BACHECA ANNUNCI

VISITATE LA NOSTRA PAGINA FACEBOOK!

Sono riaperte le iscrizioni al forum! Per registrarsi gratuitamente cliccare QUI

Visualizza post

Questa sezione ti permette di visualizzare tutti i post inviati da questo utente. N.B: puoi vedere solo i post relativi alle aree dove hai l'accesso.


Topics - ale81

Pagine: [1] 2 3 4 5
1
Buona giornata a tutti.Come ben sappiamo,le stagioni sono opposte tra l'emisfero meridionale e settentrionale; il Sud raggiunge il minimo estivo a febbraio e il massimo invernale a settembre, mentre il Nord raggiunge il minimo estivo a settembre e il massimo invernale nel mese di marzo.Raggiunta la massima estensione nel mese di settembre, la banchisa antartica si avvia nuovamente a fondersi e diminuire in termini di estensione e volume .Questo processo raggiungerà il culmine durante il mese di febbraio, mese in cui la banchisa antartica avrà raggiunto la sua minima estensione.


12/09/2020: 18,755,933 km2, + 28,483 km2 rispetto alla precedente estensione

13/09/2020 : 18,789,715 km2 ,+ 33,782 km2 rispetto alla precedente estensione

14/09/2020 : 18,848,016 km2 , + 58,301 km2 rispetto alla precedente estensione

15/09/2020 : 18,861,031 km2 ,+ 13,015 km2 rispetto alla precedente estensione


La massima estensione, dovrebbe essere stata raggiunta il giorno 15 settembre 2020 con un estensione pari a  18,861,031 km2


16/09/2020: 18,819,118 km2,  -41,913    km2 rispetto alla precedente estensione

17/09/2020 : 18,766,938  km2 , -52,180  km2 rispetto alla precedente estensione

18/09/2020 : 18,768,349 km2 , +1,411   km2 rispetto alla precedente estensione

19/09/2020 : 18,756,810 km2 , -11,539  km2 rispetto alla precedente estensione

20/09/2020:  18,726,530 km2,  -30,280  km2 rispetto alla precedente estensione

21/09/2020 : 18,693,809 km2 , -32,721  km2 rispetto alla precedente estensione

22/09/2020 : 18,714,304 km2 , +20,495 km2 rispetto alla precedente estensione

23/09/2020 : 18,789,907 km2 , +75,603  km2 rispetto alla precedente estensione




2
Raggiunta la minima estensione, la banchisa artica si avvia nuovamente a riformarsi e crescere in termini di estensione e volume .Questo processo raggiungerà il culmine durante il mese di marzo, mese in cui la banchisa artica avrà raggiunto la sua massima estensione. Raggiunta la temperatura di circa -1.8 °C(punto di congelamento per acqua salata), si ha la formazione di uno strato galleggiante di ghiaccio costituito da acqua dolce, in quanto durante il processo di congelamento i sali  minerali rimangono  in soluzione.
La causa principale che comporta la formazione della banchisa è il congelamento della superficie marina,in quanto  le precipitazioni  nevose risultano decisamente scarse nelle regioni polari. L’acqua del mare tende a  congelare  sempre in superficie e mai sul fondo, dove non raggiunge temperature sufficientemente basse a causa del suo elevato calore specifico che comporta una scarsa propensione a variare la temperatura. Raggiunta la temperatura di congelamento,inizia il processo che porta gradualmente  la formazione di piccoli cristalli lenticolari, il cui diametro è dell’ ordine di qualche millimetro. I cristalli tendono ad unirsi tra di loro  per minimizzare la propria energia termodinamica.Durante questa situazione, lo strato superficiale oceanico è caratterizzato dalla presenza di tanti agglomerati di cristalli che rendono tale strato molto"viscoso".Durante questo stadio, gli agglomerati tendono ad essere molto instabili e anche in condizioni di mare relativamente calmo tendono a rompersi.
Con il passare dei giorni, aumenta notevolmente la concentrazione dei cristalli di ghiaccio, favorendo  la formazione di piccoli blocchi di ghiaccio che vengono meglio definiti in gergo tecnico(pancake ice).  La dimensione e la forma di questi blocchi viene  notevolmente influenzata  da due fattori: la turbolenza oceanica e il campo d’onda presente.In uno stato successivo del processo di congelamento, in condizioni di mare poco turbolento, i blocchi di ghiaccio tendono a saldarsi tra di loro, formando un unico strato superficiale di ghiaccio fisso (solid ice) esteso anche per diverse centinaia di chilometri quadrati.

 Fonte:  https://nsidc.org/
Di seguito l aggiornamento relativo all estensione della banchisa artica.Dati e grafici  gentilmente concessi dal Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA)

https://ads.nipr.ac.jp/vishop/#/extent/&time=2020-03-08%2000:00:00


14/09/2020 : 3,582,016 km2  , + 27,218 km2 rispetto alla precedente estensione

15/09/2020 : 3,605,357 km2  , + 23,341 km2 rispetto alla precedente estensione
 
2012(3,178,400 km2 km2)-426,957   km2 rispetto al 2020
2020(3,605,357 km2 )
2019(4,006,036 km2)+400,679         km2 rispetto al 2020
2007(4,068,688 km2)+463,331         km2 rispetto al 2020
2016(4,253,202 km2)+647,845         km2 rispetto al 2020
2015(4,359,080 km2)+753,723         km2 rispetto al 2020
2011(4,442,510 km2)+837,153         km2 rispetto al 2020
2008(4,523,624 km2)+918,267         km2 rispetto al 2020
2017(4,541,251 km2)+935,894         km2 rispetto al 2020
2018(4,546,800 km2)+941,443         km2 rispetto al 2020
2010(4,743,880 km2)+1,138,523      km2 rispetto al 2020
2013(4,834,931 km2)+1,229,574      km2 rispetto al 2020
2014(4,888,765 km2)+1,283,408      km2 rispetto al 2020
2009(5,115,751 km2)+1,510,394      km2 rispetto al 2020
2005(5,329,353 km2)+1,723,996      km2 rispetto al 2020



media anni 2000(5,479,091 km2) 1,873,734       km2 rispetto al 2020
media anni 2010(4,379,486 km2)  774,129         km2 rispetto al 2020
media anni 1990(6,573,762 km2)+2,968,405      km2 rispetto al 2020
media anni 1980(7,269,483 km2)+3,664,126      km2 rispetto al 2020





