prevedendo un downwelling ridotto e upwelling rafforzato. Modelli come ECMWF e CFSv2 indicano un ritorno a valori ≤ -0.5°C in Niño 3.4 entro novembre, con La Niña debole-moderata (non forte come 2010). Probabilità indicano una durata breve, con transizione a neutro entro primavera 2026.

Previsioni e Implicazioni​

  • Previsioni a Breve Termine: 71% chance di La Niña per autunno 2025, con impatti su uragani Atlantici (potenzialmente più attivi in ottobre-novembre), siccità negli USA sud-occidentali e piogge in Australia/Indonesia.
  • Plume IRI/CPC: La maggior parte dei modelli dinamici (es. NMME) prevede Niño 3.4 tra -0.5°C e -1.0°C per inverno, con ensemble mean a -0.7°C. Modelli statistici sono più conservativi, favorendo neutro.
  • Implicazioni Globali: Una La Niña debole potrebbe mitigare alcuni effetti del riscaldamento globale, ma temperature medie rimarranno sopra la norma (WMO).

Riferimenti Operativi e Bibliografici​

Questa analisi integra dati operativi con principi scientifici, confermando la fase temporanea del rallentamento. Per aggiornamenti, consultare fonti NOAA o WMO.
 

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Di seguito l’aggiornamento ENSO della JMA (Japan Meteorological Agency) di settembre 2025. Vi propongo una rielaborazione scientifica e approfondita del bollettino, arricchita con riferimenti operativi e interpretazione climatica globale.

Quadro sintetico (settembre 2025)​

  • Stato attuale: ENSO-neutrale, ma con raffreddamento superficiale graduale nel Pacifico centrale e segnali sub-superficiali più freddi nel centro-est. Convezione rinforzata su Maritime Continent e soppressa in prossimità della dateline: pattern “La Niña-like”. Centro di Previsione Climatica+1
  • JMA: attesa fase La Niña-like breve e debole tra fine autunno/inizio inverno, con ritorno a neutralità entro fine inverno boreale; probabilità 60% che la neutralità persista fino a marzo 2026. data.jma.go.jp+1
  • CPC/NOAA: La Niña Watch con 71% OND 2025 → probabilità in calo al 54% per DJF 2025/26. Sub-superficie fredda (0–200 m) nel Pacifico centro-orientale in rafforzamento. Centro di Previsione Climatica+1
  • IRI: sviluppo La Niña moderatamente probabile (≈ 56% SON), persistenza fino a DJF ~50%, poi ritorno a neutralità nel 2026. iri.columbia.edu+1
  • Forzanti adiacenti: IOD negativo conclamato (sett. 2025) con indice settimanale circa −1.17 °C e previsione di persistenza in primavera australe; Pacifico occidentale (Niño-WEST) più caldo della media. bom.gov.au+1

Diagnostica oceanica e atmosferica​

Superficie (SST) e indici​

  • Niño-3 (JMA) in agosto −0.3 °C (luglio −0.1 °C), quindi neutro ma in raffreddamento; Niño-3.4 settimanale vicino a −0.5 °C a metà settembre (soglia “tecnica” per La Niña, ma serve persistenza + accoppiamento atmosferico). data.jma.go.jp+1
  • Definizioni operative: CPC classifica La Niña con ONI ≤ −0.5 °C per ≥ 5 trimestri mobili + segni atmosferici coerenti. Centro di Previsione Climatica

Sub-superficie e onde equatoriali​

  • Sezione verticale equatoriale: anomalia fredda estesa nel centro-est (fino a ~200 m) in rafforzamento: classico segnale pre-La Niña (upwelling Kelvin wave). Centro di Previsione Climatica+1

Circolazione e convezione tropicale​

  • Alisei anomali rinforzati nel Pacifico centrale (favoriscono upwelling e raffreddamento superficiale). Centro di Previsione Climatica
  • Convezione: enhanced su Indonesia/Maritime Continent e suppressed vicino alla dateline: Walker più intensa, tipica di un assetto Niña-like. Centro di Previsione Climatica+1

Previsioni multi-modello e convergenza/dispersione​

JMA (MRI-CPS3)​

  • Proietta calo di Niño-3 fra autunno e inizio inverno per: (i) nucleo freddo sub-superficiale in crescita a est; (ii) alisei più forti. Durata breve: atteso indebolimento del coupling e ritorno a neutralità entro fine inverno. data.jma.go.jp+1

CPC/NOAA​

  • ENSO-neutral in agosto, ma con transizione probabile a La Niña nei “prossimi mesi”: 71% OND, poi 54% DJF; sub-superficie fredda e convezione coerente col pattern Niña-like. Centro di Previsione Climatica+1

IRI (multi-modello)​

  • La Niña: 56% SON, ~60% OND, ~50% DJF, poi neutralità prevalente nel 2026. iri.columbia.edu
Lettura integrata: i centri convergono su evento Niña debole/borderline, con massimo tra SON–OND, bassa persistenza in DJF e probabile neutralità entro la tarda stagione invernale/inizio primavera boreale. La JMA è la più “rapida” nel chiudere l’episodio; CPC/IRI sono leggermente più “longevi”, ma comunque deboli. data.jma.go.jp+2Centro di Previsione Climatica+2


Ruolo di Pacifico occidentale e Oceano Indiano​

  • Niño-WEST sopra media: sostiene convettiva su MC, rinforza il gradiente Est-Ovest e quindi la Walker; questo aiuta un assetto Niña-like anche con SST centrali solo debolmente negative. data.jma.go.jp
  • IOD: evento negativo confermato (8 settimane sotto soglia), −1.17 °C al 14/09; attesa persistenza in SON. L’IOD− tende a spostare la convezione verso l’Indiano orientale/MC, favorendo MJO attivo su fasi 2-3 e alisei più robusti sul Pacifico equatoriale: feedback che sostiene configurazioni Niña-like. bom.gov.au
  • Nota operativa: dal settembre 2025 il BoM affianca Relative Niño Indices (anomalie “relative” alle SST tropicali globali) per distinguere il segnale ENSO dal fondo di riscaldamento: utile per la diagnostica comparativa. bom.gov.au

Implicazioni emisferiche e per l’Europa (con cautela)​

La teleconnessione ENSO → Nord Atlantico/Europa è debole, non lineare e non stazionaria, con forti dipendenze stagionali e di stato di fondo (NA-jet, PDO/AMV, stratosfera). In media, eventi Niña deboli tendono a favorire pattern più zonali/NAO+ in prima parte d’inverno, ma la predicibilità è bassa e il segno può cambiare su base subseasonale (NDJ vs JFM). Va dunque interpretata in sinergia con QBO, estensione criosferica, AAM e forzanti tropicali intrastagionali (MJO/onde equatoriali). MDPI+3AGU Publications+3journals.ametsoc.org+3

Evidenze recenti indicano variabilità multidecadale della teleconnessione (e potenziale rafforzamento in clima più caldo), ma la robustezza sul settore euro-atlantico resta limitata, specie in early winter. Nature+1


