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Bilancio provvisorio inverno 2025/26: che impronta su Europa e Mediterraneo?

Alessandro 81

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Una buona giornata a tutto il forum di Meteodue. Di seguito cerco di fornire un analisi provvisoria di quanto accaduto finora su Mediterraneo ed Europa in questo inverno, mettendo insieme indici e riscontri “ufficiali”, così da avere una traccia verificabile e non solo impressioni.
Parto subito dagli indici, giusto per inquadrare un pò la dinamica .
Dicembre 2025: NAO −0.7, EA +0.1, SCAND +0.5 (quindi NAO negativa con EA neutro e una timida componente scandinava).https://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/CDB/Extratropics/table3.shtml
Sullo stesso mese, l’AO risulta debolmente positiva (circa +0.27): non è un valore sicuramente eccezionale , però è coerente con un vortice troposferico/annular mode che sicuramente non è risultato particolarmente disturbato, e con un getto che è risultato in un certo senso più “raccolto” alle alte latitudini rispetto ai casi in cui l AO risulta fortemente negativa . https://www.ncei.noaa.gov/access/monitoring/ao/

Poi arriviamo a gennaio 2026 che sostanzialmente cambia marcia:
NAO −0.9, EA +0.5, SCAND +0.7.https://ftp.cpc.ncep.noaa.gov/wd52dg/data/indices/monthly_newtele_to_table_E1.tim
E soprattutto l’AO che crolla su valori fortemente negativi (circa −2.05).https://www.ncei.noaa.gov/access/monitoring/ao/
Sostanzialmente, come ben sappiamo un AO− vuol dire una “cintura” dei venti attorno all’Artico più debole , con maggiore facilità di scambi meridiani e di configurazioni bloccate (non per forza freddo ovunque, ma una probabilità più alta di pattern ondulati e persistenti). Se a tutto questo ci associamo un NAO− e uno SCAND+, diventa più facile avere incastri.
Giusto per intenderci:
blocchi a nord/nord-est, storm track che si abbassa a tratti di latitudine e sistemi che invece di scorrere in modo più rapido finiscono per insistere per giorni sugli stessi settori.

Di seguito vediamo cosa è successo davvero.

Il mese di Dicembre 2025 a livello europeo è stato chiaramente mite: Il servizio Copernicus riporta per le terre europee una media di 2.68°C, cioè +1.99°C rispetto al periodo 1991–2020. https://climate.copernicus.eu/climate-bulletins
Questo non significa che c è stata un assenza di dinamica, ma significa che, su scala mensile, la firma dominante non è stata quella di irruzioni fredde in modo ripetuto ed incisivo. Sul lato precipitazioni, Copernicus evidenzia un dicembre più umido della media su Regno Unito occidentale e su diversi settori del Nord Europa (Norvegia, Svezia settentrionale, Finlandia, Russia nord-occidentale).https://climate.copernicus.eu/hydrological-variables

Poi arriva il mese di gennaio 2026, e qui la stagione diventa in un certo senso più “viva” e soprattutto più impattante sul lato perturbato. Il mese ha visto una prima parte in cui si è avuta una fase più invernale (fredda in varie aree), poi una sequenza di situazioni via via più umide/perturbate e spesso contraddistinte all insistenza . Météo-France sintetizza bene la situazione : molte intemperie dopo un inizio d’anno molto freddo, con piogge abbondanti (Bretagna, Roussillon, Corsica) e diversi episodi di criticità idraulica.https://meteofrance.fr/

E qui secondo me il tutto si collega molto bene con il discorso “indici - pattern”: con un AO fortemente negativa e con blocchi , non ci dobbiamo stupire se alcune configurazioni hanno mostrato persistenza . Il Met Office, infatti, descrive proprio un setup “incastrato”: alta pressione ancorata sulla Scandinavia e ripetute basse pressioni di provenienza sud occidentale . Depressioni che hanno portato piogge insistenti piuttosto che seguire il classico passaggio e via. https://www.metoffice.gov.uk/

Sul Mediterraneo, il mese di gennaio non è stato affatto avaro di configurazioni . L’episodio simbolo, è sicuramente il ciclone mediterraneo “Harry” (19–22 gennaio) Il ClimaMeter lo descrive come un evento contraddistinto da piogge persistenti, venti forti e mare estremo.
https://storymaps.arcgis.com/stories/f55a73a26a3d42c593b56b1b40d8f91d
https://www.climameter.org/home

Focalizzandoci sull Italia, il segnale perturbato di gennaio lo possiamo ritrovare anche in diversi riscontri locali: ad esempio in Abruzzo, ANSA (su dati Cetemps) parla di precipitazioni circa doppie rispetto alla media e di un gennaio 2026 tra i più piovosi degli ultimi decenni a scala regionale. https://www.ansa.it/abruzzo/

Sintetizzando il tutto , il mese di dicembre è risultato molto mite nel bilancio europeo, con precipitazioni sopra la media soprattutto su alcune aree nord-occidentali/nordiche; il mese di gennaio è stato più dinamico e spesso più “pesante” sul lato perturbato, situazione da ricercare in pattern più ondulati e bloccati (AO− forte), e con un Mediterraneo che ha avuto almeno una finestra di maltempo davvero severa (Harry) capace di lasciare il segno.
 
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