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Autore Topic: Global Warming e cambiamenti climatic  (Letto 22214 volte)

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Offline Sniek

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Global Warming e cambiamenti climatic
« il: Febbraio 23, 2017, 07:22:25 pm »
Sperando di fare cosa gradita così da non inserire commenti Off Topic in giro per il forum, apro questo argomento con l'intento di chiarire le proprie posizioni nel rispetto delle idee altrui.
Inizio con questo link di Russia Today:
https://www.rt.com/news/372902-orthodox-christmas-frost-celebrate/

" Bitterly cold temperatures haven’t stopped worshipers from celebrating Epiphany and Orthodox Christmas. Christian believers across the globe joined in celebrations.
Those who attended midnight liturgy at Moscow’s Cathedral of Christ the Savior had to bundle up for the bitter cold as temperatures in the capital dropped to about -30C on Christmas night. In Moscow Region, temperatures dropped below -32C.
"



Offline maxwinter

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #1 il: Febbraio 23, 2017, 07:30:01 pm »
Sperando di fare cosa gradita così da non inserire commenti Off Topic in giro per il forum, apro questo argomento con l'intento di chiarire le proprie posizioni nel rispetto delle idee altrui.
Inizio con questo link di Russia Today:
https://www.rt.com/news/372902-orthodox-christmas-frost-celebrate/

" Bitterly cold temperatures haven’t stopped worshipers from celebrating Epiphany and Orthodox Christmas. Christian believers across the globe joined in celebrations.
Those who attended midnight liturgy at Moscow’s Cathedral of Christ the Savior had to bundle up for the bitter cold as temperatures in the capital dropped to about -30C on Christmas night. In Moscow Region, temperatures dropped below -32C.
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hai un coraggio da Leoni , in bocca al lupo  ;D

scherzi a parte, è un ottima iniziativa,  se tutti e per tutti, intendo  nessuno escluso , interverremo in modo pacato, tanto non saremo di certo  noi a salvare il mondo, e se non ci metteremo a litigare sul mezzo grado , sarà un ottimo topic di confronto senza  nulla escludere a priori  ;)

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Offline Sniek

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #2 il: Febbraio 23, 2017, 07:35:43 pm »
hai un coraggio da Leoni , in bocca al lupo  ;D

scherzi a parte, è un ottima iniziativa,  se tutti e per tutti, intendo  nessuno escluso , interverremo in modo pacato, tanto non saremo di certo  noi a salvare il mondo, e se non ci metteremo a litigare sul mezzo grado , sarà un ottimo topic di confronto senza  nulla escludere a priori  ;)
Ho un pò di paura  ;D ;D ;D Speriamo bene  ;)

Offline Cloover

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #3 il: Febbraio 23, 2017, 07:54:00 pm »
Ottima iniziativa  ;)
La settimina vincente? BDC strong, QBO-,Solar Flux Low,Nina east/Nino Modoki,Tripolo Atl- , PDO-/anomalie neg. su Pacifico orientale , Area Namias +

Offline maxwinter

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #4 il: Febbraio 23, 2017, 11:58:36 pm »
intanto un po' di storia sul rilevamento delle temperature e loro utilizzo, non è proprio un articolo recente ma comunque utile.  ;)

L’evidenza osservativa di un significativo incremento della temperatura media dell’aria in prossimità della superficie terrestre costituisce un dato importante nel contesto dell’attuale dibattito sull’effetto climalterante delle emissioni antropiche. Questo incremento, ben evidenziato dalla figura 1, è sovrapposto ad una significativa variabilità interannuale nonché ad una importante variabilità su scala decennale, ma è comunque chiaramente identificabile, tanto che 17 dei venti anni più caldi dell’intero periodo coperto dalle osservazioni strumentali cadono nel ventennio 1988-2007.



Figura 1: andamento della temperatura media globale in prossimità della superficie terrestre nel periodo 1856-2007. I valori sono espressi come scarti rispetto ai valori medi calcolati sul periodo 1961-1990. Fonte: University of East Anglia.

I dati rappresentati in figura 1 suscitano spesso numerosi interrogativi da parte di chi non si occupa professionalmente della ricostruzione o dell’analisi di serie storiche di dati meteorologici, in quanto non è facile capire come si possa effettivamente disporre di un numero di misure termometriche di alta qualità così elevato da permettere la ricostruzione dell’evoluzione del valor medio planetario della temperatura dell’aria per un periodo di oltre 150 anni.

In realtà lo sviluppo delle osservazioni meteorologiche affonda le sue radice in un passato molto più lontano di quanto non si creda comunemente e la prima rete sinottica, ovvero la rete del Cimento, risale addirittura al ‘600. A questa prima rete, che ha continuato ad operare per circa 15 anni, ne hanno fatto seguito molte altre, anche se fino alla seconda metà dell’800 tutte le iniziative hanno avuto una durata abbastanza limitata nel tempo e sono sempre state condotte in modo pioneristico e in assenza di metodologie standardizzate riconosciute universalmente.

Il primo tentativo di pervenire realmente ad un sistema di osservazioni meteorologiche standardizzato a scala planetaria è probabilmente costituito da una conferenza tenutasi a Bruxelles nel 1853. Questa conferenza viene considerata come il primo passo verso la cooperazione meteorologica internazionale, cooperazione che si è poi rafforzata rapidamente negli anni successivi fino a portare alla fondamentale conferenza di Vienna (1873), nel cui ambito è nata la International Meteorological Organisation (IMO), ovvero l’organizzazione che si è poi evoluta nella attuale World Meteorological Organisation (WMO).

La lettura degli atti di questa conferenza e delle conferenze che si sono succedute nei decenni successivi evidenzia in modo molto chiaro i notevoli sforzi prodotti negli ultimi tre decenni dell’800 per pervenire ad una reale standardizzazione delle osservazioni meteorologiche.

