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Post - ale81

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Non credete sempre a quello che leggete sui “devastanti” incendi boschivi e sulla superficie bruciata.

.. “Tutto quello che c’è in questa foto è bruciato nel Dixie Fire. A noi non sembra “devastato”.
Grande articolo di Zeke Lunder: ~ Getting the Wildfire Story Wrong ~

https://t.co/HjhtXlqhd6?amp=1





Questo ed altri articoli li potete trovare nel mio blog raggiungibile al seguente link:  http://portaledellameteorologia.it/


Ps .Nei prossimi giorni. tempo permettendo, posterò alcuni articoli sulla stratosfera.

2
.." è insolito vedere un tasso così alto di nevicate sulla groenlandia così presto dopo la fine della stagione estiva dello scioglimento, che si verifica ogni anno da maggio a inizio settembre"

.." Infatti, le recenti nevicate causate  dall ex uragano Larry, potrebbero potenzialmente bilanciare le perdite dovute allo scioglimento durante l'estate”


https://earthobservatory.nasa.gov/images/148826/unusual-snowfall-in-greenland





La scomparsa della calotta glaciale può attendere...........

3
14 SETTEMBRE 1700 . . . 321 ANNI FA
L’uragano del Sol Levante colpì Charleston, South Carolina, provocando una serie di distruzioni nella regione.

La furia di Madre Natura: 10 devastanti uragani storici, 1502-1780

https://t.co/zFOYXCkyso?amp=1







http://portaledellameteorologia.it/

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La nuova stagione avanza nel nord del continente, con l arrivo delle prime nevicate.

Lapponia questa mattina...

 Scene invernali a Oulu, Finlandia






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Si dice che gli uragani siano più intensi ora rispetto al passato a causa dell aumento globale della temperatura.

8 settembre 1900. Il più grande disastro meteorologico registrato negli Stati Uniti si è verificato quando un uragano ha colpito Galveston, in Texas. Una marea alta 15 piedi travolse l’isola demolendo o portando via edifici e causando la morte di più di 6000 persone.

https://t.co/EfabQgQCjW?amp=1





http://portaledellameteorologia.it/

6
Per chi ha tempo di leggere , riporto un interessante link sul clima mediterraneo   https://it.wikipedia.org/wiki/Clima_mediterraneo

7
Buona giornata a tutti. Troppo presto si vuole "seppellire" quest estate. Come ben sappiamo, durante l’estate, la circolazione atmosferica sull’area Mediterranea, sia in termini di Sea Level Pressure (SLP) che in termini di campo di altezza geopotenziale a 500 hPa, è caratterizzata da una ridotta variabilità di circolazione e un gradiente spaziale relativamente debole (Ulbrich et al., 2013). Lo spostamento verso nord del massimo di pressione subtropicale, che porta a un’aumentata stabilità sull’intero bacino, e l’espansione dell’area  anticiclonica dall’Atlantico al Mediterraneo occidentale e centrale dominano la circolazione superficiale.

Siamo ancora in estate, anche se ormai alle battute finali.Dunque non mi  stupisce se ancora siamo in presenza di figure stabilizzanti. Secondo me, non mancherà molto tempo per il presentarsi di sistemi perturbati più organizzati in grado di apportare le tanto attese precipitazioni. Non resta che aspettare , seguendo i vari aggiornamenti.

8
Si sente molto parlare in questi giorni di una percentuale maggiore di uragani NATL come grandi tempeste. Questo è vero se si inizia l analisi nel 1980.

La proporzione dei principali uragani NATL è effettivamente diminuita dal 1995

https://t.co/FgOt1Upe8I?amp=1



http://portaledellameteorologia.it/

9
Buona serata a tutti. Per tutti coloro che avessero voglia di leggere il nuovo rapporto SIPN riguardante l estensione minima del ghiaccio marino attesa a settembre, segnalo che, nel mio blog ho appena pubblicato l articolo, che per motivi di tempo non sto a riportare interamente qui nel forum. L outlook è raggiungibile al seguente link  http://portaledellameteorologia.it/sipn-sea-ice-outlook-agosto-2021/ 

Una buona serata a tutti.

10
Vecchio rapporto del 1960 (aprile 1961) sugli estremi climatici sulla calotta glaciale della Groenlandia. Si può vedere che le massime hanno raggiunto il punto di congelamento sulla calotta glaciale in passato.

Stazione Centrale: +33.8°F (+1.0°C), 20 giugno, 1950
Stazione Northice: +32°F. (+0.0°C), 13 luglio 1954




Interessante conferma che un evento di pioggia ha interessato  la stazione Centrale/Eismitte (Il nome "Eismitte" significa letteralmente "centro del ghiaccio" in tedesco e il sito si trovava a 402 km dalla costa ad un'altitudine stimata di 3.010 metri.) sulla calotta centrale della Groenlandia il 20 e 21 giugno 1950.


11
NSIDC , National Snow and Ice Data Center AGOSTO 2021
La perdita di ghiaccio marino durante la prima metà di agosto si è fermata, anche se il ghiaccio nel Mare di Beaufort sta cominciando ad indebolirsi. La Rotta del Mare del Nord risulta essere chiusa, nonostante sia stata aperta durante ogni estate dal 2008.In data 17 agosto, l'estensione media della banchisa artica è stata di 5,77 milioni di chilometri quadrati (2,23 milioni di miglia quadrate), superando così gli ultimi sei anni, nonché il 2011, il 2012 e il 2007 (Figura 1a) La perdita di ghiaccio marino si è stabilizzata tra l'8 e l'11 agosto per poi riprendere nuovamente il ritmo.Mentre il declino complessivo dell'estensione totale del ghiaccio è rallentato, la copertura di ghiaccio è divenuta maggiormente più estesa all'interno del Mare di Chukchi settentrionale e del Mare di Beaufort occidentale. Ulteriori riduzioni potrebbero verificarsi in quella regione (Figura 1b) nel proseguo stagionale.

Durante la prima settimana di agosto, la circolazione eolica presente nella zona artica ha favorito la deriva e il movimento del ghiaccio che dal Mare di Beaufort si è spostato verso sud, così come il ghiaccio nel Mare di Chukchi che si è spostato verso il Mare della Siberia orientale Il mare della Siberia orientale (russo: Восто́чно-Сиби́рское мо́ре, Vostočno-Sibirskoe more) è un mare compreso all'interno del mar Glaciale Artico. È delimitato a sud dalla costa siberiana, le isole della Nuova Siberia ad ovest e l'isola di Wrangel ad est, confinante con il mare dei Chukchi e il mare di Laptev. Il bacino copre un'area di circa 936.000 chilometri quadrati; la profondità media è di soli 45 m, con un massimo di 155[1][2]. La latitudine è molto settentrionale, oltre i 70°N: ne consegue un clima molto rigido, con inverni lunghissimi e freddi (medie di -30 °C) e brevi estati fresche (2-4 °C) che fanno sì che il mare sia praticamente sempre ingombro di ghiacci. La costa è prevalentemente piatta ad occidente, mentre si rileva un po' andando verso oriente. I maggiori fiumi che sfociano nel mare della Siberia orientale sono: l'Indigirka, l'Alazeja, la Bol'šaja Čukoč'ja, il Kolyma, il Čaun e il Pegtymel'. Il mare è stato percorso dagli esploratori russi fin dal XVII secolo: nel 1648 Semën Dežnëv e Fëdor Alekseev navigarono sottocosta dalla foce della Kolyma fino a quella dell'Anadyr e allo stretto di Bering. Esplorazioni sistematiche del bacino sono state condotte in una serie di spedizioni negli anni 1735-42, 1820-24, 1822, 1909, 1911-14. La città e porto principale è Pevek.. Mentre il ghiaccio marino presente nell'Artico occidentale è risultato più esteso rispetto alle ultime estati, il Mare di Laptev ha perso più ghiaccio marino finora che in qualsiasi altro momento della storia delle registrazioni satellitari. Tuttavia, del ghiaccio è rimasto a sud di Severnaya Zemlya nel Mar di Kara, bloccando la rotta del Mare del Nord. Più a sud, nel Mare della Groenlandia orientale, rimangono solo 119.000 chilometri quadrati (45.900 miglia quadrate) di ghiaccio marino, la seconda minor quantità di ghiaccio per questo periodo dell'anno dopo il 2002.

La figura 1a  mostra l'estensione del ghiaccio marino artico per il 17 agosto 2021  che è stata di 5,77 milioni di chilometri quadrati (2,23 milioni di miglia quadrate). La linea arancione mostra l'estensione media dal 1981 al 2010 per quel giorno.


Figura 1b. Questa immagine satellitare dell'Oceano Artico l'8 agosto 2021, mostra la rottura del ghiaccio marino nei mari settentrionali di Chukchi e Beaufort. Il contorno magenta rappresenta il fumo degli incendi che hanno interessato la Siberia per poi spostarsi in direzione della banchisa artica. Il Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer (MODIS) a bordo dei satelliti Terra e Acqua della NASA ha scattato questa immagine.



Nella prima metà di agosto, un sistema di alta pressione insolitamente forte ha predominato sulla Siberia, estendendosi verso il polo. Nello stesso tempo, un area di bassa pressione è stata presente sopra la calotta glaciale della Groenlandia.La circolazione indotta dalla vicinanza dei due sistemi barici, ha favorito un forte movimento dei ghiacci che dalle zone centrali dell aceano Artico si sono spostati verso sud in direzione delle coste nord-americane e siberiane. Nel complesso, le temperature dell'aria al livello di 925 millibar, sono state di circa 2-5 gradi Celsius sopra la media in gran parte del Mar Glaciale Artico, con temperature fino a 7 gradi Celsius superiori alla media che hanno interessato il Mare di Kara vicino a Severnaya Zemlya (Figura 2b). Anche se le temperature sono state generalmente al di sopra della media, questo è il periodo dell'anno in cui le temperature dell'aria cominciano a scendere man mano che il sole si abbassa all'orizzonte.Tuttavia, mentre le temperature sono state per lo più superiori alla media, questo è il periodo dell'anno in cui le temperature dell'aria iniziano a scendere come conseguenza del fatto che il sole si abbassa all'orizzonte. La fusione superficiale finisce e gli stagni di fusione iniziano a ricongelare, e quindi la perdita di ghiaccio rimanente avviene principalmente al di sotto della superficie del ghiaccio marino, ad opera del calore presente nello strato superiore dell'oceano.

Figura 2a. L'estensione del ghiaccio marino artico per il 17 agosto 2021 è stata di 5,77 milioni di chilometri quadrati (2,23 milioni di miglia quadrate). La linea arancione mostra l'estensione media dal 1981 al 2010 per quel giorno.



Figura 2b. Questa figura mostra la deviazione dalla temperatura media dell'aria nell'Artico a 925 hPa in gradi Celsius tra il 1 e il 15 agosto 2021. I colori giallo e rosso indicano temperature superiori alla media, il blu e il viola temperature inferiori alla media. Credito: NSIDC, per gentile concessione del NOAA Earth System Research Laboratory Physical Sciences Laboratory.



La tempistica dell'inizio della fusione mostra un quadro contrastante.

Quest'estate, il ghiaccio marino ha cominciato a ritirarsi prematuramente nel Mare di Laptev. Questo è stato in parte dovuto al fatto che la fusione è iniziata prima, più di un mese prima della media 1981-2010 in alcune parti del Mare di Laptev (Figura 3). L'inizio anticipato dello scioglimento favorisce la perdita anticipata della copertura nevosa invernale e la formazione anticipata di stagni di fusione, che riducono la riflettività della superficie, il cosiddetto albedo. Un'albedo superficiale più basso aumenta lo scioglimento dei ghiacci nel periodo estivo assorbendo più energia solare. La fusione è iniziata insolitamente presto quest'estate sia nella baia di Hudson che nello stretto di Davis, in media 16 giorni prima. Anche il ghiaccio marino nel Mare di Barents vicino alla Terra di Franz Josef e nel Mare di Kara vicino a Novaya Zemlya, ha iniziato a sciogliersi più di un mese prima della media. D'altra parte, nel Mare di Beaufort settentrionale, la fusione si è verificata da due a tre settimane dopo la media, nonostante la fusione anticipata che è stata osservata vicino alla costa. Questo inizio più tardivo dello scioglimento può aver contribuito alla riduzione della perdita di ghiaccio nella regione durante questo periodo estivo. Nel complesso, l'inizio dello scioglimento pan-artico è iniziato cinque giorni prima della media.

