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Topics - ale81

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Da oltre un secolo il World Glacier Monitoring Service (WGMS) e le organizzazioni che lo hanno preceduto raccolgono e diffondono dati standardizzati sulle variazioni dei ghiacciai. A tal fine, il WGMS raccoglie annualmente i dati sui ghiacciai attraverso la sua rete di collaborazione scientifica attiva in più di 30 paesi.La raccolta mondiale di informazioni in merito ai cambiamenti in corso sui ghiacciai è stata avviata nel 1894 con la costituzione della Commissione internazionale dei ghiacciai in occasione del 6° Congresso geologico internazionale di Zurigo, in Svizzera. Si sperava che le osservazioni a lungo termine dei ghiacciai potessero dare un'idea dei processi di cambiamento climatico, come ad esempio lo sviluppo delle ere glaciali. Da allora gli obiettivi del monitoraggio internazionale dei ghiacciai si sono evoluti e moltiplicati. Dall' inizio delle osservazioni sistematiche coordinate a livello internazionale sulle variazioni dei ghiacciai, nel 1894, è stata creata una base di dati preziosa e sempre più importante sui cambiamenti dei ghiacciai. Nel 1986 il World Glacier Monitoring Service (WGMS) ha iniziato a gestire e sviluppare la raccolta di informazioni sui cambiamenti dei ghiacciai, quando i due ex servizi ICSI PSFG (Permanent Service on Fluctuations of Glaciers) e TTS/WGI (Temporal Technical Secretariat/World Glacier Inventory) furono accorpati.Oggi il Servizio Mondiale di Monitoraggio dei Ghiacciai (WGMS) raccoglie osservazioni standardizzate sulle variazioni di massa, volume, area e lunghezza dei ghiacciai che avvengono nel corso del tempo (fluttuazioni dei ghiacciai), così come informazioni statistiche relative alla distribuzione della superficie perenne dei ghiacci  (Inventari dei ghiacciai). Tali dati sulle fluttuazioni dei ghiacciai e sugli inventari sono variabili di importanza prioritaria nel monitoraggio del sistema climatico; essi costituiscono la base per la modellazione idrologica rispetto ai possibili effetti del riscaldamento atmosferico e forniscono informazioni fondamentali per la glaciologia, la geomorfologia glaciale e la geologia del quaternario. La più alta densità di informazioni si trova per le Alpi e la Scandinavia, dove sono disponibili registrazioni lunghe e ininterrotte.Il WGMS è un servizio della International Association of the Cryospheric Sciences dell'Unione Internazionale di Geodesia e Geofisica (IACS, IUGG) e del World Data System del Consiglio Internazionale delle Scienze (ISC, ex ICSU) e lavora sotto l'egida del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UN Environment Programme), dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) e dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO). In stretta collaborazione con il National Snow and Ice Data Center (NSIDC) degli Stati Uniti e l'iniziativa Global Land Ice Measurements from Space (GLIMS), il WGMS gestisce la Global Terrestrial Network for Glaciers (GTN-G) a sostegno della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

Qual è lo stato attuale dei ghiacciai a livello mondiale?
I glaciologi valutano lo stato di un ghiacciaio misurando il suo bilancio di massa annuale come risultato combinato dell'accumulo di neve (guadagno di massa) e dello scioglimento (perdita di massa) durante un determinato anno. Il bilancio di massa riflette le condizioni atmosferiche di un anno (idrologico) e, se misurato su un lungo periodo e visualizzato in modo cumulativo, le tendenze del bilancio di massa sono un indicatore delle variazioni climatiche. Lo scioglimento stagionale contribuisce al deflusso e il bilancio annuale (cioè la variazione netta della massa dei ghiacciai) contribuisce al cambiamento del livello dei mari.
Nella figura 1 , viene identificato il bilancio di massa annuale dei ghiacciai con oltre 30 anni di misurazioni glaciologiche in corso. I valori di variazione annuale della massa sono indicati sull'asse y nell'unità di misura equivalente di acqua (m w.e.) che corrisponde a tonnellate per metro quadrato (1.000 kg m-2). Fonte: WGMS (2020, rapporti aggiornati e precedenti). I dati possono essere scaricati qui. Il grafico relativo alla variazione globale della massa dei ghiacciai mostra il bilancio annuale stimato per un insieme di ghiacciai di riferimento globali con più di 30 anni di osservazione continua per il periodo 1950-2019. I valori globali sono calcolati utilizzando un solo singolo valore (in media) per ciascuna delle 19 regioni montane, al fine di evitare una distorsione rispetto alle regioni meglio osservate. Nell'anno idrologico 2017/18, i ghiacciai osservati hanno registrato una perdita di ghiaccio di 0,89 m s.l.m. Le stime preliminari per il 2018/19 indicano che il bilancio di massa annuale è molto negativo, con una perdita di ghiaccio di > 1,0 m s.l.m. Con questo, otto dei dieci anni con il bilancio di massa maggiormente negativo sono stati registrati dopo il 2010. Un valore di -1,0 m s.a. all'anno rappresenta una perdita di massa di 1.000 kg per metro quadrato di copertura di ghiaccio o una perdita annuale di spessore del ghiacciaio di circa 1,1 m all'anno, poiché la densità del ghiaccio è solo 0,9 volte la densità dell'acqua.

La figura 2,mostra la variazione della massa cumulativa dei ghiacciai di riferimento. I valori cumulativi relativi al 1976 sono riportati sull'asse y nell'unità di misura equivalente di acqua (m w.e.). Dalla metà degli anni '70, la variazione cumulativa della massa glaciale dei ghiacciai di riferimento globali, come mostrato nel grafico sopra, è stimata a circa 22 m w.e. I ghiacciai osservati erano prossimi a livelli stazionari durante gli anni '60, seguiti da una sempre più forte perdita di ghiaccio fino ad oggi. Il quasi raddoppio dei tassi di perdita di ghiaccio in ogni decennio fino ad oggi (oltre la diminuzione della superficie dei ghiacciai) non lascia dubbi sul cambiamento climatico in corso e sulla forzatura sostenuta, anche se una parte della tendenza all'accelerazione osservata è probabilmente causata da un processo di feedback positivo (ad esempio, abbassamento della superficie, disgregazione dei ghiacciai).

 La Fig. 3 mostra la variazione della massa cumulativa rispetto al 1976 per quanto riguarda i valori regionali e globali in base ai dati dei ghiacciai di riferimento. I valori cumulativi sono indicati sull'asse delle y nell'unità di misura equivalente di acqua (m w.e.). Le stime del bilancio di massa qui considerate sono basate su un insieme di ghiacciai di riferimento globali con più di 30 anni di osservazione continua per il periodo di osservazione, che sono raccolti dal World Glacier Monitoring Service (WGMS) in una serie storica di dati annuali provenienti da una rete di collaborazione scientifica in più di 40 paesi in tutto il mondo(https://wgms.ch/products_ref_glaciers/). I valori regionali sono calcolati come medie aritmetiche. I valori globali sono calcolati utilizzando un solo singolo valore (media) per ogni regione con ghiacciai, per evitare una polarizzazione verso le regioni ben osservate. I valori prima del 1960 e nel 2019 devono essere presi con cautela a causa delle limitate quantità dei campionamenti.

Fonte dati:  https://wgms.ch/global-glacier-state/

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Buona giornata a tutti.Anche se l attuale stagione invernale ha fatto registrare condizioni non particolarmente invernali sul continente europeo, nel resto dell emisfero settentrionale la situazione inerente la copertura nevosa non sembra molto distante dalla situazione riscontrata lo scorso anno.

Di seguito il grafico relativo alla copertura nevosa dell'emisfero settentrionale (bianca) e  del ghiaccio marino  (giallo) riscontrata nel giorno 29 gennaio 2019 (a sinistra) e 2020 (a destra). Fonte della mappa: Centro nazionale del ghiaccio (NIC).



https://www.natice.noaa.gov/ims/

Come detto sopra, al momento le maggiori anomalie riguardano il continente europeo.

https://climate.rutgers.edu/snowcover/chart_daily.php?ui_year=2020&ui_day=29&ui_set=2

Se il continente europeo ha fatto registrare anomalie negative,diversi settori dell asia meridionale,e dell america hanno registrato diverse anomalie positive.Questo nel giorno 29 gennaio 2020.


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Di seguito i grafici mensili relativi al totale accumulato nel periodo dicembre 2019,percentuale delle precipitazioni rispetto alla norma , Ossia  il valore, espresso in percentuale (%) rispetto a quanto mediamente piove nel periodo considerato,valori medi e lo scostamento rispetto alla climatologia, cioè rispetto ai valori su almeno 30 anni di osservazioni.



https://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/analysis_monitoring/regional_monitoring/europe.shtml

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Di seguito i grafici noaa relativi al  totale accumulato nel periodo 29 dicembre 2019/04 gennaio 2020 , i valori estremi (massimi e minimi) registrati, i valori medi e lo scostamento rispetto alla climatologia, cioè rispetto ai valori su almeno 30 anni di osservazioni.



https://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/analysis_monitoring/regional_monitoring/europe.shtml

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Buona serata a tutti. Ora qualcuno mi dirà che sono scemo, o magari un visionista o peggio ancora.Premetto che non ne capisco nulla o quasi, ma secondo me, dall analisi del getto a 250 mb riscontrato nelle ultime settimane, la scarsa penetrazione di quest ultimo sul continente euroasiatico mi lascia pensare a ben altre cose. Magari non vedremo subito gli effetti, ma secondo me, prossimamente qualcosa potrebbe uscire dalle nebbie modellistiche.Oppure magari non ne uscirà nulla. Vedremo.........................


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Il limite di innevamento è definito come la massima altitudine raggiunta durante la stagione di scioglimento, in cui rimane la neve della precedente stagione di accumulo tende a rimanere (Cogley et al., 2011).
La quota del limite delle nevi è un prezioso indicatore climatico,  perché al termine della stagione di ablazione coincide approssimativamente con la linea d'equilibrio, ovvero quella linea immaginaria lungo la quale il bilancio di massa del ghiacciaio è nullo; fa da confine tra la zona di accumulo e la zona di ablazione. Pertanto il limite delle nevi fornisce una variabile olistica chiave che indica il cambiamento climatico.
Il grafico illustra la posizione della snowline calcolata tramite il modello digitale di elevazione (DEM) del Greenland Mapping Project (GIMP, Howat et al. (2014). La linea di innevamento è facilmente visibile nella parte meridionale, occidentale e settentrionale della Groenlandia a causa del terreno relativamente uniforme, mentre la linea di innevamento mostra un modello più complesso nella Groenlandia orientale in cui sono presenti rilievi montuosi.
Per determinare l'elevazione del limite delle nevi è stato sviluppato un metodo che utilizza il sensore spettroradiometro a risoluzione moderata (MODIS) sul satellite Terra. Il sensore MODIS produce un set di dati globale su base giornaliera, con una risoluzione variabile tra 250 m e 1 km, in 36 bande che coprono le lunghezze d'onda visibili alle lunghezze d'onda termiche.



