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Autore Topic: Global Warming e cambiamenti climatic  (Letto 41910 volte)

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #400 il: Maggio 05, 2019, 03:43:23 pm »
Trend degli oceani settentrionali per decade



Anche i mari attorno all'Antartide registrano una tendenza progressiva al raffreddamento da qualche decennio..

1)Meteorologia e climatologia fanno parte della stessa scienza ma sono due materie completamente differenti. 2) quelli dell'agw convinti, se la suonano e se la cantano un po' a piacimento, dice:piove di meno, no, piove di più ma in maniera diversa, fa freddo in maniera diversa, così come caldo, così come il vento, una tromba d'aria ..dice...chiamalo "climatechange"

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #401 il: Maggio 25, 2019, 12:49:24 am »
Attività solare

Altra serie di giorni spotless, salvo apparizioni di piccole regioni di modesta entità
Solar flux 66  :o
Solar wind 337 km/s

1)Meteorologia e climatologia fanno parte della stessa scienza ma sono due materie completamente differenti. 2) quelli dell'agw convinti, se la suonano e se la cantano un po' a piacimento, dice:piove di meno, no, piove di più ma in maniera diversa, fa freddo in maniera diversa, così come caldo, così come il vento, una tromba d'aria ..dice...chiamalo "climatechange"

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #402 il: Maggio 25, 2019, 12:57:52 am »
Forte eruzione in Indonesia sul vulcano Sinabung, con cenere e gas a 15,2 Km slm nella tarda serata di ieri(24 maggio 2019)
fonte: Volcano Discovery

https://www.volcanodiscovery.com/volcanoes/today.html
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #403 il: Maggio 28, 2019, 05:23:01 pm »
Sinabung (Indonesia) 27/5/2019
continua l'attività eruttiva esplosiva



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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #405 il: Giugno 09, 2019, 11:29:57 pm »
Sinabung foto di oggi 9/6/2019
Eruzione esplosiva e flussi piroclastici




Continua la fase di large eruption con colonna di cenere alta 9 Km slm (utlimo agg)
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #406 il: Giugno 15, 2019, 10:33:41 am »
Eruzione esplosiva ieri (14 Giu) sul vulcano Popocatepetl in Messico
la colonna di cenere ha raggiunto un'altitudine di 9,8 Km slm



fase eruttiva ancora in corso
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #407 il: Giugno 17, 2019, 05:18:46 pm »
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #408 il: Giugno 22, 2019, 02:51:08 pm »
Vulcano Raikoke (Kamchatka, Russia)  eruzione esplosiva insapettata,  21/06/2019
cenere e materiale vulcanico a 13,1 Km di altitudine.

Image by Esa della So2 in direzione del Pacifico, spinta da forti venti





https://watchers.news/2019/06/22/raikoke-volcano-eruption-june-2019/
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #409 il: Giugno 22, 2019, 07:05:36 pm »
Image by nasa



Eruzione major ancora in corso
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #410 il: Giugno 23, 2019, 04:00:26 pm »
Colonna di So2  dopo l'eruzione del Raikoke



ecco l'isolotto vulcanico Raikoke nelle kuriles Island(Russia)



eruzione ancora in corso, pennacchio a 10,5 Km
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #411 il: Giugno 26, 2019, 01:10:58 pm »
Eruzione al vulcano Ulawun (Papua Nuova Guinea)
pennacchio di cenere e gas ea 19 Km slm

https://www.volcanodiscovery.com/ulawun/news/82291/Ulawun-volcano-New-Britain-Papua-New-Guinea-activity-update-Major-subplinian-eruption-ash-to-at-leas.html

l'attività solare molto bassa sta risvegliando parecchi vulcani attivi
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #412 il: Giugno 26, 2019, 06:25:37 pm »
Foto dell'eruzione del Ulawun



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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #413 il: Giugno 26, 2019, 11:55:14 pm »
Continua l'eruzione sul vulcano Ulawan con cenere vulcanica suddivisa in due tronconi dai forti venti in quota, uno con base larga a 17 Km con direzione sud e l'altro in direzione est, con movimento più rapido, ad un altezza di 20 Km (63000 ft)
Forti flussi piroclastici, evacuate in tempo ieri le persone nelle vicinanze.

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #414 il: Giugno 27, 2019, 11:31:30 pm »
Ecco l'immagine di oggi della So2 (biossido di zolfo) dopo l'eruzione del vulcabno Raikoke(Kuriles Islands, Kamchatka, Russia) del 21 Giugno scorso

Significativa immissione ad un altitudine compresa tra 9 e 13 Km, nella bassa stratosfera



Intanto nella giornata odierna l'attività del  vulcano Ulawun(New Britain, Papua Nuova Guinea) ha ridotto seppur non del tutto la sua attività esplosiva
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #415 il: Giugno 30, 2019, 12:45:52 am »
Intanto  nella giornata di venerdì 28 Giugno anche il vulcano Manam in Papua N. Guinea è tornato ad eruttare con cenere e gas a 15 Km di altitudine, non molto distante dal vulcano Ulawun
ecco l'immagine presa da Sentinel5 della so2(biossido di zolfo)



Manam 28 Giugno

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #416 il: Luglio 01, 2019, 10:42:46 pm »
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #417 il: Luglio 03, 2019, 11:24:50 pm »
Vulcano Sabancaya (Perù)   in corso fase eruttiva da Nov 2016  oggi ha registratola giornata con maggiori eslosioni intermittenti, con colonna eruttiva che ha superato i 9 Km di altitudine slm. sopra le Ande meridionali.

La fase è in corso ma è già stata confermata come VEI 3, secondo volcano.si.edu.

https://electroverse.net/sabancaya-volcano-tongue-of-fire-blows-to-at-least-30000-feet-9-1-km/


Esplosioni vulcaniche esplosive innescate dai raggi cosmici: vulcano come camera a bolle
Astratto:

Vulcani con magma ricco di silice e altamente viscoso tendono a produrre violente esplosioni esplosive che provocano disastri nelle comunità locali e che influenzano fortemente l'ambiente globale. Abbiamo esaminato i tempi di 11 eventi eruttivi che hanno prodotto magma ricco di silice da quattro vulcani in Giappone (Monte Fuji, Monte Usu, Myojinsho e Satsuma-Iwo-jima) negli ultimi 306 anni (dal 1700 dC all'ANNUNCIO 2005). . Nove degli 11 eventi si sono verificati durante le fasi inattive dell'attività solare magnetica (minimo solare), che è ben indicizzata dal numero di macchie solari del gruppo. Questa forte associazione tra i tempi di eruzione e il minimo solare è statisticamente significativa per un livello di confidenza del 96,7%. Questa relazione non è osservata per le eruzioni da vulcani con magma relativamente povero di silice, come Izu-Ohshima. È noto che il flusso dei raggi cosmici è correlato negativamente con l'attività del sole, poiché il forte campo magnetico nel vento solare respinge le particelle cariche come i raggi cosmici galattici che provengono dall'esterno del sistema solare. La forte correlazione negativa osservata tra i tempi di eruzioni di silice e l'attività solare può essere spiegata dalle variazioni nel flusso dei raggi cosmici derivanti dalla modulazione solare. Poiché il magma ricco di silice ha una tensione superficiale relativamente elevata (simile a 0,1 Nm (-1)), la velocità di nucleazione omogenea è talmente bassa che tale magma esiste in uno stato altamente supersaturo senza notevole risoluzione, anche quando si trova relativamente vicino alla superficie, all'interno del raggio di penetrazione dei muoni dei raggi cosmici (1-10 GeV). Questi muoni possono contribuire alla nucleazione nel magma supersaturo, come documentato da molti autori che studiano una camera a bolle, attraverso la perdita di ionizzazione. Questa nucleazione indotta da radiazioni può portare all'estrazione pre-eruttiva di H2O nel magma ricco di silice. Notiamo la possibilità che il Monte del 1991 L'eruzione di Pinatubo è stata innescata dallo stesso meccanismo: un aumento del flusso dei raggi cosmici innescato dal Typhoon Yunya, in quanto una diminuzione della pressione atmosferica determina un aumento del flusso dei raggi cosmici. Inoltre ipotizziamo che l'evento Terra delle palle di neve sia stato innescato da successive eruzioni vulcaniche su larga scala innescate dall'aumento del flusso dei raggi cosmici a causa delle vicine esplosioni di supernova. (C) 2010 International Association for Gondwana Research. Pubblicato da Elsevier BV Tutti i diritti riservati.
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #418 il: Luglio 07, 2019, 11:35:44 pm »
https://electroverse.net/multiple-all-time-low-temperature-records-set-across-germany/

ma nessuno, al contrario dei 3 giorni della settimana precedente,  l'ha sillabato...  ::) :) :)
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #419 il: Luglio 09, 2019, 02:44:34 pm »
Ecco la So2 (anidride solforica o biossido di zolfo) in giro per il globo in stratosfera, dopo le ultime eruzioni dei vulcani asiatici Raikoke(Kamchatka) e Ulawun (New Britain)  nel mese scorso

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #420 il: Luglio 10, 2019, 04:42:37 pm »
Di seguito viene  pubblicata la lettera aperta, iniziata da Roberto Buizza(https://www.santannapisa.it/it/roberto-buizza) il 3 luglio 2019, e al 7 luglio firmata da 205 persone di scienza e cultura, tra cui moltissimi esperti di fisica del sistema Terra e del clima, e supportata e firmata da SISC, la Società Italiana Scienze del Clima.(http://www.sisclima.it/?lang=en)



Al Presidente della Repubblica

Al Presidente del Senato

Al Presidente della Camera dei Deputati Al Presidente del Consiglio dei Ministri

7 luglio 2019

IL RISCALDAMENTO GLOBALE È DI ORIGINE ANTROPICA

È urgente e fondamentale affrontare e risolvere il problema dei cambiamenti climatici. Chiediamo che l’Italia segua l’esempio di molti paesi Europei, e decida di agire sui processi produttivi ed il trasporto, trasformando l’economia cosi da raggiungere il traguardo di ‘zero emissioni nette di gas serra’ entro il 2050.