Figura 3. Questa mappa mostra l'inizio dello scioglimento del ghiaccio marino nell'Artico nella stagione di fusione 2021 rispetto alla media 1981-2010. Le tonalità rosse mostrano lo scioglimento 30 giorni prima della media, mentre le tonalità blu mostrano lo scioglimento 30 giorni dopo la media. Credito: Walt Meier, NSIDC; dati per gentile concessione di J. Miller, NASA Goddard.



Ghiaccio pluriennale vicino al minimo storico

Mentre la presenza di ghiaccio pluriennale nel Mare di Beaufort ha contribuito a stabilizzare la perdita di ghiaccio in quella regione, il ghiaccio pluriennale per il 2021 nell'Artico ha raggiunto complessivamente una soglia estremamente bassa. In base alla classificazione dell'età del ghiaccio, la proporzione di ghiaccio pluriennale nell'Artico durante la prima settimana di agosto è di 1,6 milioni di chilometri quadrati (618.000 milioni di miglia quadrate). La perdita del ghiaccio pluriennale a partire dall'inizio degli anni '80 è iniziata in modo estremamente significativo dopo il minimo record raggiunto nell estate del 2007 Nonostante ci siano stati leggeri recuperi da allora, il ghiaccio non ha più recuperato i livelli registrati negli anni '80, '90 o all'inizio degli anni 2000. Questa perdita di ghiaccio più vecchio e più spesso nell'Oceano Artico, è una delle ragioni per cui l'estensione del ghiaccio marino estivo non si è ripresa, anche quando le condizioni meteorologiche sono risultate essere favorevoli alla conservazione del ghiaccio.

Figura 4a. Questa figura mostra la bassa quantità quasi record di ghiaccio pluriennale nell'Artico durante la 31a settimana della stagione di fusione 2021 (dal 30 luglio al 5 agosto), confrontando quest'anno con la stessa settimana negli anni precedenti di registrazioni satellitari a partire dal 1979. I dati storici fino al 2020 sono forniti da Tschudi et al. 2019a https://doi.org/10.5067/UTAV7490FEPB, e un rapporto flash per il 2021 è fornito da Tschudi et al. 2019b https://doi.org/10.5067/2XXGZY3DUGNQ.Credito : Robbie Mallett



Figura 4b. Questo grafico confronta l'area di ghiaccio pluriennale nell'Artico tra il 2021 e il 2020 con la media tra il 2008 e il 2019, quando si scioglie in primavera ed estate. Le linee grigie mostrano gli anni precedenti per un confronto generale. I dati storici fino al 2020 sono forniti da Tschudi et al., 2019a https://nsidc.org/data/nsidc-0611/versions/4 e i dati quicklook per il 2021 da Tschudi et al., 2019b https://nsidc.org/data/nsidc-0749/versions/1 Credito: Robbie Mallett



2021 Previsioni sul minimo della banchisa artica atteso nel mese di settembre.

Tra circa tre o quattro settimane, il ghiaccio marino artico raggiungerà la sua minima estensione pe. Tutti gli anni una comunità, chiamata Sea Ice Prediction Network (SIPN), si occupa di elaborare il Sea Ice Outlook. L'Outlook è un forum per i ricercatori e altre persone interessate a fornire una previsione stagionale dell'estensione media mensile di settembre e il minimo giornaliero stagionale.Un contributo di Walt Meier, membro del team Arctic Sea Ice News & Analysis (ASINA), utilizza i tassi di perdita di estensione del ghiaccio degli anni precedenti per calcolare la perdita di ghiaccio di quest'anno fino alla fine di settembre (Figura 5).Le proiezioni relative all'estensione minima di settembre sono inizialmente presentate utilizzando i dati fino all'inizio di maggio come punti di partenza e le prospettive aggiornate possono essere fornite nei mesi successivi man mano che le condizioni si evolvono.La figura 5 mostra le ultime previsioni a partire dalle osservazioni del 1° agosto, che sono state presentate per le prospettive di agosto. Le proiezioni si basano su quattro diversi tassi medi di perdita utilizzando i dati degli anni precedenti. Il rapporto Outlook di agosto sarà rilasciato alla fine di questo mese.

Figura 5. Questa figura mostra l'estensione minima della banchisa artica ipotizzata per il 2021 sulla base dei dati fino al 1° agosto 2021. Le proiezioni si basano sui tassi medi di perdita dal 1981 al 2010 (in rosso), la media dal 2007 al 2020 in verde, i tassi del 2012 tratteggiati in viola, e i tassi del 2006 tratteggiati in verde acqua. Credito: Walt Meier, National Snow and Ice Data Center




L articolo insieme a molti altri articoli possono essere letti anche nel mio blog raggiungibile tramite il seguente link    http://portaledellameteorologia.it/

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Di seguito i dati sull estensione della banchisa artica per il periodo compreso dal : 8 agosto 2021 al 16 luglio 2021 .Dati e grafici gentilmente concessi da:  https://ads.nipr.ac.jp/vishop/#/extent/&time=2021-06-26%2000:00:00

8 agosto 2021   5,843,482 km2  – 33,395 km2  rispetto alla precedente estensione

9 agosto 2021  5,781,242 km2 – 62,240 km2 rispetto alla precedente estensione

10 agosto 2021 5,756,966 km2  – 24,276 km2  rispetto alla precedente estensione

11 agosto 2021 5,719,422 km2  – 37,544 km2  rispetto alla precedente estensione

12 agosto 2021  5,622,701 km2 – 96,721 km2  rispetto alla precedente estensione

13 agosto 2021 5,559,279 km2  – 63,422 km2   rispetto alla precedente estensione

14 agosto 2021 5,528,762 km2  – 30,517 km2   rispetto alla precedente estensione

15 agosto 2021 5,504,482 km2  – 24,280 km2   rispetto alla precedente estensione

16 agosto 2021 5,451,801 km2  – 52,681 km2   rispetto alla precedente estensione


1 2012(4,466,791km2)-985,010km2 rispetto al 2021
2 2019(4,695,733km2)-756,068km2 rispetto al 2021
3 2020(4,843,519km2)-608,282km2 rispetto al 2021
4 2007(5,087,023km2)-364,778km2 rispetto al 2021
5 2017(5,136,708km2)-315,093km2 rispetto al 2021
6 2016(5,173,737km2)-278,064km2rispetto al 2021
7 2018(5,248,792km2)-203,009km2rispetto al 2021
media anni 2010(5,260,731km2)+191,070 rispetto al 2021
8 2011(5,280,375km2)-171,426km2 rispetto al 2021
9 2021(5,451,801 km2)
10 2015(5,470,644km2)+18,843km2 rispetto al 2021
11 2013(5,668,564km2)+216,763km2 rispetto al 2021
12 2010(5,712,798km2)+260,997km2 rispetto al 2021
13 2008(5,739,906km2)+288,105km2 rispetto al 2021
14 2014(5,753,168km2)+301,367km2 rispetto al 2021
15 2005(5,975,365km2)+523,564km2 rispetto al 2021
media anni 2000(6,277,695km2)825,894km2 rispetto al 2021
media anni 1990(7,204,498km2)1,752,697km2 rispetto al 2021
media anni 1980(7,839,229km2)2,387,428km2 rispetto al 2021

Spessore/ volume del ghiaccio marino artico nel giorno: 16/08/2021
La copertura del ghiaccio marino artico cresce per tutto il periodo  invernale, prima di raggiungere il suo apice nel mese di marzo. Lo scioglimento incomincia durante la primavera, quando aumenta la radiazione solare, e a settembre l’estensione della copertura di ghiaccio è generalmente solo un terzo circa del suo massimo invernale.

Nelle due mappe “Estensione del ghiaccio marino” e “Spessore e volume del ghiaccio marino” ci possono essere differenze nella posizione del bordo del ghiaccio, poiché i calcoli del modello non sempre corrispondono esattamente alla registrazione dell’estensione del ghiaccio da parte dei sensori satellitari.

Le concentrazioni di ghiaccio si basano su dati satellitari e provengono dal progetto Ocean and Sea Ice Satellite Application Facility (OSISAF).Lo spessore del ghiaccio illustrato nell ‘immagine è calcolato mediante il modello oceanografico HYCOM-CICE. Lo spessore del ghiaccio mostrato è calcolato per mezzo del modello HYCOM-CICE il quale calcola diversi diverse variabili tra cui quella relativa allo spessore del ghiaccio marino presso il DMI.

HYCOM è un sistema globale di osservazione, trasferimento, modellazione ed assimilazione, che fornisce informazioni regolari e complete sullo stato degli oceani. Il sistema globale nowcast/forecast è un prodotto dimostrativo del Consorzio HYCOM per l’assimilazione dei dati nella modellazione oceanografica sponsorizzato dal National Ocean Partnership Program e sviluppato in partenariato con progetti finanziati dall’Office of Naval Research, dal National
Science Foundation, dal Department of Energy e dal National Oceanic and Atmospheric Administration. A livello operativo, è gestito presso il Naval Oceanographic Office (NAVOCEANO) Major Shared Resource Center. Il modello utilizza il forzante atmosferico del NAVy Global Environmental Model (NAVGEM). HYCOM è progettato come un modello oceanografico a coordinate ibride (isopicnòtico/σ/z). È isopicnòtico in oceano aperto stratificato, mentre è a livelli σ, che seguono il terreno, nelle zone costiere poco profonde e a livelli z in prossimità dello strato misto. Il modello globale ha risoluzione orizzontale di 1/12° ed è definito su 32 layers verticali. L’assimilazione dei dati viene eseguita utilizzando il Navy Coupled Ocean Data Assimilation (NCODA) [2], e assimila le osservazioni altimetriche disponibili da satellite (lungo il tracciato ottenuto tramite NAVOCEANO – Altimeter Data Fusion Center), la temperatura superficiale del mare (SST) da satellite e da osservazioni in situ, nonché i profili verticali di temperatura e di salinità disponibili in situ da XBT, galleggianti ARGO e boe ormeggiate. I dati sono disponibili come medie giornaliere per temperatura e salinità e come valori semiorari per livelli e correnti. Il modello HYCOM non include le maree, per le quali si è fatto riferimento ad un database specifico.Il modello oceanografico HYCOM (Hybrid Coordinate Ocean Model ), accoppiato al modello sea-ice CICE sono sviluppati presso l’Università di Miami e il Los Alamos National Laboratory. I modelli sono completamente associati ad ogni passo temporale. Gli output sono le variabili di superficie del livello del mare e le condizioni del ghiaccio (concentrazione, spessore, velocità, convergenza, forza, ecc.) e le mappe tridimensionali di corrente, temperatura e salinità a livelli sigma.

Impostazione del modello
Il sistema DMI HYCOM-CICE copre l’Atlantico, a nord di circa 20°S e l’Oceano Artico, con una risoluzione orizzontale di circa 10 km. Il modello è supportato dalle previsioni meteorologiche ECMWF. Una previsione di 144 ore viene prodotta due volte al giorno, rispettivamente alle 00 e alle 12 UTC.

http://polarportal.dk/en/sea-ice-and-icebergs/sea-ice-thickness-and-volume/




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13
Una città nel nord del Giappone ha appena registrato la temperatura estiva più fredda degli ultimi 128 anni. È arrivato 2 settimane dopo che la stessa città ha raggiunto una delle sue temperature più calde di sempre.

https://t.co/UDJ6zwMCOP?amp=1

14
14 agosto 2021:
 Il Sudafrica ha costantemente avuto la neve negli ultimi 4 anni in luoghi che non avevano mai sperimentato la neve prima.

https://t.co/a10gUF60dh?amp=1



15
Buongiorno daniele. Al seguente link puoi visionare i dati https://en.m.wikipedia.org/wiki/List_of_extreme_temperatures_in_Spain
Tuttavia come indicato nel testo, i dati in alcuni casi non soddisfano i requisiti standard.