I dati ci indicano  che alla fine della stagione dello scioglimento ,la superficie di  ghiaccio esposto è stata di circa 180.000 km²,praticamente uguale a quella a quella riscontrata nella stagione 2012.

Fonte dati  http://polarportal.dk/en/greenland/surface-conditions/#c23814

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4 chiacchiere al bar / Non sono riuscito a contribuire per il forum
« il: Dicembre 30, 2019, 04:40:54 pm »
Con grande dispiacere ho notato che la campagna donazioni risulta già completata. Io non ho contribuito a nulla e ciò mi rende veramente dispiaciuto. Come posso rimediare? Cosa posso fare per aiutare il sito in generale? A livello economico al momento non riesco a causa delle uscite piuttosto importanti dei mesi scorsi.Tuttavia se all amministrazione del sito interessa , ho una licenza mai utilizzata  vBulletin 5  . Fatemi sapere.

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Stanza nazionale: Analisi e previsioni meteo / GRACE-FO update
« il: Dicembre 29, 2019, 01:59:41 pm »
Disponibili i nuovi dati provenienti dai due satelliti GRACE-FO relativi  al bilancio di massa della calotta di ghiaccio in Groenlandia.I due satelliti GRACE-FO usano lo stesso tipo di sistema a microonde   di GRACE(Gravity Recovery and Climate Experiment).Sistema che riuscirà a garantire un livello di precisione simile a quello avutosi con la precedente missione.GRACE-FO è una missione resa possibile dalla partnership tra la NASA e il German Research Center for Geosciences (GFZ). I veicoli spaziali gemellati GRACE-FO sono gestiti dal Centro operativo spaziale tedesco di Oberpfaffenhofen, in Germania, con un contratto GFZ con il Centro aerospaziale tedesco (DLR). JPL gestisce la missione per la divisione Scienze della Terra della NASA presso la direzione della missione scientifica presso la sede della NASA a Washington. Caltech a Pasadena, in California, gestisce JPL per la NASA. La missione GRACE Follow-On (GRACE-FO) come accennato sopra avrà "l onore"di  continuare il lavoro intrapreso da  GRACE, monitorando il movimento delle masse d'acqua terrestri oltre ai   cambiamenti di massa superficiale in tutto il pianeta e il monitoraggio delle calotte glaciali e dei ghiacciai, l'immagazzinamento delle acque superficiali e sotterranee, e la quantità di acqua nei grandi laghi e fiumi.
I cambiamenti di massa della calotta di ghiaccio della Groenlandia osservati da GRACE/GRACE-FO vengono presentati/forniti in due diverse versioni: 1(bilancio di massa superficiale a livello di bacini ) e a griglia. Sebbene  vengano utilizzati algoritmi diversi, entrambe le serie di dati concordano all'interno della gamma  dell'incertezza mensile GRACE a livello di bacino. Entrambi i prodotti sono corretti per il Glacial Isostatic Adjustment (GIA) basato sul modello ICE-5G / VM2 http://gravis.gfz-potsdam.de/corrections







http://gravis.gfz-potsdam.de/greenland

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Buona serata a tutti.Al momento il centro previsionale inglese met office pone in evidenza un trimestre invernale dominato da condizioni di nao positiva. Sarà veramente così? Non resta che seguire l evoluzione.Nel frattempo posto i grafici.




https://www.metoffice.gov.uk/research/climate/seasonal-to-decadal/gpc-outlooks/ens-mean

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L’estate 2019 non è stata eccezionale, ma nemmeno nella norma. Osservato un aumento significativo delle temperature. Memorabili le grandinate del 22 giugno.
L’estate 2019 non è stata eccezionale, ma nemmeno nella norma. In linea con le tendenze osservate nel corso degli ultimi 65 anni in Emilia-Romagna, come in gran parte dell’italia, si è osservato un aumento significativo delle temperature, soprattutto nei valori massimi giornalieri. Memorabili le grandinate del 22 giugno.
(Anteprima Ecoscienza 4/2019)
estate 2019 verrà ricordata perché per la prima volta le temperature dell’Europa centrale hanno superato abbondantemente i 40 °C in varie località, inclusa Parigi. Nonostante in Emilia-Romagna le onde di calore siano state meno estreme, e soprattutto meno inattese – non si sono raggiunti ad esempio i valori osservati nel 2017 – la temperatura media regionale estiva si è assestata sul quarto valore della serie (dopo il 2003, il 2012 e il 2017) e a pari merito con il 2015. Anomalie termiche quindi di tutto rispetto, che si sono manifestate attraverso una serie di onde di calore ripetute di lunghezza non eccezionale.
Dalla figura 1 emerge chiaramente che, dopo una primavera conclusasi con un mese di maggio freddo e piovoso (v. Pavan et al., Ecoscienza 3/2019)  https://www.arpae.it/cms3/documenti/_cerca_doc/ecoscienza/ecoscienza2019_3/valentina_pavan_et_al.pdf, l’estate ha fatto il suo esordio con un rialzo netto delle temperature medie regionali dell’ordine di +9 °C in soli 6 giorni. Nel corso dell’estate, le temperature si sono mantenute quasi sempre sopra ai valori di riferimento relativi al periodo 1961-1990, tranne in poche occasioni.

Le mappe in figura 2 ci mostrano l’anomalia del numero di giorni caldi e di notti tropicali rispetto al clima 1961-1990. Entrambe le mappe presentano valori massimi in pianura e sulla prima collina. In particolare, i giorni caldi presentano valori più uniformi di anomalia, se pur con un massimo accentuato nella pianura piacentina. L’anomalia del numero di notti tropicali, invece, è principalmente concentrata nelle aree urbane, nel ferrarese e lungo la costa romagnola. In generale, nel corso della scorsa estate, le onde di calore, se pur intense, sono state caratterizzate da una durata abbastanza limitata nel tempo. I valori di temperatura più alti sono stati osservati il 27 giugno, quando nel piacentino le temperature massime hanno superato su ampie aree i 40°C.

Piogge eccezionali in maggio,  grandinate anomale in giugno
Queste anomalie termiche sono state accompagnate da rilevanti anomalie pluviometriche. La figura 3 presenta le anomalie di precipitazione mensile e del bilancio idro-climatico medie regionali dell’ultimo anno idrologico. Le eccezionali piogge di maggio, che sull’Appennino centrale hanno raggiunto valori pari a tre volte le attese, hanno ricaricato i corpi idrici in modo sostanziale, scongiurando definitivamente la siccità idrologica. Nel corso dell’estate, gli apporti sono stati altalenanti, con giugno e agosto caratterizzati da piogge scarse e luglio, al contrario, da precipitazioni abbondanti, con anomalie percentuali del 150%.


La discreta variabilità dei regimi pluviometrici ha permesso di chiudere l’estate in condizioni prossime alla normalità e in assenza di stress idrici rilevanti in gran parte della regione. Le piogge sono arrivate sotto forma di temporali con effetti al suolo anche di grande rilevanza, basti pensare ai temporali del 22 giugno, associati a grandinate con chicchi dalle dimensioni del tutto eccezionali estese ad ampie aree della regione, ad allagamenti e a forti raffiche di vento.

La grandine ha portato in Romagna gravi danni agli alberi da frutto e nell’area bolognese, modenese e reggiana danni alle proprietà, arrivando a rompere i vetri di decine di auto a Bologna città (v. rapporto di evento disponibile on line).

È stata quindi un’estate non eccezionale, ma non nella norma e, purtroppo, dalle caratteristiche in linea con le tendenze osservate nel corso degli ultimi 65 anni. In particolare nella nostra regione, come in gran parte dell’Italia si osserva un aumento significativo delle temperature, sia in termini di valori medi che di valori estremi, particolarmente accentuato nella stagione estiva, soprattutto nei valori massimi giornalieri. A questo, sempre in estate, si somma una tendenza al calo delle precipitazioni totali conseguenza di un significativo calo nel numero di giorni piovosi e, nella nostra regione in particolare, un calo generale dei quantitativi giornalieri e un allungamento dei periodi continuativi senza pioggia. Il calo delle precipitazioni rende gli strati superficiali del terreno più secchi e favorisce l’amplificazione delle anomalie di temperatura massima, poiché l’energia superficiale si trasferisce sempre più in atmosfera sotto forma di calore sensibile, con conseguente aumento delle temperature, e sempre meno sotto forma di calore latente, con conseguente riduzione dell’effetto mitigante dell’evaporazione.Per quanto riguarda l’agricoltura, gli impatti delle anomalie termiche estive sono stati limitati grazie alla brevità delle ondate di calore intense e alla sostanziale disponibilità di risorse idriche. Quest’anno le anomalie di resa, soprattutto per molte colture arboree, sono state principalmente legate alle anomalie termiche negative del mese di maggio, che hanno ridotto o ritardato le fasi di fioritura e allegagione in diversi alberi da frutto.

Valentina Pavan, Gabriele Antolini, Sandro Nanni, William Pratizzoli
Servizio IdroMeteoClima Arpae Emilia-Romagna

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Buona giornata a tutti.Terminato il periodo  di ablazione che si verifica principalmente nei 3 mesi estivi di giugno, luglio e agosto, inizia il periodo di accumulo che copre un periodo di 9 mesi :1°settembre 2019-31 maggio 2020.
Di seguito il grafico relativo al bilancio di massa del  giorno 01/09/2019 (in mm di acqua equivalente) in confronto alla media giornaliera del periodo 1981-2010.
 Il grafico sotto la mappa mostra il contributo giornaliero totale di tutti i punti sulla calotta glaciale.
Il bilancio di massa serve a misurare  le variazioni di massa della calotta glaciale sulla base della differenza tra la massa accumulata con le precipitazioni nevose invernali e primaverili e la massa persa per la fusione di neve e ghiaccio (ablazione) nella stagione estiva.

La curva blu mostra il bilancio di massa superficiale della stagione in corso misurato in gigatonnellate (1 Gt è di 1 miliardo di tonnellate e corrisponde a 1 chilometro cubo d'acqua).

La curva grigio scuro mostra il valore medio del periodo 1981-2010 mentre la banda grigio chiaro mostra la deviazione standard di 30 anni basata sulla media trentennale ( 1981-2010).