Tale risultato deve essere raggiunto per i seguenti motivi:

Dati osservati provenienti da una pluralità di fonti dicono che il sistema Terra è oggi sottoposto a variazioni climatiche molto marcate che stanno avvenendo su scale di tempo estremamente brevi;
Le osservazioni indicano chiaramente che le concentrazioni di gas serra in atmosfera, quali l’anidride carbonica e il metano, sono in continua crescita, soprattutto a partire dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale, in seguito ad un utilizzo sempre più massiccio di combustibili fossili e al crescente diffondersi di alcune pratiche agricole, quali gli allevamenti intensivi;
Le misure dell’aumento dei gas-serra e delle variazioni del clima terrestre, primaria fonte di informazioni quantitative sulla realtà, confermano ciò che la fisica di base ci dice e quanto i modelli del sistema Terra indicano: le attività antropiche sono la causa principale dei cambiamenti climatici a scala globale cui stiamo assistendo;
Migliaia di scienziati che studiano il clima del sistema Terra e la sua evoluzione, e le attività umane concordano sul fatto che ci sia una relazione di causa ed effetto tra l’aumento dei gas serra di origine antropica e l’aumento della temperatura globale terrestre, come confermato dai rapporti dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che riassumono i risultati pubblicati dalla comunità scientifica globale;
I modelli numerici del sistema Terra basati sulle leggi della fisica sono gli strumenti più realistici che abbiamo a disposizione per studiare il clima, per analizzare le cause dei cambiamenti climatici osservati e per stimare possibili scenari di clima futuro; questi modelli sono sempre più affidabili grazie all’accrescimento della rete di osservazioni utilizzate per validare la loro qualità, al miglioramento della nostra conoscenza dei fenomeni che influenzano il clima e alla disponibilità di risorse computazionali ad alte prestazioni;
L’esistenza di una variabilità climatica di origine naturale non può essere addotta come argomento per negare o sminuire l’esistenza di un riscaldamento globale dovuto alle emissioni di gas serra; la variabilità naturale si sovrappone a quella di origine antropica, e la comunità scientifica possiede gli strumenti per analizzare entrambe le componenti e studiare le loro interazioni;
Gli scenari futuri “business as usual” (cioè in assenza di politiche di riduzione di emissioni di gas serra) prodotti dai tutti i modelli del sistema Terra scientificamente accreditati, indicano che gli effetti dei cambiamenti climatici su innumerevoli settori della società e sugli ecosistemi naturali sono tali da mettere in pericolo lo sviluppo sostenibile della società come oggi la conosciamo, e quindi il futuro delle prossime generazioni
Devono essere pertanto intraprese misure efficaci e urgenti per limitare le emissioni di gas serra e mantenere il riscaldamento globale ed i cambiamenti climatici ad esso associati al di sotto del livello di pericolo indicato dall’accordo di Parigi del 2015 (mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2 °C rispetto ai livelli pre-industriali, e perseguire sforzi volti a limitare l’aumento di temperatura a 1,5 °C);
 

Queste conclusioni sono basate su decine di migliaia di studi condotti in tutti i paesi del mondo dagli scienziati più accreditati che lavorano sul tema dei cambiamenti climatici. È su queste conclusioni che vanno prese decisioni importanti per la lotta ai cambiamenti climatici piuttosto che su documenti, come la lettera datata 17 giugno e firmata da un gruppo formato quasi esclusivamente da non-esperti sulla scienza dei cambiamenti climatici (come comprovato dai loro curricula di pubblicazioni scientifiche in riviste internazionali), in cui è stato messo in discussione con argomentazioni superficiali ed erronee il legame tra il riscaldamento globale dell’era post-industriale e le emissioni di gas serra di origine antropica.

Concludiamo riaffermando con forza che il problema dei cambiamenti climatici è estremamente importante ed urgente, per l’Italia come per tutti i paesi del mondo. Politiche tese alla mitigazione e all’adattamento a questi cambiamenti climatici dovrebbero essere una priorità importante del dibattito politico nazionale per assicurare un futuro migliore alle prossime generazioni.

 

Comitato promotore:

Buizza, Roberto (Fisico/matematico, Prof. Ordinario di Fisica, Scuola Superiore Sant’Anna Pisa) – Iniziatore
Abelli, Simone (Fisico/Meteorologo, Centro Meteo Expert, Milano)
Adamo, Claudia (Fisico dell’Atmosfera; RAI)
Ambrosio, Luigi (Professore ordinario di Analisi Matematica, Scuola Normale Superiore, Pisa)
Andreani, Lucio (Prof. Ordinario di Fisica, Università degli Studi di Pavia)
Artale, Vincenzo (Fisico, ENEA Frascati, Roma)
Bacaro, Giovanni (Biologo, Università di Trieste)
Baldi, Marina (Fisico/Climatologo CNR, Roma)
Balzani, Vincenzo (Professore Emerito di Chimica, Università di Bologna)
Barbante, Carlo (Chimico, paleoclimatologo, Prof Ordinario Università Ca’Foscari Venezia)
Barbone, Luigi (Meteorologo, Generale dell’Aeronautica Militare)
Bardi, Ugo (Chimico Fisico, Docente Università di Firenze)
Brattich, Erika (isico dell’atmosfera, ricercatore, Dipartimento di Fisica e Astronomia, Università di Bologna, Bologna)
Bellucci, Alessio (Climatologo, Ricercatore, Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici)
Bernardini, Livio (Fisico, CETEMPS, L’Aquila)
Bigano, Andrea (Economista, Euro-Mediterranean Center on Climate Change | Ca’ Foscari University of Venice RFF-CMCC European Institute on Economics and the Environment EIEE, Milano)
Bindi, Marco (Agroclimatologo, Prof. Ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee, Università degli Studi di Firenze)
Bollini, Gabriele (Urbanista, Dip. di Ingegneria, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia)
Bonasoni, Paolo (Fisico, Istituto Scienze dell’Atmosfera e del Clima CNR/ISAC, Bologna
Bonaventura, Luca (Matematico, Professore associato di Analisi Numerica, Politecnico di Milano)
Boscolo, Roberta (Fisico/oceanografo, science officer, World Meteorological Organizatio, Svizzera)
Bozzo, Alessio (Fisico, Euroepan Organisation for the Exploitation of Meteorological Satellites EUMETSAT, Darmstadt, Germania)
Brunetti, Michele (Fisico/climatologo, CNR/ISAC, Bologna)
Budillon, Giorgio (Ordinario di Oceanografia e Fisica dell’Atmosfera. Università degli Studi di Napoli “Parthenope”)
Buontempo, Carlo (Fisico, European Centre for Medium-Range Weather Forecasts ECMWF, Reading UK)
Buzzi, Andrea (Fisico dell’Atmosfera, Associate senior scientist, Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima – CNR-ISAC)
Cacciamani, Carlo (Fisico, Dipartimento Protezione Civile, Roma)
Cafaro, Carlo (Matematico/Meteorologo, Ricercatore, University of Reading)
Cagnazzo, Chiara (Fisico, CNR/ISMAR Roma)
Camerlenghi, Angelo (Dirigente di ricerca, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale OGS Trieste)
Canu, Donata (Oceanografa/Scienziata Ambientale, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale OGS Trieste)
Capecchi, Valerio (Matematico, ricercatore Consorzio LaMMA – Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile, Firenze)
Capolongo, Domenico (Geologo, professore associato di Geografia Fisica e Geomorfologia, Università degli studi di Bari – Aldo Moro)
Cappa, Stefano F. (Medico, professore di neurologia IUSS Pavia)
di Carlo, Piero (Fisico dell’Atmosfera, Associato di Fisica, Università ‘G. d’Annunzio’ di Chieti-Pescara)
Carrosio, Giovanni (Sociologo dell’Ambiente, Università di Trieste)
Caserini, Stefano (Prof. a contratto, docente di Mitigazione dei Cambiamenti climatici al Politecnico di Milano)
Cassardo, Claudio (Fisico/meteorologo/scienziato del clima, Prof. Di Fisica dell’atmosfera, Università di Torino “Alma Universitas Taurinorum”)
Castellari, Sergio (Fisico, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia; ora distaccato alla European Environment Agency, EEA Copenaghen)
Castelletti, Andrea (Prof. Associato di Gestione delle Risorse Naturali, Politecnico di Milano)
Cherchi, Annalisa (Fisico/climatologo, INGV, Bologna)
Ciarlo, James (Fisico del clima, International Centre for theoretical Physics, Trieste)
Cimini, Domenico (Fisico, Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale, CNR, Potenza)
Cioffi, Francesco (Docente di Meccanica dei fluidi e Idroclimatologia, Prof. Associato, DICEA, Università di Roma ‘ La Sapienza)
Colleoni, Florence (Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, Trieste)
Colucci, Renato (Glaciologo e geomorfologo, CNR-ISMAR Trieste, Docente di glaciologia presso Università di Trieste)
Comoretto, Gianni (Astronomo associato – INAF-Osservatorio Astrofisico di Arcetri)
Coppola, Erika (Fisico, International Center for Theoretical Physics, Trieste)
Corti, Susanna (Fisico, Istituto Scienze dell’Atmosfera e del Clima CNR/ISAC, Bologna)
Curci, Gabriele (Ricercatore, Dipartimento di Scienze Fisiche e Chimiche – CETEMPS, L’Aquila)
Dalmonte, Barbara (Paleoclimatologa Polare, Ricercatrice Universitaria, Università degli Studi di Milano-Bicocca)
Danieli, Lorenzo (Fisico, meteorologo Centro Epson Meteo – Meteo Expert)
Davini, Paolo (Fisico, Istituto Scienze dell’Atmosfera e del Clima/CNR, Torino)
Decesari, Stefano (chimico dell’atmosfera, Istituto Scienze dell’Atmosfera e del Clima CNR/ISAC, Bologna)
Dell’Acqua, Matteo (Genetista, Ricercatore in Genetica Agraria, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa)
De Guttry, Andrea (Giurista, Ordinario di Diritto Internazionale e Direttore dell’Istituto DIRPOLIS, Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa)
Della Volpe, Claudio (Chimico-Fisico, prof. Associato di Chimica fisica Applicata, Università di Trento)
Di Francesco, Michele (Prof. Ordinario di Logica e Filosofia della scienza, Scuola Universitaria Superiore IUSS Pavia)
Di Girolamo, Paolo (Fisico; Prof. Associato, Univ. degli Studi della Basilicata, Potenza)
Di Liberto, Luca (Fisico, ricercatore ISAC CNR)
Dipierro, Giovanni (Fisico/Meteorologo, Meteo Expert)
Di Sante, Fabio (Fisico ambientale, International Centre for Theoretical Physics, Trieste)
Dosio, Alessandro (Fisico, autore IPCC, European Commission Joint Research Centre (partecipa alla petizione a titolo personale e non in rappresentanza della sua istituzione)
Dragani, Rossana (Fisico, European Centre for Medium-Range Weather Forecasts ECMWF, Reading UK)
Emdin, Michele (Professore Associato, Malattie dell’Apparato Cardiovascolare, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa)
Facchini, Maria Cristina (Chimico, Direttore CNR/ISAC Bologna)
Falsini, Sara (Biologo, Dipartimento di Chimica “Ugo Schiff” & INSTM, University of Florence)
Fantini, Maurizio (Fisico, ISAC-CNR, Bologna)
Fermeglia, Maurizio (Ingegnere, Rettore uscente, Università di Trieste)
Farneti, Riccardo (Fisico, International Center for Theoretical Physics, Trieste)
Ferranti, Laura (Fisico, European Centre for Medium-Range Weather Forecasts ECMWF, Reading UK)
Ferrarese, Silvia (Fisico, Università di Torino)
Ferrero, Enrico (Fisico dell’Atmosfera , Università del Piemonte Orientale e ISAC/CNR)
Ferretti, Rossella (Fisico, Università dell’Aquila)
Ferri, Massimo (Fisico, già dirigente del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare)
Flandoli, Franco (Pofessore ordinario di Probabilità e Statistica, Scuola Normale Superiore Pisa)
Fua, Daniele (Fisico già Professore Associato di Fisica dell’Atmosfera Università ‘la Sapienza’ Roma)
Fuzzi, Sandro (Chimico, Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima, CNR, Bologna)
Gaetani, Marco (Fisico, Scuola Universitaria Superiore IUSS Pavia, Italia)
Galatolo, Stefano (Matematico, Università di Pisa)
Galbiati, Flavio (Fisico Meteorologo, Meteo Expert)
Gallina, Valentina (Climatologa, OSMER ARPA-FVG)
Gatto, Marino (Professore ordinario di Ecologia, Politecnico di Milano)
Gentile, Sabrina (Fisico, Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale, CNR, Potenza)
Gerosa, Giacomo Alessandro (Micrometeorologo ed ecofisiologo, professore associato di Fisica dell’atmosfera, Università Cattolica del Sacro Cuore, Brescia)
Ghelli, Anna (Fisica, European Centre for Medium-Range Weather Forecasts, UK)
Ghemardi, Grazia (Prof. Ordinario di Ingegneria sanitaria-ambientale, Università di Modena e Reggio Emilia)
Ghezzi, Gioia (Fisico, European Institute for Innovation and Technology)
Giacomin, Serena (Fisica, meteorologa e climatologa Meteo Expert)
Giannini, Gianrossano (Fisico, Università di Trieste)
Giorgi, Filippo (Fisico del Clima, International Center for Theoretical Physics, Trieste)
Giovannini, Lorenzo (Ricercatore di Fisica dell’Atmosfera, Università di Trento)
Giuliani, Graziano (Fisico, Software Engineer, International Center for Theoretical Physics, Trieste)
Gozzini, Bernardo (Climatologo, IBE/CNR, Amministratore Unico Consorzio LaMMA, Firenze)
Giacomo Grassi (senior scientist, Joint Research Centre, European Commission, Ispra, Varese; autore IPCC; partecipa alla petizione a titolo personale e non in rappresentanza della sua istituzione)
Giuliacci, Andrea (Fisico/Meteorologo; Prof a contratto, docente di Fisica dell’Atmosfera presso Università Milano-Bicocca)
Grasso, Marco (Professore Associato, Politiche dei cambiamenti climatici, Università degli Studi di Milano-Bicocca)
Grazzini, Federico (Ricercatore/meteorologo, LMU- München/ARPAE-SIMC Bologna)
Grossi, Giovanna (ingegnere, Prof. Associato di costruzioni idrauliche, Università degli studi di Brescia)
Grosso, Mario (Mario Grosso (Ingegnere, Professore Associato di Gestione e Trattamento dei Rifiuti Solidi, Politecnico di Milano)
Gualdi, Silvio (Fisico; Centro Mediterraneo Cambiamenti Climatici CMCC, Bologna)
von Hardenberg, Jost (Fisico, Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima, Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR/ISAC, Torino)
Iannuccilli, Maurizio (Geografo, Istituto di Bioeconomia CNR-IBE, Firenze – ex Istituto di Biometeorologia CNR-IBIMET)
Iocca, Francesco (Matematico/meteorologo – Centro Funzionale Regione Marche)
Kucharski, Fred (Fisico, International Center for Theoretical Physics, Trieste)
Laio, Francesco (Ingegnere Ambientale, Prof. Ordinario di Idrologia, Politecnico di Torino)
Leonesi, Stefano (Meteorologo, Centro Operativo di Agrometeorologia, ASSAM)
Levizzani, Vincenzo (Fisico, Dirigente di Ricerca, Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima CNR/ISAC, Bologna)
Libralato, Simone (Scienziato ambientale, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale OGS, Trieste)
Lionello, Piero (Professore Ordinario di Oceanografia e Fisica dell’Atmosfera Università del Salento, Lecce)
Lolli, Simone (Fisico, CNR-IMAA e Univ. Di Baltimore Maryland County)
Lombroso, Luca (Meteorologo AMPRO e divulgatore ambientale, Presidente Emilia Romagna Meteo aps)
Lussana, Cristian (ricercatore, Norwegian Meteorological Institute – Division for climate services)
Maione, Michela (Docente di Chimica dell’Ambiente, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e associato ISAC-CNR)
Maggi, Valter (Geologo, Docente di Geografia Fisica – Università di Milano-Bicocca)
Manzato, Agostino (Meteorologo, OSMER, ARPA-FVG)
Maiello, Ida (Meteorologo/ricercatore CETEMPS Università degli Studi dell’Aquila
Mari, Lorenzo (Ricercatore in Ecologia Politecnico di Milano)
Marletto, Vittorio (Fisico/agrometeorologo resp. Osservatorio clima di Arpae Emilia- Romagna)
Marmi, Stefano (Professore ordinario di sistemi dinamici, Scuola Normale Superiore Pisa)
Martelloni, Gianluca (Ingegnere per l’ambiente e il territorio, attualmente ricercatore a tempo determinato presso l’INSTM)
Martellos, Stefano (Biologo, Università di Trieste)
Martina, Mario (Ingegnere, Professore Associato di Idrologia, Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia)
Marzano, Frank (Radarmeteorologo, docente di Osservazione della Terra, Sapienza Università di Roma & CETEMPS)
Masiello, Guido (Prof. Associato Fisica della Terra e del Mezzo circumterrestre, Università degli studi della Basilicata, Potenza)
Masina, Simona (Fisica/Oceanografa Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici)
Maugeri, Maurizio (Fisico-climatologi – Professore associato – Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali)
Mazzotti, Marco (Professore di Ingegneria di Processo, ETH Politecnico Federale di Zurigo, Svizzera)
Meccia, Virna (Oceanografa, Istituto Scienze dell’Atmosfera e del Clima CNR/ISAC, Bologna)
Menenti, Franco (Esperto sicurezza trasporto aereo, rappresentante Rete Meteo Amatori)
Melia, Paco (Ecologo, Politecnico di Milano)
Mercalli, Luca (Climatologo, Presidente Società Meteorologica Italiana e consigliere scientifico ISPRA)
Miglietta, Mario Marcello (Fisico dell’Atmosfera, Ricercatore, ISAC/CNR)
Molteni, Franco (Fisico, European Centre for Medium-Range Weather Forecasts, Reading UK)
Monegato, Giovanni (Geologo del quaternario, ricercatore confermato presso IGG- CNR)
Nogherotto, Rita (Fisico, International Center for Theoretical Physics, Trieste)
Nuti, Sabina (Rettrice, Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa; Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese)
Ortolani, Alberto (Fisico, primo ricercatore CNR IBE e Consorzio LaMMA)
Orusa, Tommaso (Scienziato forestale e ambientale, nivologo, borsista di ricerca presso UniTO Green Office Climate Change Group)
Osti, Giorgio (Sociologo dell’Ambiente, Università di Trieste)
Padoa-Schioppa, Emilio (professore associato di Ecologia, Università degli Studi di Milano-Bicocca)
Palazzi, Elisa (Fisico/climatologo, Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR, Torino)
Panegrossi, Gulia (Fisica dell’Atmosfera, Ricercatrice ISAC-CNR)
Panziera, Luca (Meteorologo, MeteoSvizzera)
Pappalardo, Gelsomina (Fisico, Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale, CNR, Potenza)
Pasini, Antonello (Fisico del clima, CNR, Roma)
Pasquero, Claudia (Fisico, Prof. Associato di Fisica dell’Atmosfera ed Oceanografia, Università di Milano – Bicocca)
Pavan, Alessandro (Ingegnere, Università di Trieste)
Pavan, Valentina (Fisica/climatologa, Arpae-Simc Emilia-Romagna)
Pecci, Massimo (Geologo, Roma, afferente al Comitato Glaciologico Italiano, Torino)
Perissi, Ilaria (Chimico, INSTM-Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Chimica)
Pernigotti, Daniele (UNI/Coordinatore GL15 Cambiamento Climatico)
Pettinelli, Elena (Professore di Fisica Terrestre, Dipartimento di Matematica e Fisica, Università degli studi Roma Tre)
Piani, Lucia (Economista Agrario, Università di Udine)
Pichelli, Emanuela (Fisico, International Center for Theoretical Physics, Trieste)
Pirani, Anna (Oceanografa, International Center for Theoretical Physics, Trieste)
Pirni, Alberto (ricercatore, Filosofia morale, Istituto di Diritto, Politica e Sviluppo – Scuola Superiore Sant’Anna – Pisa)
Pisani, Sergio (Meteorologo – Segretario AISAM)
Pitari, Giovanni (Fisico, Prof. Associato, Università dell’Aquila)
Pozzi, Carlo (Agronomo, Prof. Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali, Università degli Studi di Milano)
Proietti, Serena (Fisico, Meteorologo Aeronautico, Meteorologic Forecast Unit/ENAV, Roma)
Provenzale, Antonello (Fisico, Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR, Pisa)
Raffaele, Francesca (Fisico in Scienze Ambientali, International Center for Theoretical Physics, Trieste)
Raicich, Fabio (Fisico, Istituto di Scienze Marine, CNR-ISMAR, Trieste)
Ranzi, Roberto (Idrologo, Prof. Ordinario di Costruzioni Idrauliche e marittime e Idrologia, Università degli Studi di Brescia)
Ravaioli, Mariangela (Biogeochimica Marina- Associata di Ricerca CNR-Ismar- Bologna – Dirigente di Ricerca CNR)
Reale, Marco (Oceanografo, Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale OGS, Trieste)
Ricciardelli, Elisabetta (Fisico, Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale, CNR, Potenza)
Riccio, Angelo (Chimico-fisico, Associato in Fisica per il Sistema Terra e il Mezzo Circumterrestre, Università Parthenope di Napoli)
Riva, Isabella, (Meteorologa, Enav)
Rizi, Vincenzo (Fisico, Università dell’Aquila)
Roberti, Giorgio (Ingegnere, Accountable Manager div. GAWS, Meteo Operations Italia, Sesto San Giovanni)
Romano, Filomena (Fisico, Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale, CNR, Potenza)
Rossetto, Rudy (Water Scientist, Ricercatore, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa)
Rosso, Renzo (Ingegnere Idraulico, Politecnico di Milano)
Rotondi, Alberto (Professore Ordinario di Fisica Nucleare, Università di Pavia)
Roventini, Andrea (Economista, Prof. Della Scuola Superiore Sant’Anna Pisa)
Ruggieri, Paolo (Fisico, Ricercatore Centro Mediterraneo Cambiamenti Climatici Bologna)
Salerno, Raffaele (Fisico/Meteorologo, Direttore METEO EXPERT)
Salon, Stefano (Fisico, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale OGS Trieste)
Sangeloni, Lorenzo (Ricercatore CETEMPS, L’Aquila)
Sannella, Alessandra (Università di Cassino)
di Sarra, Alcide (Fisico dell’atmosfera ENEA)
Serafin, Stefano (Ricercatore, Dipartimento di Scienze dell’Atmosfera e della Criosfera, Università di Innsbruck, Austria)
Sannino, Gianmaria (oceanografo/climatologo, Responsabile del Laboratorio di Modellistica Climatica e Impatti, ENEA C.R Casaccia, Roma)
Saroli, Michele (Geologo, professore associato di Geologia Applicata, DICeM Università di Cassino e del Lazio Meridionale)
Schroeder, Katrin (Oceanografa, Istituto Scienze Marine CNR/ISMAR, Venezia)
Senese, Antonella (Glaciologa, Professore a contratto di Alpine Glaciology and Climatology, Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali)
Serio, Carmine (Fisico Sperimentale, Prof. Ordinario di Fisica, Università della Basilicata)
Siani, Anna Maria (Fisico, Prof. Associato, Sapienza, Università di Roma)
Solidoro, Cosimo (Dirigente di Ricerca, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale OGS Trieste)
Soncini Sessa, Rodolfo (Professore Ordinario di Gestione delle Risorse Naturali in quiescenza, Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria, Politecnico di Milano)
Teggi, Sergio (Prof. Associato di Ingegneria Sanitaria e Ambientale, Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari, Università di Modena e Reggio Emilia)
Terzago, Silvia (Fisica e climatologa, Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Torino)
Tesi, Tommaso (Geochimico, Ricercatore CNR – Istituto di Scienze Marine)
Tibaldi, Stefano (Fisico, Meteoclimatologo, Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici Bologna)
Tomassetti, Barbara (Fisico, CETEMPS Centro di eccellenza Università degli studi dell’Aquila)
Trini Castelli, Silvia (Fisico, Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima CNR/ISAC, Torino)
Troccoli, Alberto (Fisico/climatologo, visiting professor University of East Anglia, Direttore, World Energy & Meteorology Council, UK)
Vacchiano, Giorgio (Scienze forestali, Ricercatore, Università Statale di Milano)
Verdecchia, Marco (Fisico, Università dell’Aquila)
Viola, Angelo (Fisico, Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima, ISAC/CNR)
Zampieri, Dario (Geologo, Dipartimento di Geoscienze, Università di Padova)
Zanini, Gabriele (Responsabile Divisione Modelli e Tecnologie per la Riduzione degli Impatti Antropici e dei Rischi Naturali, ENEA Roma)
Zardi, Dino (Fisico, Università di Trento)
Capiamo di essere soli solo quando siamo di fronte a persone sbagliate, perché queste persone sono peggio della solitudine, non ti comprendono, non ascoltano i tuoi bisogni, sono vicine con il corpo ma lontane con l'anima.

