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Autore Topic: nord est un disastro ambientale ed economico senza precedenti  (Letto 306 volte)

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Offline ale81

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  • Morire non è nulla; non vivere è spaventoso.
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Buona giornata a tutto il forum di meteodue.Sono passati alcuni giorni dalla tempesta che ha stravolto la vita di molte persone causando danni ambientali ed economici indicibili.
Di seguito il resoconto di quanto accaduto attraverso la descrizione dettagliata fornita dal giornalista Angelo Romano di valigia blu
 
È come se fosse passata una guerra», racconta a Tgr Veneto Raffaella Gabrielli, giornalista del Gazzettino, che vive a Colle Santa Lucia, uno dei Comuni colpiti dalla tempesta di vento e dalle piogge che hanno devastato un’area di 5mila chilometri quadrati, che va dal Monte Grappa alla Val di Fassa, toccando Trentino Alto-Adige, Veneto e Friuli Venezia-Giulia fino al confine con l’Austria. Secondo il Pefc Italia (che si occupa della certificazione forestale) "in un giorno sono stati abbattuti tanti alberi quanti se ne abbattono in tutta Italia in un anno di attività selvicolturale, per una quantità di circa otto milioni di metri cubi di legno”. Solo nel Trentino sarebbero stati persi 1,5 milioni di metri cubi di legno, quantità di poco inferiori in Alto Adige, Veneto e in Friuli Venezia Giulia (Carnia, Dolomiti Friulane, Cansiglio).

Le raffiche di vento andavano dagli 80 ai 190 chilometri orari e, prosegue Gabrielli, «hanno scoperchiato case, buttato giù fienili. Tutte le strade chiuse, paesi isolati, (...) alberi completamente rasi al suolo, boschi interi rasi al suolo. Lì ci sono i volontari che sicuro stanno lavorando. Chi non ha il generatore è al buio da lunedì pomeriggio. A Selva di Cadore manca l’acqua. So che Arabba è stata sommersa dal fango. A Rocca Piétore è sparito l’acquedotto».

Rocca Piétore, Livinallongo del Col di Lana, Arabba, Selva di Cadore, tutti piccoli Comuni e frazioni ai piedi di passi come il Pordoi, la Marmolada, le Tre Cime di Lavaredo, strade e sentieri che sono entrati nelle nostre case anche attraverso le immagini del Giro d’Italia. Un paesaggio, patrimonio dell’Unesco, che è stato devastato e completamente mutato dalle frane, dagli smottamenti, dalle piene dei fiumi che hanno inondato le valli da lunedì 29 ottobre in poi.https://twitter.com/twitter/statuses/1058429787255955457
Oggi, a cinque giorni di distanza, quel che si presenta agli occhi è surreale. Abbondano le metafore che cercano di umanizzare i segni della devastazione. «Una pettinata» la definisce al Corriere del Veneto Raffaele Cavalli, docente di utilizzazioni forestali all’Università di Padova. «Gli alberi caduti seguono una sorta di geometria, disegnano linee curve. Si trovano soprattutto nei culmini inferiori delle valli, dove c’è meno terreno a disposizione delle radici», spiega il professore. Per un soccorritore giunto a Sottoguda, piccolissima frazione di Rocca Piétore, sotto la Marmolada, i pini caduti sembrano «sparpagliati come i bastoncini dello Shangai». Bastoncini alti, però, quindici metri che solo l’esercito arrivato da Belluno è riuscito a spostare,  Marco Bonet sempre sul Corriere del Veneto. https://www.corriere.it/cronache/18_novembre_02/dolomiti-vento-190-km-all-ora-boschi-distrutti-paesi-isolati-1c3e0560-de2c-11e8-8216-3f7e282dea98.shtml?refresh_ce-cp