La mappa mostrata di seguito, illustra l'entità dei guadagni e delle perdite totali di massa della calotta glaciale a partire dal 1° settembre dell'anno in corso  rispetto al periodo 1981-2010 . Non è inclusa la massa persa quando dai ghiacciai si staccano gli iceberg e si sciolgono quando entrano in contatto con l'acqua del mare più calda.
Il bilancio di massa serve a misurare  le variazioni di massa che avvengono sulla calotta glaciale sulla base della differenza tra la massa accumulata con le precipitazioni nevose invernali e primaverili e la massa persa per la fusione di neve e ghiaccio (ablazione) nella stagione estiva.
La curva blu mostra la stagione in corso, mentre la curva rossa mostra l'andamento corrispondente per la stagione 2011-12, quando il livello di fusione risultò estremamente elevato.

La curva grigio scuro mostra la media del periodo 1981-2010.

La banda grigio chiaro mostra le differenze da un anno all'altro. Per ogni giorno di calendario la banda mostra la deviazione standard di 30 anni basata sulla media trentennale ( 1981-2010),  ma con il valore minimo e massimo per ogni giorno mancante.










La mappa mostra dove è avvenuta la fusione dello strato superficiale della calotta glaciale  nel giorno   01 settembre 2019.Questo è definito come punto di fusione di almeno 1 mm sulla superficie.

La curva sotto la mappa mostra quanto grande è stata  la percentuale della superficie totale della calotta glaciale che è stata interessata dallo scioglimento. La curva blu mostra l'entità della fusione di quest'anno, mentre la curva grigio scuro mostra il valore medio nel periodo 1981-2010 . La banda grigio chiaro mostra le differenze da un anno all'altro. Per ogni giorno di calendario, la banda mostra la deviazione standard di 30 anni basata sulla media trentennale ( 1981-2010), ma con il valore minimo e massimo per ogni giorno mancante.

Da notare che rispetto al bilancio di massa superficiale sotto "variazione giornaliera", lo scioglimento può avvenire senza perdita di massa superficiale, in quanto l'acqua di fusione può congelare nuovamente nella neve sottostante. La sublimazione può anche portare ad una perdita di massa superficiale senza fusione.






Di seguito il grafico relativo alle anomalie delle temperature in relazione ai valori medi del periodo 2004-2013, oltre alle attuali condizioni del vento riscontrate nel periodo :28 agosto - 01 settembre 2019
















 




Di seguito il grafico che illustra le temperature in aggiunta alle condizioni attuali del vento:  28 agosto- 01 settembre 2019.






 Di seguito viene mostrato il grafico relativo all anomalia delle precipitazioni .Il grafico mostra la quantità di precipitazioni cadute nel periodo sotto indicato, rispetto ai valori medi del periodo 2004-2013.Le precipitazioni portano ad un aumento della massa della calotta glaciale della groenlandia .  Periodo di riferimento:  28 agosto- 01 settembre 2019





http://polarportal.dk/en/greenland/

http://polarportal.dk/en/weather/

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Un’ondulazione ciclonica del flusso in quota, associato a correnti più fresche ed instabili atlantiche, determina condizioni di elevata instabilità atmosferica associata a fenomeni temporaleschi di forte intensità che causano grandinate, raffiche di vento e una tromba d’aria nella località di Milano Marittima (RA) con danni agli stabilimenti e alla vegetazione.

 

La descrizione dell´evento è contenuta nel documento disponibile a questo indirizzo:  https://www.arpae.it/cms3/documenti/_cerca_doc/meteo/radar/rapporti/Rapporto_meteo_20190708-10.pdf

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Un indebolimento del campo anticiclonico in quota favorisce infiltrazioni di aria più fresca che accentua le condizioni di instabilità sulla Regione determinando la formazione di temporali di forte intensità associati a grandine, forte vento e fulminazioni nelle giornate del 1 e del 3 luglio.
La descrizione dell´evento è contenuta nel documento disponibile a questo indirizzo:


https://www.arpae.it/cms3/documenti/_cerca_doc/meteo/radar/rapporti/Rapporto_meteo_20190701-03.pdf

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Nowcasting Nord Italia / emilia-romagna, inizio estate da record
« il: Luglio 04, 2019, 10:02:23 am »
 
Dopo un maggio sotto la media, la temperatura ha subito una repentina impennata, facendo registrare a giugno, valori massimi mai osservati nel periodo di misura 1961-2019.

Il picco di temperatura sulla nostra regione è stato osservato giovedì 27 giugno (vedi figura 1), a causa di un esteso promontorio anticlonico che si è spinto dal deserto del Sahara fino all’Europa occidentale. All’interno del promontorio, la massa d’aria inusualmente calda (oltre +10 gradi di anomalia in quota) ha determinato temperature eccezionali che hanno raggiunto l’apice sulla Francia meridionale, dove ben 12 stazioni hanno superato il precedente record storico assoluto di 44,1 °C registrato nell’Agosto 2003, con un picco di 45,9 °C il 28 giugno a Gallargues-le-Montueux (fonte MeteoFrance) http://www.meteofrance.fr/actualites/73726667-record-absolu-45-9-c-c-est-la-temperature-la-plus-chaude-jamais-mesuree-en-france

L’Italia, trovandosi al margine orientale dell’anticiclone, ha registrato valori più bassi ma comunque estremi, che hanno fatto crollare i precedenti record di giugno in maniera diffusa. Al nord-ovest e sul settore alpino, regioni più vicine al picco di temperatura della massa d´aria, sono crollati anche molti record assoluti (vedi  ad esempio la temperatura di Aosta che per la prima volta ha superato i 40 °C, Fonte CFD Regione Valle D’Aosta)  https://cf.regione.vda.it/caldo_anomalo_record_frantumati.php.

Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna si segnala che giovedi 27 giugno in quasi tutta la regione la temperatura massima ha superato i precedenti record del mese di giugno (figura 2), non di qualche decimo come spesso succede quando ci si contende un primato, ma di alcuni gradi.  In alcune aree, come l’Appennino piacentino e parmense anche di  oltre 4 °C , uno scarto enorme.  Alcune località, nella pianura centrale e nell’Appennino piacentino, hanno sfiorato o superato di poco i 40 °C che per giugno equivale ad una anomalia rispetto alla media recente di circa +12 °C in pianura, fino a +16°C in montagna.

Battuto anche il record a 1500 m di quota, in libera atmosfera (importante livello di riferimento). Nel radiosondaggio di mezzanotte del 28 giugno effettuato a S. Pietro Capofiume (Bo) è stata misurata infatti una temperatura di 22,6 °C, un grado superiore al precedente record di giugno. Fatto testimoniato anche dalle elevatissime temperature registrate nelle stazioni di montagna, con la nostra stazione di crinale (Lago Scaffaiolo a 1800 m) che ha eguagliato i 24,5 °C, primato stabilito nell’ondata di caldo intenso dell´agosto 2017. 

Infine, oltre ai picchi record, le temperature si sono mantenute elevate per tutto il mese. La temperatura media regionale (29,4 °C) risulta infatti essere la seconda più alta dopo il giugno 2003 (31,1 °C) e poco più alta del giugno 2017 (29,3 °C) che rappresenta il terzo mese in classifica.


(Mappa della temperatura massima registrate nella giornata del 27 giugno in Emilia-Romagna)




( Differenza in gradi tra le temperature massime del 27 giugno 2019 e il valore massimo di giugno registrato nel periodo 1991-2018)


fonte dati: https://www.arpae.it/dettaglio_notizia.asp?idLivello=32&id=10570

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Le aree coperte da permafrost, o terreni permanentemente congelati, sono costituite da suolo o roccia e comprendono ghiaccio e materiale organico che rimane a 0 ºC o al di sotto di 0 ºC per almeno due anni consecutivi. In Norvegia il permafrost è ampiamente diffuso in alta montagna. Nella Norvegia settentrionale, una parte del permafrost si trova nelle paludi, che spesso producono palsas e altipiani torbosi. Le misurazioni mostrano che il permafrost in Norvegia è "caldo", tipicamente tra -3 e 0 °C.
Nel 1999, il progetto Permafrost and Climate in Europe (PACE), finanziato dall'Unione Europea, ha finanziato la realizzazione di pozzi profondi a Juvvasshøe nel sud della Norvegia e Janssonhaugen a Spistbergen (Svalbard). Questi pozzi hanno favorito la ricerca sul permafrost montano in queste aree e nel 2001 è stata istituita una rete di monitoraggio dei pozzi poco profondi a Snøheim (Dovrefjell) nella Norvegia meridionale. Durante l'Anno polare internazionale (2007-2009) sono state costruite reti di monitoraggio anche nella Norvegia settentrionale, insieme alle Svalbard.
Juvvasshøe, Snøheim e Iskoras  sono il nome delle prime stazioni per il monitoraggio del permafrost nella Norvegia continentale, con i dati della temperatura del suolo utilizzati in tempo reale per i prodotti operativi di monitoraggio del permafrost presentati in questa sede. In questi siti sono presenti anche stazioni meteorologiche ufficiali . I siti sono gestiti in collaborazione con l'Università di Oslo e la Norwegian University of Science and Technology.

Juvvasshøe, Norvegia meridionale (1894 mslm)


Snøheim, Norvegia meridionale (1475 mslm)


Iskoras, Norvegia settentrionale (591 mslm)
(dati non aggiornati)

Sito di monitoraggio del permafrost di Juvvasshøe (1894 mslm) a Jotunheimen, nel sud della Norvegia.





Sito di monitoraggio del permafrost di Snøheim (1475 mslm) a Dovrefjell, nel sud della Norvegia.





Sito di monitoraggio del permafrost di Iskoras (591 mslm) nel Finnmark, nel nord della Norvegia.




Ubicazione dei siti di monitoraggio del permafrost in tempo reale in Norvegia. Sullo sfondo viene mostrata una carta del permafrost per la Norvegia, la Svezia e la Finlandia che fornisce una descrizione dettagliata e aggiornata della distribuzione del permafrost in questa zona (dopo Gisnås et al. 2016).



https://cryo.met.no/nb/node/103

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È disponibile il "Rapporto idrometeoclima per l’anno 2018", realizzato dall’Osservatorio clima regionale di Arpae, 97 pagine che descrivono l’anno appena trascorso in Emilia-Romagna, con analisi mensili e idrologiche dettagliate, informazioni sugli eventi idrometeo rilevanti e tutte le anomalie rispetto al clima di riferimento.

Una “fotografia annuale” che racconta di un 2018 complessivamente caldo, con temperature più alte rispetto alla norma e anomalie positive, rispetto al clima di riferimento 1961-1990 pari a +2 °C per le massime, +1,7 °C per le medie e +1,3 °C per le minime; in particolare, la media annuale delle temperature minime è risultata tra le più alte dal 1961, seconda solo al 2014. Vedi l´andamento delle temperature massime dal 1961 al 2018

Il 2018 è stata un’annata non siccitosa. Le precipitazioni totali annuali sono risultate generalmente nella norma, con alcune eccezioni rilevanti nelle aree centro-occidentali e nella provincia di Forlì-Cesena. Il numero di giorni piovosi è invece risultato superiore al valore climatico di riferimento, con circa 31 giorni in più. L´inverno e la primavera sono state stagioni più piovose della media, con elevate piogge a febbraio, marzo (precipitazioni doppie delle attese) e a maggio. Aprile si è presentato caldo e siccitoso, mentre l’autunno è risultato meno piovoso delle attese.