È peraltro importante sottolineare come già alla fine dell’800 le osservazioni non includessero solo i Paesi più avanzati, ma coprissero una significativa frazione dell’intero Pianeta, comprese alcune aree oceaniche che venivano coperte grazie al traffico marittimo. Nonostante ciò la copertura era comunque ancora lontana dall’essere globale e vi era la completa mancanza di osservazioni sistematiche in quota. Questi limiti vengono superati solo nella seconda parte del ventesimo secolo, dapprima con lo sviluppo di una rete planetaria di misure da termosondaggio quindi, in tempi più recenti, con lo sviluppo delle misure da satellite.

L’esistenza di una rete planetaria di osservatori meteorologici non è comunque l’unica condizione necessaria per poter studiare l’evoluzione a lungo termine del clima della Terra. Tale attività richiede infatti anche che i dati siano facilmente accessibili e che su di essi vengano effettuate una serie di analisi volte ad accertarne la qualità, l’omogeneità e la reale capacità di rappresentare l’intero Pianeta.

Il primo ricercatore che ha cercato di fronteggiare questi problemi è probabilmente stato Köppen che, tra il 1870 ed il 1880, ha organizzato ed elaborato un dataset di oltre 100 stazioni osservative, con l’obiettivo di produrre la prima stima dell’evoluzione della temperatura a scala globale della storia della meteorologia. Successivamente, la realizzazione di ricerche di questo tipo è stata notevolmente facilitata da una risoluzione della International Meteorological Organisation del 1923 che ha avviato una sistematica raccolta e pubblicazione di tutte le più significative serie di dati termometrici, pluviometrici e barometrici allora esistenti al mondo. Questa risoluzione ha portato al “World Weather Records”, una monumentale opera con serie di dati a risoluzione mensile relative a centinaia di stazioni di osservazione sparse in tutto il mondo. Questa raccolta ha poi continuato a venire regolarmente aggiornata nei decenni successivi e, a partire dagli anni ’60, i dati sono anche stati digitalizzati. Ai dataset globali vanno poi aggiunti numerosi dataset a carattere più locale (da nazionale a continentale), creati soprattutto nel corso degli ultimi decenni, nell’ambito di un grande numero di progetti volti a recuperare un frazione sempre più consistente dell’enorme patrimonio di informazioni che spesso giacciono ancora inutilizzate in archivi cartacei sparsi in tutto il Pianeta.

È quindi naturale come le stime dell’evoluzione a lungo termine della temperatura dell’aria in prossimità della superficie terrestre che si sono succedute al primo tentativo di Köppen si siano avvalse della disponibilità di una base di dati sempre più ampia, passando da un centinaio a 3000-4000 stazioni. A questi dati, relativi alle terre emerse, si aggiungono poi oggi numerose serie relative alle aree oceaniche. Esse consistono sostanzialmente di dati relativi alla temperatura superficiale dell’acqua, variabile che viene solitamente assunta come ben rappresentativa della temperatura dell’aria sugli oceani. Questi dati sono raccolti da lungo tempo grazie a navi mercantili e militare e, più recentemente, anche grazie ad una rete planetaria di stazioni ancorate a boe oceaniche.

Le più moderne stime dell’evoluzione a lungo termine della temperatura media planetaria dell’aria in prossimità della superficie terrestre si basano quindi sull’integrazione dei dati di diverse migliaia di stazioni osservative con una vasta mole di dati relativi alle aree oceaniche. Esse si avvalgono inoltre di un articolato insieme di procedure per il controllo della qualità e dell’omogeneità dei dati, nonché di tecniche di spazializzazione molto efficaci che consentono di gestire i problemi connessi con la distribuzione spaziale non uniforme delle serie disponibili (si veda ad esempio l’articolo di Brohan et al., 2006 “Uncertainty estimates in regional and global observed temperature changes: a new dataset from 1850” – J. Geophysical
Research ). Queste procedure, unitamente alla vasta letteratura disponibile sull’argomento, consentono oggi anche di valutare l’incertezza delle ricostruzioni ottenute. Essa è dovuta, da una parte al fatto che le serie storiche di dati meteorologici sono influenzate da disomogeneità ed errori indotti sia dagli strumenti di misura che dalle metodologie di osservazione e, dall’altra, dal fatto che, per quanto numerose, le misure disponibili non sono realmente rappresentative dell’intero Pianeta. Proprio per questa ragione una corretta ricostruzione dell’evoluzione della temperatura globale deve essere accompagnata da un’indicazione del relativo margine di incertezza. Questa indicazione è effettivamente presente nelle ricostruzioni più moderne e grazie ad essa è possibile per esempio affermare, come indicato nel quarto assessment report dell’IPCC, che il riscaldamento globale nel periodo 1906-2005 è stato di 0.74 ± 0.18 (°C), dove la cifra che segue la stima più probabile del trend indica l’intervallo entro il quale si ritiene che il trend abbia il 95% di probabilità di collocarsi effettivamente.

Il valore di incertezza relativamente contenuto delle stime relative al riscaldamento verificatosi nel corso dell’ultimo secolo è, come già visto, sicuramente frutto di sofisticate metodologie di analisi che consentono di massimizzare l’informazione che può essere estratta dai dati disponibili. Accanto a queste metodologie gioca però un ruolo fondamentale anche la buona qualità di molte delle serie osservative. La qualità delle osservazioni meteorologiche è infatti da lungo tempo un obiettivo fondamentale della comunità del settore; essa è peraltro sempre stata considerata con grande attenzione dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (si veda qui). Così, anche se esistono esempi di stazioni gestite e/o collocate in modo del tutto inadeguato, accanto ad esse vi è una grande maggioranza di situazioni nelle quali le osservazioni vengono effettuate in modo corretto e nelle quali viene prestata grande attenzione alle misure.