3
Buona giornata a tutti.Terminato il periodo  di ablazione che si verifica principalmente nei 3 mesi estivi di giugno, luglio e agosto, inizia il periodo di accumulo che copre un periodo di 9 mesi :1°settembre 2020-31 maggio 2021.
La calotta glaciale della Groenlandia tende ad evolvere nel corso dell'anno con il mutare delle condizioni meteorologiche  . Le precipitazioni  favoriscono un aumento di massa della calotta glaciale, mentre condizioni climatiche più calde favoriscono una maggiore fusione, con conseguente perdita di massa.Con il termine bilancio di massa superficiale si intende il guadagno e la perdita di massa superficiale  della calotta glaciale -ad eccezione della massa che si perde  attraverso il distacco di iceberg  che avviene dai ghiacciai di sbocco  i quali poi sciolgono quando vengono a contatto con l'acqua del mare più calda.I cerchi neri sulla mappa corrispondono alle stazioni meteorologiche PROMICE istituite per monitorare i processi di scioglimento. Da notare che i cerchi  presenti sulla mappa risultano leggermente spostati rispetto alla loro effettiva posizione per poter essere meglio distinguibili. Nella versione grande della mappa sono contrassegnati con piccoli punti che identificano  le loro posizioni reali. Cliccando sul cerchio di colore magenta, vengono mostrate le misure del deflusso che avviene dal fiume Watson che si trova vicino a Kangerlussuaq. Il fiume drena circa 12000 km2 di ghiaccio proveniente dall'entroterra.  Di seguito il grafico relativo al bilancio di massa riscontrato nel  giorno 01/09/2020 (in mm di acqua equivalente) in confronto alla media giornaliera del periodo 1981-2010.
 Il grafico sotto la mappa mostra il contributo totale giornaliero  derivante da tutte le stazioni meteorologiche   presenti sulla calotta glaciale.
Il bilancio di massa serve a misurare  le variazioni di massa della calotta glaciale sulla base della differenza tra la massa accumulata con le precipitazioni nevose invernali e primaverili e la massa persa per la fusione di neve e ghiaccio (ablazione) nella stagione estiva.

La curva blu mostra il bilancio di massa superficiale della stagione in corso misurato in gigatonnellate ( Una gigatonnellata (Gt) equivale a un miliardo di tonnellate di acqua)

La curva grigio scuro mostra il valore medio del periodo 1981-2010 mentre la banda grigio chiaro mostra la deviazione standard di 30 anni basata sulla media trentennale ( 1981-2010).








Il grafico che viene mostrato di seguito, illustra l'entità dei guadagni e delle perdite totali di massa della calotta glaciale avvenuti a  partire dal 1° settembre  rispetto al periodo climatologico 1981-2010 . Non è inclusa la massa che viene persa quando dai ghiacciai si staccano gli iceberg e si sciolgono quando entrano in contatto con l'acqua del mare più calda.
Il bilancio di massa serve a misurare  le variazioni di massa che avvengono sulla calotta glaciale sulla base della differenza tra la massa accumulata con le precipitazioni nevose invernali e primaverili e la massa persa per la fusione di neve e ghiaccio (ablazione) nella stagione estiva.
La curva blu mostra la stagione in corso, mentre la curva rossa mostra l'andamento della stagione 2011-12, quando il livello di fusione risultò estremamente elevato.

La linea grigio scuro mostra la media del periodo 1981-2010.

La fascia grigio chiaro mostra le variazioni che avvengono da un anno all'altro. Per ogni giorno  la fascia mostra la deviazione standard di 30 anni basata sulla media trentennale ( 1981-2010),  ma con i valori  giornalieri minimi e massimi  non riportati.
Le informazioni si basano in parte sulle osservazioni effettuate dalle stazioni meteorologiche presenti sulla calotta glaciale e in parte dalle informazioni provenienti dall  Istituto meteorologico danese ( DMI ; danese : Danmarks Meteorologiske Institut ) e dal 1° luglio 2017 dal modello meteorologico HARMONIE-AROME. Questi dati sono utilizzati per calcolare la quantità totale di ghiaccio e neve. Il modello meteorologico prende in considerazione alcune variabili tra cui : le precipitazioni nevose, lo scioglimento della neve e del ghiaccio nudo, il ricongelamento dell'acqua di fusione e  il passaggio diretto da ghiaccio a vapore acqueo  ( sublimazione)  .Nel 2014,Il modello è stato migliorato  per tener conto del fatto che parte dell'acqua di fusione si ricongela nella neve, e di nuovo nel 2015 per tener conto anche della bassa percentuale di riflettività  della luce solare sul ghiaccio nudo rispetto ad una superficie innevata.Infine, è stato nuovamente aggiornato nel 2017 con una rappresentazione più avanzata della permeabilità e del ricongelamento dell'acqua di fusione. Allo stesso tempo, il periodo di riferimento  preso in considerazione è quello del  1981-2010. Con il nuovo aggiornamento, le nuove mappe, le cifre e i grafici si discosteranno dai grafici precedenti presentati nei rapporti  relativi alle  precedenti stagioni . Tutto ciò che appare nella pagina del dmi, è calcolato utilizzando lo stesso modello, in modo che tutti i grafici e i valori siano direttamente comparabili.







La mappa mostra le zone in cui la calotta glaciale della Groenlandia ha subito uno scioglimento rispetto al giorno precedente. Questo è definito come minimo 1 mm di fusione in superficie :01/09/2020.

La curva sotto la mappa mostra la percentuale della superficie totale della calotta glaciale che è stata interessata dallo scioglimento. La curva blu mostra l'estensione dello scioglimento di quest'anno, mentre la curva grigio scuro traccia il valore medio riscontrato nel periodo 1981-2010. La zona grigio  chiaro mostra le differenze tra un anno e l'altro.Per ciascun giorno di calendario, questa fascia mostra le differenze rispetto al periodo di 30 anni (nel periodo 1981-2010), ma con i valori più bassi e più alti  di ogni giorno omessi. .Si osservi, che confrontando il bilancio di massa superficiale con il bilancio di massa superficiale giornaliero, lo scioglimento può avvenire anche in assenza di perdita di massa superficiale, in quanto l'acqua di fusione può ricongelare nello strato di neve sottostante. Allo stesso modo, la perdita di massa superficiale può avvenire anche in assenza di scioglimento dovuto alla sublimazione.