L’analisi idrologica ha messo in evidenza che, nel 2018 le portate del fiume Po sono risultate complessivamente nella norma: nei mesi invernali sono state registrate anomalie negative delle portate, rispetto alla media di lungo periodo, in particolare a febbraio (circa -26 %). Anomalie negative anche nei mesi estivi e deficit massimo a ottobre (circa – 45%). Per gli altri fiumi dell’Emilia-Romagna la situazione è risultata complessivamente nella norma. Situazioni di siccità soltanto a inizio e a fine anno mentre da luglio ad ottobre si è assistito a condizioni idrologiche tipicamente estive, con una consueta diminuzione di disponibilità idrica nei  corsi d’acqua.

Nell’anno, si sono verificati 27 eventi idrometeo significativi per intensità, tra cui si ricordano le forti nevicate di febbraio con disagi sull’Appennino e in pianura a causa delle temperature rigide, del ghiaccio e per le interruzioni di energia elettrica. Abbondanti nevicate anche a inizio marzo unitamente al fenomeno della pioggia che gela (gelicidio) che ha comportato la chiusura di tratti autostradali. I mesi primaverili ed estivi sono stati caratterizzati da eventi temporaleschi intensi con grandine, vento forte e allagamenti che hanno determinato danni a edifici, alberi, mezzi di trasporto e disagi in agricoltura. Nella prima settimana di agosto, l’ondata di calore con temperature massime che hanno raggiunto anche i 38,5 °C, il 1° agosto a Pontelagoscuro (FE). In autunno fenomeni temporaleschi, anche associati a forti raffiche di vento, hanno provocato danni, tra i quali, la caduta di alberi e rami. Il 24 ottobre 2018, è stato registrato forte foehn alpino e un intenso riscaldamento della massa d´aria in pianura Padana, con punte anche di 31 °C nel Parmense, valori da record dal 1961 ad oggi. A novembre prime nevicate a quote collinari e a dicembre anche in pianura.

Nel 2018 sono state registrate complessivamente 15 mareggiate di cui 8 di classe debole, 3 di classe moderata, 3 di classe significativa e 1 di classe severa.

Le allerte di Protezione civile emesse nel 2018 sono risultate complessivamente 126 (88 gialle, 36 arancio e solo 2 rosse).




Bollettino al seguente link: https://www.arpae.it/cms3/documenti/_cerca_doc/meteo/rapporti_annuali/2018_report_web.pdf

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In base ai dati provenienti dal Servizio Mondiale di Monitoraggio dei Ghiacciai (WGMS – World Glacier Monitoring Service), che  è l’organo internazionale deputato a raccogliere e pubblicare dati omogenei sui ghiacciai di tutto il mondo, i principali ghiacciai del pianeta soggetti a misurazioni ossia da Argentina, Austria, Cina, Austria, Cina, Francia, Italia, Kazakistan, Kirghizistan, Nepal, Norvegia, Russia, Svezia, Svizzera e Stati Uniti,  evidenziano come il 2018 rappresenterà il trentesimo anno consecutivo in cui il bilancio annuale dei ghiacciai presi in esame sarà significativamente in negativo (> -200mm); con un saldo medio di -1247 mm, per quanto riguarda i 25 ghiacciai di riferimento, con un solo ghiacciaio che ha registrato un bilancio di massa positivo.(WGMS, 2018).
L’esistenza di un ghiacciaio dipende dalla differenza tra i “guadagni” e le “perdite”: la quantità di neve che cade e che si accumula nell'arco di un anno deve superare la quantità di quella che viene persa per ablazione, cioè per fusione, sublimazione, trasporto eolico e valanghe di ghiaccio.Se l’accumulo e l’ablazione si compensano il ghiacciaio è in equilibrio e si definisce quindi stazionario; nel caso prevalgano gli apporti si avrà una situazione di espansione della lingua glaciale e, in caso contrario, di ritiro.
Di seguito il grafico relativo al bilancio di massa annuale dei principali ghiacciai del pianeta soggetti a misurazioni da parte del World Glacier Monitoring Service, con un minimo di 30 ghiacciai monitorati. I valori globali sono calcolati utilizzando un singolo valore (media) per ciascuna delle 19 regioni montuose, al fine di evitare pregiudizi verso le regioni meglio osservate.


I ghiacciai  sono accreditati di essere utili indicatori delle variazioni climatiche . Il WGMS registra il bilancio di massa e il comportamento dei ghiacciai  (WGMS, 2017) fornendo un indice globale del comportamento dei ghiacciai alpini.
Questo documento pone in evidenza un segnale coerente proveniente dai ghiacciai alpini di tutto il mondo, ossia  la presenza di una significativa perdita di massa e di conseguenza un progressivo  ritiro.Il bilancio di massa annuale può essere definito  come la differenza tra l’accumulo di neve e l’ablazione di neve, nevato e ghiaccio che si verificano nel corso di un anno idrologico sulla superficie di un ghiacciaio.
 Il bilancio medio annuo di massa dei ghiacciai registrato  nel 2017 è stato di -921 mm in base ai  dati provenienti dai 42 ghiacciai di riferimento di lungo termine e di -951 mm per tutti i 142 ghiacciai monitorati.
Le Figure 1 e 2 sono grafici che mostrano il bilancio di massa dei ghiacciai di riferimento a livello mondiale con più di 30 anni di osservazione continua per il periodo 1950-2018.

Il bilancio di massa cumulato dal 1980-2018 è di -21,7 m, l'equivalente del taglio di una fetta di 24 m di spessore dalla cima di un ghiacciaio medio (Figura 1). La tendenza è notevolmente omogenea in tutte le regioni (WGMS, 2017). Il bilancio di massa del WGMS dei 42 ghiacciai di riferimento, che hanno un minimo di 30 anni di registrazione, non è sensibilmente diverso da quello di tutti i ghiacciai monitorati a -21,5 m.
Nel 2018 è stato osservato un eccezionale scioglimento dei ghiacciai  presenti nelle Alpi europee, contribuendo a determinare   un bilancio di massa negativo dei suddetti ghiacciai. Nelle Alpi europee è stato registrato il bilancio di massa annuale di 17 ghiacciai presenti in Austria, Francia, Italia e Svizzera. Tutti e 17 avevano saldi annuali negativi, con 15 eccedenti i -1000 mm con una media di -1640 mm. . Su 81 ghiacciai osservati nel 2017 in Svizzera, 80 si sono ritirati e solo 1 è rimasto stabile (Huss et al, 2018, [Fr]). Nel 2017 in Austria sono stati osservati 83 ghiacciai, 82 si sono ritirati e solamente uno è rimasto stabile.Il ritiro medio finale è stato di 25 m, il più alto osservato dal 1960,cioè da quando è iniziato il cambio della lunghezza media (Lieb e Kellerer-Pirklbauer, 2018).
In Norvegia e Svezia, sono disponibili indagini sui bilanci di massa con risultati completi per otto ghiacciai;tutti  presentavano bilanci di massa negativi con una perdita media di -1420 mm.Tutti e 25 i ghiacciai con osservazioni al termine del periodo 2007-2017 si sono ritirati (Kjøllmoen et al, 2018).
La figura 3  è riferita  al ghiacciaio Taku Glacier transient snowline in Landsat 8 del 21 luglio 2018 e 16 settembre 2018. Il limite delle nevicate del 21 luglio è a 975 m e quello del 16 settembre è a 1400 m. La media di fine estate del limite delle nevicate è pari a m. Il limite delle nevicate del 2018 è il più alto osservato dall'inizio delle osservazioni nel 1946.

Nella parte occidentale del Nord America sono stati presentati i dati di 11 ghiacciai situati in Alaska e Washington . Tutti gli undici ghiacciai hanno riportato bilanci di massa negativi con una perdita media di -870 mm. Il più lungo record di bilancio di massa in Nord America è quello del ghiacciaio Taku in Alaska. Nel 2018 il ghiacciaio ha raggiunto il più negativo bilancio di massa dall'inizio della sua registrazione nel 1946 e la più alta quota estiva del limite delle nevicate a 1400 m.

Nelle alte montagne dell'Asia (HMA) sono stati riportati i dati di dieci ghiacciai, tra cui Cina, Kazakistan, Kirghizistan e Nepal. Nove dei dieci hanno presentato saldi negativi con una media di -710 mm. Si tratta di una continuazione della perdita di massa regionale che ha causato il diradamento e un rallentamento del movimento dei ghiacciai in 9 delle 11 regioni dell'HMA dal 2000-2017 (Dehecq et al. 2018).


Fonte articolo:  http://www.realclimate.org/index.php/archives/2019/03/alpine-glaciers-another-decade-of-loss/#ITEM-22358-0

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Buona giornata a tutti. Apro questo thread per augurare a tutti voi e alle vostre famiglie una felice e serena pasqua.

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Buona serata a tutti.Anche quest anno apro  il thread dedicato al monitoraggio dell itcz(InterTropical Convergence Zone), ossia quella zona zona dove convergono gli Alisei dei due emisferi. Questa fascia atmosferica, in cui convergono gli alisei, è  caratterizzata da debole circolazione ed elevati valori di temperatura e umidità.Questa  zona  interessata  da forti moti verticali  e da abbondanti precipitazioni  rappresenta l’equatore climatico . La posizione dell’ITCZ tende ad  oscillare stagionalmente .Nel periodo che va  da Ottobre a marzo la zona dove avvengono le precipitazioni  è mediamente posizionata nell’emisfero australe raggiungendo come limite meridionale il tropico del capricorno, mentre da Aprile a settembre,  l’area delle precipitazioni tende a spostarsi verso nord  in direzione dell emisfero boreale ponendo come limite  settentrionale il tropico del cancro.

InterTropical Front (ITF) (1 decade aprile 2019)

durante la  1 ° decade  del mese di aprile 2019,ossia nel periodo:1-10 APRILE 2019,  la posizione media della porzione occidentale dell'ITF è stata posizionata approssimativamente a 10,9 N, risultando  leggermente  più a sud rispetto alla posizione media (11,5 gradi) per questo periodo dell'anno.La posizione dell'ITF  pochi gradi più a sud rispetto alla sua posizione media ha limitato  le precipitazioni nelle  regioni costiere dei paesi del Golfo di Guinea . La posizione media della porzione orientale dell'ITF è stata posizionata approssimativamente a 8.8N risultando nella posizione media per questo periodo dell anno  .

