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Autore Topic: Autunno, quello che eri...  (Letto 272 volte)

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Offline Nix ci vede lungo

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Autunno, quello che eri...
« il: Ottobre 24, 2018, 03:20:48 pm »
Sono nato in un'epoca di suo tendente al caldo. Già nel mio umile passato di (quasi) trentenne avevo visuuto periodi caldi, talora anche allarmanti (ottobre 2001, autunno 2006, tanto per citarne un paio). Ma, dopo che il caldo si era "sfogato" (per es. nel 2003) si rientrava sempre in binari che tutto sommato rispettavano il clima solito.
Queste nefandezze calde sono aumentate negli anni successivi, diventate sempre più frequenti, fino a un punto in cui praticamente si susseguono senza soluzione di continuità. Viviamo eternamente in un mare fatto di caldo continuo e di sopramedia. Il clima ogni tanto concede un po' di normalità per 1-2 mesi, ma immediatamente ce la fa pagare con periodi caldi ancora più lunghi e più intensi.
Oggi, aprendo la cartina realtime e vedendo i 27 gradi nella mia Briona e addirittura diversi 30-31 sparsi tra Lombardia ed Emilia, non sono nemmeno più riuscito a preoccuparmi.
La trasfigurazione climatica è talmente clamorosa, che è diventata perfino più preoccupante l'assuefazione al caldo, del caldo stesso.
Ci si scandalizzò nel 2001 per quel weekend di metà mese a +25+26 gradi  (stragiustamente!). Ora, il 24 ottobre, con trentelli a profusione, quasi il fenomeno passa inosservato o comunque non adeguatamente risaltato. Ma non voglio nemmeno finire sugli stessi dibattiti sul clima che cambia, su di chi è colpa, su cosa potremmo o non potremmo fare.

E' frustrante però vedere come l'estate ormai si sia mangiata completamente l'intero  periodo che va da aprile a ottobre. Praticamente viviamo ormai due estati in un anno... mezzo anno con caratteristiche estive.. sei mesi di caldo, di sempre 2-3 di caldo mai visto prima (al posto di quella che era un tempo la "vera" estate).

Ma voi ve le ricordate le antiche sensazioni che ci regalava l'arrivo dell'autunno inoltrato?
Il sole aranciato e radente del pomeriggio, l'esplosione di  colori delle piante, che si macchiavano d gialli-rossi-dorati-bruni in un trionfo cromatico commovente, le prime mattine decisamente frizzanti con anche i primi veli di brina sulle campagne, giornate cupe e piovose (che talora si  trasformavano in giornate fortemente tempestose con vento e forti rovesci), le prime nebbie ovattate, le prime sventagliate favoniche intense...
Emozioni, che ora vengono distrutte di anno in anno. Il Sole sembra quello di agosto, le piante sono ancora quasi tutte verdi se non sulla cima delle alture, mattine frizzanti solo se bevi l'acqua gasata, brina non ne parliamo, minime a doppia cifra, piogge zero, nebbie ancor meno e ora... pure i trentelli e la gente al lago a farsi il bagno e a prendere il Sole come se fossimo in una spiaggia di Copacabana.

Probabilmente gli sprovveduti gioiranno di questi scempi. La Natura no. Gli equilibri e i meccanismi fisiologicamente "rodati" per secoli-millenni-decine di migliaia di anni, dopo lo Younger Dryas, sono saltati tutti per colpa nostra. Le antiche gioie, l'antico benessere, il mistico piacere dell'attesa dell'inverno? Estinti

Fa caldo a Briona. 27 gradi. Si gira in canottiera. Fa caldo
Non male per essere il 2 di agosto


Gli ultimi anni sanciscono la definitiva sconfitta dei negazionisti del global warming, e di chi sosteneva che le T sarebbero scese (uahuahuah).
IPCC win, Nix win