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #421 il: Luglio 10, 2019, 04:50:35 pm »
Record di freddo in Brasile  in questi giorni..il 7 Luglio le temperature più basse MAI registrate!!

https://www.iceagenow.info/record-cold-in-brazil/

ovviamente tutto ciò non fà notizia...e la mega truffa eco-ballista continua, mischiando clima e inquinamento come non ci fosse un domani. ;)
1)Meteorologia e climatologia fanno parte della stessa scienza ma sono due materie completamente differenti. 2) quelli dell'agw convinti, se la suonano e se la cantano un po' a piacimento, dice:piove di meno, no, piove di più ma in maniera diversa, fa freddo in maniera diversa, così come caldo, così come il vento, una tromba d'aria ..dice...chiamalo "climatechange"

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1)Meteorologia e climatologia fanno parte della stessa scienza ma sono due materie completamente differenti. 2) quelli dell'agw convinti, se la suonano e se la cantano un po' a piacimento, dice:piove di meno, no, piove di più ma in maniera diversa, fa freddo in maniera diversa, così come caldo, così come il vento, una tromba d'aria ..dice...chiamalo "climatechange"

Offline Valerio75

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #423 il: Luglio 10, 2019, 05:12:43 pm »
queste balle invece fanno notizia ...ehh si.. :D

https://torino.repubblica.it/cronaca/2019/06/30/news/monte_rosa_da_cinque_giorni_il_termometro_non_va_sottozero_neanche_nel_rifugio_piu_alto_d_europa-229961489/?fbclid=IwAR20AyVKOCyVChVwFFk-GyneC-MypZ8t482OnBVfqi3QK-u11Y5_ReVEWXw&refresh_ce







Scusami ma perché non credi a questa notizia, sulla prima del record di freddo in Brasile è vero infatti le isoterme dei giorni scorsi lo facevano prevedere su quelle zone, ma è altrettanto vero che tra Piemonte e Francia si è toccata una +26 +28 a850hp quindi è verosimile che a 4500m la temperatura non sia scesa sotto zero, a quant'ho visto dalle carte e radiosondaggi, lo zero termico a sfiorato tra il 26 e 28 giugno  i 5200m di quota su Piemonte Valle D'Aosta e Savoia.

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #424 il: Luglio 10, 2019, 05:30:10 pm »
fatti con dati REALI, non parole al vento...



Di fronte alla martellante propaganda ambientalista, diverse decine di scienziati, molti dei quali geologi, geofisici, astrofisici – cioè competenti nel settore della climatologia – hanno sentito il dovere civico d'inviare ai responsabili politici una Petizione con la quale si smentisce la comune vulgata, diffusa da chi controlla i mezzi di comunicazione, secondo cui la comunità scientifica sarebbe concorde nell'attribuire all'uomo la causa del riscaldamento globale. In realtà, osservano i firmatari, la congettura dell'origine antropica del riscaldamento globale è fondata su modelli matematici che si sono rivelati incapaci di riprodurre il clima del passato e hanno fallito nel predire il clima degli ultimi vent'anni. Da qui l'appello a evitare politiche illusorie di controllo del clima, che avrebbero solo l'effetto di impedire l'approvvigionamento energetico dell'umanità.

Al Presidente della Repubblica

Al Presidente del Senato

Al Presidente della Camera dei Deputati

Al Presidente del Consiglio

 

PETIZIONE SUL RISCALDAMENTO GLOBALE ANTROPICO

I sottoscritti, cittadini e uomini di scienza, rivolgono un caloroso invito ai responsabili politici affinché siano adottate politiche di protezione dell’ambiente coerenti con le conoscenze scientifiche. In particolare, è urgente combattere l’inquinamento ove esso si presenti, secondo le indicazioni della scienza migliore. A tale proposito è deplorevole il ritardo con cui viene utilizzato il patrimonio di conoscenze messe a disposizione dal mondo della ricerca e destinate alla riduzione delle emissioni antropiche inquinanti diffusamente presenti nei sistemi ambientali sia continentali che marini.

Bisogna però essere consapevoli che l’anidride carbonica di per sé non è un agente inquinante. Al contrario essa è indispensabile per la vita sul nostro pianeta.

Negli ultimi decenni si è diffusa una tesi secondo la quale il riscaldamento della superficie terrestre di circa 0.9°C osservato a partire dal 1850 sarebbe anomalo e causato esclusivamente dalle attività antropiche, in particolare dalle immissioni in atmosfera di CO2 proveniente dall’utilizzo dei combustibili fossili. Questa è la tesi del riscaldamento globale antropico promossa dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) delle Nazione Unite, le cui conseguenze sarebbero modificazioni ambientali così gravi da paventare enormi danni in un imminente futuro, a meno che drastiche e costose misure di mitigazione non vengano immediatamente adottate. A tale proposito, numerose nazioni del mondo hanno aderito a programmi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica e sono pressate, anche da una martellante propaganda, ad adottare programmi sempre più esigenti dalla cui attuazione, che comporta pesanti oneri sulle economie dei singoli Stati aderenti, dipenderebbe il controllo del clima e, quindi, la “salvezza” del pianeta.

L’origine antropica del riscaldamento globale è però una congettura non dimostrata, dedotta solo da alcuni modelli climatici, cioè complessi programmi al computer, chiamati General Circulation Models. Al contrario, la letteratura scientifica ha messo sempre più in evidenza l’esistenza di una variabilità climatica naturale che i modelli non sono in grado di riprodurre. Tale variabilità naturale spiega una parte consistente del riscaldamento globale osservato dal 1850. La responsabilità antropica del cambiamento climatico osservato nell’ultimo secolo è quindi ingiustificatamente esagerata e le previsioni catastrofiche non sono realistiche.