La figura 1 mostra la posizione attuale dell'ITF rispetto alla posizione climatologica durante la 1° decade del mese di aprile. Le figure 2 e 3 sono serie temporali, che illustrano i valori latitudinali delle porzioni occidentale e orientale dell'ITF  e le loro evoluzioni stagionali da aprile 2019.




https://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/international/itf/itcz.shtml

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4 chiacchiere al bar / lascio per questioni di salute
« il: Gennaio 20, 2019, 09:12:28 am »
Buona domenica a tutti.Con questo mio messaggio voglio annunciare a tutti coloro che mi hanno seguito in questi anni e a tutti coloro che hanno letto per tanti mesi /anni i miei post ,la necessità per questioni di salute di lasciare il sito.Una decisione di cui un mese fa ne avevo parlato anche con filippo in un messaggio privato.Mi dispiace lasciare senza riuscire a portare a termine il lavoro avviato anni fa,nello stesso tempo sono certo che chi vorrà portare avanti il lavoro da me intrapreso,lo farà con cura e avrà cura nel continuare la strada intrapresa verso una buona informazione.è stato un onore scrivere in questo sito e nello stesso tempo ringrazio tutti per avermi ospitato in questa realtà meteo fatta da appassionati che ogni giorno spendono il loro tempo nel fornire i dovuti aggiornamenti. Ora non so se questo sarà un addio definitivo oppure un arrivederci. Solo la vita lo può sapere. grazie ancora a tutti.

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Buona giornata a tutti.Nota sulle  anomalie climatiche registrate in Italia durante l anno   2018, a cura dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr.
Con una anomalia di +1.58°C sopra la media del periodo di riferimento (1971-2000)  il 2018 ha superato il precedente valore registrato nel 2015 (+1.44°C sopra la media) .
Secondo i dati del CNR, basati sulla media climatologica  di riferimento 1971-2000, l anno  2018 ha fatto registrare a livello nazionale un anomalia positiva  rispetto al periodo di riferimento 1971-2000 pari a 1.58 °C classificandosi al 1posto   tra le temperature medie più calde da quando sono disponibili le osservazioni  e al 219  posto tra le  temperature medie più fredde . L'anno più caldo / più freddo mai registrato (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda le temperature medie  è risultato il 2018 con un anomalia positiva pari a 1.58 °C e l anno  1816 che chiuse con un anomalia negativa a livello nazionale  pari a -2.65 °C.
 Per quanto riguarda le temperature massime e minime, le temperature massime hanno fatto registrare a livello nazionale un anomalia positiva  pari a 1.44 °C classificandosi al 3 posto  tra le temperature massime più calde   e al 217 posto tra le temperature massime più fredde .L'anno più caldo / più freddo mai registrato
(periodo 1800-oggi) per quanto riguarda le temperature massime  è risultato  l anno 2003 che chiuse  con un anomalia positiva pari a 1.49 °C e  l anno 1814 che chiuse l anno  con un anomalia negativa   pari a -3.00 °C  . per quanto riguarda le temperature minime,quest ultime hanno fatto registrare a livello nazionale un anomalia positiva   pari a 1.73 °C classificandosi al 1 posto tra le temperature minime più calde   e  al   219 posto tra le temperature minime più fredde .L'anno più caldo / più freddo mai registrato (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda le temperature minime è risultato  l anno 2018 che ha fatto registrare un anomalia positiva a livello nazionale pari a 1.73 °C e  l anno 1816 che chiuse l anno  un anomalia negativa a livello nazionale pari a -2.76 °C.



 Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima
Institute of Atmospheric Sciences and Climate       http://www.isac.cnr.it/climstor/climate_news.html

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Buona giornata a tutti gli utenti del forum di meteodue.
Estensione globale ghiacci marini nel giorno =09/01/2019(17.027.437 km2)

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Secondo i dati del CNR, basati sulla media climatologica  di riferimento 1971-2000,il mese di dicembre 2018 ha fatto registrare a livello nazionale un anomalia rispetto al periodo di riferimento 1971-2000 pari a 0.74 °C classificandosi all 30 posto   tra le temperature medie più calde per il mese di dicembre  e al 190  posto tra le  temperature medie più fredde per il periodo preso in esame. L'anno più caldo / più freddo mai registrato (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda le temperature medie , è risultato il mese di dicembre del 1825 che  chiuse   con un anomalia positiva pari a 3.14 °Ce il mese di dicembre  dell  1879 che chiuse con  un anomalia negativa pari a -5.58 °C.
  Per quanto riguarda le temperature massime e minime, le temperature massime hanno fatto registrare a livello nazionale un anomalia positiva  pari a 1.00 °C classificandosi al 23 posto  tra le temperature massime più calde per il mese di dicembre  e al 197 posto tra le temperature massime più fredde .
 L'anno più caldo / più freddo mai registrato (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda le temperature massime  è risultato il mese di dicembre del 1825   che chiuse  con un anomalia positiva pari a 2.63 °C e il mese di mese di dicembre del  1879 che chiuse  con un anomalia negativa pari a -4.87 °C  .
 Per quanto riguarda le temperature minime,quest ultime hanno fatto registrare a livello nazionale  un anomalia positiva  media  pari a 0.48 °Cclassificandosi al 45 posto tra le temperature minime più calde per il  mese di dicembre  e  al   174 posto tra le temperature minime più fredde .L'anno più caldo / più freddo mai registrato (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda le temperature minime è risultato il mese di dicembre del 1825 che chiuse    con un anomalia positiva pari a 3.93 °C e il mese di dicembre del 1879 che chiuse con un anomalia negativa pari a -6.28 °C.



   




   Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima
Institute of Atmospheric Sciences and Climate       http://www.isac.cnr.it/climstor/climate_news.html

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Buona serata a tutti gi utenti del forum di meteodue. Prosegue il monitoraggio della qbo. L’indice della QBO, conosciuto  come “Oscillazione Quasi Biennale” o “Venti di Singapore”, `e un fenomeno atmosferico periodico che tende a svilupparsi nella  parte bassa della stratosfera equatoriale. Questo indice mette in evidenza l’oscillazione dei venti zonali che avviene  nella stratosfera equatoriale  che  periodicamente  variano la loro direzione di provenienza, spirando alternativamente da est  e quindi venti orientali conosciuti anche con il nome di Easterlies, e di conseguenza avremo un  indice QBO negativo e da ovest e quindi venti occidentali  conosciuti anche con il nome di Westerlies,e in questo caso avremo una QBO positiva. L oscillazione dei venti  tende a svilupparsi   dai 45 °S ai 40 °N,e raggiunge i propri massimi  tra i 10 °S e i 10 °N. Il cambio di fase  dei venti  che avviene inizialmente nella parte alta della stratosfera inferiore mediamente intorno ai 30 km (10 hpa)   tende poi a  propagarsi gradualmente verso i  piani isobarici più bassi alla velocità di circa 1 km al mese subendo poi una dissipazione nel momento in cui tali venti  entrano nella tropopausa tropicale.
Per analizzare questa periodica oscillazione si utilizzano due diversi indici, il qbo.30.index e il qbo.50.index che danno i venti medi sulla verticale dell’equatore alle quote stratosferiche rispettivamente di 30 hPa e 50 hPa.
   https://iridl.ldeo.columbia.edu/maproom/Global/Atm_Circulation/QBO.html?T=699
 La serie mensile dei due indici può essere reperita dal sito del CPC della noaa:http://www.cpc.ncep.noaa.gov/data/indices/

QBO.U30.Index http://www.cpc.ncep.noaa.gov/data/indices/qbo.u30.index
QBO.U50.Index http://www.cpc.ncep.noaa.gov/data/indices/qbo.u50.index
Anche nel livello isobarico di 50 hpa è stato registrato un ulteriore aumento rispetto al mese scorso pur rimanendo ancora in territorio negativo.  Con molta probabilità l inversione dovrebbe arrivare tra gennaio e marzo.

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Buona giornata a tutti gli utenti del forum di meteodue.
Area ghiaccio marino registrata il giorno 03/01/2019 : 272, 472 kmq.
119, 433 kmq quadrati al di sotto della media del periodo 1981-2010.
Questa è la sesta area più bassa mai registrata per questo giorno dell'anno.http://polarview.met.no/


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Buona giornata a tutti gli utenti del forum di meteodue.
409,82 parti per milione (ppm)  di CO2 in atmosfera registrate  il giorno  2 gennaio 2019

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Consigli e suggerimenti al forum / chiusura vecchi thread
« il: Gennaio 03, 2019, 03:55:02 pm »
Buona giornata a tutti. Chiedo se gentilmente potessero essere chiusi i seguenti thread:
monitoraggio ghiacci antartici
analisi e news ghiaccio marino artico
El Niño Southern Oscillation (ENSO) 2018
anomalie climatiche europa:novembre 2018
monitoraggio concentrazione di anidride carbonica (CO2) nell'atmosfera
anomalie climatiche europa:ottobre 2018
monitoraggio concentrazione di anidride carbonica (CO2) nell'atmosfera
monitoraggio ghiaccio Svalbard
  grazie in anticipo ;)

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buona giornata e un buon 2019 a tutto il forum di meteodue. Disponibili i dati UAH riguardanti la bassa troposfera (LT) relativi al mese di dicembre 2018.Secondo le misure satellitari  riguardanti la bassa troposfera (UAH), il mese di dicembre 2018 ha fatto registrare  un'anomalia  media pari a   +0.25°C  rispetto alla media di riferimento   1981-2010
 

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Buona giornata   a tutti gli utenti del  forum di meteodue.di seguito l' aggiornamento relativo all    estensione dei ghiacci marini antartici. dati e grafici gentilmente concessi dal Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA)ASI [ADS-NIPR-JAXA]
01/01/2019( 5,263,487 km2) -159,948  km2 rispetto alla precedente estensione

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Buona giornata a tutti gli utenti del forum di meteodue.
Di seguito l aggiornamento relativo all estensione della banchisa artica.dati e grafici  gentilmente concessi dal Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA)[ADS-NIPR-JAXA]ASI Extent
01/01/2019(12,287,194 km2 )+122,269 km2 rispetto alla precedente estensione

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Buona giornata a tutti gli utenti del forum di meteodue.Disponibili i dati del noaa relativi all evoluzione settimanale delle anomalie riguardanti la superficie dell’Oceano Pacifico.
di seguito e la disposizione delle SST (Sea Surface Temperature) nelle diverse aree enso.