Fonte : Maurizio Maugeri.
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #5 il: Febbraio 24, 2017, 01:48:55 am »
È chiaro che l'umentare dei punti di prelievo dei dati atmosferici ha migliorato la risoluzione e la veridicità delle mappe rispetto al passato;comunque se per riferimento viene presa la media 60-90 è chiaro che un inverno come questo appaia caldo,specie in Russia. Ma come prendiamo la media 81-2010 ecco che arrivano i sottomedia.
E come mai?  Eh già, perché in fondo fa freddo come in passato,il riscaldamento del nostro inverno è solo un illusione ottica.
Non so come non si veda tutto questo è lo si faccia passare come situazione invariata rispetto a 40-50 anni fa,ma anche meno.
 ::)
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Offline Sniek

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #6 il: Febbraio 24, 2017, 07:17:02 am »
Molto interessante la pubblicazione postata da Max. Certo che la strumentazione utilizzata è cambiata nel tempo per cui anche l'accuratezza, in alcuni casi la posizione o il paesaggio antropico. Vorrei capire i metodi utilizzati per validare dati di decenni fa. Farò delle ricerche ;)
Non c'è da sottovalutare il contesto socio/economico poiché i cambiamenti climatici sono fonte di guadagno per molti

Offline Buriano84

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #7 il: Febbraio 24, 2017, 01:53:37 pm »
Veramente l'ultimo inverno è stato ben sottomedia rispetto alla 61-90 in Russia.... 8)
IL FEBBRAIO 2012????SICURAMENTE IL PIU' GRANDE EVENTO DAL 1985!!!!!!

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #8 il: Febbraio 24, 2017, 06:01:10 pm »
E' chiaro che gli ultimi 30 anni hanno una media al rialzo rispetto alla media trentennale precedente(1950-1980)..
ma quello che secondo me è poco chiaro, è il fatto che sembra che questa cosa sia irreversibile...verso il caldo logicamente..
sarebbe interessante vedere una media trentennale per es. tra il 1050 e il 1080 ... ::) :) :D

fonte Wikipedia



bel thread cmq..bravo sniek  ;)

Offline maxwinter

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #9 il: Febbraio 24, 2017, 07:18:55 pm »
dal basso delle mie umili capacità  :-X e sempre per restare nel "metodo" senza addentrarmi nel "merito" del quale non avrei assolutamente le conoscenze e le capacità per giudicare   ;).

vi metto un ulteriore  tassello in più sul sistema di rilevamento delle temperature utilizzato dalla NASA , ovvero l' aver introdotto da alcuni anni il sistema :

GISS homogenization (urban adjustment)

al fine di correggere il problema del rilevamento delle temperature nelle isole di calore ( ad esempio le città) .

in parole povere,  vengono presi solamente  i dati delle città che hanno nelle immediate vicinanze anche stazioni meteo in zone rurali e poter così fare una sorta di omogenizzazione dei dati stessi.

per maggiore chiarezza e visto il mio non perfetto inglese  8) di seguito il testo originale:

One of the improvements — introduced in 1998 — was the implementation of a method to address the problem of urban warming: The urban and peri-urban (i.e., other than rural) stations are adjusted so that their long-term trend matches that of the mean of neighboring rural stations. Urban stations without nearby rural stations are dropped. This preserves local short-term variability without affecting long term trends. Originally, the classification of stations was based on population size near that station; the current analysis uses satellite-observed night lights to determine which stations are located in urban and peri-urban areas.
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #10 il: Febbraio 24, 2017, 07:37:38 pm »
dal basso delle mie umili capacità  :-X e sempre per restare nel "metodo" senza addentrarmi nel "merito" del quale non avrei assolutamente le conoscenze e le capacità per giudicare   ;).

vi metto un ulteriore  tassello in più sul sistema di rilevamento delle temperature utilizzato dalla NASA , ovvero l' aver introdotto da alcuni anni il sistema :

GISS homogenization (urban adjustment)

al fine di correggere il problema del rilevamento delle temperature nelle isole di calore ( ad esempio le città) .

in parole povere,  vengono presi solamente  i dati delle città che hanno nelle immediate vicinanze anche stazioni meteo in zone rurali e poter così fare una sorta di omogenizzazione dei dati stessi.

per maggiore chiarezza e visto il mio non perfetto inglese  8) di seguito il testo originale:

One of the improvements — introduced in 1998 — was the implementation of a method to address the problem of urban warming: The urban and peri-urban (i.e., other than rural) stations are adjusted so that their long-term trend matches that of the mean of neighboring rural stations. Urban stations without nearby rural stations are dropped. This preserves local short-term variability without affecting long term trends. Originally, the classification of stations was based on population size near that station; the current analysis uses satellite-observed night lights to determine which stations are located in urban and peri-urban areas.