16
La recente mappatura di un certo numero di creste di spiaggia rialzate sulla costa settentrionale della Groenlandia suggerisce che la copertura di ghiaccio nell'Oceano Artico era molto ridotta circa 6000-7000 anni fa. L'Oceano Artico potrebbe essere stato periodicamente privo di ghiaccio.
https://t.co/g3GV1MA7gd?amp=1

17
4 agosto 1881. . . 140 anni fa oggi La temperatura più alta MAI registrata in Europa si è verificata a Siviglia il 4 agosto 1881, quando il popolo sivigliano ha dovuto sopportare l’incredibile temperatura di 50ºC. (122°F)

https://t.co/HPjPmqgp8Y?amp=1



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18
Le foto mostrano la neve sulle strade brasiliane durante un raro fenomeno meteorologico invernale

"Non ci si aspetterebbe che il Brasile sia un posto dove costruire un pupazzo di neve, ma per la prima volta in 64 anni, le strade del paese sono state investite da un raro fenomeno invernale"



https://t.co/TQsJGcwPT9?amp=1

19
24 luglio 1930 . . . 91 anni fa oggi

L’Italia  e più precisamente il veneto, fu colpita dal più forte tornado che sia mai stato registrato in Europa.

Il tornado ha raggiunto il massimo della scala Fujita con la valutazione F5, producendo danni estremi – distruggendo anche le chiese in muratura.

https://t.co/RQ9L5vSxMd?amp=1


20
22 luglio 2021:

4 città in Sudafrica hanno appena registrato le temperature più fredde di sempre

... "secondo il South African Weather Service (Saws), ci sono state diverse località che hanno visto il mercurio precipitare al suo livello più basso nella storia"

https://t.co/rFoJQKEMkA?amp=1



21
18 luglio 1893
... 128 anni fa

Terribile TORNADO in ITALIA

.. Un tornado ha travolto oggi improvvisamente il Piemonte
.. Centinaia di edifici sono stati distrutti
.. In una zona, è rimasta in piedi a malapena una casa
.. Centinaia di feriti



22
Meteo estremo 120 anni fa i:

 19 luglio 1901

Europa centrale e settentrionale

Svezia: 
 . . . Stoccolma = 91F (32.8 C)   
. . . . Upsala = 95F (35C)

.. Danimarca: 3 Morti per colpi di sole a Copenhagen
.. Portogallo:  Lisbona 97F (36C)



23
Nonostante quello che si può aver sentito su questa che è la "peggiore stagione degli incendi boschivi di sempre" negli Stati Uniti e in Canada

La superficie bruciata da un anno all'altro è attualmente al di sotto della media:

Stati Uniti = 75% della media decennale
https://t.co/okJLRHPg71?amp=1

Canada = 94% della media decennale
https://t.co/4qEsyGTNar?amp=1



24
19 luglio 1972

L'EUROPA DEL NORD SUBISCE UN'ONDATA DI CALORE

.. Le strane condizioni climatiche estive in Europa hanno portato condizioni mediterranee al Circolo Polare Artico

.. A nord del Circolo Polare Artico le temperature erano negli anni '90

.. La canicola norvegese ha aggravato gli incendi a nord del Circolo Polare Artico



25
MORTI PER INONDAZIONE IN GERMANIA

Il continuo innalzamento dell’Oder sta causando grande allarme

L’intera porzione di Glogau è sommersa

Vaste aree di Sridemost, Schrezau, Bobering e altre piccole città sono inondate, causando un certo numero di vittime

https://t.co/oSgNpKcSub?amp=1


26
Addirittura the times of India sei andato a trovare...
Battute a parte, non è necessario che sia un record per farci capire che qualcosa non va. Che sia successo qualcosa di simile 100 anni fa non mi pare debba far passare per normalità o quasi un fatto simile. Eventi del genere saranno sicuramente successi in passato, ma è la frequenza di questi ultimi anni che forse non è di buon auspicio


Inondazioni estive in Europa occidentale negli ultimi 500+ anni (linea rossa)
Blöschl et al 2020
https://t.co/yMf1xIwHns?amp=1




Scusatemi se sto usando questa sezione per un argomento che va ben oltre alla discussione per cui quest ultimo è stato creato.Nei prossimi giorni, tempo permettendo creerò un thread apposito.

27
17 luglio 1928 . . . 93 anni fa oggi

ONDATA DI CALORE IN EUROPA - LA PEGGIORE DA ANNI
Budapest, Ungheria = 116°F (46,7°C) all'ombra
Lago Balaton = 131°F (55.0°C)
Vienna = 100°F
Berlino = 100°F
Londra e Parigi = 90°F +


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Buona serata a tutti. Viviamo in un tempo in cui ogni cosa che accade viene puntualmente bollata dagli organi di informazione come mai accaduta e figlia del cambiamento climatico. Uno di queste è le alluvioni avvenute nei giorni scorsi in germania. Eppure .........

11 luglio 1927 . . . 94 anni fa in Germania

CENTINAIA DI MORTI NELL'INONDAZIONE IN SASSONIA
... Disastro descritto come il peggiore in Germania in 50 anni
... Vaste aree sott'acqua
... Gigantesca onda spazza via i villaggi - Tutti i ponti distrutti




Esattamente 114 anni
15 luglio 1907
. . . INONDAZIONI IN GERMANIA

Da 6 a 8 pollici di pioggia sono caduti in tutta la Germania negli ultimi 3 giorni

.. CINQUANTA VITE PERSE
.. Coltivazioni rovinate
.. 12 incidenti ferroviari



Nel 1282 = "un'inondazione enorme... 100.000 vite perse"

Nel 1317 TUTTI i fiumi strariparono in Francia, Austria e Germ
ania


Nel 1342 ci fu la più disastrosa inondazione mai vista in Germania



Ne elenco solo alcune per on intasare il forum.

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Grazie marco. Di seguito l aggiornamento.
La zona di di Convergenza Intertropicale (ITCZ) conosciuta anche come Fronte Intertropicale o Zona di Convergenza Equatoriale, è una fascia di bassa pressione che avvolge la Terra all’Equatore . L’ITCZ rappresenta l’equatore climatico che fluttua intorno a quello astronomico in base ad una cadenza stagionale. Questa fascia atmosferica, ove convergono gli alisei, è semipermanente e caratterizzata da debole circolazione ed elevati valori di temperatura e umidità. Ad essa è associata una zona interessata da abbondanti precipitazioni (c.d. tropical rain belt). L’ITCZ costituisce, infatti, uno dei principali meccanismi attraverso i quali si formano le precipitazioni in Africa ed è la zona di convergenza al suolo di grandi masse di aria tropicali (i c.d. trade winds provenienti da sud est e da nord est) che, sotto l’azione di moti convettivi, risalgono verso l’alto. In altri termini, essa è formata da correnti verticali ascendenti di aria calda ed umida provenienti dalle latitudini al di sopra e al di sotto dell’equatore. Il suo spostamento meridionale dipende dall’insolazione (radiazione solare) in superficie, più o meno intensa a seconda delle stagioni. Ciò conferisce la nota caratteristica bimodale al regime delle precipitazioni nell’Africa equatoriale, con due stagioni delle piogge che la attraversano. Generalmente, il movimento dell’ITCZ provoca una stagione secca (dry season) ed una più umida (wet season) lungo il continente africano. Nella zona di convergenza intertropicale, inoltre deve essere tenuta in considerazione la circolazione zonale definita dall’azione della Cella di Hadley ), che rappresenta una componente atmosferica di macroscala e di cui è in parte costituito il sistema di distribuzione/regolazione del calore e dell’umidità sulla Terra. Per descrivere i circuiti atmosferici che trasferiscono calore dalle basse alle alte latitudini sono stati, infatti, ideati alcuni modelli detti celle, tra i quali la cella di Hadley è il più semplice e rende conto del trasferimento di calore dall’Equatore a latitudini di circa 30° Nord e Sud. La gran quantità di energia solare che quotidianamente giunge all’Equatore riscalda enormi masse d’aria che si dilatano e si sollevano, portando un’abbondante quantità di vapore. In quota, la colonna d’aria inizia a raffreddarsi dando origine a corpi nuvolosi alti 15-20 km. Il vapore si condensa: le piogge torrenziali, brevi e quotidiane, sono tipiche dei climi caldo-umidi dove crescono le foreste pluviali. L’aria in quota, ormai secca, si sposta versi i Tropici, e giunta a circa 30° di latitudine scende. Scendendo verso il suolo, l’aria secca si comprime e si scalda. Ciò causa un clima molto secco e, infatti, le aree desertiche si trovano a queste latitudini. Successivamente, l’aria è richiamata verso l’Equatore dal riscaldamento che ha luogo nelle zone equatoriali: inverte la direzione di spostamento e torna da dove era partita. I venti costanti a bassa quota che spirano dai Tropici all’Equatore si caricano di umidità; così, il ciclo ricomincia. La cella di Hadley è un moto convettivo che non si interrompe mai. Perciò, nella fascia compresa tra i Tropici, le condizioni climatiche e meteorologiche sono costanti:
• fra il Tropico del Cancro e l’Equatore, il clima è sempre caldo e arido;
• intorno all’Equatore, il clima è sempre caldo-umido con piogge giornaliere;
• fra l’Equatore e il Tropico del Capricorno il clima è sempre caldo e arido.
Le regioni comprese all’interno della zona di convergenza intertropicale ricevono precipitazioni per più di 200 mm in un anno.

Il clima delle regioni tropicali è dominato da tale meccanismo con un periodo che va da Ottobre a Marzo, durante il quale l’area delle precipitazioni è posizionata nell’emisfero australe (raggiungendo approssimativamente il Tropico del Capricorno come suo limite meridionale), mentre da Aprile a Settembre, viceversa, l’area delle precipitazioni si sposta nell’emisfero boreale avendo, stavolta, come suo confine settentrionale il Tropico del Cancro.

Nella regione tropicale, il regime di precipitazioni tende ad essere influenzato, oltre che dalla migrazione dell’ITCZ, anche dall’esistenza di complesse caratteristiche topografiche e dalla presenza di grandi corpi d’acqua, come ad esempio il Lago Vittoria. La conseguenza di questo è ravvisabile in un elevato grado di variabilità spaziale e temporale del clima regionale (Ogallo, 1989). La sub-regione può, dunque, essere suddivisa in tre settori, a seconda dell’inizio e della fine del periodo delle piogge: Sud, Equatoriale e Nord. Il settore meridionale, comprendente la zona centrale e a sud della Tanzania, subisce un regime unimodale di precipitazioni, con piogge che hanno luogo tra Dicembre ed Aprile. Il settore equatoriale, in cui sono comprese le zone a nord della Tanzania, il Kenya, l’Uganda, la parte sud e l’estremità orientale dell’Etiopia, il sud del Sudan e metà zona meridionale della Somalia, subisce, generalmente, un regime di precipitazioni bimodale , in concomitanza della migrazione nord sud dell’ITCZ. La stagione delle “lunghe piogge” (long rains) va da Marzo a Maggio (MAM), mentre la stagione secondaria delle “piogge brevi” (short rains) si estende lungo i mesi tra Ottobre e Dicembre (OND). Le “short rains” hanno luogo quando la ITCZ migra verso sud ed è localizzata sulla zona meridionale del Lago Tanganyika; al contrario, le “long rains” si hanno quando l’ITCZ muove nuovamente verso nord, collocandosi sopra la parte nord del Lago Vittoria. Questa stagione si accompagna normalmente a forti piogge e a temporali. L’ITCZ apporta precipitazioni sull’Africa Orientale approssimativamente un mese dopo che l’orbita del Sole e il piano dell’equatore coincidono; poiché al di sopra di quest’ultimo il Sole vi passa due volte l’anno, le zone in prossimità dell’equatore subiscono, di conseguenza, un regime bimodale di precipitazioni, come descritto. Le piogge arrivano, generalmente, con i venti provenienti da nordest, che hanno origine nell’Oceano Indiano (Ogallo, 1988; Mutai et al., 1998). Ancora più a nord, compreso il limite settentrionale dell’Uganda, le piogge brevi tendono ad anticipare il loro picco massimo nel mese di Agosto. Secondo le osservazioni di alcuni (Jameson e McCallum, 1970, p. 14), nel nord dell’Uganda, il periodo compreso tra la fine delle lunghe piogge e l’inizio di quelle brevi è molto breve e, pertanto, le due stagioni di precipitazione sono “sufficientemente vicine da costituire una stagione singola per ogni finalità pratica”. Alcune località sono, in realtà, caratterizzate da una distribuzione unimodale delle precipitazioni, con scarse piogge durante il resto dell’anno come, ad esempio la località di Kitgum, che presenta un regime di precipitazioni fortemente unimodale, con piogge che hanno il loro picco nel mese di Agosto (J. Phillips e B. McIntyre, Int. J. Climatol. 20: p. 173 Fig. 1, 2000). Nel settore Nord, infine, ossia le zone centrali e settentrionali dell’Etiopia, l’Eritrea, Djibouti, e parte della zona a nord del Sudan, la stagione delle piogge maggiore ha luogo tra i mesi di Giugno e Settembre, ma poche aree ricevono un picco secondario da Marzo a Maggio