Le condizioni della calotta glaciale e del ghiaccio marino nell'Artico sono influenzate dalle condizioni atmosferiche.Il vento è la principale forza  responsabile del movimento del ghiaccio. Il vento che soffia sulla superficie superiore del ghiaccio marino provoca una forza di trascinamento sulla superficie del ghiaccio e  ne provoca la deriva .L'entità della forza dipende dalla velocità del vento e dalle caratteristiche della superficie del ghiaccio marino.   Una superficie di ghiaccio ruvido è influenzata maggiormente dal vento rispetto ad una superficie liscia . La temperatura determina, tra l'altro, anche la quantità di ghiaccio che potrebbe sciogliersi.I processi che influenzano la crescita e lo scioglimento del ghiaccio marino sono chiamati termodinamici.Quando la temperatura dell'oceano raggiunge il punto di congelamento dell'acqua salata (-1,8 gradi Celsius), il ghiaccio comincia a crescere. Quando la temperatura sale sopra il punto di congelamento, il ghiaccio comincia a sciogliersi.
In realtà, però, la quantità e i tassi di crescita e di scioglimento dipendono dal modo in cui il calore viene scambiato all'interno del ghiaccio marino, così come tra la parte superiore e inferiore del ghiaccio.Di seguito il grafico relativo all anomalia delle temperature rispetto ai valori medi del periodo 2004-2013, oltre alle attuali condizioni del vento riscontrate nel periodo :28 agosto - 1 settembre 2020







Le condizioni della calotta glaciale e del ghiaccio marino nell'Artico sono influenzate dalle condizioni atmosferiche.Il vento è la principale forza  responsabile del movimento del ghiaccio. Il vento che soffia sulla superficie superiore del ghiaccio marino provoca una forza di trascinamento sulla superficie del ghiaccio e provoca la deriva del ghiaccio.L'entità della forza dipende dalla velocità del vento e dalle caratteristiche della superficie del ghiaccio marino.  Una superficie di ghiaccio ruvido è influenzata maggiormente dal vento rispetto ad una superficie liscia .La temperatura determina, tra l'altro, anche la quantità di ghiaccio che potrebbe sciogliersi.I processi che influenzano la crescita e lo scioglimento del ghiaccio marino sono chiamati termodinamici.Quando la temperatura dell'oceano raggiunge il punto di congelamento dell'acqua salata (-1,8 gradi Celsius), il ghiaccio comincia a crescere. Quando la temperatura sale sopra il punto di congelamento, il ghiaccio comincia a sciogliersi.
In realtà, però, la quantità e i tassi di crescita e di scioglimento dipendono dal modo in cui il calore viene scambiato all'interno del ghiaccio marino, così come tra la parte superiore e inferiore del ghiaccio.Di seguito il grafico che illustra le temperature (in C°) oltre che alle condizioni attuali del vento: 28 agosto - 1 settembre 2020








Anomalia delle precipitazioni - il grafico mostra la quantità di precipitazioni cadute al giorno rispetto ai valori medi del periodo 2004-2013. Le precipitazioni determinano un aumento della massa della calotta glaciale.   Periodo preso in esame:28 agosto - 1 settembre 2020. In aggiunta, viene mostrato l'indice NAO. Si tratta di una misura della forza dei venti occidentali nell'Atlantico settentrionale. Quando l'indice è negativo, il flusso dei venti occidentali risulta  più intenso, aumentando le probabilità che il flusso d'aria più temperata  proveniente dalle medie e basse latitudini sia trasportato verso la Groenlandia meridionale.






http://polarportal.dk/en/greenland/

4
Buona giornata a tutti.Apro questo thread per postare nel corso dei giorni, gli eventi meteorologici accaduti in passato e che oggi vengono definiti anomali.
Uno di questi è l inverno 1833-34.L'inverno del 1833-34 è stato molto mite in tutta l'Europa occidentale, lo stesso del 2019-20 ed entrambi gli inverni si sono verificati durante i periodi di minimo solare. Le regioni vicino a Parigi registrarono temperature intorno ai  68F (20C) nel mese di  gennaio 1834.




5
Nel tipico ciclo annuale del manto nevoso si possono distinguere due fasi principali, il periodo di accumulo e il periodo di ablazione.Durante il periodo di accumulo si ha un generale aumento dell’equivalente in acqua del manto, che subisce processi di metamorfismo diversi a seconda che sia costituito da neve umida o asciutta. Il periodo di accumulo è generalmente dominato da condizioni di neve asciutta ad alta quota e sui ghiacciai.Con il termine "ablazione" si fa riferimento a tutti i processi in grado di provocare perdite di massa a carico di neve e ghiaccio. Sono inclusi quindi:  ablazione eolica,  valanghe di ghiaccio (dry
calving),  distacco di icebergs in acqua , fusione seguita da deflusso, evaporazione e sublimazione.
Secondo il centro meteorologico danese DMI,l Inizio della stagione di fusione coincide con  il primo giorno di un periodo di almeno tre giorni consecutivi in cui più del 5% della calotta glaciale subisce un processo di scioglimento.I meteorologi del DMI,definiscono come fusione lo scioglimento che avviene in un luogo in cui il tasso di fusione è superiore a 1 mm/giorno.


l Inizio della stagione dell'ablazione coincide con il primo giorno di un periodo di almeno tre giorni consecutivi in cui il bilancio di massa superficiale (SMB) è negativo e inferiore a -1 Gt/giorno (1 Gt è un miliardo di tonnellate e corrisponde a 1 chilometro cubo d'acqua).
La stagione di fusione incominciata il giorno 13 maggio 2020,è avvenuta  con un anticipo di 13 giorni rispetto alla mediana 1981-2019.
Il giorno 16 maggio 2020, segna il 4° giorno consecutivo con > il 5% della superficie della calotta glaciale che ha subito un processo di scioglimento,Nella prima parte della stagione l'acqua di fusione prodotta in superficie percola in profondità, dove tende a ricongelare trovando strati con temperature ancora negative. Al procedere della stagione di ablazione tutto lo spessore
della neve diventa isotermico.
Il bilancio di massa giornaliero di superficie è ancora positivo, anche se ieri è stato molto vicino allo 0.