Niño 1+2 (0-10S, 90W-80W) 0.8ºC
Niño 3 (5N-5S, 150W-90W) 0.7ºC
Niño 3.4 (5N-5S, 170W-120W) 0.7ºC
Niño 4 (5N-5S, 160E-150W) 0.8ºC
L  ENSO come ben sappiamo è una teleconnessione atmosferica accoppiata tra atmosfera e oceano .Se da un lato le anomalie riguardanti i  valori di SST presentano valori positivi,altrettanto non si può dire delle  fluttuazioni  della pressione atmosferica, fenomeno che prende il nome di Oscillazione Meridionale (o, in inglese, Southern Oscillation, SO).La situazione al momento  evidenzia pressioni atmosferiche al di sopra della norma a Tahiti e sotto la norma a Darwin evidenziando ancora una situazione in cui per ora non esiste un chiaro segnale per decretare un deciso accoppiamento tra oceano ed atmosfera che vada ad rafforzare le attuali condizioni presenti nel pacifico.
Per quanto riguarda le previsioni numeriche le quali  si basano su molteplici simulazioni che mirano a dare il grado di incertezza della previsione stessa ( Ensemble forecast),quest ultime evidenziano la possibilità concreta che condizioni di El Niño perdurino durante l inverno 2018/19 nell emisfero boreale (~ 90% di probabilità) e  fino alla primavera  con un (~ 60% di probabilità).

Per quanto riguarda l’IRI (International Research Institute for Climate Prediction)  , un’agenzia cooperativa tra NOAA e Columbia University collocata presso il Lamont-Doherty Earth Observatory di Palisades, nello stato di New York, quest ultima evidenzia la possibilità concreta che le condizioni di El Niño perdurino anche durante il periodo estivo nell emisfero boreale.


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Buona giornata a tutti gli utenti del forum di meteodue.
Di seguito il grafico relativo al bilancio di massa del 01/01/2019 (in mm di acqua equivalente) in confronto alla media giornaliera del periodo 1981-2010.

Contributo giornaliero totale al bilancio di massa della calotta dal 1  settembre 2018  (in blu, in Gt al giorno) e media climatologica (in grigio scuro) con banda grigia corrispondente a 2 std.



https://www.dmi.dk/en/groenland/maalinger/greenland-ice-sheet-surface-mass-budget/

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Apro questo thread per fare gli auguri a tutti voi di un felice e sereno natale a tutti voi e un felice e sereno 2019 .Le cose più belle della vita non si trovano sotto l’albero, ma nelle persone che ti stanno vicino nei momenti speciali. Buon Natale!

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Buona serata a tutti gli utenti del forum di meteodue.Di seguito i grafici relativi alle precipitazioni totali,temperature massime,temperature minime e anomalie temperature registrate in europa nel periodo : 2-8 dicembre 2018
    http://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/analysis_monitoring/regional_monitoring/europe.shtml

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Buona giornata a tutti gli utenti del forum di meteodue.Di seguito i grafici relativi alle precipitazioni totali,temperature massime,temperature minime e anomalie temperature registrate in europa nel periodo 4 novembre-10 novembre 2018 fonte grafici:   http://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/analysis_monitoring/regional_monitoring/europe.shtml

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Stanza nazionale: Analisi e previsioni meteo / comunicato CNR
« il: Novembre 12, 2018, 08:33:37 pm »
Buona serata a tutti gli utenti.Con profondo dispiacere comunico che  il monitoraggio del clima riguardante  l'Italia grazie ai dati del cnr non sarà più disponibile e con ciò non saranno più disponibili le analisi mensili.
     

Climate Monitoring for Italy

The service is no longer available.
The number of free near-real-time data over Italy available from international networks became too low to provide a reliable analysis.




http://www.isac.cnr.it/climstor/climate_news.html

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Buona serata a tutti gli utenti del forum di meteodue. Prospettive invernali sono attese sul finire della settimana sul vecchio continente, in modo particolare nei settori meridionali  a causa del movimento retrogrado del blocco scandinavo  in direzione del Nord Atlantico.
In un simile contesto la NAO dovrebbe scendere in territorio negativo  e nello stesso tempo masse di aria più fredda inizieranno a riversarsi in gran parte dell'Europa  a partire dalla metà dell attuale settimana  e giorni successivi.

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Buona giornata a tutto il forum di meteodue.Sono passati alcuni giorni dalla tempesta che ha stravolto la vita di molte persone causando danni ambientali ed economici indicibili.
Di seguito il resoconto di quanto accaduto attraverso la descrizione dettagliata fornita dal giornalista Angelo Romano di valigia blu
 
È come se fosse passata una guerra», racconta a Tgr Veneto Raffaella Gabrielli, giornalista del Gazzettino, che vive a Colle Santa Lucia, uno dei Comuni colpiti dalla tempesta di vento e dalle piogge che hanno devastato un’area di 5mila chilometri quadrati, che va dal Monte Grappa alla Val di Fassa, toccando Trentino Alto-Adige, Veneto e Friuli Venezia-Giulia fino al confine con l’Austria. Secondo il Pefc Italia (che si occupa della certificazione forestale) "in un giorno sono stati abbattuti tanti alberi quanti se ne abbattono in tutta Italia in un anno di attività selvicolturale, per una quantità di circa otto milioni di metri cubi di legno”. Solo nel Trentino sarebbero stati persi 1,5 milioni di metri cubi di legno, quantità di poco inferiori in Alto Adige, Veneto e in Friuli Venezia Giulia (Carnia, Dolomiti Friulane, Cansiglio).

Le raffiche di vento andavano dagli 80 ai 190 chilometri orari e, prosegue Gabrielli, «hanno scoperchiato case, buttato giù fienili. Tutte le strade chiuse, paesi isolati, (...) alberi completamente rasi al suolo, boschi interi rasi al suolo. Lì ci sono i volontari che sicuro stanno lavorando. Chi non ha il generatore è al buio da lunedì pomeriggio. A Selva di Cadore manca l’acqua. So che Arabba è stata sommersa dal fango. A Rocca Piétore è sparito l’acquedotto».

Rocca Piétore, Livinallongo del Col di Lana, Arabba, Selva di Cadore, tutti piccoli Comuni e frazioni ai piedi di passi come il Pordoi, la Marmolada, le Tre Cime di Lavaredo, strade e sentieri che sono entrati nelle nostre case anche attraverso le immagini del Giro d’Italia. Un paesaggio, patrimonio dell’Unesco, che è stato devastato e completamente mutato dalle frane, dagli smottamenti, dalle piene dei fiumi che hanno inondato le valli da lunedì 29 ottobre in poi.https://twitter.com/twitter/statuses/1058429787255955457
Oggi, a cinque giorni di distanza, quel che si presenta agli occhi è surreale. Abbondano le metafore che cercano di umanizzare i segni della devastazione. «Una pettinata» la definisce al Corriere del Veneto Raffaele Cavalli, docente di utilizzazioni forestali all’Università di Padova. «Gli alberi caduti seguono una sorta di geometria, disegnano linee curve. Si trovano soprattutto nei culmini inferiori delle valli, dove c’è meno terreno a disposizione delle radici», spiega il professore. Per un soccorritore giunto a Sottoguda, piccolissima frazione di Rocca Piétore, sotto la Marmolada, i pini caduti sembrano «sparpagliati come i bastoncini dello Shangai». Bastoncini alti, però, quindici metri che solo l’esercito arrivato da Belluno è riuscito a spostare,  Marco Bonet sempre sul Corriere del Veneto. https://www.corriere.it/cronache/18_novembre_02/dolomiti-vento-190-km-all-ora-boschi-distrutti-paesi-isolati-1c3e0560-de2c-11e8-8216-3f7e282dea98.shtml?refresh_ce-cp

La provincia di Belluno come era fino a domenica scorsa non esiste più, scriveva giovedì Marcella Corrà che giorno per giorno sta seguendo sul Corriere delle Alpi quanto sta accadendo. “La Valle di San Lucano, gioiello Unesco, è distrutta, cancellata nelle sue caratteristiche ambientali e idrogeologiche. Le immagini sono chiare in questo senso. Interi boschi della Val Visdende, del Cansiglio, dell'Agordino, del Feltrino sono stati rasi al suolo, portandosi dietro i cavi della corrente elettrica di Enel e di Terna”.blob:
 In Val di Fiemme e nella val Visdende, sono stati spazzati via gli abeti rossi, utilizzati per violini di pregio, nella foresta del Cansiglio sono stati divelti i faggi “da remi”, già recuperati dalla Serenissima per la sua flotta. E sull’altopiano di Asiago, dove sono stati abbattuti centinaia di migliaia di alberi, c’è chi ricorda i bombardamenti della Prima Guerra Mondiale.
https://youtu.be/OkkhvLd0LOs
Intervenuto durante la trasmissione di Rai Radio 1 “Radio anch’io”, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha denunciato le enormi difficoltà in cui si trova il Veneto e l’area del bellunese in particolare da almeno una settimana: «Siamo in ginocchio, abbiamo già previsto la chiusura di tutte le scuole. Ho chiesto già domenica scorsa l’intervento della protezione civile nazionale quando ancora c’era una situazione di calma totale. Ho chiesto agli istituti di credito dei finanziamenti speciali e di sospendere le rate dei mutui. Ho chiesto al Governo di procrastinare tutto il procrastinabile».
https://www.facebook.com/zaiaufficiale/videos/746034012418363/
Ho riportato per questione di tempo solo una parte dell articolo.
Per ulteriori approfondimenti vi riporto il link del siti valigia blu https://www.valigiablu.it/trentino-friuli-veneto-maltempo/amp/?__twitter_impression=true

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L emilia romagna  è stata investita da un forte periodo di maltempo iniziato venerdì 26 ottobre 2018, con precipitazioni molto intense inizialmente concentrate a occidente dal 27 al 28, e poi estese a tutto il territorio lunedì 29 (e in parte anche martedì 30).

I valori massimi di 570 mm in tre giorni sono stati registrati nel pluviometro di Cabanne, in provincia di Genova ma idrograficamene appartenente al bacino del fiume Trebbia.

Valori importanti anche a Barbagelata (465 mm), Diga Brugneto (424 mm), Passo del Brattello (422 mm).

A Cabanne ci sono state 29 ore ininterrotte di pioggia tra le 7 del giorno 27 e le 11 del 28, con un picco di quasi 46 mm caduti tra le 9 e le 10 del 27 ottobre.

Di seguito forniamo una mappa del totale rilevato tra il 27 e il 29 (aggiorneremo la mappa nei prossimi giorni).


(a cura di William Pratizzoli)

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Buona serata a tutto il forum di meteodue.Temperature di fine estate in arrivo sul nord italia nella giornata di mercoledì 24 ottobre.Sarà il foehn alpino il fenomeno responsabile dell´aumento termico che si registrerà nella giornata di mercoledì 24 ottobre su tutta l´Emilia Romagna. Un fenomeno generato dall´arrivo di venti sostenuti dal nord Europa che, oltrepassando l´Arco alpino, comprimono l´aria della Pianura Padana, aumentandone la temperatura.


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La strada è contenere il riscaldamento globale a +1,5 °C. Il rapporto si avvale del contributo di migliaia di scienziati ed esperti da tutto il mondo.