Migrazione Stagionale dell’ITCZ nel mese di gennaio

Migrazione Stagionale dell’ITCZ nel mese di luglio

Figura 1 Schema generale di circolazione atmosferica. A causa del più alto rapporto insolazione/superficie, dalla zona equatoriale si solleva aria calda leggera e umida che, giunta in alta quota, per la bassa temperatura lascia ricadere abbondanti piogge. La dilatazione e il sollevamento dell’aria calda provoca un regime di basse pressioni che risucchia aria dai bordi della fascia tropicale con la formazione dei venti superficiali detti Alisei. In quota il ciclo si chiude con trasferimento di aria fredda e secca lontano dall’Equatore e questa aria ridiscende creando un regime di alta pressione a cavallo dei Tropici (23.5 °N e 23.5 °S). Queste due celle intertropicali vengono dette di Hadley. La discesa di aria densa ai margini dei Tropici innesca due altre celle di convezione, a Nord e a Sud, dette di Ferrel, caratterizzate da venti superficiali, diretti in direzione opposta agli Alisei, e venti in quota che convergono verso i Tropici, con risalita di aria umida ma già fredda verso l’alta quota: non si hanno usualmente forti precipitazioni ma si instaura un regime di basse pressioni ai limiti dei circoli polari artico e antartico con migrazione di aria molto fredda dai due Poli.



La zona di Convergenza Intertropicale (ITCZ) , nel periodo compreso dal 1-10 luglio, si è spostata leggermente verso nord sia nella parte occidentale sia nella parte orientale . La porzione occidentale (10W-10E) dell’ITF si è collocata approssimativamente intorno ai 17.2N, sebbene la posizione media sia di 18.0N pe questo periodo dell anno. Ciò può spiegare una certa soppressione delle precipitazioni osservata sul Senegal. Nonostante questo ritardo nella posizione dell’ITF, piogge moderate si sono concentrate molto più a nord nel Mali e nel Niger. La porzione orientale (20E-35E) dell’ITF si è collocata approssimativamente intorno a 16.1N, risultando più a nord rispetto alla posizione climatologica di 15.4N. Questa posizione potrebbe spiegare le ampie precipitazioni che hanno interessato il Ciad, il Sudan meridionale, l’Eritrea e l’Etiopia nord-occidentale. La figura 1 mostra la posizione attuale dell’ITF rispetto alla posizione media a lungo termine durante la prima decade di luglio e la sua posizione precedente durante la terza decade di giugno. Le figure 2 e 3 sono serie temporali che illustrano i valori latitudinali delle porzioni occidentale e orientale dell’ITF, rispettivamente, e le loro evoluzioni stagionali dall’inizio di aprile 2021.




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La zona di di Convergenza Intertropicale (ITCZ) conosciuta anche come Fronte Intertropicale o Zona di Convergenza Equatoriale, è una fascia di bassa pressione che avvolge la Terra all’Equatore . L’ITCZ rappresenta l’equatore climatico che fluttua intorno a quello astronomico in base ad una cadenza stagionale. Questa fascia atmosferica, ove convergono gli alisei, è semipermanente e caratterizzata da debole circolazione ed elevati valori di temperatura e umidità. Ad essa è associata una zona interessata da abbondanti precipitazioni (c.d. tropical rain belt). L’ITCZ costituisce, infatti, uno dei principali meccanismi attraverso i quali si formano le precipitazioni in Africa ed è la zona di convergenza al suolo di grandi masse di aria tropicali (i c.d. trade winds provenienti da sud est e da nord est) che, sotto l’azione di moti convettivi, risalgono verso l’alto. In altri termini, essa è formata da correnti verticali ascendenti di aria calda ed umida provenienti dalle latitudini al di sopra e al di sotto dell’equatore. Il suo spostamento meridionale dipende dall’insolazione (radiazione solare) in superficie, più o meno intensa a seconda delle stagioni. Ciò conferisce la nota caratteristica bimodale al regime delle precipitazioni nell’Africa equatoriale, con due stagioni delle piogge che la attraversano. Generalmente, il movimento dell’ITCZ provoca una stagione secca (dry season) ed una più umida (wet season) lungo il continente africano. Nella zona di convergenza intertropicale, inoltre deve essere tenuta in considerazione la circolazione zonale definita dall’azione della Cella di Hadley ), che rappresenta una componente atmosferica di macroscala e di cui è in parte costituito il sistema di distribuzione/regolazione del calore e dell’umidità sulla Terra. Per descrivere i circuiti atmosferici che trasferiscono calore dalle basse alle alte latitudini sono stati, infatti, ideati alcuni modelli detti celle, tra i quali la cella di Hadley è il più semplice e rende conto del trasferimento di calore dall’Equatore a latitudini di circa 30° Nord e Sud. La gran quantità di energia solare che quotidianamente giunge all’Equatore riscalda enormi masse d’aria che si dilatano e si sollevano, portando un’abbondante quantità di vapore. In quota, la colonna d’aria inizia a raffreddarsi dando origine a corpi nuvolosi alti 15-20 km. Il vapore si condensa: le piogge torrenziali, brevi e quotidiane, sono tipiche dei climi caldo-umidi dove crescono le foreste pluviali. L’aria in quota, ormai secca, si sposta versi i Tropici, e giunta a circa 30° di latitudine scende. Scendendo verso il suolo, l’aria secca si comprime e si scalda. Ciò causa un clima molto secco e, infatti, le aree desertiche si trovano a queste latitudini. Successivamente, l’aria è richiamata verso l’Equatore dal riscaldamento che ha luogo nelle zone equatoriali: inverte la direzione di spostamento e torna da dove era partita. I venti costanti a bassa quota che spirano dai Tropici all’Equatore si caricano di umidità; così, il ciclo ricomincia. La cella di Hadley è un moto convettivo che non si interrompe mai. Perciò, nella fascia compresa tra i Tropici, le condizioni climatiche e meteorologiche sono costanti:
• fra il Tropico del Cancro e l’Equatore, il clima è sempre caldo e arido;
• intorno all’Equatore, il clima è sempre caldo-umido con piogge giornaliere;
• fra l’Equatore e il Tropico del Capricorno il clima è sempre caldo e arido.
Le regioni comprese all’interno della zona di convergenza intertropicale ricevono precipitazioni per più di 200 mm in un anno.

Il clima delle regioni tropicali è dominato da tale meccanismo con un periodo che va da Ottobre a Marzo, durante il quale l’area delle precipitazioni è posizionata nell’emisfero australe (raggiungendo approssimativamente il Tropico del Capricorno come suo limite meridionale), mentre da Aprile a Settembre, viceversa, l’area delle precipitazioni si sposta nell’emisfero boreale avendo, stavolta, come suo confine settentrionale il Tropico del Cancro.

Migrazione Stagionale dell’ITCZ nel mese di gennaio


Migrazione Stagionale dell’ITCZ nel mese di luglio


Figura 1 Schema generale di circolazione atmosferica. A causa del più alto rapporto insolazione/superficie, dalla zona equatoriale si solleva aria calda leggera e umida che, giunta in alta quota, per la bassa temperatura lascia ricadere abbondanti piogge. La dilatazione e il sollevamento dell’aria calda provoca un regime di basse pressioni che risucchia aria dai bordi della fascia tropicale con la formazione dei venti superficiali detti Alisei. In quota il ciclo si chiude con trasferimento di aria fredda e secca lontano dall’Equatore e questa aria ridiscende creando un regime di alta pressione a cavallo dei Tropici (23.5 °N e 23.5 °S). Queste due celle intertropicali vengono dette di Hadley. La discesa di aria densa ai margini dei Tropici innesca due altre celle di convezione, a Nord e a Sud, dette di Ferrel, caratterizzate da venti superficiali, diretti in direzione opposta agli Alisei, e venti in quota che convergono verso i Tropici, con risalita di aria umida ma già fredda verso l’alta quota: non si hanno usualmente forti precipitazioni ma si instaura un regime di basse pressioni ai limiti dei circoli polari artico e antartico con migrazione di aria molto fredda dai due Poli.



Dal 21 al 30 giugno, la zona di convergenza Intertropicale (ITCZ) si è spostata leggermente verso nord rispetto alla sua precedente posizione riscontrata durante la precedente decade. La porzione occidentale (10W-10E) dell'ITF è stata localizzata approssimativamente a 16.4N, risultando leggermente più a nord, rispetto alla posizione media di 16.2N . Questa posizione , spiega il proseguimento delle precipitazioni anche moderate, in alcune zone del nord del Senegal e del sud del Niger. La porzione orientale (20E-35E) dell'ITF è stata localizzata a 15.6N, che era più a nord della posizione climatologica incentrata a 14.6N. Questa posizione potrebbe spiegare l'aumento delle precipitazioni nel Ciad meridionale, nel Sudan meridionale e nell'Etiopia nord-occidentale. La figura 1 mostra la posizione attuale dell'ITF rispetto alla posizione media a lungo termine durante la 3° decade di giugno e la sua posizione precedente durante la 2° decade di giugno. Le figure 2 e 3 sono serie  storiche che illustrano i valori latitudinali delle porzioni occidentale e orientale dell'ITF e le loro evoluzioni stagionali dall'inizio di aprile 2021.



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Il Telerilevamento, chiamato in letteratura anglosassone Remote Sensing, è la disciplina tecnico – scientifica che permette di ricavare informazioni sull’ambiente e su oggetti posti a distanza, mediante misure di radiazione elettromagnetica emessa, riflessa o trasmessa dalle superfici in esame. Misurare l’energia elettromagnetica significa quantificare le alterazioni che la superficie impone alla radiazione, ovvero alle sue caratteristiche di intensità, frequenza e polarizzazione; tale processo si traduce nella conoscenza fisica dell’oggetto in studio. Le misurazioni della radiazione elettromagnetica, che interagisce con le superfici fisiche d’interesse, vengono fornite sotto forma di immagini, risultanti dall’elaborazione di dati numerici e sono rilevate da appositi sensori remoti. Tali dispositivi, collocati su diverse tipologie di piattaforme quali aerei, satelliti o sonde spaziali, permettono di rilevare l’energia elettromagnetica proveniente dalla scena in esame e di convertirla in valori numerici positivi. Il Telerilevamento è quindi una scienza applicata con finalità diagnostico – investigative che permette di identificare, misurare ed analizzare le caratteristiche qualitative e quantitative di un determinato oggetto, area o fenomeno, senza entrarne in contatto diretto, offrendo un’informazione globale sull’ambiente e sul territorio.

Con la messa in orbita dei satelliti meteorologici a partire dagli anni sessanta e la conseguente nascita della meteorologia satellitare la bancai dati dei principali parametri meteorologici, oggi, si `e ampliata notevolmente. L’elaborazione dei dati misurati dai satelliti fornisce una vasta gamma di informazioni correlate sia alla struttura e composizione degli strati atmosferici, che alla superficie terrestre. I satelliti, in base alla loro orbita intorno alla terra, possono essere classificati in due tipologie: satelliti geostazionari e satelliti polari.