Scenari probabilistici (autunno 2025 → inverno 2025/26)​

A) “Niña breve” (JMA-like)

  • SON–OND: La Niña debole; DJF: ritorno a neutralità.
  • Implicazioni: forcing tropicale modesto, dominanza di driver extratropicali (NA-jet, stratosfera), MJO potenzialmente frequente su MC (fasi 2-3). data.jma.go.jp
B) “Niña debole persistente” (CPC/IRI-like)

  • SON–OND: probabilità > 60%; DJF: ~50–55%, poi calo.
  • Implicazioni: segnale tropicale leggermente più coerente (gradiente est-ovest + alisei), ma ancora bassa signal-to-noise sull’Atlantico europeo. Centro di Previsione Climatica+1

 

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Cose da monitorare (check-list operativa)​

  1. Niño-3.4 settimanale/mensile: soglia −0.5 °C con persistenza; confronta anche gli indici relativi BoM. Centro di Previsione Climatica+1
  2. Calore sub-superficiale (180–100°W, 0–300 m): estensione e intensità dell’anomalia fredda; presenza/propagazione di Kelvin waves. Centro di Previsione Climatica
  3. Alisei a bassa quota (TAO/TRITON/reanalisi) e OLR: MC convettivo vs dateline soppressa. Centro di Previsione Climatica+1
  4. IOD: permanenza del segno negativo in SON e velocità di ri-neutralizzazione. bom.gov.au
  5. Intrastagionali: fase/ampiezza MJO e onde equatoriali (ER/Kelvin) che modulano il coupling su scala 20–60 giorni. journals.ametsoc.org

Bibliografia essenziale e “review” su ENSO e teleconnessioni​

  • JMA Niño Outlook (10 set 2025) e monitoraggio: quadro e probabilità stagionali per Niño-3. data.jma.go.jp+1
  • CPC/NOAA: ENSO Diagnostic Discussion (11 set 2025) + ENSO Evolution (pdf): probabilità (71% OND; 54% DJF), sezioni sub-superficiali, OLR, definizione ONI. Centro di Previsione Climatica+1
  • IRI Quick Look (set 2025): plume multi-modello (56% SON; ~50% DJF; neutralità nel 2026). iri.columbia.edu
  • BoM: Wrap-up ENSO/IOD (indice IOD –1.17 °C; evento negativo; introduzione Relative Niño indices). bom.gov.au+1
  • Review/letteratura: McPhaden et al., 2006; Capotondi et al., 2015 (sintesi su fisica/“diversity” ENSO). Brönnimann, 2007; Rodríguez-Fonseca et al., 2016; Mezzina et al., 2020; King et al., 2018; Geng et al., 2024; Molteni et al., 2023: teleconnessione ENSO→Euro-Atlantico, debole/non-stazionaria e con forte modulazione stagionale e di stato di fondo. SpringerLink+5AGU Publications+5MDPI+5

Conclusioni operative per la stagione SON→DJF​

  • Il consenso punta a una La Niña debole e probabilmente di breve durata, con massimo fra SON–OND e probabile neutralità entro fine inverno boreale. Signal-to-noise basso sul comparto euro-atlantico: l’assetto invernale europeo dipenderà più dall’accoppiamento troposfera-stratosfera, dalla QBO, dall’AAM e dalla fase/ampiezza MJO, che dal solo ENSO. Centro di Previsione Climatica+1
  • IOD− attivo e MC convettivo possono sostenere il pattern Niña-like nel breve, ma non garantiscono una Niña persistente: segui con attenzione sub-superficie e alisei fra ottobre e novembre. bom.gov.au
 

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Di seguito trovate, propongo una spiegazione “meccanistica” (passo-per-passo) del perché, in prima parte d’inverno, si osservi talvolta un assetto più zonalizzato/NAO+ in presenza di La Niña (specie debole), con le dovute cautele perché la relazione ENSO→NAO è stagionale, non lineare e non stazionaria.

1) Prima di tutto: cosa dice la letteratura sul “quando” e sul segno

  • La risposta euro-atlantica all’ENSO cambia dentro l’inverno. In inizio inverno (ND) prevale un canale troposferico forzato dalla convezione tropicale: in media El Niño → NAO+ e La Niña → NAO−; in pieno-tardo inverno (JF) emergono contributi stratosferici e transitori nord-pacifici che possono invertire il segno (El Niño → NAO−; La Niña → NAO+). Questo “flip” intrastagionale è documentato da studi osservazionali e AMIP/CMIP6. Nature+2MDPI+2
Implicazione: l’associazione “La Niña ⇒ NAO+ in early winter” non è la regola; quando accade, riflette modulazioni della forzante tropicale e/o della via stratosferica che “anticipano” la risposta, oppure una debolezza del segnale troposferico canonicale.

2) Via troposferica (rapida, tipica di inizio inverno)​

  1. In La Niña, la convezione si rafforza su Maritime Continent/W-Pacific e si sopprime verso la dateline.
  2. Questo genera divergenza in alto e una sorgente di onde di Rossby che si irradiano nel Pacifico settentrionale, attraversano l’onda-guida troposferica nord-pacifica e raggiungono il Nord Atlantico.
  3. La traiettoria e il “focusing” del flusso di attività d’onda decidono il segno NAO: nel quadro medio-climatico, la risposta La Niña in ND tende a proiettare su NAO−; ma piccoli spostamenti della sorgente convettiva (per esempio più su Golfo del Bengala/Maritime o Golfo del Messico–Caraibi) rovesciano la catena di interferenze con gli eddies atlantici, producendo NAO+ e jet più zonalizzato. American Meteorological Society Journals+2American Meteorological Society Journals+2

3) Via stratosferica (lenta, più tipica da metà inverno in poi)​

  • La Niña indebolisce l’eccitazione d’onda planetaria verso la stratosfera polare (meno flusso d’onda verticale), il che tende a rafforzare il vortice polare; in discesa (downward coupling) questo favorisce NAO+ e un getto atlantico più forte e settentrionale. Questo contributo è più netto nei mesi centrali/finali dell’inverno, ma se il troposferico è debole può risultare relativamente più visibile già a inizio stagione. American Meteorological Society Journals+1

4) Perché una Niña debole può mostrare NAO+ già in early winter

  • Non linearità e dipendenza dall’ampiezza: il segnale troposferico “canonico” (La Niña→NAO− in ND) scala in modo non lineare con l’intensità e con la posizione della convezione; eventi deboli hanno una forzante più “malleabile”, per cui modulatori (vedi sotto) possono ribaltare il segno osservato. wcd.copernicus.org
  • MJO/onde equatoriali: invernate con MJO prevalente in fasi 2–3 (MC) favoriscono wave-trains verso l’Atlantico che statisticamente precondizionano NAO+ a lag ~10–15 giorni; una La Niña debole, che spesso mantiene la convezione sul MC, aumenta la probabilità di questa sequenza. PubMed+1
  • Stato della stratosfera/QBO: se l’inizio inverno parte con vortice già forte (ad esempio per QBO favorevole e bassa attività d’onda), il contributo stratosferico al segnale di superficie può anticiparsi, rendendo NAO+ più probabile anche prima di gennaio. Nature