(08/10/18)
Il nuovo Rapporto Speciale sul Riscaldamento Globale di 1,5°C redatto dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) è finalmente disponibile. Si tratta di uno dei lavori più attesi a disposizione dei decisori politici per conoscere gli scenari futuri del cambiamento climatico in atto.

Gli scienziati lanciano un messaggio chiaro: è necessario limitare il riscaldamento globale a 1,5°C attraverso un cambiamento rapido di rotta, in tutti gli aspetti della società. Un obiettivo importante che richiede però azioni urgenti e "rapide e lungimiranti" transizioni in diversi settori quali suolo, energia, industria, edilizia, trasporti e pianificazione urbana. Invertire la tendenza è ancora possibile ma occorre agire subito.

Le emissioni di CO2 nette globali prodotte dall´attività umana dovrebbero, entro il 2030, diminuire di circa il 45% rispetto ai livelli del 2010, raggiungendo lo zero intorno al 2050. Questo vuol dire che ogni emissione rimanente dovrebbe essere bilanciata dalla rimozione di CO2 dall´atmosfera.

Il Rapporto Speciale sul Riscaldamento Globale di 1,5°C è stato approvato dall´IPCC sabato scorso ad Incheon, in Corea del Sud. Il Rapporto costituirà un riferimento scientifico di grande importanza nella Conferenza sui Cambiamenti Climatici che si terrà a Katowice in Polonia a dicembre 2018, quando i governi riesamineranno il Trattato di Parigi per affrontare i cambiamenti climatici.

https://www.cmcc.it/ipccitalia/ I materiali a disposizione sul sito del Focal Point IPCC per l´Italia
http://www.cmcc.it/wp-content/uploads/2018/10/00_IPCC_1_5_cmcc_infografica.pdf  Infografica sul Report a cura del CMCC
http://www.ipcc.ch/report/sr15/ La sintesi per i decisori politici

"Con le citazioni di oltre 6.000 riferimenti scientifici e il contributo di migliaia di esperti e di revisioni da parte dei governi di tutto il mondo, questo importante rapporto è una testimonianza della portata e della rilevanza politica dell´IPCC", ha affermato Hoesung Lee, Presidente dell´IPCC.

Novantuno autori e revisori provenienti da 40 paesi hanno redatto il rapporto IPCC in risposta ad un invito avanzato dalla Convenzione Quadro per i Cambiamenti Climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change, UNFCCC) nel 2015 quando fu adottato il Trattato di Parigi.

Il titolo completo del rapporto è: “Riscaldamento globale di 1,5°C, un rapporto speciale dell´IPCC sugli impatti del riscaldamento globale di 1,5°C rispetto ai livelli del periodo pre-industriale e i relativi percorsi di emissioni di gas serra, in un contesto mirato a rafforzare la risposta globale alla minaccia dei cambiamenti climatici, allo sviluppo sostenibile e agli sforzi per sconfiggere la povertà”.

"Uno dei messaggi chiave che emerge con molta forza da questo rapporto è che stiamo già vedendo le conseguenze di un riscaldamento globale di 1°C quali, tra l´altro, l´aumento di eventi meteo estremi, innalzamento del livello del mare, diminuzione del ghiaccio marino in Artico", ha detto Panmao Zhai, Co-Presidente del Working Group I  dell´IPCC.
IL RAPPORTO IPCC
Il rapporto mette in evidenza un numero di impatti dei cambiamenti climatici che potrebbero essere evitati limitando il riscaldamento globale a 1,5°C anziché 2°C o più. Per esempio, entro il 2100 l´innalzamento del livello del mare su scala globale sarebbe più basso di 10 cm con un riscaldamento globale di 1,5°C, rispetto a 2°C. La probabilità che il Mar Glaciale Artico rimanga in estate senza ghiaccio marino sarebbe una in un secolo con un riscaldamento globale di 1,5°C, mentre sarebbe di almeno una ogni decennio con un riscaldamento globale di 2°C. Le barriere coralline diminuirebbero del 70-90% con un riscaldamento globale di 1,5°C, mentre con 2°C se ne perderebbe praticamente la totalità (>99%).Il rapporto IPCCL´IPCC è l´organo leader mondiale per la valutazione della scienza dei cambiamenti climatici, i relativi impatti e potenziali rischi futuri, e le possibili risposte.

Il rapporto è stato redatto sotto la leadership scientifica dei tre working group dell´IPCC. Working Group I valuta le basi fisico-scientifiche dei cambiamenti climatici; Working Group II affronta il tema degli impatti, dell´adattamento e delle vulnerabilità; Working Group III si occupa della mitigazione dei cambiamenti climatici.
L´Accordo di Parigi, adottato da 195 nazioni alla 21 Conferenza delle Parti dell´UNFCCC nel dicembre 2015, conteneva l´obiettivo di rafforzare la risposta globale alla minaccia dei cambiamenti climatici "mantenendo l´aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2°C rispetto al periodo pre-industriale e perseguendo sforzi per limitare l´aumento della temperatura a 1,5°C sopra i livelli del periodo pre-industriale.

In quanto parte della decisione di adottare il Trattato di Parigi, l´IPCC è stato invitato a produrre nel 2018 un Rapporto Speciale sul Riscaldamento Globale. L´IPCC ha accettato l´invito, aggiungendo che il Rapporto Speciale avrebbe guardato a questi temi nel contesto di rafforzare la risposta globale alla minaccia dei cambiamenti climatici, allo sviluppo sostenibile e agli sforzi per sconfiggere la povertà.

Questo rapporto è il primo di una serie di Rapporti Speciali che saranno prodotti durante il ciclo che porterà al Sesto rapporto di Valutazione. Il prossimo anno l´IPCC pubblicherà il Rapporto Speciale sull´Oceano e la Criosfera in un Clima che Cambia, e Cambiamenti Climatici e Suolo, che ha per oggetto il modo in cui i cambiamenti climatici influiscono sull´uso del suolo.

La Sintesi per Decisori Politici presenta i risultati chiave del rapporto Speciale, si basa sulle valutazioni della letteratura scientifica, tecnica e socio-economica disponibile e rilevante per il riscaldamento globale di 1,5°C.

Numeri chiave del Report Speciale Riscaldamento globale di 1,5°C
91 autori, di 44 nazionalità e 40 paesi di residenza

14 Coordinating Lead Authors (CLAs)
60 Lead authors (LAs)
17 Review Editors (REs)
133 Contributing authors (CAs)
Oltre 6.000
riferimenti scientificiUn totale di 42.001 commenti nelle revisioni di esperti e governi
(First Order Draft 12,895; Second Order Draft 25,476; Final Government Draft: 3,630)


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Buona serata a tutti gli utenti del forum di meteodue.Di seguito i grafici relativi alle precipitazioni totali,temperature massime,temperature minime e anomalie temperature registrate in europa nel periodo 30 settembre-6 ottobre 2018


http://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/analysis_monitoring/regional_monitoring/europe.shtml

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Buona serata a tutto il forum di meteodue. Rapporto  sulle  anomalie climatiche registrate in Italia durante il  mese di  settembre 2018, a cura dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr.
Mese di settembre contraddistinto da diffuse anomalie positive e poche precipitazioni per lo più concentrate sulla sicilia occidentale, sardegna e coste laziali.
Secondo i dati del CNR, basati sulla media climatologica  di riferimento 1971-2000,il mese di settembre 2018 ha fatto registrare a livello nazionale un anomalia rispetto al periodo di riferimento 1971-2000 pari a 1.82 °C classificandosi all 6 posto   tra le temperature medie più calde per il mese di settembre  e al 214  posto tra le  temperature medie più fredde per il periodo in questione. L'anno più caldo / più freddo mai registrato (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda le temperature medie , è risultato il mese di settembre  1987 che ha chiuso   con un anomalia positiva pari a 2.84 °C e il mese di settembre  dell  1851  che chiuse con  un anomalia negativa pari a -4.38 °C.
  Per quanto riguarda le temperature massime e minime, le temperature massime hanno fatto registrare a livello nazionale un anomalia positiva  pari a 1.77 °C classificandosi al 11 posto  tra le temperature massime più calde per il periodo  e al 209 posto tra le temperature massime più fredde .
 L'anno più caldo / più freddo mai registrato (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda le temperature massime  è risultato il mese di settembre del 1946 che chiuse  con un anomalia positiva pari a 3.28 °C e il mese  di settembre  del   1851 che chiuse  con un anomalia negativa pari a -4.90 °C  .
 Per quanto riguarda le temperature minime,quest ultime hanno fatto registrare a livello nazionale  un anomalia positiva  media  pari a 1.90 °Cclassificandosi al  4 posto tra le temperature minime più calde per il  mese di settembre  e  al   216 posto tra le temperature minime più fredde .L'anno più caldo / più freddo mai registrato (periodo 1800-oggi) Per quanto riguarda le temperature minime è risultato il mese di settembre del 1987 che chiuse    con un anomalia positiva pari a 2.53 °C e il mese di settembre del 1912 che chiuse con un anomalia negativa pari a -4.35 °C.
 Per quanto riguarda le precipitazioni,il mese di settembre 2018 ha fatto registrare un deficit  medio di -61 % classificandosi al 207 posto tra i mesi di settembre più piovosi e al 12 posto tra i mesi di settembre più asciutti.L'anno più piovoso e meno piovoso (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda il mese di settembre risulta essere il  mese di settembre del  1833 che fece registrare un anomalia positiva pari a 167 % e il mese di settembre del 1895 che fece registrare un anomalia negativa a livello nazionale  pari a -86 %
temperature medie

temperature massime

temperature minime

anomalie precipitazioni

Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima
Institute of Atmospheric Sciences and Climate
  http://www.isac.cnr.it/climstor/climate_news.html
Anomalie di geopotenziale alla superficie isobarica di 500 hPa registrate in europa ed italia durante il mese di settembre 2018

Come evidenziato dai colori arancio-rosso, gli anticicloni hanno interessato buona parte dell europa centrale compresa l italia , in misura minore le regioni centro meridionali italiane che si sono trovate più ai margini di tali strutture anticicloniche.

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Buona serata a tutti gli utenti del forum di meteodue.Apro questa discussione per cercare di andare a monitorare l andamento della snow cover nell emisfero boreale durante la stagione autunnale-invernale 2018/2019.
Settembre 2018 è risultato anormalmente   più nevoso del normale sull continente nordamericano con un estensione di  (5.07 Mkm² ) risultando  un valore record dall'inizio delle misurazioni.
 

https://climate.rutgers.edu/snowcover/chart_anom.php?ui_set=1&ui_region=namgnld&ui_month=9

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Un’indagine esclusiva del consorzio giornalistico European Data Journalism Network (EDJNet), basata su 100 milioni di dati meteorologici, certifica l’aumento delle temperature in tutta Europa, Italia compresa. Nei primi anni del XXI secolo le temperature italiane sono aumentate di 0,98 gradi rispetto alla media di tutto il secolo precedente. I giornali locali del gruppo Gedi hanno lavorato sui dati di 54 città racchiuse nelle zone prese in esame dal consorzio.Lo European Data Journalism Network (EDJNet) ha analizzato due serie di dati dello European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF), ERA-20C per il periodo1900–1979 ed ERA-interim per il periodo 1979–2017.