Il clima è il sistema più complesso presente sul nostro pianeta, per cui occorre affrontarlo con metodi adeguati e coerenti al suo livello di complessità. I modelli di simulazione climatica non riproducono la variabilità naturale osservata del clima e, in modo particolare, non ricostruiscono i periodi caldi degli ultimi 10.000 anni. Questi si sono ripetuti ogni mille anni circa e includono il ben noto Periodo Caldo Medioevale, il Periodo Caldo Romano, ed in genere ampi periodi caldi durante l’Ottimo dell’Olocene. Questi periodi del passato sono stati anche più caldi del periodo presente, nonostante la concentrazione di CO2 fosse più bassa dell’attuale, mentre sono correlati ai cicli millenari dell’attività solare. Questi effetti non sono riprodotti dai modelli.

Va ricordato che il riscaldamento osservato dal 1900 ad oggi è in realtà iniziato nel 1700, cioè al minimo della Piccola Era Glaciale, il periodo più freddo degli ultimi 10.000 anni (corrispondente a quel minimo millenario di attività solare che gli astrofisici chiamano Minimo Solare di Maunder). Da allora a oggi l’attività solare, seguendo il suo ciclo millenario, è aumentata riscaldando la superficie terrestre. Inoltre, i modelli falliscono nel riprodurre le note oscillazioni climatiche di circa 60 anni. Queste sono state responsabili, ad esempio, di un periodo di riscaldamento (1850-1880) seguito da un periodo di raffreddamento (1880-1910), da un riscaldamento (1910-40), ancora da un raffreddamento (1940-70) e da un nuovo periodo di riscaldamento (1970-2000) simile a quello osservato 60 anni prima. Gli anni successivi (2000-2019) hanno visto non l’aumento previsto dai modelli di circa 0.2°C per decennio, ma una sostanziale stabilità climatica che è stata sporadicamente interrotta dalle rapide oscillazioni naturali dell’oceano Pacifico equatoriale, conosciute come l’El Nino Southern Oscillations, come quella che ha indotto il riscaldamento momentaneo tra il 2015 e il 2016.

Gli organi d’informazione affermano anche che gli eventi estremi, come ad esempio uragani e cicloni, sono aumentati in modo preoccupante. Viceversa, questi eventi, come molti sistemi climatici, sono modulati dal suddetto ciclo di 60 anni. Se ad esempio si considerano i dati ufficiali dal 1880 riguardo i cicloni atlantici tropicali abbattutisi sul Nord America, in essi appare una forte oscillazione di 60 anni, correlata con l’oscillazione termica dell’Oceano Atlantico chiamata Atlantic Multidecadal Oscillation. I picchi osservati per decade sono tra loro compatibili negli anni 1880-90, 1940-50 e 1995-2005. Dal 2005 al 2015 il numero dei cicloni è diminuito seguendo appunto il suddetto ciclo. Quindi, nel periodo 1880-2015, tra numero di cicloni (che oscilla) e CO2 (che aumenta monotonicamente) non vi è alcuna correlazione.

Il sistema climatico non è ancora sufficientemente compreso. Anche se è vero che la CO2 è un gas serra, secondo lo stesso IPCC la sensibilità climatica ad un suo aumento nell’atmosfera è ancora estremamente incerta. Si stima che un raddoppio della concentrazione di CO2 atmosferica, dai circa 300 ppm preindustriali a 600 ppm, possa innalzare la temperatura media del pianeta da un minimo di 1°C fino a un massimo di 5°C. Questa incertezza è enorme. In ogni caso, molti studi recenti basati su dati sperimentali stimano che la sensibilità climatica alla CO2 sia notevolmente più bassa di quella stimata dai modelli IPCC.

Allora, è scientificamente non realistico attribuire all'uomo la responsabilità del riscaldamento osservato dal secolo passato ad oggi. Le previsioni allarmistiche avanzate, pertanto, non sono credibili, essendo esse fondate su modelli i cui risultati sono in contraddizione coi dati sperimentali. Tutte le evidenze suggeriscono che questi modelli sovrastimano il contributo antropico e sottostimano la variabilità climatica naturale, soprattutto quella indotta dal sole, dalla luna, e dalle oscillazioni oceaniche.

Infine, gli organi d’informazione diffondono il messaggio secondo cui, in ordine alla causa antropica dell’attuale cambiamento climatico, vi sarebbe un quasi unanime consenso tra gli scienziati e che quindi il dibattito scientifico sarebbe chiuso. Tuttavia, innanzitutto bisogna essere consapevoli che il metodo scientifico impone che siano i fatti, e non il numero di aderenti, che fanno di una congettura una teoria scientifica consolidata.

In ogni caso, lo stesso preteso consenso non sussiste. Infatti, c’è una notevole variabilità di opinioni tra gli specialisti – climatologi, meteorologi, geologi, geofisici, astrofisici – molti dei quali riconoscono un contributo naturale importante al riscaldamento globale osservato dal periodo preindustriale ed anche dal dopoguerra ad oggi. Ci sono state anche petizioni sottoscritte da migliaia di scienziati che hanno espresso dissenso con la congettura del riscaldamento globale antropico. Tra queste si ricordano quella promossa nel 2007 dal fisico F. Seitz, già presidente della National Academy of Sciences americana, e quella promossa dal Non-governmental International Panel on Climate Change (NIPCC) il cui rapporto del 2009 conclude che «La natura, non l’attività dell’Uomo governa il clima».

In conclusione, posta la cruciale importanza che hanno i combustibili fossili per l’approvvigionamento energetico dell’umanità, suggeriamo che non si aderisca a politiche di riduzione acritica della immissione di anidride carbonica in atmosfera con l’illusoria pretesa di governare il clima.

 

Roma, 17 Giugno 2019

 

COMITATO PROMOTORE

     Uberto Crescenti, Professore Emerito di Geologia Applicata, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara, già Magnifico Rettore e Presidente della Società Geologica Italiana.
    Giuliano Panza, Professore di Sismologia, Università di Trieste, Accademico dei Lincei e dell’Accademia Nazionale delle Scienze, detta dei XL, Premio Internazionale 2018 dell’American Geophysical Union.
    Alberto Prestininzi, Professore di Geologia Applicata, Università La Sapienza, Roma, già Scientific Editor in Chief della rivista internazionale IJEGE e Direttore del Centro di Ricerca Previsione e Controllo Rischi Geologici.
    Franco Prodi, Professore di Fisica dell’Atmosfera, Università di Ferrara.
    Franco Battaglia, Professore di Chimica Fisica, Università di Modena; Movimento Galileo 2001.
    Mario Giaccio, Professore di Tecnologia ed Economia delle Fonti di Energia, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara, già Preside della Facoltà di Economia.
    Enrico Miccadei, Professore di Geografia Fisica e Geomorfologia, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara
    Nicola Scafetta, Professore di Fisica dell’Atmosfera e Oceanografia, Università Federico II, Napoli.

FIRMATARI

        9. Antonino Zichichi, Professore Emerito di Fisica, Università di Bologna, Fondatore e                Presidente del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana di Erice.

      10. Renato Angelo Ricci, Professore Emerito di Fisica, Università di Padova, già                          Presidente della Società Italiana di Fisica e della Società Europea di Fisica;     Movimento Galileo 2001
      11. Aurelio Misiti, Professore di Ingegneria sanitaria-Ambientale, Università La      Sapienza di Roma, già Preside della Facoltà di Ingegneria, già Presidente del Consiglio Superiore ai Lavori Pubblici.
      12. Antonio Brambati, Professore di Sedimentologia, Università di Trieste, Responsabile Progetto Paleoclima-mare del PNRA, già Presidente Commissione Nazionale di Oceanografia.
      13. Cesare Barbieri, Professore Emerito di Astronomia, Università di Padova.
      14. Sergio Bartalucci, Fisico, Presidente Associazione Scienziati e Tecnolgi per la Ricerca Italiana.
      15. Antonio Bianchini, Professore di Astronomia, Università di Padova.
      16. Paolo Bonifazi, già Direttore Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario, Istituto Nazionale Astrofisica.
       17. Francesca Bozzano, Professore di Geologia Applicata, Università Sapienza di Roma, Direttore del Centro di Ricerca CERI.
       18. Marcello Buccolini, Professore di Geomorfologia, Università Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
       19. Paolo Budetta, Professore di Geologia Applicata, Università di Napoli.
       20. Monia Calista, Ricercatore di Geologia Applicata, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
       21. Giovanni Carboni, Professore di Fisica, Università Tor Vergata, Roma; Movimento Galileo 2001.
       22. Franco Casali, Professore di Fisica, Università di Bologna e Accademia delle Scienze di Bologna.
       23. Giuliano Ceradelli, Ingegnere e climatologo, ALDAI.
       24. Domenico Corradini, Professore di Geologia Storica, Università di Modena.
       25. Fulvio Crisciani, Professore di Fluidodinamica Geofisica, Università di Trieste e Istituto Scienze Marine, Cnr, Trieste.
       26. Carlo Esposito, Professore di Telerilevamento, Università La Sapienza, Roma.
       27. Mario Floris, Professore di Telerilevamento, Università di Padova.
       28. Gianni Fochi, Chimico, Scuola Normale Superiore di Pisa; giornalista scientifico.
       29. Mario Gaeta, Professore di Vulcanologia, Università La Sapienza, Roma.
       30. Giuseppe Gambolati, Fellow della American Geophysica Union, Professore di Metodi Numerici, Università di Padova.
       31. Rinaldo Genevois, Professore di Geologia Applicata, Università di Padova.
       32. Carlo Lombardi, Professore di Impianti nucleari, Politecnico di Milano.
       33. Luigi Marino, Geologo, Centro Ricerca Previsione e Controllo Rischi Geologici, Università La Sapienza, Roma.
      34. Salvatore Martino, Professore di Microzonazione sismica, Università La Sapienza, Roma.
      35. Paolo Mazzanti, Professore di Interferometria satellitare, Università La Sapienza, Roma.
      36. Adriano Mazzarella, Professore di Meteorologia e Climatologia, Università di Napoli.
      37. Carlo Merli, Professore di Tecnologie Ambientali, Università La Sapienza, Roma.
      38. Alberto Mirandola, Professore di Energetica Applicata e Presidente Dottorato di Ricerca in Energetica, Università di Padova.
       39. Renzo Mosetti, Professore di Oceanografia, Università di Trieste, già Direttore del Dipartimento di Oceanografia, Istituto OGS, Trieste.
        40. Daniela Novembre, Ricercatore in Georisorse Minerarie e Applicazioni Mineralogiche-petrografiche, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
        41. Sergio Ortolani, Professore di Astronomia e Astrofisica, Università di Padova
        42. Antonio Pasculli, Ricercatore di Geologia Applicata, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
        43. Ernesto Pedrocchi, Professore Emerito di Energetica, Politecnico di Milano.
        44. Tommaso Piacentini, Professore di Geografia Fisica e Geomorfologia, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
       45. Guido Possa, Ingegnere nucleare, già Vice Ministro Miur.
       46. Mario Luigi Rainone, Professore di Geologia Applicata, Università di Chieti-Pescara.
       47. Francesca Quercia, Geologo, Dirigente di ricerca, Ispra.
       48. Giancarlo Ruocco, Professore di Struttura della Materia, Università La Sapienza, Roma.
       49. Sergio Rusi, Professore di Idrogeologia, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
       50. Massimo Salleolini, Professore di Idrogeologia Applicata e Idrologia Ambientale, Università di Siena.
       51. Emanuele Scalcione, Responsabile Servizio Agrometeorologico Regionale Alsia, Basilicata.
       52. Nicola Sciarra, Professore di Geologia Applicata, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
        53. Leonello Serva, Geologo, Direttore Servizi Geologici d’Italia; Movimento Galileo 2001.
        54. Luigi Stedile, Geologo, Centro Ricerca Revisione e Controllo Rischi Geologici, Università La Sapienza, Roma.
        55. Giorgio Trenta, Fisico e Medico, Presidente Emerito dell’Associazione Italiana di Radioprotezione Medica; Movimento Galileo 2001.