5) La “catena causale” verso NAO+ (schema operativo)​

  • Convezione tropicale (MC/Indiano o Caraibi) ⇒ sorgente di Rossby ⇒ propagazione attraverso la waveguidenord-pacifica ⇒ interferenza costruttiva con gli eddies atlantici ⇒ getto rafforzato e più a NNAO+ (flusso più zonale, storm-track spostata/potenziata). In alternativa/aggiunta: vortice polare forte (via stratosferica) ⇒ downward couplingNAO+. Nature+2ADS+2

6) Come distinguere i casi (diagnostica utile in tempo reale)​

  • Dove sta la convezione? OLR/precipitazione anomala su MC vs dateline; WAF troposferico Pacifico→Atlantico; intensità e fase MJO.
  • Stratosfera: forza del vortice (u10hPa, EP-flux verso l’alto), occorrenza/assenza di SSW.
  • Event-type & background: Niña central-Pacific vs eastern-Pacific, IOD, QBO, stato della waveguide nord-pacifica. (Questi elementi sono quelli che, negli studi citati, determinano le differenze “early vs late winter” e gli episodi “eccezione” con NAO+ precoce.)

Riferimenti chiave​

  • Revisione/seasonality & flip intrastagionale: Geng et al., 2023/2024 (npj Clim. Atmos. Sci.) – early-winter tropospheric forcing e inversione del segno ENSO→NAO in pieno inverno; rassegna dei meccanismi (troposfera, TNA, stratosfera). Nature
  • Tropospheric pathway (onde di Rossby, waveguide, eddy feedback): Jiménez-Esteve & Domeisen, 2018 (J. Climate); Li & Lau, 2012 (J. Climate; ruolo dei transient eddies in late winter); Li R.K.K. et al., 2020 (J. Climate; waveguide nord-pacifica). American Meteorological Society Journals+2American Meteorological Society Journals+2
  • Stratospheric pathway (La Niña → vortice più forte, NAO+): Iza et al., 2016 (J. Climate); Cagnazzo & Manzini, 2009 (J. Climate). American Meteorological Society Journals+1
  • Non linearità ed eccezioni (eventi deboli): Jiménez-Esteve & Domeisen, 2020 (WCD) – non linearity nel canale troposferico; plausibili regime shifts con forzanti intrastagionali. wcd.copernicus.org
  • MJO→NAO+ in early winter: Cassou, 2008 (Nature); rassegne/met-ops recenti (Skinner et al., 2022; Fromang et al., 2020). PubMed+2RMETS Online Library+2
  • Review ENSO→Europa: Brönnimann, 2007 (Rev. Geophys.): impatto reale ma modulato da stagione e stato di fondo. Wiley Online Library

In una riga​

Il “caso” La Niña debole → NAO+ in early winter non è il comportamento medio, ma può emergere quando (i) la forzante tropicale si colloca in modo da alimentare un treno di Rossby che rafforza il jet atlantico, oppure (ii) la stratosfera parte già forte e il coupling verso la troposfera anticipa il segnale — il tutto su uno sfondo non lineare e non stazionario. Nature+2wcd.copernicus.org+2
 

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Quadro ENSO–IOD di metà settembre 2025: stato, meccanismi, segnali per OND–DJF e JFM 2026​

1) Stato osservativo e probabilistico​

ENSO (Niño-3.4). A metà settembre l’oceano equatoriale Pacifico è in neutralità ENSO ma con raffreddamento graduale del Niño-3.4. L’aggiornamento “Quick Look” IRI assegna ~56% di probabilità che La Niña si affermi in SONe persista in DJF 2025/26, con ritorno a neutralità da JFM 2026; il rischio di El Niño resta molto basso (<10%). Il CPC, nell’aggiornamento di inizio settembre, è ancora più netto: ~70% di probabilità di La Niña tra OND–NDJ, poi calo in primavera boreale. Le differenze tra CPC (con giudizio umano) e IRI (modelli oggettivi) riflettono tempi diversi di esecuzione e correzioni soggettive dei bias modellistici. iri.columbia.edu+1

IOD. Il Dipole Mode Index (DMI) ha oscillato in area neutra negativa fino ad agosto (−0.18 °C su JJA; −0.317 °C ad agosto), ma i plume NMME mostrano un ingresso sotto −0.4 °C a ottobre con picco negativo tra ottobre-novembre e progressivo ritorno verso la neutralità tra gennaio-marzo 2026; le probabilità modellistiche indicano quasi certezza di IOD− in set–ott, >75% in novembre, quindi calo sotto 50% da dicembre con crescita della neutralità. Definizione e aree DMI: Ovest 50–70°E (10°S–10°N), Est 90–110°E (10°S–0°). bom.gov.au+1

Nota sulla stagione ENSO. La climo mostra che gli eventi nascono spesso in AMJ, **massimizzano tra ottobre-febbraio e durano 9–12 mesi, coerenza che vediamo anche nel set 2025. iri.columbia.edu


2) Meccanismi dinamici chiave​

2.1 ENSO (La Niña) e circolazione tropicale-extratropicale​

In fase La Niña l’upwelling e gli alisei si rafforzano sul Pacifico centro-orientale; la cella di Walker si intensifica con convezione favorita su MC/Indonesia e soppressione convettiva sul Pacifico centrale/est. Il forcing convettivo tropicale proietta un pattern PNA− nel Pacifico Nord e tende a rafforzare la corrente a getto atlantica in prima parte d’inverno, favorendo una NAO mediamente più positiva (se non intervengono forzanti stratosferiche o MJO in fasi 7–8 ad alta ampiezza). Questi meccanismi sono ben documentati nella letteratura di sintesi su ENSO. agupubs.onlinelibrary.wiley.com+1

2.2 IOD negativo (IOD−) e “ancoraggio” convettivo​

Per IOD− l’est dell’oceano Indiano (90–110°E) è più caldo del settore ovest: la convezione si accentua su est Indiano/MC, con anomalo afflusso di umidità verso Indonesia-Australia e subsidenza compensativa sull’Africa orientale/ovest Indiano. Questo disassamento modifica i venti di basso livello sull’IO e può ancorare la convezione tra est Indiano e MC, condizionando la propagazione delle onde intrastagionali (MJO) verso il Pacifico. Definizione e dinamica dell’IOD: lavori classici di Saji et al. 1999 e contributi successivi che chiariscono la (parziale) indipendenza da ENSO e le loro co-variabilità. Woods Hole Oceanographic Institution+1

2.3 Interazione MJO–NAO e ruolo della QBO​

La modulazione MJO → regimi euro-atlantici è cruciale: fasi 7–8 (con forcing sul Pacifico occidentale) aumentano la probabilità di NAO−/blocchi, mentre fasi 2–4 (forzanti su IO–MC) favoriscono NAO+/flusso zonale. La QBO modula l’ampiezza del MJO in inverno: MJO più vigorosa con QBO orientale (EQBO) e più debole con QBO occidentale, con ricadute sulla teleconnessione verso l’Atlantico. ideas.repec.org+1