Il dataset di temperatura satellitare UAH, sviluppato presso l’Università dell’Alabama a Huntsville, deduce la temperatura di vari strati atmosferici dalle misure satellitari della radianza dell’ossigeno nella banda delle microonde. utilizzando i dati misurati dal sensore Microwave Sounding Unit temperature measurements.

.

È stato il primo set di dati sulla temperatura globale sviluppato a partire da informazioni satellitari ed è stato utilizzato come strumento di ricerca sui cambiamenti della temperatura superficiale e atmosferica. Il set di dati è pubblicato da John Christy et al. e in precedenza insieme a Roy Spencer. I satelliti non misurano direttamente la temperatura. Misurano la radianza in varie bande di lunghezza d’onda, che corrisponde alla luminosità in una certa direzione verso il sensore e da cui si può dedurre la temperatura.I profili di temperatura che ne derivano dipendono dalle caratteristiche dei metodi utilizzati per ottenere la temperatura dalla radianza.Di conseguenza, diversi gruppi che hanno analizzato i dati satellitari hanno ottenuto dati di temperatura differenti(vedi le misurazioni della temperatura tramite sensori a microonde Microwave Sounding Unit temperature measurements .Tra questi gruppi ci sono il Remote Sensing Systems (RSS) e l’Università dell’Alabama di Huntsville (UAH).

I satelliti alle microonde: quadro storico

Il primo satellite meteorologico risale al primo aprile 1960 e fu messo in orbita dagli Stati Uniti d’America: chiamato Television and Infra-Red Observation Satellite (Tiros-1) era attrezzato con una semplice strumentazione costituita da due telecamere per la ripresa di immagini nel visibile che inviarono per la prima volta delle immagini della Terra vista dallo spazio. Il suo successore, TIROS-2, lanciato nel novembre 1960, fu equipaggiato con un prototipo di radiometro
all’infrarosso per l’osservazione notturna e la stima del tasso d’umidità atmosferica. Con il satellite Tiros-8 nel 1963, le immagini vengono trasmesse in tempo reale e le informazioni poterono essere ritrasmesse più rapidamente ai servizi meteorologici. La radiometria alle microonde spaziale nasce con il lancio della sonda Marinar 2 verso Venere nel 1962 (Barath et al., 1964). È necessario però attendere il Cosmos 243 e il successivo Cosmos 348 rispettivamente nel 1968 e del 1970 per avere le prime osservazioni alle microonde della Terra: i due satelliti sono infatti equipaggiati per misurare quattro frequenze comprese tra 3.5 e 37 GHz per la stima del contenuto di vapor d’acqua nell’atmosfera, della temperatura superficiale e della copertura di neve e ghiaccio (Basharinov et al., 1969). Gli anni ‘70 vedono gli Stati Uniti inviare numerosi radiometri per coprire l’intervallo di frequenze (3÷60) GHz: radiometri imbarcati sui satelliti Nimbus della National Aeronautics and Space Administration (NASA), a partire dal Nimbus-5 equipaggiato con il radiometro Electrically Scanning Microwave Radiometer (ESMR-5) nel 1972. Il radiometro ESMR-5 mostrò l’utilità delle frequenze alle microonde (19.35 GHz) per misurare l’emissione di celle precipitanti su sfondo marino a debole emissività (Wilheit ed al., 1977). Sullo stesso satellite venne installato anche il primo radiometro per il sondaggio di temperatura Nimbus-E Microwave Spectrometer (NEMS) per misurare l’emissione dell’ossigeno su tre frequenze intorno a 60 GHz (Staelin ed al., 1973). A partire dal successo dei sensori Microwave Sounding Unit (MSU, primo lancio nel 1978) a bordo prima dei satelliti meteorologici della serie TIROS e poi dei satelliti National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), diviene possibile ricavare i profili verticali di umidità e temperatura, utilizzando le frequenze centrate a 50.3, 53.74, 54.96 e 57.95 GHz sensibili alle temperature atmosferiche che vanno dalla superficie terrestre fino alla bassa stratosfera. A partire dal 1987 il radiometro Special Sensor Microwave imager (SSM/I) a bordo del satellite militare Defense Military Satellite Program (DMSP F8) permette di stimare anche il tasso di precipitazione su terra e su mare, la velocità del vento su mare, il tipo di ghiaccio e l’umidità su terra. Questo strumento ha svolto (e svolge tuttora) un ruolo chiave nello studio delle dinamiche atmosferiche e climatologiche. Sempre a bordo dei satelliti DMSP esiste anche una serie di radiometri per il sondaggio: si tratta degli Special Sensor Microwave Temperature (SSM/T) in attività dal 1979 e degli Special Sensor Microwave Imager/Sounder (SSMIS) in attività dal 1987. Infine, a partire dal 1998 la generazione dei sensori MSU viene sostituita dalla più avanzata generazione di sensori a 20 canali Advanced Microwave Sounding Unit/Microwave Humidity Sounder (AMSU/MHS), installati a bordo dei satelliti NOAA.

Descrizione dei dati
Il set di dati UAH è prodotto da uno dei gruppi che ricostruiscono la temperatura dalla radianza.

UAH fornisce dati su tre ampi livelli dell’atmosfera.

La bassa troposfera – TLT (originariamente chiamata T2LT).
La troposfera media – TMT
La stratosfera inferiore – TLS

I dati vengono forniti come anomalie di temperatura rispetto alla media stagionale su un periodo di base passato, così come in valori assoluti di temperatura. Tutti i dati elaborati possono essere scaricati dal server UAH http://vortex.nsstc.uah.edu/data/msu/

La radianza rappresenta la grandezza fondamentale nel telerilevamento ed è molto utile per quantificare la luce riflessa da un oggetto che viene ricevuta da un sensore rivolto verso di essa. Questa quantità fisica è legata sia alla geometria dell’osservazione, sia alle caratteristiche del sensore e permette di descrivere come la radiazione si distribuisce nello spazio.
La radianza è definita dalla seguente relazione:
radianza La Riflettività e i Sensori Multispettrali
dove:
L è la radianza (W·m-2·sr-1);
Φ è la potenza (W);
θ è l’angolo compreso tra la normale alla superficie e la direzione specificata;
A è la superficie emittente (m2);
Ω è l’angolo solido (sr).
Quando la radiazione elettromagnetica colpisce una superficie qualsiasi sono possibili tre meccanismi di interazione: riflessione, assorbimento, trasmissione. Una parte del flusso radiante incidente Φi viene riflessa Φr, una parte viene assorbita Φa, e la restante viene trasmessa Φt.
Per il principio di conservazione dell’energia si avrà quindi: Φi = Φr + Φa + Φt.
Si definiscono i tre coefficienti seguenti:
– coefficiente di riflessione o riflettività, ρ = Φr/Φi
– coefficiente di assorbimento o assorbività, α = Φa/Φi
– coefficiente di trasmissione o trasmissività, τ= Φt/Φi
I valori che tali coefficienti possono assumere dipendono dalla lunghezza d’onda, dal materiale e dalla rugosità della superficie radiante. Riscrivendo il principio della conservazione dell’energia con i coefficienti adimensionali di cui sopra, si ha: ρ + α + τ = 1.
Ogni oggetto è caratterizzato da una propria capacità di riflessione, assorbimento e trasmissione delle onde elettromagnetiche. Tuttavia, la gran parte delle superfici risulta opaca o caratterizzata da valori di trasmissività τ pressoché trascurabili.
Per un corpo opaco si ha: ρ + α = 1.
Considerando che un corpo con un’alta assorbività avrà anche un’alta emissività (legge di Kirchhoff α = ε), la relazione precedente può essere riscritta così: ρ + ε = 1.
Per le superfici reali, poichè hanno una forte dipendenza dalla lunghezza d’onda considerata, l’equazione diventa: ρλ + ελ = 1.
In definitiva, possiamo affermare che il flusso radiante proveniente da una qualsiasi superficie sarà dato principalmente dal contributo dell’energia riflessa ed emessa.
Il telerilevamento passivo alle microonde
Per microonde si intende la regione dello spettro elettromagnetico compresa tra 1 GHz e 300 GHz, corrispondenti rispettivamente a lunghezze d’onde di 30 cm e di 1 mm. In linea di principio questa porzione dello spettro elettromagnetico ha nell’atmosfera terrestre, a differenza del visibile, una diffusione trascurabile, se si eccettua quella prodotta dalla precipitazione e, a differenza dell’infrarosso, non è quasi mai sensibile alla presenza di cirri e soltanto moderatamente sensibile alla presenza di strutture nuvolose più spesse quando a questo non sia associata della precipitazione (Petty, 1990). Queste caratteristiche rendono le microonde particolarmente indicate per specifiche applicazioni nel telerilevamento, fra le quali è opportuno citare, per le applicazioni meteorologiche la stima di
precipitazioni e la stima dei profili verticali di umidità e temperatura in condizioni di cielo non chiaro, per l’idrologia la stima dell’umidità del suolo e per l’oceanografia la stima dei venti, delle correnti superficiali, del ghiaccio e degli inquinanti del mare. Un radiometro passivo alle microonde misura l’energia, nella relativa porzione dello spettro
elettromagnetico, emessa naturalmente nel suo campo di vista istantaneo (instantaneous field-ofview – IFOV) sia dalla superficie terrestre che dall’atmosfera. Così come accade per l’infrarosso, anche per il telerilevamento alle microonde si sfrutta il fatto che qualsiasi corpo emette energia in questo intervallo dello spettro, ma a differenza dell’infrarosso, l’energia emessa nelle MW è generalmente più bassa. Il grande vantaggio del telerilevamento alle microonde rispetto a quello infrarosso è da ricercarsi nel fatto che le idrometeore che costituiscono le nubi hanno generalmente dimensioni comparabili con le lunghezze d’onda infrarosse, portando quindi la radiazione IR rapidamente all’estinzione per fenomeni di scattering. Ciò comporta che in presenza di campi nuvolosi il telerilevamento IR sia in grado di osservare solamente gli strati superiori della nube senza poter osservare gli strati sottostanti mentre le MW consentono di osservare anche le zone sottostanti la nube, giungendo fino alla superficie terrestre, almeno finché alle nubi non sia
associata alcuna precipitazione. Questa è la caratteristica più importante che rende il telerilevamento alle microonde uno strumento molto utile per l’analisi meteorologica in condizione di cielo non chiaro.
Rispetto all’infrarosso però, le immagini telerilevate alle microonde hanno lo svantaggio di avere una bassa risoluzione spaziale 1, definita dal relativo IFOV, questo perché il campo di vista di un radiometro è direttamente proporzionale alla lunghezza d’onda osservata λ, all’altitudine del satellite H ed inversamente proporzionale al diametro dell’antenna d:



Per via della dipendenza della risoluzione spaziale dalla lunghezza d’onda, e visto che generalmente un satellite utilizza una sola antenna per diverse frequenze, le risoluzioni variano in funzione della frequenza osservata e sono generalmente dell’ordine di qualche decina di chilometri contro i 3 km dell’infrarosso e 1 km del visibile raggiunti dal sensore Spinning Enhanced Visible and Infrared Imager (SEVIRI) a bordo del Meteosat Second Generation (MSG). Questa è la causa che finora ha impedito l’installazione di radiometri alle microonde sui satelliti geostazionari relegando questi strumenti ai soli satelliti ad orbita bassa. Per completezza conviene citare un’importante componente del telerilevamento alle microonde: la polarizzazione. Se l’onda elettromagnetica misurata dal radiometro è polarizzata linearmente in modo che la sua componente elettrica è contenuto in un piano definito dalla direzione d’osservazione del radiometro e dalla normale alla superficie nel punto d’osservazione, la polarizzazione è definita verticale. Se la componente elettrica invece è perpendicolare a questo piano, la polarizzazione è definita orizzontale. Le differenze di polarizzazioni può essere utilizzata per ricavare informazioni utili sia sull’atmosfera che sulla superficie terrestre.