        56. Gianluca Valenzise, Dirigente di Ricerca, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Roma.
         57. Corrado Venturini, Professore di Geologia Strutturale, Università di Bologna.
         58. Franco Zavatti, Ricercatore di Astronomia, Univesità di Bologna.
         59. Achille Balduzzi, Geologo, Agip-Eni.
         60. Claudio Borri, Professore di Scienze delle Costruzioni, Università di Firenze, Coordinatore del Dottorato Internazionale in Ingegneria Civile.
         61. Pino Cippitelli, Geologo Agip-Eni.
         62. Franco Di Cesare, Dirigente, Agip-Eni.
         63. Serena Doria, Ricercatore di Probabilità e Statistica Matematica, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
         64. Enzo Siviero, Professore di Ponti, Università di Venezia, Rettore dell’Università e- Campus.
         65. Pietro Agostini, Ingegnere, Associazione Scienziati e Tecnolgi per la Ricerca Italiana.
         66. Donato Barone, Ingegnere.
         67. Roberto Bonucchi, Insegnante.
         68. Gianfranco Brignoli, Geologo.
         69. Alessandro Chiaudani, Ph.D. agronomo, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
         70. Antonio Clemente, Ricercatore di Urbanistica, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
          71. Luigi Fressoia, Architetto urbanista, Perugia.
          72. Sabino Gallo, Ingegnere nucleare.
          73. Daniela Giannessi, Primo Ricercatore, Ipcf-Cnr, Pisa.
          74. Roberto Grassi, Ingegnere, Amministratore G&G, Roma.
          75. Alberto Lagi, Ingegnere, Presidente di Società Ripristino Impianti Complessi Danneggiati.
           76. Luciano Lepori, Ricercatore Ipcf-Cnr, Pisa.
           77. Roberto Madrigali, Metereologo.
           78. Ludovica Manusardi, Fisico nucleare e Giornalista scientifico, Ugis.
           79. Maria Massullo, Tecnologa, Enea-Casaccia, Roma.
           80. Enrico Matteoli, Primo Ricercatore, Ipcf-Cnr, Pisa.
           81. Gabriella Mincione, Professore di Scienze e Tecniche di Medicina di Laboratorio, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara.
           82. Massimo Pallotta, Primo Tecnologo, Istituto Nazionale Fisica Nucleare.
           83. Enzo Pennetta, Professore di Scienze naturali e divulgatore scientifico.
           84. Franco Puglia, Ingegnere, Presidente CCC, Milano.
           85. Nunzia Radatti, Chimico, Sogin.
           86. Vincenzo Romanello, Ingegnere nucleare, Centro Ricerca, Rez, Repubblica Ceca.
           87. Alberto Rota, Ingegnere, Ricercatore presso Cise e Enel.
           88. Massimo Sepielli, Direttore di Ricerca, Enea, Roma.
           89. Ugo Spezia, Ingegnere, Responsabile Sicurezza Industriale, Sogin; Movimento Galileo 2001.
           90. Emilio Stefani, Professore di Patologia vegetale, Università di Modena.
           91. Umberto Tirelli, Visiting Senior Scientist, Istituto Tumori d’Aviano; Movimento Galileo 2001.
            92. Roberto Vacca, Ingegnere e scrittore scientifico.

     
     
     

 




1)Meteorologia e climatologia fanno parte della stessa scienza ma sono due materie completamente differenti. 2) quelli dell'agw convinti, se la suonano e se la cantano un po' a piacimento, dice:piove di meno, no, piove di più ma in maniera diversa, fa freddo in maniera diversa, così come caldo, così come il vento, una tromba d'aria ..dice...chiamalo "climatechange"

Offline magiogighen76

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #425 il: Luglio 10, 2019, 08:49:04 pm »
Vince  chi ne mette di più. ? ;D

e se la verità fosse lì, nel mezzo?
chi può dirlo, visto che la comunità scientifica è divisa?
Non penso che taluno di noi possa prendere una posizione in maniera leggera, denigrandone l'altra per partito preso!
Non ne abbiamo ne le competenze ne le informazioni per definire un assoluto. Questo ad oggi è!
Di sicuro inquinare meno non fa mai male, sia che abbiano ragione gli uni o gli altri; d'importanza principale c'è un fatto: una eventuale trasformazione dei sistemi produttivi con minore fonte da idrocarburi è un processo di lunga scadenza; circa 25/40 anni per far pendere l'economia di produzione industriale ad altre fonti energetiche. Quindi mi sembra che qualsiasi proclama venga fatto, e su dove sta la ragione, poco peserà almeno fino a quando non sarà la POLITICA globale a prendere decisioni, giuste o sbagliate che siano. Vorrei solo che gli anni che rimangono oppure sui miei discendenti non venga indorata la pillola del " lo dicevo io "; ricordo poi per chi vuole intendere che " interessi" sia su una oppure altra posizione ci sono, ci sono stati e ci saranno sempre; per cambiare ciò l'umanità dovrebbe regredire allo stato animale non senziente, e forse non basterebbe; così detta tanto per non cadere in false ipocrisie di sorta. ;) ;)





Offline Andre161197

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #426 il: Luglio 11, 2019, 12:04:39 am »
Vince  chi ne mette di più. ? ;D

e se la verità fosse lì, nel mezzo?
chi può dirlo, visto che la comunità scientifica è divisa?
Non penso che taluno di noi possa prendere una posizione in maniera leggera, denigrandone l'altra per partito preso!
Non ne abbiamo ne le competenze ne le informazioni per definire un assoluto. Questo ad oggi è!
Di sicuro inquinare meno non fa mai male, sia che abbiano ragione gli uni o gli altri; d'importanza principale c'è un fatto: una eventuale trasformazione dei sistemi produttivi con minore fonte da idrocarburi è un processo di lunga scadenza; circa 25/40 anni per far pendere l'economia di produzione industriale ad altre fonti energetiche. Quindi mi sembra che qualsiasi proclama venga fatto, e su dove sta la ragione, poco peserà almeno fino a quando non sarà la POLITICA globale a prendere decisioni, giuste o sbagliate che siano. Vorrei solo che gli anni che rimangono oppure sui miei discendenti non venga indorata la pillola del " lo dicevo io "; ricordo poi per chi vuole intendere che " interessi" sia su una oppure altra posizione ci sono, ci sono stati e ci saranno sempre; per cambiare ciò l'umanità dovrebbe regredire allo stato animale non senziente, e forse non basterebbe; così detta tanto per non cadere in false ipocrisie di sorta. ;) ;)
Ottima disamina, sono d’accordo, anche se i titoloni di alcune testate giornalistiche e non fanno più notizia e click di una lettera firmata da 90 professori.


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Apro io stamani che sento che protrebbe essere un run ancor più storico di quelli appena usciti

Offline ponente

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1)Meteorologia e climatologia fanno parte della stessa scienza ma sono due materie completamente differenti. 2) quelli dell'agw convinti, se la suonano e se la cantano un po' a piacimento, dice:piove di meno, no, piove di più ma in maniera diversa, fa freddo in maniera diversa, così come caldo, così come il vento, una tromba d'aria ..dice...chiamalo "climatechange"

Offline maurino

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #429 il: Luglio 18, 2019, 12:56:22 pm »
La temperatura marina superficiale del nord Adriatico è sempre aumentata nell’ultimo secolo, lo dice la serie di dati ricostruita da #Cnr-Ismar. La serie temporale tra le più lunghe del Mediterraneo.

La temperatura marina superficiale del nord Adriatico è sempre aumentata nell’ultimo secolo, così dice una serie di dati ricostruita dai ricercatori dell’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche. La serie temporale, tra le più lunghe del mediterraneo, è stata pubblicata su Earth System Science Data ed è liberamente consultabile su una piattaforma open

 

La temperatura marina superficiale del nord Adriatico nell’ultimo secolo è in aumento crescente. Ad attestarlo, un lavoro dell’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar), con sede in Area Science Park, condotto attraverso una serie di osservazioni effettuate nel porto di Trieste, e pubblicato di recente sulla rivista scientifica internazionale Earth System Science Data. Le misurazioni abbracciano un intervallo di tempo di 117 anni e costituiscono una tra le più lunghe serie temporali esistenti relative alla temperatura del Mediterraneo.

“Avere serie temporali lunghe e per quanto possibile omogenee è fondamentale per comprendere se e come l’evoluzione recente del clima possa aver influito sui parametri fisici del mare, in questo caso sulla temperatura”, spiega Renato R. Colucci del Cnr-Ismar, coautore della ricerca “il problema è che, rispetto alle osservazioni meteorologiche, la complessità strumentale e logistica chiamata in causa dalle osservazioni marine ha per lungo tempo impedito la rilevazione di dati caratterizzati da sufficiente continuità e qualità.  Per questo, andando indietro nel tempo, c’è carenza di dati e non risulta semplice costruire una serie come questa” conclude Colucci.