Entrambe le serie di dati sono "rianalisi"; questo vuol dire che gli scienziati dello ECMWF hanno usato un ampio spettro di fonti (satelliti, stazioni meteo, boe, sonde aerostatiche) per fare una stima di una serie di variabili applicate a quadrati di circa 80 chilometri di lato (125 chilometri di lato per le serie di dati ERA-20C). Se le stazioni meteo forniscono dati molto più affidabili sul momento, le rianalisi dell'ECMWF sono molto più adatte per una ricerca sul lungo periodo come questa. Le stazioni meteo possono spostarsi o, come più spesso accade, le città si estendono intorno a esse, rendendo i dati meno affidabili quando si vanno a guardare tendenze centennali. I dati dell'ECMWF non tengono conto dei microclimi o delle isole di calore; perciò è probabile che le vere temperature nelle singole città siano di uno o due gradi superiori a quelle indicate. La tendenza invece non cambia.

rapporto completo al seguente link   https://lab.gedidigital.it/gnn/ambiente/cambiamento-climatico/

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Nonostante siano passati ormai molti anni e decenni, solo ora vengono alla "luce" documenti fino ad ora nascosti all opinione pubblica in cui le due compagnie Shell - Exxon  previdero privatamente il danno globale che sarebbe  stato causato dai loro prodotti e cioè la combustione fossili nei confronti del pianeta terra.Negli anni '80, compagnie petrolifere come la Exxon e la  Shell effettuarono valutazioni interne riguardanti  il biossido di carbonio rilasciato dai combustibili fossili e previdero le conseguenze planetarie di queste emissioni. Nel 1982, ad esempio, Exxon predisse che entro il 2060 i livelli di CO 2 avrebbero raggiunto circa 560 parti per milione - il doppio del livello preindustriale - e questo avrebbe spinto le temperature medie del pianeta verso l'alto di circa 2 ° C rispetto ai livelli attuali ( e ancor più rispetto ai livelli preindustriali).Di seguito  la previsione privata di Exxon sulla crescita futura dei livelli di anidride carbonica (asse sinistro) e della temperatura globale rispetto al 1982 (asse destro)
Più tardi  e più precisamente  nel 1988, un rapporto interno della  Shell  predisse  effetti simili, ma scoprì anche che la CO 2 poteva raddoppiare anche prima, entro il 2030. In privato, queste società non contestarono i legami tra i loro prodotti, il riscaldamento globale e la calamità ecologica, anzi le loro ricerche confermarono quanto sopra descritto. .

fonte articolo:https://www.theguardian.com/environment/climate-consensus-97-per-cent/2018/sep/19/shell-and-exxons-secret-1980s-climate-change-warnings
http://www.climatefiles.com/shell/1988-shell-report-greenhouse/

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buona giornata a tutti gli utenti del forum di meteodue. Arrivati ormai all'equinozio d'autunno,il riscaldamento delle zone
stratosferiche polari dell'emisfero nord, dovuto essenzialmente  all'azione di assorbimento dei raggi UV da parte dello strato di ozono
viene meno a causa della minore incidenza dei raggi solari. Ciò favorisce una costante decrescita delle temperature e una  ripresa della circolazione zonale  (westerlies) andando  a favorire la nascita del vortice polare stratosferico a partire  dall  alta stratosfera (1-5 hPa) .
Di seguito il grafico relativo  all altezza del geopotenziale della  superficie isobarica di 1 hpa(47 km2 circa)
 
http://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/stratosphere/strat_a_f/

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buona giornata a tutti gli utenti del forum di meteodue. Nota sulle  anomalie climatiche registrate in Italia durante il  trimestre estivo 2018, a cura dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr. Estate che, secondo i dati del CNR è risultata caratterizzata da anomalie positive piuttosto diffuse sull intero paese e precipitazioni  al di sopra delle media calcolata sul trentennio 1971-2000 in modo particolare nelle regioni centro-meridionali.Secondo i dati del CNR, basati sulla media climatologica  di riferimento 1971-2000,il trimestre estivo   2018 ha fatto registrare a livello nazionale un anomalia rispetto al periodo di riferimento 1971-2000 pari a 1.74 °Cclassificandosi all 5 th posto   tra le temperature medie più calde per il trimestre estivo   e al 215 th  posto tra le  temperature medie più fredde per il periodo in questione. L'anno più caldo / più freddo mai registrato (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda le temperature medie , è risultata l estate   2003 che ha chiuso   con un anomalia positiva pari a 3.76 °C e  l estate   dell  1816  che chiuse con  un anomalia negativa pari a -3.89 °C.
  Per quanto riguarda le temperature massime e minime, le temperature massime hanno fatto registrare a livello nazionale un anomalia positiva  pari a 1.62 °C classificandosi al 12 th posto  tra le temperature massime più calde per il periodo  e al 208 th posto tra le temperature massime più fredde .
 L'anno più caldo / più freddo mai registrato (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda le temperature massime  è  risultata l estate del  2003 che chiuse  con un anomalia positiva pari a 4.19 °C e l estate  del   1813 che chiuse  con un anomalia negativa pari a -4.02 °C  .
 Per quanto riguarda le temperature minime,quest ultime hanno fatto registrare a livello nazionale  un anomalia positiva  media  pari a 1.86 °C classificandosi al  5 th posto tra le temperature minime più calde per il  periodo  e  al   215 th posto tra le temperature minime più fredde .L'anno più caldo / più freddo mai registrato (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda le temperature minime è risultata l estate   del  2003 che chiuse    con un anomalia positiva pari a 3.34 °C e  l estate del 1816 che chiuse con un anomalia negativa pari a -3.97 °C.
 Per quanto riguarda le precipitazioni, quest ultime sono risultate al di sopra della media di riferimento (1971-2000) in buona parte dell italia meridionale e la liguria,mentre sono risultate ben al di sotto della media in diverse regioni dell italia centrale e settentrionale. facendo registrare un anomalia  a livello nazionale pari a 56 % classificandosi al 13 th posto tra i periodi estivi  più piovosi e al 207 th posto tra i  periodi estivi più asciutti.L'anno più piovoso e meno piovoso (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda il trimestre estivo  risulta essere  l estate del  1815 che fece registrare un anomalia positiva pari a 108 % e  l estate  dell 1928 che fece registrare un anomalia negativa pari a -70 %
temperature medie 

temperature massime

temperature minime
anomalie delle precipitazioni
   http://www.isac.cnr.it/climstor/climate_news.html

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buona giornata a tutti gli utenti del forum di meteodue.
Nota sulle  anomalie climatiche registrate in Italia durante il  mese di  agosto 2018, a cura dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr.
 Il mese di agosto 2018  è stato  contraddistinto da diffuse anomalie positive  e precipitazioni oltre alla media in modo particolare nelle regioni centro meridionali.
Secondo i dati del CNR, basati sulla media climatologica  di riferimento 1971-2000,il mese di agosto 2018 ha fatto registrare a livello nazionale un anomalia rispetto al periodo di riferimento 1971-2000 pari a 1.70 °C classificandosi all 8 posto   tra le temperature medie più calde per il mese di agosto  e al 212  posto tra le  temperature medie più fredde per il periodo in questione. L'anno più caldo / più freddo mai registrato (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda le temperature medie , è risultato il mese di agosto  2003 che ha chiuso   con un anomalia positiva pari a 3.86 °C e il mese di agosto  dell  1816  che chiuse con  un anomalia negativa pari a -4.44 °C.
  Per quanto riguarda le temperature massime e minime, le temperature massime hanno fatto registrare a livello nazionale un anomalia positiva  pari a 1.66 °C classificandosi al 13 posto  tra le temperature massime più calde per il periodo  e al 207 posto tra le temperature massime più fredde . Le maggiori anomalie positive hanno interessato l italia centrale e settentrionale, mentre le regioni meridionali e in modo particolare la sicilia non hanno registrato  degne di nota con anomalie negative nella parte orientale dell isola.
 L'anno più caldo / più freddo mai registrato (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda le temperature massime  è risultato  agosto  2003 che chiuse  con un anomalia positiva pari a 4.41 °C e il mese di mese di agosto del   1816 che chiuse  con un anomalia negativa pari a -4.71 °C  .
 Per quanto riguarda le temperature minime,quest ultime hanno fatto registrare a livello nazionale  un anomalia positiva  media  pari a 1.75 °C classificandosi al  6 posto tra le temperature minime più calde per il  mese di agosto  e  al   214 posto tra le temperature minime più fredde .L'anno più caldo / più freddo mai registrato (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda le temperature minime è risultato il mese di agosto del  2003 che chiuse    con un anomalia positiva pari a 3.32 °C e il mese di agosto del 1816 che chiuse con un anomalia negativa pari a 4.28 °C.
 Per quanto riguarda le precipitazioni, quest ultime sono risultate al di sotto della media di riferimento (1971-2000) in diversi settori dell italia settentrionale e centrale,mentre sono risultate ben al di sopra della media nelle regioni centro-meridionali, facendo registrare un anomalia  a livello nazionale pari a 91 % classificandosi al 9 posto tra i mesi di agosto più piovosi e al 211 posto tra i mesi di agosto più asciutti.L'anno più piovoso e meno piovoso (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda il mese di agosto risulta essere il  mese di agosto del  1835 che fece registrare un anomalia positiva pari a 146 % e il mese di agosto dell 1802 che fece registrare un anomalia negativa pari a -87 %
 

La mappa NOAA di pressione media al suolo  evidenzia per agosto un’ampia dominanza dell’anticiclone su gran parte del continente ,  ad eccezione dell’Europa più settentrionale che è stata maggiormente interessata da un flusso atlantico.Per quanto riguarda l italia, le regioni settentrionali sono  risultate maggiormente protette dalla figura stabilizzante,mentre l italia meridionale si è trovata maggiormente ai margini di tale struttura
La mappa di rianalisi NOAA  riguardante  l’anomalia di pressione al livello del mare per l’intero  mese di agosto evidenzia anomalie positive legate a una prevalenza di condizioni anticicloniche su gran parte delle zone continentali europee, mentre anomalie negative hanno interessato i settori meridionali compresa l italia meridionale.

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Buona serata a tutti gli utenti del forum di meteodue.Di seguito i grafici relativi alle precipitazioni totali,temperature massime,temperature minime e anomalie temperature registrate in europa nel periodo 2-8 settembre 2018

http://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/analysis_monitoring/regional_monitoring/europe.shtml

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