Disponibili i dati UAH Università dell’Alabama a Huntsville riguardanti l anomalia della temperatura della  bassa troposfera (LT)   registrata nel mese di giugno 2021. L’anomalia media globale della temperatura della bassa troposfera (LT) riscontrata nel mese di giugno 2021 è stata di   -0.01°C  rispetto alla media del periodo 1991/2020, in calo rispetto al valore registrato nel mese precedente di maggio di  +0.08°C



Bassa troposfera: http://vortex.nsstc.uah.edu/data/msu/v6.0/tlt/uahncdc_lt_6.0.txt
Media troposfera: http://vortex.nsstc.uah.edu/data/msu/v6.0/tmt/uahncdc_mt_6.0.txt
Tropopausa: http://vortex.nsstc.uah.edu/data/msu/v6.0/ttp/uahncdc_tp_6.0.txt
Stratosfera inferiore: http://vortex.nsstc.uah.edu/data/msu/v6.0/tls/uahncdc_ls_6.0.txt

Tutti i miei articoli, per chi volesse leggerli, si possono trovare nel mio blog raggiungibile al seguente link   http://portaledellameteorologia.it/

32
Grazie a tutti. Abbastanza bene . Spero che anche voi tutto bene. Rispondendo a bastef. i grafici ECMWF non sono più di esclusiva puramente professionale. Ora i grafici sono disponibili per tutti e senza nessun costo. Vi do il link
https://www.ecmwf.int/en/forecasts/charts

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In questi anni secondo me, si è perso il reale concetto di clima in cui viviamo. a tale proposito riporto dei link molto utili

https://it.wikipedia.org/wiki/Zona_temperata

Clima italiano
https://it.wikipedia.org/wiki/Clima_italiano

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Ciao ponente. grazie ;) Se potessi dare un voto all attuale inverno, gli darei tranquillamente un voto decisamente alto. Tante precipitazioni almeno qui in regione (romagna) .La diga di ridracoli testimonia tutto ciò.
http://www.ridracoli.it/


VENERDÌ 29 GENNAIO 2021

Dati aggiornati alle ore 10:45

Tracimazione
Portata di sfioro0 m³/sec
Dati invaso
Volume Invaso*32.959.151 m³
Volume Invaso %99.69 %
Livello Invaso**557.2 m.s.l.m.
Variazione oggi0 cm
Afflusso ultime 24h257.342 m³
Deflusso ultime 24h298.590 m³
*volume invaso massimo 33.060.000
**livello di sfioro 557,3 m.s.l.m.

Andamento in tempo reale
Acq potabilizzata2343.04 lt/sec
Apporto acqua12.06 m³/sec
Portata in uscita***

Rifornimenti idrici molto preziosi durante la stagione estiva.

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Disponibile l aggiornamento ECMWF. Le previsioni mensili, elaborate dal ECMWF*, sono operative sin da Ottobre 2004. Attualmente esse sono generate 2 volte a settimana estendendo a 32 giorni le previsioni probabilistiche del modello deterministico o più tecnicamente esse sono prodotte dal sistema ENS (Medium-Range / Monthly Ensemble Forecast), componente chiave del sistema integrato di previsioni (IFS) del ECMWF.
Il sistema ENS comprende 51 membri con una risoluzione orizzontale di circa 32 km fino al decimo giorno di previsione e di circa 65 km dal 11-esimo giorno fino al 32–esimo. La risoluzione verticale comprende 91 livelli, con il limite superiore a 0.01 hPa. L’accoppiamento con il modello dell’Oceano (NEMO) viene effettuato durante la corsa del modello ogni 3 ore. La climatologia del modello è calcolata a partire da un ensemble di 5 membri ciascuno di 32 giorni di integrazione, inizializzati nei 20 anni antecedenti e nella stessa data (stesso giorno, stesso mese) della previsione in real-time.
L’output del modello produce previsioni di tipo probabilistico delle variabili meteorologiche quali il campo di pressione, la temperatura e la quantità di precipitazioni cumulate, che vengono successivamente  elaborate mediando temporalmente i valori delle variabili su un periodo di sette giorni. I risultati vengono poi visualizzati in termini di anomalia rispetto alla climatologia del modello nelle 4 settimane successive per una migliore fruibilità all’utente finale.



Al momento , la tendenza non vede condizioni di blocco in atlantico, con  condizioni molto fredde sull europa orientale e parte di quella centrale.condizioni decisamente fredde interesseranno gran parte della russia e territori limitrofi nella seconda settimana di febbraio.
   

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Buona giornata a tutti. Torno a scrivere un breve post dopo tantissimo tempo. Secondo me, da  semplice appassionato meteo la dinamica al momento sembra  ben descritta. Ne spiego anche il motivo. Al momento non vedo   forzanti dinamiche di rilievo che possano essere in grado di smuovere in maniera seria verso episodi invernali , questo perchè  i flussi  al momento sono in calo e che probabilmente lavoreranno a basso regime per i prossimi 7 giorni. Al momento  manca quella componente dinamica e di moto verso le latitudini polari che si rivela assolutamente indispensabile per determinare un buon evento invernale nelle nostre lande. Nulla comunque è scontato e rimangono semplicemente supposizioni per lo più fatte da un mediocre osservatore delle dinamiche meteo.Un grande saluto a tutti.


https://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/stratosphere/polar/polar.shtml



https://acd-ext.gsfc.nasa.gov/Data_services/met/ann_data.html

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Ale pensala come vuoi, ma il cambio climatico c'è ed è un dato di fatto, che poi certe situazioni si siano verificate anche nel passato ne sono più che convinto, sicuramente anche più estreme di ora, ma nel passato erano episodi di qualche giorno, adesso ci stanno stagioni intere è li la differenza.



Buongiorno valerio. Rispetto il tuo punto di vista anche se non lo condivido pienamente. Poi mi chiedo una cosa. Il clima cambia sempre ed è sempre cambiato, non  vede perché non debba continuare a farlo, con o senza l'uomo. La storia è ricca di eventi estremi. A tal proposito ti riporto 2 link in cui viene spiegato bene il tutto.
http://www.centrometeo.com/articoli-reportage-approfondimenti/climatologia/5532-estremi-meteo-casi-passati-grandi-siccita-italia

http://www.centrometeo.com/articoli-reportage-approfondimenti/climatologia/4285-mezze-stagioni

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Buona serata a tutti. Anticiclone dalle sembianze estive in area mediterranea nel mese di novembre. Sembrerebbe un anomalia ,  qualcosa di mai accaduto  che come sempre accade viene attribuito ai cambiamenti climatici. Eppure  nel giorno  5 novembre 1938 e nei giorni successivi una simile figura interessò il mediterraneo.


https://www.wetterzentrale.de/en/reanalysis.php?model=era

39
Poche le precipitazioni attese nei prossimi 3 giorni. Temperature inferiori ai -30° interesseranno le zone centrali e settentrionali del paese.



https://climatereanalyzer.org/

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Massa superficiale persa oppure guadagnata espressa in  gigatonnellate (1 Gt è 1 miliardo di tonnellate e corrisponde a 1 chilometro cubo di acqua).

27/10/2020  SMB(Gt/day)   1.245

##########################################################


Date      SMB(Gt/day)  SMBacc(Gt)
20200901      0.707         0.7
20200902      0.181         0.9
20200903     -0.263         0.6
20200904      1.664         2.3
20200905      2.206         4.5
20200906      2.825         7.3
20200907      1.017         8.3
20200908      0.898         9.2
20200909      2.586        11.8
20200910      0.779        12.6
20200911      0.586        13.2
20200912      0.208        13.4
20200913      0.149        13.5
20200914      0.381        13.9
20200915      4.428        18.4
20200916      5.132        23.5
20200917      1.900        25.4
20200918      4.147        29.5
20200919      3.349        32.9
20200920      1.225        34.1
20200921      0.999        35.1
20200922      0.565        35.7
20200923      0.146        35.8
20200924      0.494        36.3
20200925      3.357        39.7
20200926      2.451        42.1
20200927      1.454        43.6
20200928      0.356        43.9
20200929      0.638        44.6
20200930      1.413        46.0
20201001      3.074        49.1
20201002      3.943        53.0
20201003      1.685        54.7
20201004      4.241        58.9
20201005      2.790        61.7
20201006      3.122        64.8
20201007      2.961        67.8
20201008      0.401        68.2
20201009      1.038        69.2
20201010      4.777        74.0
20201011      5.135        79.1
20201012      6.149        85.3
20201013      7.135        92.4
20201014      2.421        94.9
20201015      0.692        95.5
20201016      1.517        97.1
20201017      7.582       104.6
20201018      3.080       107.7
20201019      3.605       111.3
20201020      3.120       114.4
20201021      2.720       117.2
20201022      2.386       119.6
20201023      1.571       121.1
20201024      0.315       121.4
20201025      1.506       122.9
20201026      2.861       125.8
20201027      1.245       127.1


http://ensemblesrt3.dmi.dk/data/prudence/temp/PLA/PP_GSMB/



41
Buona giornata  a tutti.
Terminato il periodo  di ablazione che si verifica principalmente nei 3 mesi estivi di giugno, luglio e agosto, inizia il periodo di accumulo che copre un periodo di 9 mesi :1°settembre 2020-31 maggio 2021.
La calotta glaciale della Groenlandia tende ad evolvere nel corso dell'anno con il mutare delle condizioni meteorologiche  . Le precipitazioni  favoriscono un aumento di massa della calotta glaciale, mentre condizioni climatiche più calde favoriscono una maggiore fusione, con conseguente perdita di massa. Con il termine bilancio di massa superficiale si intende il guadagno e la perdita di massa superficiale  della calotta glaciale -ad eccezione della massa che si perde  attraverso il distacco di iceberg  che avviene dai ghiacciai di sbocco  i quali poi sciolgono quando vengono a contatto con l'acqua del mare più calda. I cerchi neri sulla mappa corrispondono alle stazioni meteorologiche PROMICE istituite per monitorare i processi di scioglimento. Da notare che i cerchi  presenti sulla mappa risultano leggermente spostati rispetto alla loro effettiva posizione per poter essere meglio distinguibili. Nella versione grande della mappa sono contrassegnati con piccoli punti che identificano  le loro posizioni reali. Cliccando sul cerchio di colore magenta, vengono mostrate le misure del deflusso che avviene dal fiume Watson che si trova vicino a Kangerlussuaq. Il fiume drena circa 12000 km2 di ghiaccio proveniente dall'entroterra.  Di seguito il grafico relativo al bilancio di massa riscontrato nel  giorno 27/10/2020 (in mm di acqua equivalente) rispetto alla media giornaliera del periodo 1981-2010.
 Il grafico sotto la mappa mostra il contributo totale giornaliero  derivante da tutte le stazioni meteorologiche   presenti sulla calotta glaciale.
Il bilancio di massa serve a misurare  le variazioni di massa della calotta glaciale sulla base della differenza tra la massa accumulata con le precipitazioni nevose invernali e primaverili e la massa persa per la fusione di neve e ghiaccio (ablazione) nella stagione estiva.

La curva blu mostra il bilancio di massa superficiale della stagione in corso misurato in gigatonnellate ( Una gigatonnellata (Gt) equivale a un miliardo di tonnellate di acqua)

La curva grigio scuro mostra il valore medio del periodo 1981-2010 mentre la banda grigio chiaro mostra la deviazione standard di 30 anni basata sulla media trentennale ( 1981-2010).








Il grafico che viene mostrato di seguito, illustra l'entità dei guadagni e delle perdite totali di massa della calotta glaciale avvenuti a  partire dal 1° settembre  rispetto al periodo climatologico 1981-2010 . Non è inclusa la massa che viene persa quando dai ghiacciai si staccano gli iceberg e si sciolgono quando entrano in contatto con l'acqua del mare più calda.
Il bilancio di massa serve a misurare  le variazioni di massa che avvengono sulla calotta glaciale sulla base della differenza tra la massa accumulata con le precipitazioni nevose invernali e primaverili e la massa persa per la fusione di neve e ghiaccio (ablazione) nella stagione estiva.
La curva blu mostra la stagione in corso, mentre la curva rossa mostra l'andamento della stagione 2011-12, quando il livello di fusione risultò estremamente elevato.