Un tassello in più contro la teoria di alcuni secondo i quali non si tiene conto dell'antropizzazione di molte aree. :)
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Offline maxwinter

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #11 il: Febbraio 24, 2017, 11:31:33 pm »
sempre sul rilevamento delle temperature e tanto per ingarbugliare ulteriormente le cose  :D , mi sembra di capire  che tre sono principalmente i sistemi di rilevamento delle temperature che in seguito vengono separatamente utilizzati per decretare l'andamento del global warning :

1° rilevamento al livello del suolo tramite stazioni meteorologiche

2° rilevamento satellitare che però determina le temperature  dalla quantità di microonde emesse dalla bassa troposfera ( quindi da 0 a circa 5000 mt circa )

3° ed ultimo sistema , i radiosondaggi che più o meno si collocano a metà strada,  rispetto ai due precedenti.

difficilmente nel corso di questi anni comparativi i tre sistemi hanno dato esiti uguali ( ovviamente non indicando le stesse temperature,  ma quantomeno sull' andamento crescente o descrescente delle stesse ).

tutto ciò evidenzia che utilizzando o meno un determinato sistema di rilevamento il risultato finale potrà risultare diametralmente opposto.

come sempre vi posto una sintesi ( anche se in parte riguarda il fatidico 2015 ) che spiega ancora meglio, di quanto posso io aver fatto la questione.  ::)

______________________________________________________________

Fonte : Vincenzo Senzatela

Gli istituti di riferimento principali nell’analisi dei dati terrestri sono il NOAA e la collaborazione inglese HadCRUT che pubblicano mensilmente i dati delle anomalie di temperatura misurati.

La WMO compie un’ulteriore elaborazione delle analisi di NOAA e HadCRUT e del Goddard Institute of Space Studies (agenzia facente parte della NASA) combinandoli con modelli meteorologici per migliorare l’affidabilità e la copertura della superficie terrestre. I dati dei 3 istituti sono in accordo, tanto nella serie storica, quanto nell’indicare per il 2015 un’anomolia di +0,9°C rispetto alla media del ‘900 e di circa +0,45°C rispetto al periodo 1981-2010 (media di confronto con i dati satellitari). Il 2014 risulta staccato di ben 0,15°C, una differenza preoccupante dato che era già risultato come anno più caldo. Non solo: dal grafico delle temperature si vede la netta tendenza all’aumento di temperatura che dopo un leggero rallentamento dopo il 1998 ha ripreso ad accelerare proprio negli ultimi anni.


I dati terrestri sulle temperature indicano il 2015 come l’anno più caldo in assoluto da quando sono iniziate le rilevazioni meteorologiche.

Crediti immagine: WMO.

Mentre i primi dati ufficiali delle stazioni meteo risalgono al 1891, i dati satellitari sono invece disponibili solo dal 1979. A differenza delle stazioni a terra i satelliti non misurano direttamente la temperatura dell’aria al suolo, ma la ricavano dalla quantità di microonde emessa da una certa fascia di atmosfera. Si deve tener conto che per la bassa troposfera (la parte più bassa dell’atmosfera, quella in cui viviamo) la temperatura misurata non è relativa alla sola superficie, ma all’intera colonna d’aria che va dal suolo a oltre 5000 m. Gli istituti di riferimento in questo caso sono il Remote Sensing System (RSS), istituto privato basato in California, e la University Of Alabama (UAH) che lavora in collaborazione con la NASA.

Entrambi gli istituti sono in accordo nel vedere il 2015 al terzo posto tra gli anni più caldi. Nella fattispecie le anomalie misurate rispetto alla media 1981-2010 sono di +0,22°C per RSS e +0,27°C per UAH, ben dietro il 2010 (+0,34°C) e il 1998 (circa +0,45°C), anno in cui si era avuto un fortissimo episodio di El Nino. Sia RSS che UAH vedono quindi un global warming dimezzato negli ultimi 35 anni rispetto ai dati terrestri. Le loro serie storiche hanno andamenti simili e mostrano un global warming completamente fermo dal 1998, in netto contrasto con i dati terrestri con differenze fino a 0,3°C.

I dati delle radiosonde si pongono a metà strada tra i dati satellitari e terrestri. Questi sono i dati raccolti dai termometri montati sui palloni aerostatici e che permettono di misurare la temperatura dell’aria fino alla stratosfera. L’analisi fatta dal NOAA sui dati della bassa troposfera pone il 2015 con +0,42°C al secondo posto, appena dietro i +0,43°C del 2005 (per confronto il 1998 ha un’anomalia di +0,23°C). Se il valore del 2015 è in pieno accordo con i dati terrestri la serie storica mostra delle differenze tanto con questi quanto con i dati satellitari.

grafico temperature
Create line charts
Capire a cosa siano dovuti i diversi andamenti dei dati è difficile(*). Se è possibile spiegare l’andamento dei radiosondaggi con una minore copertura globale, le differenze in aumento tra dati satellitari e terrestri è spiegabile solo parzialmente.

In parte può essere dovuta al fatto che, mentre le stazioni meteo misurano la temperatura alla superficie, i satelliti misurano quelle di un grosso spessore d’aria e possono anche avere grossi problemi di calibrazione. Nel corso degli anni, poi, si sono succedute diverse generazioni di satelliti e ci sono perciò problemi di uniformazione dei dati, tanto che nel corso degli anni si sono ripetute numerose correzioni e ricalibrazioni delle serie.

Lo stesso problema, però, si pone con le stazioni meteo, dato dall’impossibilità di coprire interamente e uniformemente la superficie del pianeta. Ci sono zone come oceani, deserti, foreste o l’intero Antartide da cui è possibile avere solo pochi dati e questo rappresenta un grande limite. Anche in questo caso si cerca di rimediare attraverso delle correzioni matematiche, ma rimane il problema che la temperatura dell’intero Antartide viene stimata attraverso una decina di stazioni quando nei soli Stati Uniti sono migliaia. Sia il sistema di rilevamento satellitare, sia quello terrestre hanno quindi i loro vantaggi e i loro limiti. Limitarsi a considerare i risultati solo di uno dei due non sarebbe un atteggiamento corretto dal punto di vista scientifico.
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #12 il: Febbraio 26, 2017, 10:13:36 am »
Ecco l'anomalie delle temperature globali...divise tra N emisfero e S emisfero e Media globale nell'anno 2016




  si nota come El Nino abbia alterato il sopramedia nel nostro emisfero, tra fine estate 2015 e inizio primavera 2016, mentre quello opposto mostra un calo durante giugno e luglio scorsi...         nulla di ecclatante cmq sia in un verso che nell'altro, anzi:



 :)

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #13 il: Febbraio 28, 2017, 10:56:37 am »
Ecco un altro tassello(fondamentale) in questo articolo, sui cambiamenti climatici di origine antropica.
Basterebbe solo staccarsi dai media di potere ed essere meno lobomotizzati per capire quanto sia improponibile quello che raccontano da svariati anni

http://www.attivitasolare.com/co2-numeri-impossibili-forse-no/

http://notrickszone.com/2017/02/25/blockbuster-paper-finds-just-15-of-co2-growth-since-industrialization-is-due-to-human-emissions/#sthash.WmBXWvhN.uxfs

 :)

Nix novariensis

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #14 il: Marzo 01, 2017, 12:04:11 pm »
Il dibattito sulle cause dei cambiamenti climatici ora dev'essere considerato pressochè dipanato... il consenso sul ruolo del leone da parte della forzante antropica riceve un larghissimo consenso da parte dei ricercatori (97%)... poche le opinioni contrarie, che purtroppo fanno presa sui blog delle casalinghe scettiche, ma è un altro discorso.
La priorità ora è fare in modo che le persone prendano coscienza del problema con azioni "dal basso" volte al risparmio e al rispetto dell'ambiente, mentre la grande politica deve riuscire a intervenire con decisioni "dall'alto" efficaci e - prima si agisce meglio è - meno traumatiche possibile.
Per conservare il più possibile il benessere che ci siamo costruiti a fatica, in modo arraffone e insostenibile, dobbiamo cambiare marcia quanto prima

Ma di questo se ne deve parlare ogni giorno, dai forum al parlamento; dev'essere un dibattito etico-economico trasversale... star lì ancora a discutere di attività solare, PDO, mao mao e dar retta ai negazionisti fa perdere solo tempo prezioso e ahimè, rischia di far prendere decisioni sbagliate sulla politica energetica del futuro e di trascurare le azioni di adattamento ai cambiamenti climatici e alla crisi delle risorse.

Se ne deve parlare innanzi tutto... ma proprio come prima cosa. Parlare, e non negare... parlare in modo intelligente e non sminuire... parlare per agire.
Quanto vorrei che nei forum non ci fossero i Savonarola del clima, per restare in tema toscano

Offline Sniek

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #15 il: Marzo 01, 2017, 12:16:40 pm »
Ciao Nix, vorrei farti una domanda da ignorante: è sufficiente il mio singolo contributo o dovrebbero essere le multinazionali i primi a prendere coscienza del problema e prendere provvedimenti?

Nix novariensis

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #16 il: Marzo 01, 2017, 12:48:13 pm »
Ciao Nix, vorrei farti una domanda da ignorante: è sufficiente il mio singolo contributo o dovrebbero essere le multinazionali i primi a prendere coscienza del problema e prendere provvedimenti?

Le multinazionali temo che per definizione non prendano provvedimenti che non siano legati ai loro interessi a brevissimo termine (e purtroppo mai lungimiranti). Per loro ci vuole un intervento politico forte, ma come ben sappiamo economia e potere vanno di pari passo... solo con una presa di coscienza collettiva che parte dal basso si più condizionare la politica e quindi anche le scelte. Il singolo politico che prende provvedimenti e dice "care multinazionali del carbonio fossile, è ora di mitigare le emissioni" non sarà mai ascoltato se non è la società a imporre in qualche maniera una linea comune.
Purtroppo dall'alto partono solo aberrazioni come il decreto sblocca-italia di qualche anno fa (2012 o 2013, se non erro) che ritardano sì, ma anche aggravano il problema.

Tutto secondo me parte dall'informazione... prendiamo atto che il problema esiste, parliamone in tv, sui giornali, nei forum, portiamolo in parlamento... da lì, se agiamo bene, parte poi l'escalation che va a toccare anche i provvedimenti di ordine superiore

Qual è il ruolo del cittadino? Il cittadino deve agire nel piccolo, quantomeno limitando gli sprechi... se tutti i singoli cittadini danno il loro piccolo contributo, si ottengono grandi cose. La politica, parallelamente, deve indurre TUTTI i cittadini a comportarsi come il singolo virtuoso. Non ci vuole nemmeno molto...

My opinion ;)

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #17 il: Marzo 01, 2017, 04:44:23 pm »
Quindi multinazionali non se ne interessano, i paesi Brics neanche, nazioni povere non sono interessate....O sono tutti pazzi o c'è qualcosa che non torna

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #18 il: Marzo 01, 2017, 05:37:49 pm »
Quindi multinazionali non se ne interessano, i paesi Brics neanche, nazioni povere non sono interessate....O sono tutti pazzi o c'è qualcosa che non torna

Il fatto è proprio questo...che a tutti LORO torna..  ma a noi comuni cittadini molto meno... ;)

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #19 il: Marzo 01, 2017, 07:52:50 pm »
Il fatto è proprio questo...che a tutti LORO torna..  ma a noi comuni cittadini molto meno... ;)
Qualora ci fosse un Gw causato da agenti inquinanti tutti ne pagheremmo le conseguenze, anche i signori delle multinazionali. Anche loro ed i loro figli. Questo vorrei far capire. Anche se guadagnano soldi ci farebbero ben poco. E se invece il GW venisse utilizzato per colpire alcune nazioni e arricchirsi con i soldi della popolazione? Chi non ha cambiato auto ed elettrodomestici perché consumavano meno, almeno secondo le dichiarazioni dei costruttori? Chi ha mai controllato realmente che queste dichiarazioni siano reali?

