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Autore Topic: inverno 2020, in Emilia-Romagna il più mite dal 1962  (Letto 183 volte)

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Offline ale81

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’inverno di quest´anno è tra i più miti degli ultimi sessant´anni. Prosegue la tendenza al riscaldamento climatico anche in Emilia-Romagna.L’inverno 2020 in Emilia-Romagna è stato il più mite dal 1962, a pari merito con quello del 2007. Risulta invece il più caldo in assoluto se si considera la media dei valori massimi giornalieri. Nel complesso gli inverni degli ultimi dieci anni (2011-2020) sono stati in media i più caldi rispetto ai cinque decenni precedenti.

L’inverno meteorologico appena finito (1 dicembre 2019 - 29 febbraio 2020) è stato tra i due più miti degli ultimi sessant´anni, con 6,0 °C di temperatura media regionale, il valore più alto dal 1962, pari solo all’inverno 2007 e di poco superiore ai 5,8 °C del 2014. La temperatura media invernale negli anni dal 1961 al 1990 era di 2,7 °C, contro i 4,1 °C degli ultimi dieci inverni (2011-2020), un cambiamento molto drastico.
Se consideriamo la media delle temperature massime giornaliere, pari a 10,3 °C, l’inverno 2019-2020 batte tutti gli altri nella serie dal 1962 e rappresenta quindi un record assoluto, superando il precedente valore dell’inverno 2007 (9,8 °C). Come riferimento si consideri che la media delle massime giornaliere invernali negli anni 1961-1990 era di circa 6 °C.

Tutti e tre i mesi invernali di quest’anno hanno contribuito a questo record, con dicembre 2019 primo assoluto della serie (5,7 °C) seguito da dicembre 2014 (5,5  °C). Gennaio 2020 è stato tra i 5 o 6 più caldi dal 1961, ma soprattutto febbraio 2020, con una temperatura media di 7.7 °C, ha nettamente superato il secondo della serie, febbraio 2014 (7 °C). Notevole lo scarto di febbraio 2020, +4 °C rispetto alla media 1961-1990 (3,7 °C).

Se in campo termico prevale la tendenza all’aumento dei valori, per le precipitazioni prevale in generale e soprattutto negli ultimi anni, la variabilità. L’inverno 2019-2020 ha avuto precipitazioni nettamente inferiori alle attese, circa 140 mm rispetto ad un valore medio (1962-2018) di ca. 210 mm, anche se lievemente superiori al precedente inverno 2018-2019 (124 mm). Asciutti sono stati anche gli inverni 2016-2017 (119 mm), 2011-2012 (104 mm), fino ai record negativi degli inverni 1989-1990 con 60 mm e 1991-1992 con 72 mm. Inverni recenti molto piovosi (o nevosi) sono stati invece il 2013-2014 con 352 mm, 2008-2009 (330 mm) e 2009-2010 con 335 mm.
Le anomalie termiche e pluviometriche osservate nella nostra regione sono la manifestazione locale di una anomalia climatica di notevole intensità osservata su tutta l’area Euro-Atlantica: nel corso dell’inverno appena trascorso il vortice polare artico ha assunto una intensità tra le più alte tra quelle osservate dal 1950. L’indice climatico che descrive come varia nel tempo l’intensità del vortice polare si chiama Oscillazione artica (pari alla differenza di pressione atmosferica tra l’Artico e le latitudini medio -basse). Nell´inverno appena trascorso il valore medio di questo indice è stato il secondo dal 1950, dopo l’inverno 1989, e a febbraio ha assunto il secondo valore mensile più alto osservato, dopo quello di gennaio 1993. Questa situazione barica ha generato una circolazione anomala con lo spostamento a nord del jet atlantico e della parte più consistente del gradiente termico nord-sud, con il conseguente confinamento delle perturbazioni di origine atlantica a nord delle Alpi, e comunque nelle regioni centro-settentrionali dell’Europa . Questa configurazione di larga scala ha causato anomalie pluviometriche positive di grande rilievo sull’Europa settentrionale e negative sul Mediterraneo, e anomalie termiche di notevole entità su gran parte della fascia latitudinale dell’emisfero Nord che va dai 50° N al Circolo polare artico, ad eccezione dell’Alaska e delle aree del Canada occidentale.

I dati riportati sono riferiti alla media regionale sull’Emilia-Romagna, localmente i dati possono subire variazioni anche notevoli.

Fonte: Osservatorio clima Arpae     https://www.arpae.it/dettaglio_notizia.asp?idLivello=32&id=11052


Capiamo di essere soli solo quando siamo di fronte a persone sbagliate, perché queste persone sono peggio della solitudine, non ti comprendono, non ascoltano i tuoi bisogni, sono vicine con il corpo ma lontane con l'anima.