La linea grigio scuro mostra la media del periodo 1981-2010.

La fascia grigio chiaro mostra le variazioni che avvengono da un anno all'altro. Per ogni giorno  la fascia mostra la deviazione standard di 30 anni basata sulla media trentennale ( 1981-2010),  ma con i valori  giornalieri minimi e massimi  non riportati.
Le informazioni si basano in parte sulle osservazioni effettuate dalle stazioni meteorologiche presenti sulla calotta glaciale e in parte dalle informazioni provenienti dall  Istituto meteorologico danese ( DMI ; danese : Danmarks Meteorologiske Institut ) e dal 1° luglio 2017 dal modello meteorologico HARMONIE-AROME. Questi dati sono utilizzati per calcolare la quantità totale di ghiaccio e neve. Il modello meteorologico prende in considerazione alcune variabili tra cui : le precipitazioni nevose, lo scioglimento della neve e del ghiaccio nudo, il ricongelamento dell'acqua di fusione e  il passaggio diretto da ghiaccio a vapore acqueo  ( sublimazione)  .Nel 2014,Il modello è stato migliorato  per tener conto del fatto che parte dell'acqua di fusione si ricongela nella neve, e di nuovo nel 2015 per tener conto anche della bassa percentuale di riflettività  della luce solare sul ghiaccio nudo rispetto ad una superficie innevata.Infine, è stato nuovamente aggiornato nel 2017 con una rappresentazione più avanzata della permeabilità e del ricongelamento dell'acqua di fusione. Allo stesso tempo, il periodo di riferimento  preso in considerazione è quello del  1981-2010. Con il nuovo aggiornamento, le nuove mappe, le cifre e i grafici si discosteranno dai grafici precedenti presentati nei rapporti  relativi alle  precedenti stagioni . Tutto ciò che appare nella pagina del dmi, è calcolato utilizzando lo stesso modello, in modo che tutti i grafici e i valori siano direttamente comparabili.











Le condizioni della calotta glaciale e del ghiaccio marino nell'Artico sono influenzate dalle condizioni atmosferiche. Il vento è la principale forza  responsabile del movimento del ghiaccio. Il vento che soffia sulla superficie superiore del ghiaccio marino provoca una forza di trascinamento sulla superficie del ghiaccio e  ne provoca la deriva .L'entità della forza dipende dalla velocità del vento e dalle caratteristiche della superficie del ghiaccio marino.   Una superficie di ghiaccio ruvido è influenzata maggiormente dal vento rispetto ad una superficie liscia . La temperatura determina, tra l'altro, anche la quantità di ghiaccio che potrebbe sciogliersi. I processi che influenzano la crescita e lo scioglimento del ghiaccio marino sono chiamati termodinamici. Quando la temperatura dell'oceano raggiunge il punto di congelamento dell'acqua salata (-1,8 gradi Celsius), il ghiaccio comincia a crescere. Quando la temperatura sale sopra il punto di congelamento, il ghiaccio comincia a sciogliersi.
In realtà, però, la quantità e i tassi di crescita e di scioglimento dipendono dal modo in cui il calore viene scambiato all'interno del ghiaccio marino, così come tra la parte superiore e inferiore del ghiaccio. Di seguito il grafico relativo all anomalia delle temperature rispetto ai valori medi del periodo 2004-2013, oltre alle attuali condizioni del vento riscontrate nel periodo : 23 ottobre - 27 ottobre 2020







Le condizioni della calotta glaciale e del ghiaccio marino nell'Artico sono influenzate dalle condizioni atmosferiche. Il vento è la principale forza  responsabile del movimento del ghiaccio. Il vento che soffia sulla superficie superiore del ghiaccio marino provoca una forza di trascinamento sulla superficie del ghiaccio e provoca la deriva del ghiaccio. L'entità della forza dipende dalla velocità del vento e dalle caratteristiche della superficie del ghiaccio marino.  Una superficie di ghiaccio ruvido è influenzata maggiormente dal vento rispetto ad una superficie liscia .La temperatura determina, tra l'altro, anche la quantità di ghiaccio che potrebbe sciogliersi. I processi che influenzano la crescita e lo scioglimento del ghiaccio marino sono chiamati termodinamici. Quando la temperatura dell'oceano raggiunge il punto di congelamento dell'acqua salata (-1,8 gradi Celsius), il ghiaccio comincia a crescere. Quando la temperatura sale sopra il punto di congelamento, il ghiaccio comincia a sciogliersi.
In realtà, però, la quantità e i tassi di crescita e di scioglimento dipendono dal modo in cui il calore viene scambiato all'interno del ghiaccio marino, così come tra la parte superiore e inferiore del ghiaccio. Di seguito il grafico che illustra le temperature (in C°) oltre che alle condizioni attuali del vento: 23 ottobre - 27 ottobre 2020








Anomalia delle precipitazioni - il grafico mostra la quantità di precipitazioni cadute al giorno rispetto ai valori medi del periodo 2004-2013. Le precipitazioni determinano un aumento della massa della calotta glaciale.   Periodo preso in esame: 23 ottobre - 27 ottobre 2020. In aggiunta, viene mostrato l'indice NAO. Si tratta di una misura della forza dei venti occidentali nell'Atlantico settentrionale. Quando l'indice è negativo, il flusso dei venti occidentali risulta   meno teso e più ondulato, aumentando le probabilità che il flusso d'aria più temperata  proveniente dalle medie e basse latitudini sia trasportato verso la Groenlandia meridionale.







http://polarportal.dk/en/greenland/surface-conditions/

42
Buona serata a tutti.Inverno a pieno regime negli stati uniti. Metà del Texas e tutto il New Mexico stanno sperimentando condizioni estremamente sfavorevoli.



https://alerts.weather.gov/cap/tx.php?x=1

Attualmente -8C (17F) ad Amarillo, Texas. Record giornalieri già battuti ...
 

43
Buona serata  a tutti . Prima di esporre l aggiornamento, voglio ringraziare tutti coloro che ogni giorno dedicano un pò del loro tempo nel leggere i vari post. Di seguito l' aggiornamento relativo all    estensione dei ghiacci marini antartici. Dati e grafici gentilmente concessi dal Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA)

https://ads.nipr.ac.jp/vishop/#/extent/&time=2019-08-09%2000:00:00


21/10/2020: 18,152,051   km2,  - 18,047         km2 rispetto alla precedente estensione

22/10/2020 : 18,169,884   km2 ,  - +17,833     km2 rispetto alla precedente estensione

23/10/2020:  18,158,062  km2,  - 11,822         km2 rispetto alla precedente estensione

24/10/2020 : 18,156,720  km2 , -1,342            km2 rispetto alla precedente estensione

25/10/2020: 18,088,668  km2,  - 68,052         km2 rispetto alla precedente estensione

26/10/2020 : 18,037,921  km2 , - 50,747         km2 rispetto alla precedente estensione






L estensione risulta essere ancora superiore a quella media degli anni  '80

44
Buona serata  a tutti . Di seguito l aggiornamento relativo all estensione della banchisa artica.Dati e grafici  gentilmente concessi dal Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA)

https://ads.nipr.ac.jp/vishop/#/extent/&time=2020-03-08%2000:00:00
 
25/10/2020 : 5,632,933 km2  ,  + 151,549 km2    rispetto alla precedente estensione

26/10/2020 : 5,769,170 km2   ,  + 136,237 km2   rispetto alla precedente estensione




2020( 5,769,170 km2)
2019(6,622,385 km2 )+853,215        km2 rispetto al 2020
2016(6,738,505 km2)+969,335         km2 rispetto al 2020
2012(7,101,108 km2)+1,331,938      km2 rispetto al 2020
2018(7,182,053 km2)+1,412,883      km2 rispetto al 2020
2007(7,326,425 km2)+1,557,255      km2 rispetto al 2020
2011(7,502,426 km2)+1,733,256      km2 rispetto al 2020
2017(7,537,503 km2)+1,768,333      km2 rispetto al 2020
2009(7,668,485 km2)+1,899,315      km2 rispetto al 2020
2010(7,695,499 km2)+1,926,329      km2 rispetto al 2020
2015(7,967,525 km2)+2,198,355      km2 rispetto al 2020
2013(8,255,361 km2)+2,486,191      km2 rispetto al 2020
2014(8,274,621 km2)+2,505,451      km2 rispetto al 2020
2006(8,476,887 km2)+2,707,717      km2 rispetto al 2020
2004(8,514,683 km2)+2,745,513      km2 rispetto al 2020


media anni 2000(8,547,878 km2) 2,778,708       km2 rispetto al 2020
media anni 2010(7,487,699 km2) 1,718,529       km2 rispetto al 2020
media anni 1990(9,326,384 km2)+3,557,214      km2 rispetto al 2020
media anni 1980(9,564,663 km2)+3,795,493      km2 rispetto al 2020









Volume del ghiaccio marino artico nel giorno: 26/10/2020





http://polarportal.dk/en/sea-ice-and-icebergs/sea-ice-thickness-and-volume/

45
La differenza di pressione tra le Azzorre e l'Islanda tende a variare nel tempo, e questa variazione è descritta dalla cosiddetta Oscillazione del Nord Atlantico (NAO). L'indice NAO è quindi una misura di quanto siano forti i venti occidentali sull'Atlantico orientale e sulle regioni circostanti. Se la differenza di pressione è grande, prevalgono forti venti occidentali, e in questo caso l indice NAO è positivo; se la differenza di pressione è contenuta, i venti occidentali saranno più deboli, e la NAO sarà negativa. In alcuni casi, la pressione sull'Islanda può essere addirittura superiore a quella  presente sulle Azzorre. Questo si traduce  in una circolazione orientale e in un indice NAO fortemente negativo.Quando l'indice NAO è negativo, le correnti  occidentali risultando più deboli tendono a mostrare una maggiore curvatura, il che aumenta la probabilità che l'aria più calda e più umida proveniente da sud  salga in direzione della Groenlandia determinando maggiori precipitazioni in tali settori.L'indice NAO può essere determinato in diversi modi. Può, ad esempio, essere osservato direttamente dalle misurazioni della pressione dell'aria in Islanda e nelle Azzorre o a Gibilterra. Le rianalisi, tuttavia, vengono eseguite su una griglia, ed è quindi più preciso utilizzare una cosiddetta analisi EOF, che fornisce più o meno lo stesso risultato, anche se basata sulla distribuzione della pressione in tutta la regione atlantica.
Nuovo incremento dell indice nao è atteso nei prossimi giorni. Da  qui la probabilità  di avere un flusso occidentale  meno ondulato e quindi minori possibilità di precipitazioni sulla groenlandia e un conseguente maggiore raffreddamento



http://www.stormhamster.com/climate.htm




https://climatereanalyzer.org/

46
Massa superficiale persa oppure guadagnata espressa in  gigatonnellate (1 Gt è 1 miliardo di tonnellate e corrisponde a 1 chilometro cubo di acqua).