3) Lettura integrata delle tue figure (CPC/IRI ENSO + IOD NMME)​

  1. Istogrammi CPC vs IRI ENSO.
    SON–NDJ: prevale La Niña (CPC ~65–70%; IRI ~55–60%).
    DJF: La Niña ancora probabile ma in calo.
    JFM+: ritorno a neutralità.
    Interpretazione: probabile evento Niña breve/debole-moderato, con massima efficacia teleconnettiva tra novembre e dicembre. cpc.ncep.noaa.gov+1
  2. Plume IRI ENSO (dinamici+statistici).
    – Media dinamica porta il Niño-3.4 intorno a −0.8/−1.2 °C in NDJ, poi risalita lenta verso 0 tra MAM–AMJ.
    – Dispersione ampia post-gennaio: incertezza elevata sulla velocità di decadimento. iri.columbia.edu
  3. IOD (plume e probabilità NMME).
    Set–Ott–Nov: IOD− praticamente assicurato; picco negativo Ott-Nov.
    Dic–GFM 2026: probabilità di IOD− in calo, neutralità in aumento.
    – Alcuni modelli (p.es. GFDL-SPEAR) mantengono negatività più persistente; altri (CanESM5, CFSv2) rientrano prima. bom.gov.au

4) Implicazioni operative (emisfero e area euro-mediterranea)​

4.1 Ottobre–dicembre (OND–DJF, prima parte d’inverno)​

  • Combinazione Niña + IOD−: forcing convettivo est-Indiano/MC più persistente → propensione a MJO in fasi 2–4, meno efficace la propagazione verso il Pacifico in media stagionale → flusso atlantico più teso (NAO+) e storm-track alto, con anomalie pluviometriche più vive su Nord Europa e pattern relativamente più secco/anticiclonico nel Mediterraneo (specie se AAM resta negativo). Meccanismo: Walker più intensa, bilancio di momento atmosferico tropicale più “easterly”, eddy-driven jet più robusto. (Sintesi coerente con dinamica ENSO/IOD e con letteratura su ENSO-NAO via MJO). agupubs.onlinelibrary.wiley.com+1

4.2 Gennaio–marzo (JFM, seconda parte d’inverno)​

  • Con IOD in rientro e Niña in attenuazione cresce la probabilità che la MJO completi propagazioni verso le fasi 6–7–8, innescando più spesso pattern di blocco (NAO−/ATR/BL) su Europa, specie a fronte di episodi MJO ad alta ampiezza o di eventuali disturbi stratosferici (vortice polare). Questo passaggio di regime è compatibile con il ritorno a neutralità ENSO nelle previsioni IRI/CPC. iri.columbia.edu+1
Nota importante: gli impatti europei da ENSO/IOD restano probabilistici e modulati da forzanti interne al sistema atlantico-eurasiatico (variabilità stratosferica, onde di Rossby e breaking, stato del gelo artico, copertura nevosa, pattern NAO/EA intrastagionali).

5) Cosa monitorare (operativo)​

  • RMM MJO e CHI200/OLR: verificate di dove si “ancora” la convezione (IO est/MC vs Pacifico occidentale). Segnali di passaggio duraturo in fasi 6–8 aumentano le chance di NAO− sul 10–20 giorni. ideas.repec.org
  • Aggiornamenti CPC/IRI (mensili e mid-month) su probabilità ENSO e forza Niña; attenzione a eventuale stallo sopra −0.8/−1.0 °C in NDJ. cpc.ncep.noaa.gov+1
  • IOD da BoM/IRI: signal-to-noise del DMI tra novembre e dicembre e velocità del rientro in neutralità da gennaio. bom.gov.au
  • QBO: eventuale persistente EQBO rafforza l’MJO invernale e ne facilita l’impatto euro-atlantico. agupubs.onlinelibrary.wiley.com

 

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6) Sintesi “decision-ready”​

  • Scenario di base (più probabile): La Niña debole/moderata in OND–DJF + IOD− con picco Ott-Novprima parte d’inverno a prevalenza NAO+, getto atlantico sostenuto; da JFM aumento della probabilità di fasi bloccanti (se MJO si porta con frequenza in 6–7–8 e l’IOD rientra). iri.columbia.edu+2cpc.ncep.noaa.gov+2

Riferimenti operativi (aggiornati)​

  • IRI – ENSO Quick Look (probabilità e plume). iri.columbia.edu
  • NOAA CPC – ENSO Diagnostic Discussion (probabilità ufficiali USA, briefing mensile). cpc.ncep.noaa.gov+1
  • BoM – Indian Ocean Dipole (definizioni, stato e outlook operativo). bom.gov.au+1

Riferimenti bibliografici essenziali​

  • Saji, N. et al., 1999. A dipole mode in the tropical Indian Ocean. Nature. Fondamentale per definizione DMI e dinamica IOD. Woods Hole Oceanographic Institution
  • McPhaden, M. J. et al., 2020 (ed.). El Niño–Southern Oscillation in a Changing Climate (sintesi osservativa e meccanismi). agupubs.onlinelibrary.wiley.com+1
  • Cai, W. et al., 2021. Changing ENSO in a warming climate (review). Archimer
  • Cassou, C., 2008. Intraseasonal interaction between the MJO and the NAO. Nature. Relazione MJO–regimi euro-atlantici. ideas.repec.org
  • Yoo, C. & Son, S.-W., 2016. QBO-MJO connection in boreal winter. GRL. agupubs.onlinelibrary.wiley.com
  • Wang, H. et al., 2019. Covariations between the IOD and ENSO (indipendenza/accoppiamento). Climate Dynamics. FTP CPC NCEP
 

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Aggiornamento ENSO – Ottobre 2025

Fonte: NOAA Climate Prediction Center / NWS – ENSO Diagnostic Discussion
Stato del Sistema di Allerta: La Niña Advisory
Prossimo aggiornamento: 13 novembre 2025



Sintesi

Il sistema climatico globale è attualmente dominato da una fase di La Niña, ufficialmente iniziata a settembre 2025. Le condizioni atmosferiche e oceaniche sono coerenti con una configurazione debole, ma significativa, e si prevede che persistano almeno fino all’inverno boreale 2025-26, con una transizione a condizioni ENSO-neutre possibile nel trimestre gennaio-marzo 2026 (probabilità del 55%).


1. Stato attuale: La Niña confermata

Le osservazioni recenti indicano che:

  • La temperatura della superficie del mare (SST) nella regione centrale dell’Oceano Pacifico equatoriale (Niño 3.4) ha raggiunto −0.5 °C nell’ultima settimana, valore coerente con una La Niña debole.
  • Anche le altre regioni Niño (Niño 3, Niño 1+2, Niño 4) mostrano anomalie negative tra −0.1 °C e −0.4 °C.
  • La struttura sub-superficiale dell’oceano mostra anomalie negative tra la superficie e i 200 metri di profondità, specialmente nella parte orientale dell’equatore pacifico: un segno chiaro della persistenza di acque fredde profonde che alimentano la Niña [Fig. 3–4].
  • A livello atmosferico, i venti di bassa quota sono anomali da est (easterlies rafforzati), mentre i venti di alta quota sono da ovest, contribuendo a una circolazione Walker intensificata.
  • La convezione tropicale è attiva sull’Indonesia, mentre è soppressa nella zona della Linea del Cambio Data (Date Line) – una classica firma atmosferica di La Niña.
  • L’indice equatoriale della Southern Oscillation (SOI) è positivo, rafforzando l’evidenza della configurazione La Niña.
Insieme, questi fattori indicano un accoppiamento attivo tra oceano e atmosfera coerente con una fase Niña.