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #20 il: Marzo 01, 2017, 11:29:03 pm »
Intanto in questo gw galoppante  ;D  vediamo cosa ci dice il Lamma ...dei Febbraio e di questo Febbaio appena conscluso, per un'area della vostra regione tra FI AR GR PI



mese sopramedia se confrontato con le varie medie 71-00 e 81-10(per il secondo trentennio,anomalia più marcata, a testimoniare che semmai nell'ultimo trentennio sono stati mediamente abbastanza freddi, anzichè il contrario)..
però notiamo anche come a metà anni 60 e nel decennio anni 70, siano molti lo stesso sopra la media(spece 81-10)   ;)

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #21 il: Marzo 02, 2017, 06:33:02 am »
Intanto in questo gw galoppante  ;D  vediamo cosa ci dice il Lamma ...dei Febbraio e di questo Febbaio appena conscluso, per un'area della vostra regione tra FI AR GR PI



mese sopramedia se confrontato con le varie medie 71-00 e 81-10(per il secondo trentennio,anomalia più marcata, a testimoniare che semmai nell'ultimo trentennio sono stati mediamente abbastanza freddi, anzichè il contrario)..
però notiamo anche come a metà anni 60 e nel decennio anni 70, siano molti lo stesso sopra la media(spece 81-10)   ;)
Visto anch'io sulla pagina FB del Lamma Come dicevo in un altro topic prendere a riferimento solo 30 anni è statisticamente inefficace per cui fuorviante

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #22 il: Marzo 02, 2017, 08:36:39 am »
I dati vanno anche interpretati in base alle temperature giornaliere minime massime e durante le 24 ore,giorno per giorno altrimenti non si capiscono certe dinamiche col risultato che un valore medio mensile globale può trarre in inganno. Ad esempio il Febbraio 2012 mostra una media sui 4 gradi nonostante 15 giorni con termiche molto gelide in quota e valori quasi sempre sotto zero o vicini allo zero al suolo. Eppure ci sono altri mesi con una media simile e che non hanno avuto una lunga fase di gelo.
Cosa significa? Che la seconda metà di febbraio 2012 ha visto valori termici molto miti senza rigurgiti freddi mentre anni come il 2003 o 2005,tanto per fare un esempio,pur non avendo avuto ondate di gelo significative ,hanno avuto un andamento freddo più costante con solo poche giornate miti.
Quindi questi grafici ci raccontano di come è stata la media termica ma non l'andamento dei valori nel corso dei giorni;e questo,secondo me,è importante per capire come il clima varia la sua modalità di esprimersi. :)
PENSI DI AVER VISTO IL PEGGIO? PRIMA O POI TI RICREDERAI.

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #23 il: Marzo 02, 2017, 01:17:15 pm »
Il clima varia costantemente e il suo modo di esprimersi è dato dalle medie mensili, se si parla di clima basato su medie e riscontri vissuti in passato. :)

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #24 il: Marzo 02, 2017, 06:44:54 pm »
I dati vanno anche interpretati in base alle temperature giornaliere minime massime e durante le 24 ore,giorno per giorno altrimenti non si capiscono certe dinamiche col risultato che un valore medio mensile globale può trarre in inganno. Ad esempio il Febbraio 2012 mostra una media sui 4 gradi nonostante 15 giorni con termiche molto gelide in quota e valori quasi sempre sotto zero o vicini allo zero al suolo. Eppure ci sono altri mesi con una media simile e che non hanno avuto una lunga fase di gelo.
Cosa significa? Che la seconda metà di febbraio 2012 ha visto valori termici molto miti senza rigurgiti freddi mentre anni come il 2003 o 2005,tanto per fare un esempio,pur non avendo avuto ondate di gelo significative ,hanno avuto un andamento freddo più costante con solo poche giornate miti.
Quindi questi grafici ci raccontano di come è stata la media termica ma non l'andamento dei valori nel corso dei giorni;e questo,secondo me,è importante per capire come il clima varia la sua modalità di esprimersi. :)
Old la mia opinione è che il clima è cambiato e cambierà per motivi a noi ancora sconosciuti. Ad oggi si ipotizzano periodi estremi passati basandosi su poco più che ipotesi. Il tuo ragionamento lo trovo corretto ma a quel punto va a scontrarsi con la definizione scientifica di clima quindi di una pura media dei dati. Questa è una mia opinione, chiaramente, e spero che chiunque ne abbia una si esprima in piena libertà ;)

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #25 il: Marzo 06, 2017, 10:24:14 pm »
Ecco un altro dato che smaschera scenziati pro-fondi statali...emhh pro -agw  ;D

https://realclimatescience.com/2017/03/arctic-sea-ice-extent-the-same-as-2006/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

In sostanza abbiamo all'incirca la stessa estensione della massa ghiacciata artica di 11 anni fà.

Offline Sniek

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #26 il: Marzo 14, 2017, 11:52:19 am »
http://www.lamma.rete.toscana.it/news/inverno-altalenante-temperature-media-e-poca-pioggia

Questo è il report del Lamma per l'inverno appena trascorso. Dati alla mano, l'inverno è risultato nella fantomatica media

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #27 il: Marzo 14, 2017, 03:32:47 pm »
E' chiaro che gli ultimi 30 anni hanno una media al rialzo rispetto alla media trentennale precedente(1950-1980)..
ma quello che secondo me è poco chiaro, è il fatto che sembra che questa cosa sia irreversibile...verso il caldo logicamente..
sarebbe interessante vedere una media trentennale per es. tra il 1050 e il 1080 ... ::) :) :D

fonte Wikipedia



bel thread cmq..bravo sniek  ;)

La vedi già da quel grafico... sono "smoothed" sia gli ultimi decenni, che il Medioevo. Non è che lo è solo il medioevo

E considera anche che le temperature non si sono fermate al 2004...