La calotta glaciale della Groenlandia tende ad evolvere nel corso dell'anno con il mutare delle condizioni meteorologiche  . Le precipitazioni  favoriscono un aumento di massa della calotta glaciale, mentre condizioni climatiche più calde favoriscono una maggiore fusione, con conseguente perdita di massa.Con il termine bilancio di massa superficiale si intende il guadagno e la perdita di massa superficiale  della calotta glaciale -ad eccezione della massa che si perde  attraverso il distacco di iceberg  che avviene dai ghiacciai di sbocco  i quali poi sciolgono quando vengono a contatto con l'acqua del mare più calda.I cerchi neri sulla mappa corrispondono alle stazioni meteorologiche PROMICE istituite per monitorare i processi di scioglimento. Da notare che i cerchi  presenti sulla mappa risultano leggermente spostati rispetto alla loro effettiva posizione per poter essere meglio distinguibili. Nella versione grande della mappa sono contrassegnati con piccoli punti che identificano  le loro posizioni reali. Cliccando sul cerchio di colore magenta, vengono mostrate le misure del deflusso che avviene dal fiume Watson che si trova vicino a Kangerlussuaq. Il fiume drena circa 12000 km2 di ghiaccio proveniente dall'entroterra.  Di seguito il --grafico relativo al bilancio di massa riscontrato nel  giorno 16/05/2020 (in mm di acqua equivalente) in confronto alla media giornaliera del periodo 1981-2010.
 Il grafico sotto la mappa mostra il contributo totale giornaliero  derivante da tutte le stazioni meteorologiche   presenti sulla calotta glaciale.
Il bilancio di massa serve a misurare  le variazioni di massa della calotta glaciale sulla base della differenza tra la massa accumulata con le precipitazioni nevose invernali e primaverili e la massa persa per la fusione di neve e ghiaccio (ablazione) nella stagione estiva.

La curva blu mostra il bilancio di massa superficiale della stagione in corso misurato in gigatonnellate ( Una gigatonnellata (Gt) equivale a un miliardo di tonnellate di acqua)

La curva grigio scuro mostra il valore medio del periodo 1981-2010 mentre la banda grigio chiaro mostra la deviazione standard di 30 anni basata sulla media trentennale ( 1981-2010).











Il grafico che viene mostrato di seguito, illustra l'entità dei guadagni e delle perdite totali di massa della calotta glaciale avvenuti a  partire dal 1° settembre  rispetto al periodo climatologico 1981-2010 . Non è inclusa la massa che viene persa quando dai ghiacciai si staccano gli iceberg e si sciolgono quando entrano in contatto con l'acqua del mare più calda.
Il bilancio di massa serve a misurare  le variazioni di massa che avvengono sulla calotta glaciale sulla base della differenza tra la massa accumulata con le precipitazioni nevose invernali e primaverili e la massa persa per la fusione di neve e ghiaccio (ablazione) nella stagione estiva.
La curva blu mostra la stagione in corso, mentre la curva rossa mostra l'andamento della stagione 2011-12, quando il livello di fusione risultò estremamente elevato.

La linea grigio scuro mostra la media del periodo 1981-2010.

La fascia grigio chiaro mostra le variazioni che avvengono da un anno all'altro. Per ogni giorno  la fascia mostra la deviazione standard di 30 anni basata sulla media trentennale ( 1981-2010),  ma con i valori  giornalieri minimi e massimi  non riportati.
Le informazioni si basano in parte sulle osservazioni effettuate dalle stazioni meteorologiche presenti sulla calotta glaciale e in parte dalle informazioni provenienti dall  Istituto meteorologico danese ( DMI ; danese : Danmarks Meteorologiske Institut ) e dal 1° luglio 2017 dal modello meteorologico HARMONIE-AROME. Questi dati sono utilizzati per calcolare la quantità totale di ghiaccio e neve. Il modello meteorologico prende in considerazione alcune variabili tra cui : le precipitazioni nevose, lo scioglimento della neve e del ghiaccio nudo, il ricongelamento dell'acqua di fusione e  il passaggio diretto da ghiaccio a vapore acqueo  ( sublimazione)  .Nel 2014,Il modello è stato migliorato  per tener conto del fatto che parte dell'acqua di fusione si ricongela nella neve, e di nuovo nel 2015 per tener conto anche della bassa percentuale di riflettività  della luce solare sul ghiaccio nudo rispetto ad una superficie innevata.Infine, è stato nuovamente aggiornato nel 2017 con una rappresentazione più avanzata della permeabilità e del ricongelamento dell'acqua di fusione. Allo stesso tempo, il periodo di riferimento  preso in considerazione è quello del  1981-2010. Con il nuovo aggiornamento, le nuove mappe, le cifre e i grafici si discosteranno dai grafici precedenti presentati nei rapporti  relativi alle  precedenti stagioni . Tutto ciò che appare nella pagina del dmi, è calcolato utilizzando lo stesso modello, in modo che tutti i grafici e i valori siano direttamente comparabili.










La mappa postata sotto, mostra le zone della calotta glaciale della Groenlandia interessate da processi di scioglimento avvenuti durante il giorno precedente. Si definisce come almeno 1 mm di scioglimento avvenuto sulla superficie.

La curva sotto la mappa mostra la percentuale della superficie totale della calotta glaciale che è stata interessata dallo scioglimento. La curva blu mostra l'estensione dello scioglimento di quest'anno, mentre la curva grigio scuro traccia il valore medio riscontrato nel periodo 1981-2010. La zona grigio  chiaro mostra le differenze tra un anno e l'altro.Per ciascun giorno di calendario, questa fascia mostra le differenze rispetto al periodo di 30 anni (nel periodo 1981-2010), ma con i valori più bassi e più alti  di ogni giorno omessi. .Si osservi, confrontando il bilancio di massa superficiale con il bilancio di massa superficiale giornaliero, che lo scioglimento può avvenire anche in assenza di perdita di massa superficiale, in quanto l'acqua di fusione può ricongelare nello strato di neve sottostante. Allo stesso modo, la perdita di massa superficiale può avvenire anche in assenza di scioglimento dovuto alla sublimazione.




Le condizioni della calotta glaciale e del ghiaccio marino nell'Artico sono influenzate dalle condizioni atmosferiche.Il vento è la principale forza  responsabile del movimento del ghiaccio. Il vento che soffia sulla superficie superiore del ghiaccio marino provoca una forza di trascinamento sulla superficie del ghiaccio e provoca la deriva del ghiaccio.L'entità della forza dipende dalla velocità del vento e dalle caratteristiche della superficie del ghiaccio marino.   Una superficie di ghiaccio ruvido è influenzata maggiormente dal vento rispetto ad una superficie liscia . La temperatura determina, tra l'altro, anche la quantità di ghiaccio che potrebbe sciogliersi.I processi che influenzano la crescita e lo scioglimento del ghiaccio marino sono chiamati termodinamici.Quando la temperatura dell'oceano raggiunge il punto di congelamento dell'acqua salata (-1,8 gradi Celsius), il ghiaccio comincia a crescere. Quando la temperatura sale sopra il punto di congelamento, il ghiaccio comincia a sciogliersi.
In realtà, però, la quantità e i tassi di crescita e di scioglimento dipendono dal modo in cui il calore viene scambiato all'interno del ghiaccio marino, così come tra la parte superiore e inferiore del ghiaccio.Di seguito il grafico relativo all anomalia delle temperature rispetto ai valori medi del periodo 2004-2013, oltre alle attuali condizioni del vento riscontrate nel periodo :12 maggio - 16 maggio 2020