2. Previsioni stagionali: Niña debole ma persistente

Secondo le previsioni dei modelli dinamici e statistici, inclusi:

  • IRI/CPC Multi-Model Ensemble (MME)
  • North American Multi-Model Ensemble (NMME)
…la probabilità di persistenza della La Niña nel trimestre invernale (DJF 2025-26) è elevata, con transizione probabile verso condizioni ENSO-neutre nel periodo JFM 2026 (gennaio-marzo), stimata al 55% [Fig. 6–7].

Importante: la Niña attuale è prevista rimanere debole, con valori dell’indice Niño 3.4 tra −0.5 °C e −0.9 °C. Questo implica che gli impatti climatici classici potrebbero essere attenuati, ma persistono segnali utili per le previsioni stagionali, specie in aree sensibili come:

  • America Settentrionale (inverno secco nel sud, freddo nel nord-ovest USA)
  • Sud America (condizioni più secche nel Brasile meridionale e più piovose al nord)
  • Australia e Sud-est Asiatico (precipitazioni superiori alla norma)
  • Africa Orientale e zona Indo-Pacifica (convezione tropicale attiva)

3. Implicazioni emisferiche e teleconnessioni

Sebbene debole, La Niña può comunque innescare importanti pattern atmosferici globali, in particolare:

  • Intensificazione dell’anticiclone subtropicale atlantico e configurazioni a NAO positiva invernale (come suggerito anche dal pattern di AAM negativa).
  • Forzanti tropicali preferenzialmente localizzate tra Oceano Indiano e Maritime Continent, a scapito del Pacifico centrale.
  • Blocco convettivo nella fase MJO 2-3, spesso collegato a pattern invernali più zonali e correnti occidentali accelerate nel Nord Atlantico.
  • Ridotta probabilità di eventi stratosferici estremi (SSW), anche se da non escludere in presenza di altri fattori (QBO negativa, forcing solare, innevamento siberiano).

4. Risorse operative per il monitoraggio ENSO

Ecco una selezione di link utili per il monitoraggio quotidiano e settimanale:


5. Considerazioni finali

La transizione verso una Niña è ora pienamente avviata e l’intensità attesa, seppur modesta, sarà sufficiente per influenzare la circolazione atmosferica emisferica nei prossimi 2–4 mesi. Tuttavia, il carattere debole dell’evento lascia spazio a variabilità significativa, amplificata da altri fattori come:

  • QBO orientale (fase negativa)
  • Forte minimo solare o massimo (a seconda della stima)
  • AAM tendenzialmente basso
  • IOD in risalita da valori molto negativi
La sorveglianza continua sarà cruciale per anticipare eventuali cambiamenti di regime, in particolare tra fine dicembre e gennaio, quando potrebbe iniziare il passaggio a neutralità ENSO.
 

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Intensificazione dell’anticiclone subtropicale atlantico e configurazioni a NAO positiva invernale (come suggerito anche dal pattern di AAM negativa)….

Provo a spiegare meglio il meccanismo

Come una AAM negativa può favorire NAO+ e l’anticiclone azzorriano​

1) Cos’è l’AAM (e perché “negativa” conta).
L’Atmospheric Angular Momentum è un indice integrato dello “stato di rotazione” dell’atmosfera: quando è negativa, in media abbiamo trades più forti (torque d’attrito negativo in fascia tropicale) e spesso episodi di mountain torque negativi (soprattutto sull’Asia/Pacifico), un set-up tipico di base La Niña–like. Questa combinazione riduce la quantità di westerlies globali e riorganizza le sorgenti/rotte dei flussi d’onda di Rossby su scala emisferica. NOAA Laboratorio di Scienze Fisiche+2NOAA Laboratorio di Scienze Fisiche+2

2) Percorso troposferico Pacifico → Atlantico (onde di Rossby).
Con AAM bassa/La Niña, il getto pacifico tende a “ritrarsi” a ovest e si attiva un pattern tipo PNA−: una dorsale più marcata in Nord Pacifico e una valle su ovest Nord America. A valle, la dispersione dei flussi d’onda favorisce sull’Atlantico rotture anticloniche (anticyclonic wave breaking) sul lato polare del getto: questo è il marchio di fabbrica della NAO positiva (getto più forte e più a nord-est, gradiente Islanda–Azzorre amplificato). Meccanismo documentato in più lavori dinamici sullo storm track atlantico. journals.ametsoc.org+3journals.ametsoc.org+3journals.ametsoc.org+3

3) Percorso stratosferico (vortice polare forte → NAO+).
Nelle fasi Niña/AAM− si osserva spesso minore flusso d’onda verso la stratosfera boreale: il vortice polare si rafforza, e il segnale discende verso la troposfera in modalità AO+/NAO+ con persistenza sinottica/substagionale. Questo canale “top-down” è ben stabilito nella letteratura (harbingers di Baldwin & Dunkerton; più recentemente, analisi specifiche per La Niña). Wiley Online Library+3journals.ametsoc.org+3ResearchGate+3

4) Cosa significa NAO+ sul campo di SLP: Azzorre su di giri.
La NAO positiva è proprio l’intensificazione del dipolo: bassa d’Islanda più profonda e anticiclone azzorriano più robusto/estensivo, con tempeste e getto spostati a N-NE (Nord Europa più umido/ventoso, Mediterraneo occidentale più secco). È la definizione operativa stessa di NAO+, con abbondante evidenza osservativa e ricostruzioni jet-centriche. Clima.gov+2rmets.onlinelibrary.wiley.com+2

5) Feedback oceanico e persistenza (tripolo nord-atlantico).
La NAO+ tende a forzare un tripolo di SST nord-atlantiche via flussi aria-mare e westerlies intensi; questi pattern possono rinforzare la circolazione subtropicale e la subsidenza sul bordo orientale della cella di Hadley atlantica, aiutando a mantenere un anticiclone subtropicale più esteso. Studi recenti mostrano anche una tendenza secolare all’espansione dell’anticiclone azzorriano, collegata ai cambiamenti climatici, con impatto sulla piovosità invernale iberica. Sistema di Dati Astrofisici+1

6) Sintesi fisica (teleconnessioni che si sommano).