25/10/2020  SMB(Gt/day)   1.506

##########################################################


Date      SMB(Gt/day)  SMBacc(Gt)
20200901      0.707         0.7
20200902      0.181         0.9
20200903     -0.263         0.6
20200904      1.664         2.3
20200905      2.206         4.5
20200906      2.825         7.3
20200907      1.017         8.3
20200908      0.898         9.2
20200909      2.586        11.8
20200910      0.779        12.6
20200911      0.586        13.2
20200912      0.208        13.4
20200913      0.149        13.5
20200914      0.381        13.9
20200915      4.428        18.4
20200916      5.132        23.5
20200917      1.900        25.4
20200918      4.147        29.5
20200919      3.349        32.9
20200920      1.225        34.1
20200921      0.999        35.1
20200922      0.565        35.7
20200923      0.146        35.8
20200924      0.494        36.3
20200925      3.357        39.7
20200926      2.451        42.1
20200927      1.454        43.6
20200928      0.356        43.9
20200929      0.638        44.6
20200930      1.413        46.0
20201001      3.074        49.1
20201002      3.943        53.0
20201003      1.685        54.7
20201004      4.241        58.9
20201005      2.790        61.7
20201006      3.122        64.8
20201007      2.961        67.8
20201008      0.401        68.2
20201009      1.038        69.2
20201010      4.777        74.0
20201011      5.135        79.1
20201012      6.149        85.3
20201013      7.135        92.4
20201014      2.421        94.9
20201015      0.692        95.5
20201016      1.517        97.1
20201017      7.582       104.6
20201018      3.080       107.7
20201019      3.605       111.3
20201020      3.120       114.4
20201021      2.720       117.2
20201022      2.386       119.6
20201023      1.571       121.1
20201024      0.315       121.4
20201025      1.506       122.9


http://ensemblesrt3.dmi.dk/data/prudence/temp/PLA/PP_GSMB/


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Buona giornata  a tutti.
Terminato il periodo  di ablazione che si verifica principalmente nei 3 mesi estivi di giugno, luglio e agosto, inizia il periodo di accumulo che copre un periodo di 9 mesi :1°settembre 2020-31 maggio 2021.
La calotta glaciale della Groenlandia tende ad evolvere nel corso dell'anno con il mutare delle condizioni meteorologiche  . Le precipitazioni  favoriscono un aumento di massa della calotta glaciale, mentre condizioni climatiche più calde favoriscono una maggiore fusione, con conseguente perdita di massa. Con il termine bilancio di massa superficiale si intende il guadagno e la perdita di massa superficiale  della calotta glaciale -ad eccezione della massa che si perde  attraverso il distacco di iceberg  che avviene dai ghiacciai di sbocco  i quali poi sciolgono quando vengono a contatto con l'acqua del mare più calda. I cerchi neri sulla mappa corrispondono alle stazioni meteorologiche PROMICE istituite per monitorare i processi di scioglimento. Da notare che i cerchi  presenti sulla mappa risultano leggermente spostati rispetto alla loro effettiva posizione per poter essere meglio distinguibili. Nella versione grande della mappa sono contrassegnati con piccoli punti che identificano  le loro posizioni reali. Cliccando sul cerchio di colore magenta, vengono mostrate le misure del deflusso che avviene dal fiume Watson che si trova vicino a Kangerlussuaq. Il fiume drena circa 12000 km2 di ghiaccio proveniente dall'entroterra.  Di seguito il grafico relativo al bilancio di massa riscontrato nel  giorno 25/10/2020 (in mm di acqua equivalente) rispetto alla media giornaliera del periodo 1981-2010.
 Il grafico sotto la mappa mostra il contributo totale giornaliero  derivante da tutte le stazioni meteorologiche   presenti sulla calotta glaciale.
Il bilancio di massa serve a misurare  le variazioni di massa della calotta glaciale sulla base della differenza tra la massa accumulata con le precipitazioni nevose invernali e primaverili e la massa persa per la fusione di neve e ghiaccio (ablazione) nella stagione estiva.

La curva blu mostra il bilancio di massa superficiale della stagione in corso misurato in gigatonnellate ( Una gigatonnellata (Gt) equivale a un miliardo di tonnellate di acqua)

La curva grigio scuro mostra il valore medio del periodo 1981-2010 mentre la banda grigio chiaro mostra la deviazione standard di 30 anni basata sulla media trentennale ( 1981-2010).








Il grafico che viene mostrato di seguito, illustra l'entità dei guadagni e delle perdite totali di massa della calotta glaciale avvenuti a  partire dal 1° settembre  rispetto al periodo climatologico 1981-2010 . Non è inclusa la massa che viene persa quando dai ghiacciai si staccano gli iceberg e si sciolgono quando entrano in contatto con l'acqua del mare più calda.
Il bilancio di massa serve a misurare  le variazioni di massa che avvengono sulla calotta glaciale sulla base della differenza tra la massa accumulata con le precipitazioni nevose invernali e primaverili e la massa persa per la fusione di neve e ghiaccio (ablazione) nella stagione estiva.
La curva blu mostra la stagione in corso, mentre la curva rossa mostra l'andamento della stagione 2011-12, quando il livello di fusione risultò estremamente elevato.

La linea grigio scuro mostra la media del periodo 1981-2010.

La fascia grigio chiaro mostra le variazioni che avvengono da un anno all'altro. Per ogni giorno  la fascia mostra la deviazione standard di 30 anni basata sulla media trentennale ( 1981-2010),  ma con i valori  giornalieri minimi e massimi  non riportati.
Le informazioni si basano in parte sulle osservazioni effettuate dalle stazioni meteorologiche presenti sulla calotta glaciale e in parte dalle informazioni provenienti dall  Istituto meteorologico danese ( DMI ; danese : Danmarks Meteorologiske Institut ) e dal 1° luglio 2017 dal modello meteorologico HARMONIE-AROME. Questi dati sono utilizzati per calcolare la quantità totale di ghiaccio e neve. Il modello meteorologico prende in considerazione alcune variabili tra cui : le precipitazioni nevose, lo scioglimento della neve e del ghiaccio nudo, il ricongelamento dell'acqua di fusione e  il passaggio diretto da ghiaccio a vapore acqueo  ( sublimazione)  .Nel 2014,Il modello è stato migliorato  per tener conto del fatto che parte dell'acqua di fusione si ricongela nella neve, e di nuovo nel 2015 per tener conto anche della bassa percentuale di riflettività  della luce solare sul ghiaccio nudo rispetto ad una superficie innevata.Infine, è stato nuovamente aggiornato nel 2017 con una rappresentazione più avanzata della permeabilità e del ricongelamento dell'acqua di fusione. Allo stesso tempo, il periodo di riferimento  preso in considerazione è quello del  1981-2010. Con il nuovo aggiornamento, le nuove mappe, le cifre e i grafici si discosteranno dai grafici precedenti presentati nei rapporti  relativi alle  precedenti stagioni . Tutto ciò che appare nella pagina del dmi, è calcolato utilizzando lo stesso modello, in modo che tutti i grafici e i valori siano direttamente comparabili.











Le condizioni della calotta glaciale e del ghiaccio marino nell'Artico sono influenzate dalle condizioni atmosferiche. Il vento è la principale forza  responsabile del movimento del ghiaccio. Il vento che soffia sulla superficie superiore del ghiaccio marino provoca una forza di trascinamento sulla superficie del ghiaccio e  ne provoca la deriva .L'entità della forza dipende dalla velocità del vento e dalle caratteristiche della superficie del ghiaccio marino.   Una superficie di ghiaccio ruvido è influenzata maggiormente dal vento rispetto ad una superficie liscia . La temperatura determina, tra l'altro, anche la quantità di ghiaccio che potrebbe sciogliersi. I processi che influenzano la crescita e lo scioglimento del ghiaccio marino sono chiamati termodinamici. Quando la temperatura dell'oceano raggiunge il punto di congelamento dell'acqua salata (-1,8 gradi Celsius), il ghiaccio comincia a crescere. Quando la temperatura sale sopra il punto di congelamento, il ghiaccio comincia a sciogliersi.
In realtà, però, la quantità e i tassi di crescita e di scioglimento dipendono dal modo in cui il calore viene scambiato all'interno del ghiaccio marino, così come tra la parte superiore e inferiore del ghiaccio. Di seguito il grafico relativo all anomalia delle temperature rispetto ai valori medi del periodo 2004-2013, oltre alle attuali condizioni del vento riscontrate nel periodo : 21 ottobre - 25 ottobre 2020







Le condizioni della calotta glaciale e del ghiaccio marino nell'Artico sono influenzate dalle condizioni atmosferiche. Il vento è la principale forza  responsabile del movimento del ghiaccio. Il vento che soffia sulla superficie superiore del ghiaccio marino provoca una forza di trascinamento sulla superficie del ghiaccio e provoca la deriva del ghiaccio. L'entità della forza dipende dalla velocità del vento e dalle caratteristiche della superficie del ghiaccio marino.  Una superficie di ghiaccio ruvido è influenzata maggiormente dal vento rispetto ad una superficie liscia .La temperatura determina, tra l'altro, anche la quantità di ghiaccio che potrebbe sciogliersi. I processi che influenzano la crescita e lo scioglimento del ghiaccio marino sono chiamati termodinamici. Quando la temperatura dell'oceano raggiunge il punto di congelamento dell'acqua salata (-1,8 gradi Celsius), il ghiaccio comincia a crescere. Quando la temperatura sale sopra il punto di congelamento, il ghiaccio comincia a sciogliersi.
In realtà, però, la quantità e i tassi di crescita e di scioglimento dipendono dal modo in cui il calore viene scambiato all'interno del ghiaccio marino, così come tra la parte superiore e inferiore del ghiaccio. Di seguito il grafico che illustra le temperature (in C°) oltre che alle condizioni attuali del vento: 21 ottobre - 25 ottobre 2020








Anomalia delle precipitazioni - il grafico mostra la quantità di precipitazioni cadute al giorno rispetto ai valori medi del periodo 2004-2013. Le precipitazioni determinano un aumento della massa della calotta glaciale.   Periodo preso in esame: 21 ottobre - 25 ottobre 2020. In aggiunta, viene mostrato l'indice NAO. Si tratta di una misura della forza dei venti occidentali nell'Atlantico settentrionale. Quando l'indice è negativo, il flusso dei venti occidentali risulta   meno teso e più ondulato, aumentando le probabilità che il flusso d'aria più temperata  proveniente dalle medie e basse latitudini sia trasportato verso la Groenlandia meridionale.







http://polarportal.dk/en/greenland/surface-conditions/

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La temperatura della superficie marina comincia a presentare valori intorno allo 0° anche in quelle are in cui l estensione della banchisa risulta attualmente non presente. Ciò mi lascia pensare che nei prossimi giorni comincerà a formarsi il ghiaccio anche in tali aree.



http://ocean.dmi.dk/anim/index.php

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Nel frattempo continua a crescere l estensione della copertura nevosa  nell emisfero settentrionale



http://www-das.uwyo.edu/~geerts/cwx/notes/chap10/snow_monitor.html

50
Buonaserata  a tutti . Di seguito l aggiornamento relativo all estensione della banchisa artica.Dati e grafici  gentilmente concessi dal Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA)

https://ads.nipr.ac.jp/vishop/#/extent/&time=2020-03-08%2000:00:00
 
22/10/2020 : 5,263,107 km2  ,  + 70,966 km2    rispetto alla precedente estensione

23/10/2020 : 5,337,274 km2   ,  + 74,167 km2   rispetto alla precedente estensione

24/10/2020 : 5,481,384 km2   ,  + 144,110 km2   rispetto alla precedente estensione



2020(5,481,384 km2)
2019(6,132,780 km2 )+651,396        km2 rispetto al 2020
2016(6,602,186 km2)+1,120,802      km2 rispetto al 2020
2018(6,731,603 km2)+1,250,219      km2 rispetto al 2020
2007(7,020,156 km2)+1,538,772      km2 rispetto al 2020
2012(7,037,619 km2)+1,556,235      km2 rispetto al 2020
2011(7,077,760 km2)+1,596,376      km2 rispetto al 2020
2017(7,307,330 km2)+1,825,946      km2 rispetto al 2020
2010(7,550,131 km2)+2,068,747      km2 rispetto al 2020
2009(7,590,797 km2)+2,109,413      km2 rispetto al 2020
2015(7,841,460 km2)+2,360,076      km2 rispetto al 2020
2014(8,005,654 km2)+2,524,270      km2 rispetto al 2020
2013(8,067,410 km2)+2,586,026      km2 rispetto al 2020
2006(8,300,424 km2)+2,819,040      km2 rispetto al 2020
2005(8,333,989 km2)+2,852,605      km2 rispetto al 2020


media anni 2000(8,370,622 km2) 2,889,238       km2 rispetto al 2020
media anni 2010(7,235,393 km2) 1,754,009       km2 rispetto al 2020
media anni 1990(9,219,890 km2)+3,738,506      km2 rispetto al 2020
media anni 1980(9,445,225 km2)+3,963,841      km2 rispetto al 2020






Volume ghiaccio marino artico registrato nel giorno:24/10/2020





http://polarportal.dk/en/sea-ice-and-icebergs/sea-ice-thickness-and-volume/

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