 














 

Le condizioni della calotta glaciale e del ghiaccio marino nell'Artico sono influenzate dalle condizioni atmosferiche.Il vento è la principale forza  responsabile del movimento del ghiaccio. Il vento che soffia sulla superficie superiore del ghiaccio marino provoca una forza di trascinamento sulla superficie del ghiaccio e provoca la deriva del ghiaccio.L'entità della forza dipende dalla velocità del vento e dalle caratteristiche della superficie del ghiaccio marino.  Una superficie di ghiaccio ruvido è influenzata maggiormente dal vento rispetto ad una superficie liscia .La temperatura determina, tra l'altro, anche la quantità di ghiaccio che potrebbe sciogliersi.I processi che influenzano la crescita e lo scioglimento del ghiaccio marino sono chiamati termodinamici.Quando la temperatura dell'oceano raggiunge il punto di congelamento dell'acqua salata (-1,8 gradi Celsius), il ghiaccio comincia a crescere. Quando la temperatura sale sopra il punto di congelamento, il ghiaccio comincia a sciogliersi.
In realtà, però, la quantità e i tassi di crescita e di scioglimento dipendono dal modo in cui il calore viene scambiato all'interno del ghiaccio marino, così come tra la parte superiore e inferiore del ghiaccio.Di seguito il grafico che illustra le temperature (in C°) oltre che alle condizioni attuali del vento: 12 maggio - 16 maggio 2020

 





Anomalia delle precipitazioni - Il grafico mostra quanto le precipitazioni giornaliere siano diminuite  oppure aumentate rispetto ai valori medi  registrati nel periodo 2004-2013. Le precipitazioni portano ad un aumento della massa della calotta di ghiaccio.  Periodo di riferimento:12  maggio - 16 maggio 2020. In aggiunta, viene mostrato l'indice NAO. Si tratta di una misura della forza dei venti occidentali nell'Atlantico settentrionale. Quando l'indice è negativo, il flusso dei venti occidentali risulta  più intenso, aumentando la probabilità che il flusso d'aria più temperata  proveniente dalle medie e basse latitudini sia trasportato verso la Groenlandia meridionale determinando maggiori precipitazioni nei settori interessati.





http://polarportal.dk/en/greenland/

6
Le precipitazioni sul continente africano tendono a mostrare una grande variabilità sia nel tempo che nello spazio. Le precipitazioni che caratterizzano le zone equatoriali e tropicali sono da moderate ad intense. I maggiori  valori  della piovosità che riguardano la stagione  estiva (Giugno-Luglio-Agosto, GLA) sono generalmente controllati dalla Zona di Convergenza Intertropicale (ITCZ). Al di sopra dei continenti,  l’ITCZ tende a seguire la marcia stagionale del sole e oscilla tra la zona del Sahara, durante l’estate boreale, e nei settori settentrionali  del deserto del Kalahar durante l  estate australe.La Zona di
Convergenza Intertropicale (ITCZ), conosciuta anche come Fronte Intertropicale o Zona di Convergenza Equatoriale, è una fascia di bassa pressione che avvolge la Terra all’Equatore .L’ITCZ rappresenta l’equatore climatico che fluttua intorno a quello astronomico in base ad una cadenza stagionale. Questa fascia atmosferica, ove convergono gli alisei  , è semipermanente ed è  caratterizzata da una circolazione molto debole e nello stesso tempo è caratterizzata da valori molto elevati sia  di temperatura che di  umidità. A questa fascia è associata un area interessata da  precipitazioni molto abbondanti. L’ITCZ costituisce,  uno dei principali meccanismi attraverso i quali si generano le precipitazioni in Africa ed è la zona di convergenza al suolo di enormi masse di aria tropicali ossia i  trade winds provenienti da sud est e da nord est che, sotto l’azione di moti convettivi,vengono sospinti  verso l’alto. In altre parole , questa fascia atmosferica è formata da correnti verticali ascendenti di aria calda ed umida provenienti dalle latitudini poste  sopra e al di sotto dell’equatore. Il suo spostamento meridionale dipende dalla intensità della radiazione solare in superficie,che risulta  più o meno intensa a seconda delle stagioni. 


Di seguito viene descritta la posizione della Zona di  Convergenza Intertropicale(ITCZ) durante la 2° decade del mese di aprile.
Nel periodo dall'11 al 20 aprile, la Zona di Convergenza Intertropicale(ITCZ) ha registrato una leggera progressione verso sud lungo gran parte della sua lunghezza. La posizione media della porzione occidentale dell'ITF tra 10W-10E è stata approssimativamente posizionata intorno a 11,6 gradi N. Questa posizione è risultata leggermente più a sud rispetto alla posizione della precedente decade , e di 0,5 gradi più a sud rispetto alla posizione media climatologica. La situazione è probabilmente connessa ad una diminuzione delle precipitazioni riscontrata in questa regione rispetto a quella osservata nella 1 decade del mese di aprile. La posizione media della porzione orientale dell'ITF tra 20E-35E è stata di 9,1 gradi N. La posizione era più a sud rispetto alla posizione media di 9,8 gradi N. Tale ritardo nella posizione dell'ITF ha probabilmente contribuito a ridurre le precipitazioni in alcune zone della Repubblica Centrafricana e del Sudan meridionale.  La figura 1 mostra la posizione attuale dell'ITF rispetto alla posizione media a lungo termine durante la 2° decade di aprile e la sua posizione precedente durante la 1° decade di aprile. Le figure 2 e 3 sono invece serie temporali, che illustrano i valori latitudinali rispettivamente della parte occidentale e orientale dell'ITF e le rispettive variazioni stagionali da aprile 2020.



Dati e grafici gentilmente concessi dal NOAA e sono consultabili al seguente link: https://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/international/itf/itcz.shtml

7
4 chiacchiere al bar / Auguri pasqua 2020
« il: Aprile 12, 2020, 01:10:00 pm »
Buona Pasqua a tutti .Un augurio rivolto a  tutti coloro che combattono tutti i giorni contro l attuale situazione sanitaria,a chi si sente stanco, solo, pieno di rabbia ma continua allo stesso modo a lottare, a chi manda avanti la propria famiglia con dignità, con sacrificio, donando ogni giorno un sorriso ai propri figli.Buona pasqua a tutti voi.