  • Forzante AAM−/Niña → meno flusso d’onda in stratosfera e vortice polare più forte (via strato) + pattern Pacifico-Nord America che favorisce rotture anticlone sull’Atlantico (via tropo).
  • Eddy forcing sull’Atlantico → getto più intenso e nordorientato = NAO+.
  • NAO+Azzorre più forti/ampie e Mediterraneo occidentale secco, con possibili feedback SST che ne allungano la memoria. journals.ametsoc.org+2journals.ametsoc.org+2

Segnali operativi da monitorare (pratica previsiva)​

  • AAM/torques: AAM < ~−1σ, friction torque negativo (trades forti) e/o mountain torque asiatico/pacifico negativo → contesto favorevole. NOAA Laboratorio di Scienze Fisiche
  • Pacifico: jet retratto e dorsale aleutinica → probabile downstream anticyclonic wave breaking atlantico. journals.ametsoc.org
  • Stratosfera: EP-flux ridotto e vortice forte (NAM+ a 10–100 hPa) → più chances di NAO+. journals.ametsoc.org
  • Atlantico: segnali di AWB (rotture anticlone) nei campi di PV potenziale/vento a 250–300 hPa → NAO+. journals.ametsoc.org

Riferimenti bibliografici essenziali​


Link di monitoraggio (operativo)​

 

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Molti mi chiedono se sarà un buon inverno. Basandomi sull attuale situazione e letteratura scientifica posso rispondere così:
se per “buon inverno” intendete freddo e neve sull’Europa (e in particolare sul Centro-Sud/Italia), oggi lo scenario di base è: partenza poco favorevole a dicembre, con chance che migliorano tra fine gennaio e febbraio se (e solo se) il vortice polare si indebolisce/si disturba.

Perché la partenza non entusiasma​

  • ENSO: è in atto una La Niña debole e ufficialmente dichiarata dal CPC (9 ottobre). In media questo sfondo favorisce un getto più teso e un’impronta NAO+ in avvio stagione, meno propizia a irruzioni fredde diffuse verso il Mediterraneo. Centro di Previsione Climatica
  • Seasonal multimodello (OND–DJF): i prodotti globali WMO/C3S propendono per temperature sopra media in gran parte dell’emisfero nord ad inizio inverno, coerenti con un assetto più zonale/NAO+. World Meteorological Organization+1
  • Meccanica d’onda: con forcing pacifico tipico di Niña e AAM basso, il treno d’onda tende a privilegiare rotture anticicloniche sull’Atlantico (AWB) e un getto alto/teso → firma NAO+ (Azzorre forti, Corridoio atlantico alto, Mediterraneo spesso sul bordo secco). eScholarship+1

Cosa può “sbloccare” freddo e neve più avanti​

  • QBO: a 50 hPa la QBO è passata negativa in estate (luglio–agosto 2025), un contesto che statistica e dinamica associano a maggiore permeabilità del vortice agli attacchi d’onda e quindi a SSW/indebolimenti più probabili nel cuore dell’inverno. Centro di Previsione Climatica+1
  • Stratosfera → troposfera: quando il vortice si indebolisce o si verifica un SSW, aumenta la probabilità di NAO−/blocco 10–30 giorni dopo, con raffreddamenti su Europa centrale e meridionale e finestre nevose anche a bassa quota (dipende dai dettagli sinottici). È un risultato robusto nella letteratura. Columbia University+1
  • ENSO e SSW: attenzione alle sfumature. Molti studi trovano più SSW durante El Niño e meno durante La Niña, ma il segnale non è univoco e dipende dalle definizioni e dall’interazione con altri driver. In sintesi: QBO− aiuta, Niña non aiuta, ma non annulla la possibilità. La frequenza climatologica dei major SSW è ~6 per decennio (~0,6/anno). GISS+3Wiley Online Library+3American Meteorological Society Journals+3

Tradotto in pratica (Europa)​

  • Dicembre: più probabile un assetto atlantico/NAO+ → freddo e neve principalmente su Scandinavia, Baltico, Alpi lato nord; Mediterraneo spesso ai margini (finestre brevi/di passaggio). World Meteorological Organization
  • Fine gennaio–febbraio: migliora la finestra per episodi freddi se compaiono segnali di vortice in indebolimento(zonal wind 10 hPa in calo, heat-flux in aumento) → allora crescono le chance di blocchi tra Groenlandia/Scandinavia e irruzioni verso Europa centrale–Balcani–Italia con neve a tratti anche in pianura dove la colonna lo consente. NWRA People+1

Cosa monitorare (per capire se vira verso un inverno “da neve”)​

  1. ENSO ufficiale (mensile CPC/IRI): conferma della Niña debole e sua durata. Un allentamento verso neutro dopo Capodanno toglierebbe un “peso” zonale. Centro di Previsione Climatica+1
  2. Stratosfera (giorno-per-giorno): vento zonale a 10 hPa/60°N e diagnostiche SSW. Un calo deciso del U10 o un’inversione fanno salire le probabilità di freddo 2–4 settimane dopo. Copernicus Climate+1
  3. NAO prevista (settimane 2–4): virate persistenti in NAO− sono il semaforo verde per irruzioni e neve più diffuse al Centro-Sud Europa. Centro di Previsione Climatica

Risposta secca alla tua domanda​

  • Probabilità di freddo/neve “diffusi” prima di Natale: basse (scenario base NAO+). World Meteorological Organization
  • Probabilità di finestre fredde/neve tra fine gennaio e febbraio: discrete, condizionate a segnali di indebolimento del vortice (QBO− aiuta, Niña no; il mix rende l’esito non garantito ma possibile). Centro di Previsione Climatica+1
 

Alessandro 81

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Di seguito provo a spiegare, attraverso la letteratura scientifica il perché una La Niña debole tende a ridurre la probabilità di SSW rispetto a inverni neutri o con El Niño, e quando questa regola può “saltare”.

Perché La Niña (specie se debole) sfavorisce gli SSW​

  1. Sorgente d’onda troposferica nel Pacifico: segno e posizione “sbagliati” per disturbare il vortice
  • In El Niño, il riscaldamento convettivo sul Pacifico centrale/est rafforza e sposta a est la bassa aleutinica: la risultante sorgente di onde planetarie (k=1) è più intensa e “in fase” con l’onda climatologica, così l’EP-fluxpenetra meglio in stratosfera, indebolendo il vortice e aumentando la frequenza di SSW. In La Niña avviene l’opposto: la convezione si concentra su Maritime Continent/Indonesia, la bassa aleutinica è meno profonda o traslata, e l’assetto d’onda produce meno flusso ascendente di attività ondosa verso la stratosfera (o persino interferenza distruttiva). Risultato: vortice più forte e più stabile, quindi meno SSW. Questa meccanica è documentata in analisi osservative e in ensemble di modelli stratosferici. Wiley Online Library+2acp.copernicus.org+2
  1. Interferenza con le onde stazionarie: El Niño costruttivo, La Niña debole/occidentale
  • Gli studi mostrano che la fase spaziale dell’anomalia ENSO rispetto alle onde stazionarie climatologiche è cruciale: El Niño tende a potenziare (interferenza costruttiva) l’onda 1 pacifica; La Niña presenta anomalie più deboli e spostate a ovest, spesso non allineate con la struttura climatologica—quindi minor “pump” d’ondanella stratosfera. Questo spiega perché l’asimmetria ENSO→SSW non è uno specchio perfetto caldo/freddo, ma è sbilanciata a favore dell’aumento di SSW in El Niño. wcd.copernicus.org
  1. Guida d’onda e getto pacifico: condizioni meno favorevoli alla risalita d’onda
  • Con La Niña la struttura del getto pacifico e dell’indice di rifrazione troposferico tende a canalizzare meno efficacemente l’onda 1 verso l’Artico. In assenza di un’anomalia ciclonica marcata nel Nord Pacifico, l’intrusione d’onda extratropicale verso la stratosfera polare si riduce, mantenendo il vortice più freddo e intenso. Analisi diagnostiche e composite multi-modello supportano questa via dinamica. Wiley Online Library+1
  1. Evidenza statistica: meno SSW in La Niña… ma con caveat
  • Molti lavori mostrano più SSW in El Niño e meno (o non più) in La Niña rispetto ai neutri; tuttavia, la soppressione in La Niña è spesso più debole e meno robusta dal punto di vista statistico, dipendendo da definizioni/periodi e da bias di modello. In alcune analisi la frequenza in La Niña è indistinguibile dai neutri, mentre l’aumento in El Niño rimane significativo: segno che il segnale “riduttivo” di La Niña è più fragile e facilmente modulato da altri fattori. journals.ametsoc.org+2journals.ametsoc.org+2