La provincia di Belluno come era fino a domenica scorsa non esiste più, scriveva giovedì Marcella Corrà che giorno per giorno sta seguendo sul Corriere delle Alpi quanto sta accadendo. “La Valle di San Lucano, gioiello Unesco, è distrutta, cancellata nelle sue caratteristiche ambientali e idrogeologiche. Le immagini sono chiare in questo senso. Interi boschi della Val Visdende, del Cansiglio, dell'Agordino, del Feltrino sono stati rasi al suolo, portandosi dietro i cavi della corrente elettrica di Enel e di Terna”.blob:
 In Val di Fiemme e nella val Visdende, sono stati spazzati via gli abeti rossi, utilizzati per violini di pregio, nella foresta del Cansiglio sono stati divelti i faggi “da remi”, già recuperati dalla Serenissima per la sua flotta. E sull’altopiano di Asiago, dove sono stati abbattuti centinaia di migliaia di alberi, c’è chi ricorda i bombardamenti della Prima Guerra Mondiale.
https://youtu.be/OkkhvLd0LOs
Intervenuto durante la trasmissione di Rai Radio 1 “Radio anch’io”, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha denunciato le enormi difficoltà in cui si trova il Veneto e l’area del bellunese in particolare da almeno una settimana: «Siamo in ginocchio, abbiamo già previsto la chiusura di tutte le scuole. Ho chiesto già domenica scorsa l’intervento della protezione civile nazionale quando ancora c’era una situazione di calma totale. Ho chiesto agli istituti di credito dei finanziamenti speciali e di sospendere le rate dei mutui. Ho chiesto al Governo di procrastinare tutto il procrastinabile».
https://www.facebook.com/zaiaufficiale/videos/746034012418363/
Ho riportato per questione di tempo solo una parte dell articolo.
Per ulteriori approfondimenti vi riporto il link del siti valigia blu https://www.valigiablu.it/trentino-friuli-veneto-maltempo/amp/?__twitter_impression=true


Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca priva di applausi.
(Charlie Chaplin)

Offline ..::federico::..

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Inquietante scherzo del destino.

Offline tommy80

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Fa male al cuore... 😢

Offline Stevesylvester

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Terrificante. E speriamo non debba aumentare il numero delle vittime via via che si procede in quello scempio. A noi e' andata bene, se la saccatura avesse avuto asse pieno N-S e avessimo avuto tutto il prefrontale previsto, si rischiava un nuovo 1966.

Offline Pyntakx

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Questi giorni terribili hanno dimostrato che non si dovrebbe mai smettere di apprezzare il sole e il bel tempo in generale, perché se a fine ottobre non partiva quel blocco in ATL e il getto rimaneva bello teso W-E con alta pressione ben stabile sul nostro Paese ci saremmo risparmiati più di 20 morti e i disastri che ha fatto in Liguria, nel Lazio, in Sicilia e nel Triveneto. Adesso che arrivi un inverno bello stabile e mite perché anche un inverno "normale" sarebbe decisamente fuori luogo dopo quello che hanno combinato queste perturbazioni "killer".

Offline Nucleo89

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Questi giorni terribili hanno dimostrato che non si dovrebbe mai smettere di apprezzare il sole e il bel tempo in generale, perché se a fine ottobre non partiva quel blocco in ATL e il getto rimaneva bello teso W-E con alta pressione ben stabile sul nostro Paese ci saremmo risparmiati più di 20 morti e i disastri che ha fatto in Liguria, nel Lazio, in Sicilia e nel Triveneto. Adesso che arrivi un inverno bello stabile e mite perché anche un inverno "normale" sarebbe decisamente fuori luogo dopo quello che hanno combinato queste perturbazioni "killer".

Eh sì, il tuo ragionamento non fa una piega. Allora dovremmo rimanere sotto alta pressione in eterno, così i danni non li farebbe nessuno, se non fosse che da qualche parte in Africa probabilmente non la pensano allo stesso modo. Ci vuole rispetto per le vittime di questa tragedia, ma dare la colpa sempre al clima impazzito è antiscientifico oltrechè fuori luogo. I drammi come questi sono sempre esistiti e ci dimostrano semmai la fragilità del nostro paese e la poca cura che gli abbiamo dedicato in questi anni.