8

 

Ad iniziare da domenica 22 marzo 2020 l´Emilia-Romagna è stata interessata dall’arrivo di aria freddissima in quota, tanto che la temperatura nella stazione di lago Scaffaiolo (1794 m slm, sul crinale appenninico modenese) alle 10:30 scende a -11.9 °C.

Nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 marzo, con aria in quota ancora freddissima (temperatura al lago Scaffaiolo sempre inferiore a -10 °C dalle 18 del 23 alle 09 del 24) si sono verificate le condizioni favorevoli ad una intensa inversione termica: assenza di nuvolosità e di vento ai bassi strati.

La discesa delle temperature è stata rapidissima e i valori si sono mantenuti inferiori allo zero per molte ore.

Nella mappa le temperature registrate alle 6 del 24 marzo 2020.



documento descrittivo del fenomeno     https://www.arpae.it/cms3/documenti/simc/2020/Gelate_tardive_2020.pdf


9
Buona giornata a tutti. Di seguito i grafici relativi alle anomalie della temperatura a 2m e della pressione previsti per i prossimi giorni a scala europea . Le aree in rosso (blu) indicano zone dove la previsione mensile differisce in modo significativo dalla climatologia.
Vietata la riproduzione anche parziale dei grafici
L inizio della stagione primaverile sembra confermare l avvio di un periodo più dinamico in sede europea.Inizialmente avremo condizioni maggiormente anticicloniche relegate sull europa centrale mentre condizioni maggiormente depressionarie dovrebbero interessare le aree più meridionali del continente che andrebbero a trovarsi al di sotto di tale fascia anticiclonica.La distensione lungo i paralleli della cella anticiclonica favorirà almeno inizialmente l afflusso di correnti fredde sulla nostra penisola determinando temperature inferiori a quelle medie del periodo.Successivamente si dovrebbe assistere ad un più deciso crollo della fascia anticiclonica a discapito di condizioni maggiormente depressionarie che andrebbero ad interessare buona parte dell europa occidentale.In un simile contesto le temperature dovrebbero presentare valori al di sotto della media nelle aree coinvolte da tale circolazione. La dinamica dovrebbe accompagnarci almeno sino al 5 o 6 aprile.




10
Si è appena concluso uno degli inverni più miti e secchi per l’Italia da quando abbiamo a disposizione osservazioni meteorologiche.

L’inverno meteorologico (che per convenzione si fa coincidere con il trimestre gennaio-dicembre-febbraio) ha fatto registrare per l’Italia un’anomalia di +2.03°C rispetto alla media del trentennio di riferimento 1981-2010, secondo solo all’inverno 2006/2007 (anomalia di +2.13°C).
Di seguito il grafico relativo alle anomalie della temperatura media

 Nello specifico il mese di dicembre ha fatto registrare un’anomalia di +1.91°C, il secondo più caldo dal 1800 ad oggi, e febbraio è risultato il più caldo da quando abbiamo a disposizione misure di temperatura, con un’anomalia di +2.76°C. Gennaio, invece, chiude “solamente” al nono posto con un’anomalia di 1.42°C.

Accanto alle temperature insolitamente alte, l’inverno 2019/2020 è stato caratterizzato da precipitazioni pesantemente sotto media: infatti, dopo un mese di dicembre nella media, le precipitazioni di gennaio e febbraio sono state piuttosto scarse (-68% a gennaio e -80% a febbraio) tanto che la cumulata sul trimestre invernale è risultata di poco al di sopra della metà di quello che piove di solito, facendo segnare un deficit del 43% rispetto alla precipitazione invernale media del trentennio di riferimento 1981-2010, chiudendo come l’ottavo inverno più secco dal 1800 ad oggi. Il deficit risulta più contenuta al nord (-25%) grazie alle precipitazioni delle prime decadi di dicembre, mentre sale a -55% al sud dove l’inverno appena concluso risulta il più secco da quando abbiamo a disposizione le misure.
Per informazioni: Michele Brunetti, responsabile della Banca dati di climatologia storica dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna (Cnr-Isac), email: m.brunetti@isac.cnr.it, tel. 051/6399624

Ufficio stampa:
Emanuele Guerrini
Ufficio stampa Cnr - Roma
emanuele.guerrini@cnr.it
06.4993.2644


http://www.isac.cnr.it/climstor/climate_news.html

11
’inverno di quest´anno è tra i più miti degli ultimi sessant´anni. Prosegue la tendenza al riscaldamento climatico anche in Emilia-Romagna.L’inverno 2020 in Emilia-Romagna è stato il più mite dal 1962, a pari merito con quello del 2007. Risulta invece il più caldo in assoluto se si considera la media dei valori massimi giornalieri. Nel complesso gli inverni degli ultimi dieci anni (2011-2020) sono stati in media i più caldi rispetto ai cinque decenni precedenti.

L’inverno meteorologico appena finito (1 dicembre 2019 - 29 febbraio 2020) è stato tra i due più miti degli ultimi sessant´anni, con 6,0 °C di temperatura media regionale, il valore più alto dal 1962, pari solo all’inverno 2007 e di poco superiore ai 5,8 °C del 2014. La temperatura media invernale negli anni dal 1961 al 1990 era di 2,7 °C, contro i 4,1 °C degli ultimi dieci inverni (2011-2020), un cambiamento molto drastico.
Se consideriamo la media delle temperature massime giornaliere, pari a 10,3 °C, l’inverno 2019-2020 batte tutti gli altri nella serie dal 1962 e rappresenta quindi un record assoluto, superando il precedente valore dell’inverno 2007 (9,8 °C). Come riferimento si consideri che la media delle massime giornaliere invernali negli anni 1961-1990 era di circa 6 °C.

Tutti e tre i mesi invernali di quest’anno hanno contribuito a questo record, con dicembre 2019 primo assoluto della serie (5,7 °C) seguito da dicembre 2014 (5,5  °C). Gennaio 2020 è stato tra i 5 o 6 più caldi dal 1961, ma soprattutto febbraio 2020, con una temperatura media di 7.7 °C, ha nettamente superato il secondo della serie, febbraio 2014 (7 °C). Notevole lo scarto di febbraio 2020, +4 °C rispetto alla media 1961-1990 (3,7 °C).