Quando la regola può saltare (interazioni non lineari)​

  • QBO (Quasi-Biennal Oscillation): la QBO easterly (QBO-E) tende a favorire l’indebolimento del vortice/SSW, mentre QBO-W tende al contrario. In La Niña + QBO-W le anomalie si sommano nel senso di un vortice più forte ⇒ SSW meno probabili. In La Niña + QBO-E parte del freno può essere compensato, riaprendo “finestre” per SSW. Studi osservativi e di sensibilità mostrano non linearità ENSO×QBO e una dipendenza anche dalla stagione (inizio vs fine inverno). journals.ametsoc.org+2Wiley Online Library+2
  • Ciclo solare ed elettroni energetici (EEP): in condizioni di bassa attività solare/EEP debole, l’effetto QBO sugli SSW si rafforza; combinazioni La Niña + QBO-W + alta attività solare tendono ad ancorare un vortice più robusto, mentre La Niña + QBO-E + bassa attività solare possono avvicinare la frequenza SSW a quella neutra. Wiley Online Library
  • Pre-condizionamento troposferico euro-asiatico: innevamento siberiano, pattern atlantici e forcing extratropicali possono rilanciare il flusso d’onda anche in regime di La Niña debole, innescando eventi “fuori regola”. La letteratura recente invita alla cautela nel determinismo ENSO-centrico per gli SSW. Wiley Online Library

Take-home (operativo)​

  • Segnale di fondo: La Niña debolemeno wave-driving verso la stratosfera dal settore pacifico → vortice più forteprobabilità SSW ridotta, specie se co-occorrono QBO-W e attività solare elevata.
  • Eccezioni realistiche: la non linearità (ENSO×QBO×sole) e il pre-condizionamento troposferico possono ribaltare scenario e frequenza. Per i forecast stagionali conviene pesare congiuntamente ENSO, QBO, stato della troposfera boreale e indici di wave activity.

Riferimenti chiave (selezione)​

  • Review di riferimento su ENSO–stratosfera: Domeisen, Garfinkel & Butler (2019), Reviews of Geophysics. Sintetizza meccanismi e asimmetrie El Niño/La Niña. Wiley Online Library+1
  • Meccanismo d’onda (onda-1, Aleutian Low, EP-flux): Cagnazzo & Manzini (2009), ACP; analisi in ensemble CCM. acp.copernicus.org
  • Interferenza d’onda e asimmetrie: Tyrrell et al. (2022), Weather and Climate Dynamics. wcd.copernicus.org+1
  • Evidenza statistica ENSO→SSW e incertezze: Song & Son (2018), J. Climate; Palmeiro et al. (2023), JGR-Atmospheres. journals.ametsoc.org+1
  • Interazioni non lineari con QBO/sole: Garfinkel et al. (2012), JAS; Salminen et al. (2020), GRL; Naoe et al. (2025, QBOi preprint). journals.ametsoc.org+2Wiley Online Library+2
 

Alessandro 81

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Buongiorno maurino.

Dire “molto alta” non è supportato dalla letteratura. Il risultato più robusto è che El Niño aumenta la frequenza degli SSW, mentre La Niña tende a non aumentarla (e in diversi studi la riduce o la rende indistinguibile dalla climatologia). La QBO orientale (QBO-E) può favorire un vortice più vulnerabile, ma non basta da sola a rendere “molto alta” la probabilità se il fondo è Niña debole. Conta l’insieme ENSO×QBO più il pre-condizionamento troposferico (MJO, Aleutian Low, guide d’onda). American Meteorological Society Journals+2American Meteorological Society Journals+2

Meccanismo sintetico. In La Niña la convezione è concentrata su Maritime Continent/Indonesia, la bassa aleutinica è meno profonda/spostata, e la sorgente di onda planetaria 1 (WN1) risulta meno efficace a “pompare” attività ondosa verso la stratosfera (EP-flux ascendente più debole). Ne deriva un vortice polare mediamente più forte/stabileminor predisposizione a SSW rispetto a El Niño. Questo quadro emerge da osservazioni, reanalisi e ensemble di modelli. acp.copernicus.org+1

ENSO × QBO: non linearità. La QBO-E in media indebolisce il vortice (effetto Holton–Tan), ma il segnale si combina in modo non lineare con ENSO. L’amplificazione più chiara si osserva quando El Niño co-occupa con QBO-E (onda 1 troposferica “in fase” e wave-driving più efficace). Con Niña debole + QBO-E il bilancio può riportare il rischio verso la climatologia o solo moderatamente sopra, non “molto alto”. AGU Publications+2American Meteorological Society Journals+2

Il vero “grilletto”. Gli SSW richiedono impulsi d’onda intensi e concentrati: spesso questi arrivano da forzanti troposferiche sub-stagionali (p.es. MJO in fasi idonee, pattern Pacifico-Nord America), più che dal solo stato medio ENSO/QBO. Molti casi studio e analisi d’insieme mostrano che ENSO modula lo stato medio del vortice, mentre l’innesco è frequentemente variabilità interna o MJO. Perciò Niña debole + QBO-E ≠ “SSW quasi certo”. wcd.copernicus.org+1

Conclusione operativa. In Niña debole + QBO-E:

  • rischio non azzerato, ma non “molto alto” per se;
  • sale solo se coesistono forte wave-driving (MJO attivo, Aleutian Low profonda, guide d’onda favorevoli) e altri pre-condizionamenti. In assenza di tali fattori, il segnale di fondo della Niña tende a smorzare la propensione agli SSW. AGU Publications