Offline Sniek

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #28 il: Marzo 14, 2017, 03:43:28 pm »
Ma vogliamo credere di conoscere con accuratezza le temperature globali del medioevo?!?

Offline bebix

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #29 il: Marzo 14, 2017, 03:54:32 pm »
Sei un grande!

Ma vogliamo credere di conoscere con accuratezza le temperature globali del medioevo?!?

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #30 il: Marzo 14, 2017, 05:42:19 pm »
Ma vogliamo credere di conoscere con accuratezza le temperature globali del medioevo?!?

Giusta osservazione! Non riusciamo ad averle oggi con accuratezza, figuriamoci 1000 anni fà!
eeee..questo Agw...

Offline Karasjok

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #31 il: Marzo 15, 2017, 04:59:10 pm »
certo che riusciamo a sapere l'andamento delle temperature nel medioevo. Ci sono molti studi che uniscono la storiografia, i carotaggi, la dendrocronologia.

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #32 il: Marzo 15, 2017, 05:36:23 pm »
Ma vogliamo credere di conoscere con accuratezza le temperature globali del medioevo?!?

Di certo non si può pretendere di conoscere nel dettaglio la variabilità termica interannuale, ma si possono ricostruire con buona affidabilità le condizioni medie del clima attraverso i dati proxy

- crioclimatologia
- dendroclimatologia
- composizione chimica delle torbiere

Di letteratura sull'argomento ce n'è fin che vuoi... basta cercare. A meno che sniek non voglia avere la pretesa di invalidare decenni di studi sull'argomento da parte di migliaia di ricercatori laureati

Non ha mai fatto così caldo negli ultimi 5000 anni, il clima non è mai cambiato così rapidamente, e anche quando in passato (molto lontano) ha fatto più caldo di ora non c'erano 7 miliardi di bocche da sfamare. Credo sia abbastanza ora di finirla a dubitare di tali evidenze e di non tirare più in ballo delle cantonate clamorose come la Groenlandia verde o le vigne al Polo nord

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #33 il: Marzo 15, 2017, 05:48:14 pm »
certo che riusciamo a sapere l'andamento delle temperature nel medioevo. Ci sono molti studi che uniscono la storiografia, i carotaggi, la dendrocronologia.
Ciao, un conto è parlare di un andamento un conto è parlare con precisione della temperatura media in un determinato luogo 1000 anni fa. Qui si parla di decimi di grado, non mi sembra sia possibile. Se per favore ci puoi dare un riferimento, un testo, così possiamo leggere ed informarci. Grazie  ;)

Offline Sniek

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #34 il: Marzo 15, 2017, 05:54:44 pm »
Di certo non si può pretendere di conoscere nel dettaglio la variabilità termica interannuale, ma si possono ricostruire con buona affidabilità le condizioni medie del clima attraverso i dati proxy

- crioclimatologia
- dendroclimatologia
- composizione chimica delle torbiere

Di letteratura sull'argomento ce n'è fin che vuoi... basta cercare. A meno che sniek non voglia avere la pretesa di invalidare decenni di studi sull'argomento da parte di migliaia di ricercatori laureati

Non ha mai fatto così caldo negli ultimi 5000 anni, il clima non è mai cambiato così rapidamente, e anche quando in passato (molto lontano) ha fatto più caldo di ora non c'erano 7 miliardi di bocche da sfamare. Credo sia abbastanza ora di finirla a dubitare di tali evidenze e di non tirare più in ballo delle cantonate clamorose come la Groenlandia verde o le vigne al Polo nord
Nel XXI secolo, riusciamo ad avere dati con una certa precisione grazie ai satelliti. Se non lo sapevi t'ho illuminato
Ora vado a leggere se 5000 anni fa avevano questa tecnologia, appena trovo qualcosa ti rispondo......

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #35 il: Marzo 15, 2017, 06:46:06 pm »
Nel XXI secolo, riusciamo ad avere dati con una certa precisione grazie ai satelliti. Se non lo sapevi t'ho illuminato
Ora vado a leggere se 5000 anni fa avevano questa tecnologia, appena trovo qualcosa ti rispondo......

Io ti posso da par mio illuminare sul fatto che per il passato è possibile ricostruire le condizioni climatiche "medie", che poi sono quelle che più contano per valutare i cambiamenti climatici sulla lunga distanza. In caso contrario ti ringrazio per avermi detto che esiste l'acqua calda  ;)

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #36 il: Marzo 15, 2017, 11:02:00 pm »
Di certo non si può pretendere di conoscere nel dettaglio la variabilità termica interannuale, ma si possono ricostruire con buona affidabilità le condizioni medie del clima attraverso i dati proxy

- crioclimatologia
- dendroclimatologia
- composizione chimica delle torbiere

Di letteratura sull'argomento ce n'è fin che vuoi... basta cercare. A meno che sniek non voglia avere la pretesa di invalidare decenni di studi sull'argomento da parte di migliaia di ricercatori laureati

Non ha mai fatto così caldo negli ultimi 5000 anni, il clima non è mai cambiato così rapidamente, e anche quando in passato (molto lontano) ha fatto più caldo di ora non c'erano 7 miliardi di bocche da sfamare. Credo sia abbastanza ora di finirla a dubitare di tali evidenze e di non tirare più in ballo delle cantonate clamorose come la Groenlandia verde o le vigne al Polo nord

Chi lo dice sà di mentire...
semplice!  ;)

Offline Karasjok

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #37 il: Marzo 16, 2017, 06:06:46 pm »
 Questo è lo studio che ha ricostruito il clima di oltre 1700 anni grazie ai Pini siberiani :
http://www.wsl.ch/info/mitarbeitende/frank/D_Arrigo_etal_GRL_2001.pdf