Per elaborare la serie di misurazioni sono state usate due differenti serie storiche: un primo gruppo di dati analogici, ottenuti mediante misure di termometri nei periodi 1899-1923 e 1934-2008 e conservati negli archivi storici dell’Istituto, e un secondo gruppo di dati ottenuti tramite termistori, che non sono altro che termometri digitali, impiegati nel periodo tra il 1986 e il 2015. Il primo gruppo di dati è stato selezionato, digitalizzato e organizzato in serie con il nuovo gruppo di dati.

“Quello che emerge è un aumento della temperatura del mare alla velocità media di 1.1°C per secolo, se si guarda la prima delle due serie. Se invece si studia la serie di dati raccolti tra il 1946 e il 2015, caratterizzati da una maggiore continuità, l’aumento risulta di 1.3°C per secolo. Inoltre si osserva che negli ultimi 20 anni è diventato molto più frequente rispetto al passato il raggiungimento o superamento dei 28°C di temperatura durante l'estate”, conclude Fabio Raicich del Cnr-Ismar, coautore della ricerca.

Il risultato di questo lavoro è a disposizione su una piattaforma open  https://www.seanoe.org/data/00476/58728/ a cui la comunità scientifica, ma anche i policy maker e i cittadini, potranno liberamente accedere per usare i dati e avere un quadro dell’evoluzione delle temperature nell’ultimo secolo, anche al fine di elaborare analisi ulteriori.


https://www.cnr.it/it/comunicato-stampa/8864
Capiamo di essere soli solo quando siamo di fronte a persone sbagliate, perché queste persone sono peggio della solitudine, non ti comprendono, non ascoltano i tuoi bisogni, sono vicine con il corpo ma lontane con l'anima.

Offline ponente

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #431 il: Luglio 19, 2019, 06:31:00 pm »
Forte eruzione esplosiva oggi sul vulcano Ubinas, in Perù,  con molta cenere ad un'altitudine stimata sui 12,2 Km slm

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #432 il: Luglio 28, 2019, 07:01:27 pm »
Il clima non è la meteo..il clima della Terra và ricercato nella storia:

da facebook
I truffatori di professione sono costretti ad utilizzare il “giro di parole”, studiato a tavolino dai migliori esperti di marketing delle masse, “velocità di incremento della temperatura”, per non essere smentiti da qualche migliaio di studi di paleoclimatologia sulla velocità di decremento della temperatura dal basso medio evo alla PEG, quando le T diminuirono di un grado ogni 20-25 anni su quasi tutte le Alpi. “spazzando via” vie di comunicazione che rimasero aperte nel periodo dall’ottimo climatico romanico a quello medioevale, come la strada del Teodulo (o come le vie del Colle del Felik e del colle del Lys, nel XIII secolo transitabili tutto l’anno, a parte temporanee, brevissime chiusure invernali per nevicate, oggi coperti entrambi da ghiacciai di decine di metri di spessore).

Questo veloce decremento, che ridicolizza il molto più lento incremento post-PEG, ha portato le T ad un valore assoluto talmente “più in basso” del periodo precedente, da rendere l’attuale “global warming da CO2” un più che previsto e prevedibile “lentissimo rientro alla normalità”, sul quale i truffatori di professione si sono inseriti per invertire il business opposto, da loro stessi “propagandato (pentitevi e pagate)” degli anni ’70.

Quando al Colle del Teodulo i truffatori di professione riusciranno a costruire una strada dove oggi regna lo sci estivo migliore d’europa, inizieremo a contare gli anni: dopo 15 secoli, potremmo iniziare a fare un confronto, prima ANDATE A RACCOGLIERE POMODORI, CHE VI FA BENE
« Ultima modifica: Luglio 28, 2019, 10:56:57 pm da ponente » »
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #433 il: Agosto 02, 2019, 04:15:19 pm »
Anomalie temperatura bassa troposfera luglio 2019



-0,09° rispetto a  giugno


GIUGNO 2019
Global+0.47   N-emisfero+0.42  S-emisfero+0.52  Artico +0,90

LUGLIO 2019
Global+0.38   N-emisfero+0.33  S-emisfero+0.44  Artico +0,33


eh niente..non ce la fà a salire sto global warming
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #434 il: Agosto 03, 2019, 03:22:26 pm »
Altra eruzione ad alto impatto del vulcano Ulawun (New Britain)  dopo quella di fine Giugno.
Cenere e gas ad un'altezza di 19 km slm

https://www.volcanodiscovery.com/ulawun/news.html
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #435 il: Agosto 04, 2019, 10:30:24 am »
So2 Ulawun




Oggi altre veloci eruzioni con pennacchio di gas e cenere a 13,7 Km slm  senza alto impatto stratosferico, ma l'attività è sempre costante.
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #436 il: Agosto 04, 2019, 08:18:06 pm »
Disponibile il Rapporto Speciale sul Riscaldamento Globale di 1,5 °C redatto dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC).Per  IPCC si intende l’Intergovernmental Panel on Climate Change, una organizzazione istituita nel 1988 dal World Meteorological Organization (WMO) e dall’United Nations Environment Programme (UNEP) https://www.ipcc.ch/.Questa organizzazione ha lo scopo di valutare, sulla base di dati ed evidenze scientifiche, tecniche e socioeconomiche, il rischio dei cambiamenti climatici indotti dall’umanità, le possibili conseguenze e ha la possibilità di suggerire le eventuali soluzioni per la riduzione di tali mutamenti.
l Rapporto Speciale sul Riscaldamento Globale di 1,5 °C redatto dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) è disponibile dal 2018. Si tratta di uno dei lavori più importanti a disposizione dei decisori politici per conoscere gli scenari futuri del cambiamento climatico in atto. Il rapporto si basa sulle valutazioni della letteratura scientifica, tecnica e socio-economica disponibile e rilevante per il riscaldamento globale di 1,5°C.

La Sintesi per Decisori Politici (English) presenta i risultati chiave del rapporto Speciale.  La Società italiana di scienze del clima ha curato nel 2019 la traduzione in italiano della Sintesi. http://www.sisclima.it/wall/rapporto-ipcc-riscaldamento-globale-di-15c-sommario-per-i-decisori-politici-edizione-italiana/?lang=en

Con questo rapporto speciale gli scienziati lanciano un messaggio chiaro: è necessario limitare il riscaldamento globale a 1,5°C attraverso un cambiamento rapido di rotta, in tutti gli aspetti della società. Un obiettivo importante che richiede però azioni urgenti e "rapide e lungimiranti" transizioni in diversi settori quali suolo, energia, industria, edilizia, trasporti e pianificazione urbana. Invertire la tendenza è ancora possibile ma occorre agire subito.

Le emissioni di CO2 nette globali prodotte dall´attività umana dovrebbero, entro il 2030, diminuire di circa il 45% rispetto ai livelli del 2010, raggiungendo lo zero intorno al 2050. Questo vuol dire che ogni emissione rimanente dovrebbe essere bilanciata dalla rimozione di CO2 dall´atmosfera.

Il Rapporto Speciale sul Riscaldamento Globale di 1,5°C è stato approvato dall´IPCC ad Incheon, in Corea del Sud e ha costituito un riferimento scientifico di grande importanza nella Conferenza sui Cambiamenti Climatici tenutasi a Katowice in Polonia a dicembre 2018, quando i governi hanno riesaminato L´Accordo di Parigi sul clima.

I materiali a disposizione sul sito del Focal Point IPCC per l´Italia https://ipccitalia.cmcc.it/
Infografica sul Report a cura del CMCC
La sintesi per i decisori politici https://www.ipcc.ch/sr15/
Con le citazioni di oltre 6.000 riferimenti scientifici e il contributo di migliaia di esperti e di revisioni da parte dei governi di tutto il mondo, questo importante rapporto è una testimonianza della portata e della rilevanza politica dell´IPCC", ha affermato Hoesung Lee, Presidente dell´IPCC.

Novantuno autori e revisori provenienti da 40 paesi hanno redatto il rapporto IPCC in risposta ad un invito avanzato dalla Convenzione Quadro per i Cambiamenti Climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change, UNFCCC) nel 2015 quando fu adottato il Trattato di Parigi.

Il titolo completo del rapporto è: “Riscaldamento globale di 1,5°C, un rapporto speciale dell´IPCC sugli impatti del riscaldamento globale di 1,5°C rispetto ai livelli del periodo pre-industriale e i relativi percorsi di emissioni di gas serra, in un contesto mirato a rafforzare la risposta globale alla minaccia dei cambiamenti climatici, allo sviluppo sostenibile e agli sforzi per sconfiggere la povertà”.



 

IL RAPPORTO IPCC
Il rapporto mette in evidenza un numero di impatti dei cambiamenti climatici che potrebbero essere evitati limitando il riscaldamento globale a 1,5°C anziché 2°C o più. Per esempio, entro il 2100 l´innalzamento del livello del mare su scala globale sarebbe più basso di 10 cm con un riscaldamento globale di 1,5°C, rispetto a 2°C. La probabilità che il Mar Glaciale Artico rimanga in estate senza ghiaccio marino sarebbe una in un secolo con un riscaldamento globale di 1,5°C, mentre sarebbe di almeno una ogni decennio con un riscaldamento globale di 2°C. Le barriere coralline diminuirebbero del 70-90% con un riscaldamento globale di 1,5°C, mentre con 2°C se ne perderebbe praticamente la totalità (>99%).

Ipcc è l´organo leader mondiale per la valutazione della scienza dei cambiamenti climatici, i relativi impatti e potenziali rischi futuri, e le possibili risposte.

Il rapporto è stato redatto sotto la leadership scientifica dei tre gruppi di lavoro (working group) di Ipcc. Working Group I valuta le basi fisico-scientifiche dei cambiamenti climatici; Working Group II affronta il tema degli impatti, dell´adattamento e delle vulnerabilità; Working Group III si occupa della mitigazione dei cambiamenti climatici.

L´Accordo di Parigi, adottato da 195 nazioni alla 21 Conferenza delle Parti dell´UNFCCC nel dicembre 2015, conteneva l´obiettivo di rafforzare la risposta globale alla minaccia dei cambiamenti climatici "mantenendo l´aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2°C rispetto al periodo pre-industriale e perseguendo sforzi per limitare l´aumento della temperatura a 1,5°C sopra i livelli del periodo pre-industriale.

In quanto parte della decisione di adottare il Trattato di Parigi, Ipcc è stato invitato a produrre nel 2018 un Rapporto Speciale sul Riscaldamento Globale. Ipcc ha accettato l´invito, aggiungendo che il Rapporto Speciale avrebbe guardato a questi temi nel contesto di rafforzare la risposta globale alla minaccia dei cambiamenti climatici, allo sviluppo sostenibile e agli sforzi per sconfiggere la povertà.