Se in campo termico prevale la tendenza all’aumento dei valori, per le precipitazioni prevale in generale e soprattutto negli ultimi anni, la variabilità. L’inverno 2019-2020 ha avuto precipitazioni nettamente inferiori alle attese, circa 140 mm rispetto ad un valore medio (1962-2018) di ca. 210 mm, anche se lievemente superiori al precedente inverno 2018-2019 (124 mm). Asciutti sono stati anche gli inverni 2016-2017 (119 mm), 2011-2012 (104 mm), fino ai record negativi degli inverni 1989-1990 con 60 mm e 1991-1992 con 72 mm. Inverni recenti molto piovosi (o nevosi) sono stati invece il 2013-2014 con 352 mm, 2008-2009 (330 mm) e 2009-2010 con 335 mm.
Le anomalie termiche e pluviometriche osservate nella nostra regione sono la manifestazione locale di una anomalia climatica di notevole intensità osservata su tutta l’area Euro-Atlantica: nel corso dell’inverno appena trascorso il vortice polare artico ha assunto una intensità tra le più alte tra quelle osservate dal 1950. L’indice climatico che descrive come varia nel tempo l’intensità del vortice polare si chiama Oscillazione artica (pari alla differenza di pressione atmosferica tra l’Artico e le latitudini medio -basse). Nell´inverno appena trascorso il valore medio di questo indice è stato il secondo dal 1950, dopo l’inverno 1989, e a febbraio ha assunto il secondo valore mensile più alto osservato, dopo quello di gennaio 1993. Questa situazione barica ha generato una circolazione anomala con lo spostamento a nord del jet atlantico e della parte più consistente del gradiente termico nord-sud, con il conseguente confinamento delle perturbazioni di origine atlantica a nord delle Alpi, e comunque nelle regioni centro-settentrionali dell’Europa . Questa configurazione di larga scala ha causato anomalie pluviometriche positive di grande rilievo sull’Europa settentrionale e negative sul Mediterraneo, e anomalie termiche di notevole entità su gran parte della fascia latitudinale dell’emisfero Nord che va dai 50° N al Circolo polare artico, ad eccezione dell’Alaska e delle aree del Canada occidentale.

I dati riportati sono riferiti alla media regionale sull’Emilia-Romagna, localmente i dati possono subire variazioni anche notevoli.

Fonte: Osservatorio clima Arpae     https://www.arpae.it/dettaglio_notizia.asp?idLivello=32&id=11052

12
Nowcasting Nord Italia / Emilia-romagna(Febbraio 2020 )
« il: Marzo 07, 2020, 01:32:08 pm »
Febbraio 2020 è stato estremamente mite: la sua temperatura media, stimata in 7.7 °C, è stata la più elevata della serie dal 1961, 4 °C superiore al clima 1961-1990, caratterizzato da una temperatura media mensile di 3.7 °C .Il mese ha avuto inoltre precipitazioni esigue, con 9.6 mm medi regionali che rappresentano il terzo valore più basso dopo febbraio 1993 (1.1 mm) e 2000 (7.4 mm). Le precipitazioni medie attese nel mese (media 1961-2018) sono di circa 65 mm.Disponibilità idriche: gli indicatori a media e lunga scadenza (siccità idrologica) segnalano situazioni normali (SPI 6 e 24 mesi) o di locale abbondanza di risorse (SPI 12 mesi), si evidenzia invece presenza di siccità meteorologica (SPI 3 mesi) con conseguente contenuto idrico dei terreni inferiore alle attese sull´Appennino centrale e, in parte, su quello romagnolo.
Temperature: nel complesso decisamente superiori alla norma, particolarmente nelle ultime due decadi. Il valore medio mensile delle temperature è stato di circa 4 °C superiore a quello del clima 1961-1990, con le anomalie positive massime all’inizio della seconda decade del mese.



Rapporto completo al seguente link:  https://www.arpae.it/siccita/dati/boll_reg/boll_reg.pdf

13
Il mese di gennaio 2020, in Emilia-Romagna, è stato particolarmente mite con precipitazioni inferiori alle attese ma non siccitoso; il contenuto idrico dei terreni e gli indicatori a breve termine (SPI a 3 e 6 mesi) vedono condizioni di disponibilità idrica ancora superiori alla norma, questo per effetto delle elevate precipitazioni dei due mesi precedenti, particolarmente di quelle eccezionali di novembre 2019.

Temperature: nel complesso decisamente superiori alla norma, particolarmente nella seconda metà del mese quando si sono registrati valori elevatissimi con punte massime di oltre 18 °C (massima assoluta di 18.9 °C il 28 del mese a Vergiano -RN-). I valori medi mensili delle temperature sono state di circa 1.6 °C superiori alle attese del clima recente (1991-2018) e circa 3 °C superiori al clima 1961-1990) con le anomalie positive più intense negli ultimi giorni del mese quando si sono calcolati scostamenti giornalieri fino a 4-5 °C rispetto ai valori di riferimento.

Precipitazioni: inferiori alle attese, particolarmente sui rilievi e sul settore occidentale. Le cumulate mensili (media regionale) sono state stimate in circa 25 mm, sui circa 60 mm climaticamente attesi in base ai dati 1991-2018, con uno scostamento percentuale di -60%.





Rapporto completo al seguente link:                  https://www.arpae.it/siccita/dati/boll_reg/boll_reg.pdf

14
Nowcasting Nord Italia / Il 2019, un anno tra i più caldi mai registrati
« il: Febbraio 28, 2020, 11:53:05 am »
Secondo il Climate Research Unit gli ultimi sei anni presentano le anomalie termiche positive più alte dal 1850. Il 2019 è terzo sul podio con +0,74°C.
Il Climate research unit (Cru) dell’università di East Anglia ha pubblicato recentemente gli aggiornamenti termici globali e il 2019, insieme ai cinque anni precedenti, risulta tra i più caldi mai registrati. Secondo i dati del Cru la classifica delle anomalie termiche globali rispetto al periodo di riferimento 1961-1990 è la seguente:

N°    Anno    Anomalia (°C)
1)    2016     +0,80
2)    2015     +0,76
3)    2019     +0,74
4)    2017     +0,68
5)    2018     +0,60
6)    2014     +0,58
L’andamento termico globale dal 1850 al 2019 è nella figura seguente (dove le anomalie negative sono in blu e quelle positive in rosso, riferimento 1961-1990 - fonte http://www.cru.uea.ac.uk/).
Altre agenzie internazionali pongono il 2019 al secondo posto assoluto ma si tratta di differenze di pochi centesimi di grado quindi il messaggio resta lo stesso, il 2019 è stato un anno molto caldo, di poco alle spalle del “campione” 2016.