Questo è un bellissimo progetto italiano di collaborazione multidisciplinare sullo studio del clima medioevale : http://www.nimbus.it/meteoshop/Estratti/Nimbus/6566_estratto3.pdf

 Questo è uno studio sul clima recente applicando le scoperte di Le Roy Ladurie
http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/agrometeo/file-e-allegati/atlante/Clima%20e%20vite%20a%20Conegliano.pdf

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #38 il: Marzo 16, 2017, 06:51:07 pm »
Questo è lo studio che ha ricostruito il clima di oltre 1700 anni grazie ai Pini siberiani :
http://www.wsl.ch/info/mitarbeitende/frank/D_Arrigo_etal_GRL_2001.pdf

Questo è un bellissimo progetto italiano di collaborazione multidisciplinare sullo studio del clima medioevale : http://www.nimbus.it/meteoshop/Estratti/Nimbus/6566_estratto3.pdf

 Questo è uno studio sul clima recente applicando le scoperte di Le Roy Ladurie
http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/agrometeo/file-e-allegati/atlante/Clima%20e%20vite%20a%20Conegliano.pdf


Bellissimo contributo.,..io ho il numero Nimbus con lo studio pubblicato per intero. Ci sono un po' di luoghi comuni che spazza via  ;)

Offline Sniek

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #39 il: Marzo 16, 2017, 08:02:39 pm »
Questo è lo studio che ha ricostruito il clima di oltre 1700 anni grazie ai Pini siberiani :
http://www.wsl.ch/info/mitarbeitende/frank/D_Arrigo_etal_GRL_2001.pdf

Questo è un bellissimo progetto italiano di collaborazione multidisciplinare sullo studio del clima medioevale : http://www.nimbus.it/meteoshop/Estratti/Nimbus/6566_estratto3.pdf

 Questo è uno studio sul clima recente applicando le scoperte di Le Roy Ladurie
http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/agrometeo/file-e-allegati/atlante/Clima%20e%20vite%20a%20Conegliano.pdf

Grazie   Ce n'è materiale

Offline Cloover

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #40 il: Marzo 16, 2017, 08:17:08 pm »
Febbraio 2017: a livello globale è il secondo febbraio più caldo dal 1880

L'analisi mensile del Goddard Institute for Space Studies (Giss) della Nasa non lascia spazio a dubbi ed è frutto delle rilevazioni di 6.300 stazioni meteorologiche nel mondo, dei dati sugli oceani rilevati da navi e boe e delle informazioni provenienti dalle stazioni di ricerca in Antartide.

http://www.meteo.it/giornale/febbraio-2017-a-livello-globale-e-il-secondo-febbraio-piu-caldo-dal-1880-11447.shtml

 :-X :-\
La settimina vincente? BDC strong, QBO-,Solar Flux Low,Nina east/Nino Modoki,Tripolo Atl- , PDO-/anomalie neg. su Pacifico orientale , Area Namias +

Offline valvenegia

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #41 il: Marzo 16, 2017, 08:32:21 pm »
Altro che normalità del clima mediterraneo  :-X
stefano

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #43 il: Marzo 20, 2017, 09:53:13 am »

Allora non ci capiamo
http://www.etimo.it/?term=espandere
Etimologia di espandere: PANDO; PANSUS... stendere ---> EX+pandere = aumentare in estensione

Dal 2001, come tu hai scritto, i ghiacci NON si sono espansi, ma si sono ridotti di estensione. Fusi
Questo è... ripeto; elementari (mi vengono grossi dubbi su chi fosse l'asino o chi abbia esagerato coi fiaschi)  ;)




RIPRENDO QUI(per non andare ot di là)

Bah...allora parliamo lingue diverse!  :o   continui con nominare l'estensione, ma allora ci fai dai... ;D


http://www.reuters.com/article/us-climate-canada-arctic-idUSTRE59S3LT20091029

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #44 il: Marzo 20, 2017, 09:58:29 am »
Ghiaccio pluriennale(più vecchio) ...occhio, NON si parla dell'estensione della superficie marina dell'artide ...



3a elementare  ;D

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #45 il: Marzo 20, 2017, 10:09:47 am »


Anche di superficie bianca non ce n'è sul pianeta...e il polo si sta sciogliendo completamente( questo dovrebbe essere avvenuto già da qualche anno  ;D )



 :o ::) :-[

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #46 il: Marzo 20, 2017, 02:14:50 pm »
Giusto... ho sbagliato a parlare di "estensione"...è un concetto limitativo.
Forse avrei dovuto parlare di volume per capirci meglio. Il bello è che ale81 posta ogni santo giorno grafici aggiornati che, a mio avviso, parlano da soli. Non ci sarebbe neanche da discuterci su

Nix novariensis

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #47 il: Marzo 20, 2017, 02:15:46 pm »
Aggiungo... sto ancora aspettando gli effetti sulle T globali del minimo solare del 2006-2011... posso fare una pausa caffè o devo continuare ad aspettare?  :D

Offline oldstylewinter

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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #48 il: Marzo 20, 2017, 06:26:25 pm »
Giusto... ho sbagliato a parlare di "estensione"...è un concetto limitativo.
Forse avrei dovuto parlare di volume per capirci meglio. Il bello è che ale81 posta ogni santo giorno grafici aggiornati che, a mio avviso, parlano da soli. Non ci sarebbe neanche da discuterci su

A livello di albedo non credo che il ghiaccio vecchio che si espande in spessore influisca quanto l'aumento della superficie coperta dai ghiacci in totale.
 ::)
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Re:Global Warming e cambiamenti climatic
« Risposta #49 il: Marzo 20, 2017, 11:26:53 pm »
può darsi, ma cmq la neve(fresca) ha maggior effetto di questo tipo, rispetto al ghiaccio marino