Questo rapporto è il primo di una serie di Rapporti Speciali che saranno prodotti durante il ciclo che porterà al Sesto rapporto di Valutazione. Nel 2019 Ipcc pubblicherà il Rapporto Speciale sull´Oceano e la Criosfera in un Clima che Cambia, e il Rapporto Speciale Cambiamenti Climatici e Territorio, che ha per oggetto il modo in cui i cambiamenti climatici influiscono sull´uso del suolo.


Numeri chiave del Report Speciale Riscaldamento globale di 1,5°C
91 autori, di 44 nazionalità e 40 paesi di residenza

14 Coordinating Lead Authors (CLAs)
60 Lead authors (LAs)
17 Review Editors (REs)
133 Contributing authors (CAs)
Oltre 6.000 
riferimenti scientifici. Un totale di 42.001 commenti nelle revisioni di esperti e governi
(First Order Draft 12.895; Second Order Draft 25.476; Final Government Draft: 3.630).


Capiamo di essere soli solo quando siamo di fronte a persone sbagliate, perché queste persone sono peggio della solitudine, non ti comprendono, non ascoltano i tuoi bisogni, sono vicine con il corpo ma lontane con l'anima.

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #437 il: Agosto 04, 2019, 11:08:31 pm »
si si..soprattutto sviluppo sostenibile... ;D ;D
1)Meteorologia e climatologia fanno parte della stessa scienza ma sono due materie completamente differenti. 2) quelli dell'agw convinti, se la suonano e se la cantano un po' a piacimento, dice:piove di meno, no, piove di più ma in maniera diversa, fa freddo in maniera diversa, così come caldo, così come il vento, una tromba d'aria ..dice...chiamalo "climatechange"

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #438 il: Agosto 05, 2019, 03:49:04 pm »
Groenlandia stagione estiva nel massimo annuale dello scioglimento dei ghiacciai

trova le differenze: 





 ;D
1)Meteorologia e climatologia fanno parte della stessa scienza ma sono due materie completamente differenti. 2) quelli dell'agw convinti, se la suonano e se la cantano un po' a piacimento, dice:piove di meno, no, piove di più ma in maniera diversa, fa freddo in maniera diversa, così come caldo, così come il vento, una tromba d'aria ..dice...chiamalo "climatechange"

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #439 il: Agosto 07, 2019, 08:15:04 pm »
il raffronto ha tre giorni di differenza.   Se poi devo dirtela tutta era leggermente meglio nel 2016, di poco ma meglio, visto l'uniformità maggiore dello strato superiore del ghiacciaio  e le lingue di ghiaccio in quota maggiore nei calanchi , segno di una maggiore coesione del ghiaccio in zone di precario stazionamento del manto.   Si parla di indizi ma non vi sono dubbi.

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #440 il: Agosto 07, 2019, 11:01:51 pm »
il raffronto ha tre giorni di differenza.   Se poi devo dirtela tutta era leggermente meglio nel 2016, di poco ma meglio, visto l'uniformità maggiore dello strato superiore del ghiacciaio  e le lingue di ghiaccio in quota maggiore nei calanchi , segno di una maggiore coesione del ghiaccio in zone di precario stazionamento del manto.   Si parla di indizi ma non vi sono dubbi.

Mah...appunto perchè quella di quest'ano ha 3 giorni in avanti a me pare che non vi siano molte differenze e anzi, nel 2016 era ben visibile la pozza sul centro-destra dell'immagine.
1)Meteorologia e climatologia fanno parte della stessa scienza ma sono due materie completamente differenti. 2) quelli dell'agw convinti, se la suonano e se la cantano un po' a piacimento, dice:piove di meno, no, piove di più ma in maniera diversa, fa freddo in maniera diversa, così come caldo, così come il vento, una tromba d'aria ..dice...chiamalo "climatechange"

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #441 il: Agosto 08, 2019, 08:52:34 pm »
Mah...appunto perchè quella di quest'ano ha 3 giorni in avanti a me pare che non vi siano molte differenze e anzi, nel 2016 era ben visibile la pozza sul centro-destra dell'immagine.
nell'immagine 2019 da te postata si evince molto chiaramente specchi d'acqua superficiale nel  centro a sx; una striscia nel centro immagine e pure a dx in lontananza . Nell'immagine  2016 vi sono 2 zone che sembrano aree dove vi era uno specchio d'acqua superficiale congelatosi. Semmai le differenze tra le 2 immagini per cui ho detto nel messaggio precedente che di poco ma meglio nel 2016 stanno nello scivolamento per gravità leggermente maggiore nel 2019, sinonimo di ghiaccio meno consistente nei calanchi e le spaccature molto più visibili ( crepacci ) che si vedono in basso a sx ma anche verso il centro ghiacciaio. Di solito le spaccature del ghiacciaio a monte della lingua avvengono in fase di aumento dello scioglimento
( stagione di fusione ) mentre si trovano più facilmente verso la lingua del ghiacciaio nella stagione di aumento del volume del ghiaccio.
Da notare anche la lingua del ghiacciaio leggermente più " convessa " rispetto al 2016.

Offline magiogighen76

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #442 il: Agosto 08, 2019, 08:54:15 pm »
Comunque per fare un raffronto più preciso almeno a livello visivo bisognerebbe avere la foto nello stesso giorno dell'anno.

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #443 il: Agosto 14, 2019, 11:40:50 am »
https://www.youtube.com/watch?v=3sb6VBF6W5s&feature=share



ma quanto blu... ah no fà caldo sempre caldo feroce ovunque  :)
ps In sud America l'Inverno sta picchiando duro..
1)Meteorologia e climatologia fanno parte della stessa scienza ma sono due materie completamente differenti. 2) quelli dell'agw convinti, se la suonano e se la cantano un po' a piacimento, dice:piove di meno, no, piove di più ma in maniera diversa, fa freddo in maniera diversa, così come caldo, così come il vento, una tromba d'aria ..dice...chiamalo "climatechange"

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #444 il: Agosto 14, 2019, 12:04:41 pm »
Comunque per fare un raffronto più preciso almeno a livello visivo bisognerebbe avere la foto nello stesso giorno dell'anno.

https://www.foto-webcam.eu/webcam/freya1/

1° ore 12   il 13 agosto

« Ultima modifica: Agosto 14, 2019, 05:49:45 pm da ponente » »
1)Meteorologia e climatologia fanno parte della stessa scienza ma sono due materie completamente differenti. 2) quelli dell'agw convinti, se la suonano e se la cantano un po' a piacimento, dice:piove di meno, no, piove di più ma in maniera diversa, fa freddo in maniera diversa, così come caldo, così come il vento, una tromba d'aria ..dice...chiamalo "climatechange"

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #445 il: Agosto 14, 2019, 01:23:21 pm »
https://www.youtube.com/watch?v=3sb6VBF6W5s&feature=share



ma quanto blu... ah no fà caldo sempre caldo feroce ovunque  :)
ps In sud America l'Inverno sta picchiando duro..
Potrei postare il contrario. Non credo sia corretto però farlo. Perché in questo forum vi possono e devono esserci idee diverse. Però negare la realtà dei fatti mi sembra incredibile. Se poi la ragione è antropica oppure ciclo naturale dell' andamento climatico del mondo allora ascolto volentieri qualsiasi teoria. Non vi è il bisogno di dimostrare ogni volta che la propria idea oppure credo sia quello giusto, rimarcandolo con qualsiasi mezzo o notizia a disposizione ( pure quelle più assurde e non comprovate) . La scienza si basa su dati e teorie, che possono rivelarsi giuste oppure errate, e che solo il tempo potrà derimere. E tutto questo senza denigrare e trattare come idioti gli altri.

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #446 il: Agosto 14, 2019, 03:35:19 pm »
Potrei postare il contrario. Non credo sia corretto però farlo. Perché in questo forum vi possono e devono esserci idee diverse. Però negare la realtà dei fatti mi sembra incredibile. Se poi la ragione è antropica oppure ciclo naturale dell' andamento climatico del mondo allora ascolto volentieri qualsiasi teoria. Non vi è il bisogno di dimostrare ogni volta che la propria idea oppure credo sia quello giusto, rimarcandolo con qualsiasi mezzo o notizia a disposizione ( pure quelle più assurde e non comprovate) . La scienza si basa su dati e teorie, che possono rivelarsi giuste oppure errate, e che solo il tempo potrà derimere. E tutto questo senza denigrare e trattare come idioti gli altri.

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Infatti...ci sono idee diverse, nessuno vuol negare nulla, quello che si vede è sotto gli occhi di tutti se si parla di clima(bada bene) e sta succedendo da più di un secolo e mezzo, ma visto che mi pare che quando si tratti di divulagare quello che succede anno dopo anno,  si vada solo in un senso, io ironizzo se permetti e posto (visto che non lo fà quasi nessuno) quando ci sono anomalie al contrario del pro gw
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #448 il: Agosto 14, 2019, 06:45:27 pm »
1)Meteorologia e climatologia fanno parte della stessa scienza ma sono due materie completamente differenti. 2) quelli dell'agw convinti, se la suonano e se la cantano un po' a piacimento, dice:piove di meno, no, piove di più ma in maniera diversa, fa freddo in maniera diversa, così come caldo, così come il vento, una tromba d'aria ..dice...chiamalo "climatechange"

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #449 il: Agosto 15, 2019, 06:27:44 pm »
Ciao Ponente, articolo interessante che evidenzia quanto gli oceani siano i principali responsabili nel generare CO2 ma anche metano che poi a sua volta produce CO2. Spostando l'attenzione dagli oceani alla terraferma sono curioso di verificare quanto incida l'effetto delle precipitazioni atmosferiche nel creare calore "indotto". Non ho i dati delle precipitazioni ad esempio nell'emisfero boreale e al riguardo sarebbe utile che qualcuno li postasse, ma ho la sensazione che i fenomeni atmosferici stiano privilegiando sempre più frequentemente aree marine e non i continenti. Ebbene, terreni e vegetazione che diventano sempre più aridi e secchi non possono contrastare in nessuna forma il calore dei raggi solari per cui calore si depositerà su calore preesistente.Qualcuno può postare mappe delle precipitazioni dell'emisfero nord relative a questi ultimi anni da contrapporre a quelle del periodo 1971/2000?