Due righe in più per gli addetti ai lavori​

  • Asimmetria ENSO: numerosi studi confermano maggiore frequenza SSW in El Niño rispetto a neutro, mentre La Niña mostra segnale più debole/ambiguo (spesso non superiore alla climatologia). Questo riflette l’interferenza lineare tra l’onda stazionaria climatologica e la teleconnessione pacifica: costruttiva in El Niño, debole o fuori fase in La Niña. American Meteorological Society Journals+1
  • ENSO-unforced vs ENSO-forced: evidenze recenti distinguono tra modulazione stagionale del vortice (ENSO-forced) e innesco degli SSW (spesso ENSO-unforced). In pratica, ENSO “prepara” il campo, ma il “colpo” arriva da eventi d’onda sinottico/sub-stagionali. AGU Publications

Riferimenti essenziali​

  • Domeisen, Garfinkel & Butler (2019)Reviews of Geophysics: sintesi meccanismi ENSO→stratosfera e incertezze. AGU Publications
  • Song & Son (2018)Journal of Climate: “Revisiting the ENSO–SSW relationship” (più SSW in El Niño; segnale Niña meno robusto). American Meteorological Society Journals
  • Palmeiro et al. (2023)JGR-Atmospheres: ENSO modula la forza media del vortice; l’innesco degli SSW è spesso indipendente da ENSO. AGU Publications
  • Cagnazzo & Manzini (2009)ACP: risposta stratosferica invernale a ENSO e ruolo dell’onda-1/EP-flux nel Nord Pacifico. acp.copernicus.org
  • Calvo et al. (2009)JGR: non-linearità combinata ENSO caldo × QBO; implicazioni per la forza del vortice. AGU Publications
  • Garfinkel et al. (2012)JAS/JGR: meccanismi QBO→vortice (oltre Holton–Tan) e perché SSW possono avvenire in entrambe le fasi ENSO. American Meteorological Society Journals+1
  • Erner et al. (2020)Weather and Climate Dynamics: caso SSW 2018, ruolo MJO e forzanti troposferiche nei “trigger”. wcd.copernicus.org
 

maurino

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x semplificare, quello che ha detto Nucera, nell' articolo da me messo poco sopra

In ottica invernale, inoltre, la combinazione QBO orientale + La Niña è particolarmente rilevante: storicamente, oltre il 90% degli inverni con questa accoppiata ha visto un riscaldamento stratosferico improvviso (SSW), rispetto a circa il 46% degli inverni con QBO occidentale e La Niña.
 

Alessandro 81

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Capisco il punto, ma quel “oltre il 90%” per La Niña + QBO orientale non è supportato dalla letteratura peer-review. La climatologia degli SSW (definiti major secondo Charlton & Polvani) è ~0.6 eventi/ inverno: aumenta in media durante El Niño, mentre con La Niña il segnale non è robusto e spesso non superiore alla climatologia. La QBO orientale favorisce un vortice più debole, ma la combinazione Niña debole + QBO-Edi solito non porta a probabilità “molto alte” in assenza di un forte wave-driving troposferico (p.es. MJO in fasi idonee). Inoltre, le percentuali dipendono da come definisci gli SSW (major vs minor/final warming), dal periodo ed è facile incorrere in small-sample bias. Meglio parlare di rischio da climatologico a moderatamente superiore, non del 90%. wcd.copernicus.org+3columbia.edu+3Copernicus ESSD+3

Perché è corretto (in 4 punti)​

  1. Cosa dicono i “big picture” papers
    Le review e gli studi osservazionali/di insieme concordano su due fatti robusti:
  • Più SSW in El Niño rispetto a neutro;
  • La Niña non mostra un aumento chiaro e ripetibile (in diversi lavori è simile o inferiore alla climatologia).
    Questo deriva dal pattern di convezione e dalla bassa aleutinica: in El Niño l’onda-1 pacifica è più “in fase” e l’EP-flux ascende più efficacemente; in La Niña il pump d’onda medio è più debole/spostato. Parlare di “>90% con Niña+QBO-E” non trova riscontro in queste sintesi. Wiley Online Library+2American Meteorological Society Journals+2
  1. Il ruolo reale della QBO
    La QBO-E (effetto Holton–Tan) tende a indebolire il vortice e ad aumentare la vulnerabilità a SSW; la QBO-Wfa l’opposto. Ma l’effetto dipende da quando (prevalentemente inizio inverno), a che quota e quanto profonda è la QBO-E; inoltre i modelli spesso sottostimano l’HTE. Dunque QBO-E non implica automaticamente probabilità “molto alta”, a maggior ragione se il background ENSO è Niña, che tende a smorzare il wave-driving medio dal Pacifico. Wiley Online Library+3rmets.onlinelibrary.wiley.com+3American Meteorological Society Journals+3
  2. Combinazioni ENSO×QBO: additività, ma…
    Evidenze recenti indicano che El Niño + QBO-E cooperano (vortice più debole), mentre La Niña + QBO-Wcooperano nel segno opposto (vortice più forte). La combinazione La Niña + QBO-E è mista: parte del segnale si compensa → statistiche vicine alla climatologia o moderatamente sopra, non “>90%”. Anche i preprint QBOi e studi multi-modello notano difficoltà nel riprodurre la risposta in La Niña, il che sconsiglia affermazioni perentorie. ResearchGate+1
  3. Trigger troposferici e sensibilità alla definizione
    Molti SSW sono innescati da forzanti sub-stagionali (p.es. MJO in fasi 6–7→7–8, pattern PNA, retroazioni euro-asiatiche): ENSO/QBO preparano il campo, ma l’innesco dipende dal timing del wave-driving. In più, cambiare definizione (major vs minor; inclusione dei final warming) altera drasticamente le percentuali: la climatologia standard usa i major SSW di Charlton & Polvani. Wiley Online Library+1

  • In La Niña la sorgente d’onda troposferica pacifica è spesso meno allineata con l’onda stazionaria climatologica → EP-flux ascendente ridotto; QBO-E può parzialmente compensare, ma senza un forte pre-conditioningtroposferico è difficile raggiungere probabilità “molto alte”. wcd.copernicus.org

Riferimenti​

  • Charlton & Polvani (2007)J. Climate: climatologia dei major SSW (metrica standard). columbia.edu
  • Butler et al. (2017)ESSD: compendio NOAA dei casi SSW (dataset e definizioni). Copernicus ESSD
  • Domeisen, Garfinkel & Butler (2019)Reviews of Geophysics: meccanismi ENSO→stratosfera e asimmetria El Niño/La Niña. Wiley Online Library
  • Song & Son (2018)J. Climate: “Revisiting the ENSO–SSW relationship” (più SSW in El Niño; segnale Niña non robusto). American Meteorological Society Journals
  • Tyrrell et al. (2022)Weather & Climate Dynamics: ENSO–SSW e bias di modello (correzioni e implicazioni). wcd.copernicus.org
  • Garfinkel et al. (2012)JAS/GRL: meccanismi QBO–vortice; MJO come trigger SSW. American Meteorological Society Journals+1
  • Elsbury et al. (2024)J. Climate: sensibilità e stagionalità dell’effetto QBO-E (HTE) sull’SPV. American Meteorological Society Journals
  • Naoe et al. (2025, QBOi preprint) – difficoltà dei modelli nel riprodurre la risposta La Niña della statistica SSW. egusphere.copern
 
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