IN EMILIA-ROMAGNA

Anche in Emilia-Romagna il 2019 è risultato un anno molto caldo, in linea con la tendenza di lungo periodo (dal 1961 ad oggi) che vede un riscaldamento molto intenso a partire dagli anni ‘90. Particolarmente elevati i valori di temperatura massima, il cui valore medio annuo (18,8 °C, corrispondente a un’anomalia di 2,4 °C rispetto al 1961-1990) è stato il secondo più alto nella serie media regionale dal 1961 (vedi grafico sottostante).In estate i valori termici sono stati molto elevati, con una temperatura media regionale che risulta il quarto valore della serie, dopo il 2003, il 2012 e il 2017. Anomalie termiche quindi di tutto rispetto, che si sono manifestate attraverso una serie di onde di calore ripetute di lunghezza tuttavia non eccezionale. Nel corso dell´estate, le temperature (minime, medie e massime) si sono mantenute quasi sempre sopra ai valori di riferimento relativi al periodo 1961-1990 tranne in poche occasioni.

ANCHE GENNAIO 2020 È RISULTATO MOLTO CALDO
Secondo il Copernicus Climate Change Service (C3S)  https://climate.copernicus.eu/climate-bulletins, a livello globale, esso risulta alla pari con gennaio 2016, il più caldo mai registrato.
In Europa, invece, gennaio 2020 è stato il più caldo in assoluto, con 3,1 °C di anomalia rispetto al periodo di riferimento 1981-2010, trentennio già più caldo rispetto al precedente 1961-90.

In Emilia-Romagna, anche gennaio 2020 è risultato un mese molto caldo, con un’anomalia termica media pari a +2,9 °C.
Le temperature medie giornaliere di gennaio sono risultate tutte positive e al di sopra della norma (1961-90). Partendo dal 1961 il mese appena concluso risulta al 6° posto in classifica, a pari merito con il 1994, ben lontano però dal valore record del 2007, che vide un’anomalia media mensile di 4,3 °C.

Nell´immagine sottostante sono riportate le anomalie termiche giornaliere degli ultimi 13 mesi in Emilia-Romagna, dal 1/1/2019 al 31/1/2020: in rosso le anomalie positive, in blu le negative rispetto al riferimento 1961-90 (Fonte dei dati per l´Emilia-Romagna: Osservatorio clima regionale presso Arpae). (/RR) https://www.arpae.it/dettaglio_generale.asp?id=2867&idlivello=1591



Fonte dati e grafici:  https://www.arpae.it/dettaglio_notizia.asp?idLivello=32&id=11011

15
Da oltre un secolo il World Glacier Monitoring Service (WGMS) e le organizzazioni che lo hanno preceduto raccolgono e diffondono dati standardizzati sulle variazioni dei ghiacciai. A tal fine, il WGMS raccoglie annualmente i dati sui ghiacciai attraverso la sua rete di collaborazione scientifica attiva in più di 30 paesi.La raccolta mondiale di informazioni in merito ai cambiamenti in corso sui ghiacciai è stata avviata nel 1894 con la costituzione della Commissione internazionale dei ghiacciai in occasione del 6° Congresso geologico internazionale di Zurigo, in Svizzera. Si sperava che le osservazioni a lungo termine dei ghiacciai potessero dare un'idea dei processi di cambiamento climatico, come ad esempio lo sviluppo delle ere glaciali. Da allora gli obiettivi del monitoraggio internazionale dei ghiacciai si sono evoluti e moltiplicati. Dall' inizio delle osservazioni sistematiche coordinate a livello internazionale sulle variazioni dei ghiacciai, nel 1894, è stata creata una base di dati preziosa e sempre più importante sui cambiamenti dei ghiacciai. Nel 1986 il World Glacier Monitoring Service (WGMS) ha iniziato a gestire e sviluppare la raccolta di informazioni sui cambiamenti dei ghiacciai, quando i due ex servizi ICSI PSFG (Permanent Service on Fluctuations of Glaciers) e TTS/WGI (Temporal Technical Secretariat/World Glacier Inventory) furono accorpati.Oggi il Servizio Mondiale di Monitoraggio dei Ghiacciai (WGMS) raccoglie osservazioni standardizzate sulle variazioni di massa, volume, area e lunghezza dei ghiacciai che avvengono nel corso del tempo (fluttuazioni dei ghiacciai), così come informazioni statistiche relative alla distribuzione della superficie perenne dei ghiacci  (Inventari dei ghiacciai). Tali dati sulle fluttuazioni dei ghiacciai e sugli inventari sono variabili di importanza prioritaria nel monitoraggio del sistema climatico; essi costituiscono la base per la modellazione idrologica rispetto ai possibili effetti del riscaldamento atmosferico e forniscono informazioni fondamentali per la glaciologia, la geomorfologia glaciale e la geologia del quaternario. La più alta densità di informazioni si trova per le Alpi e la Scandinavia, dove sono disponibili registrazioni lunghe e ininterrotte.Il WGMS è un servizio della International Association of the Cryospheric Sciences dell'Unione Internazionale di Geodesia e Geofisica (IACS, IUGG) e del World Data System del Consiglio Internazionale delle Scienze (ISC, ex ICSU) e lavora sotto l'egida del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UN Environment Programme), dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) e dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO). In stretta collaborazione con il National Snow and Ice Data Center (NSIDC) degli Stati Uniti e l'iniziativa Global Land Ice Measurements from Space (GLIMS), il WGMS gestisce la Global Terrestrial Network for Glaciers (GTN-G) a sostegno della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

Qual è lo stato attuale dei ghiacciai a livello mondiale?
I glaciologi valutano lo stato di un ghiacciaio misurando il suo bilancio di massa annuale come risultato combinato dell'accumulo di neve (guadagno di massa) e dello scioglimento (perdita di massa) durante un determinato anno. Il bilancio di massa riflette le condizioni atmosferiche di un anno (idrologico) e, se misurato su un lungo periodo e visualizzato in modo cumulativo, le tendenze del bilancio di massa sono un indicatore delle variazioni climatiche. Lo scioglimento stagionale contribuisce al deflusso e il bilancio annuale (cioè la variazione netta della massa dei ghiacciai) contribuisce al cambiamento del livello dei mari.
Nella figura 1 , viene identificato il bilancio di massa annuale dei ghiacciai con oltre 30 anni di misurazioni glaciologiche in corso. I valori di variazione annuale della massa sono indicati sull'asse y nell'unità di misura equivalente di acqua (m w.e.) che corrisponde a tonnellate per metro quadrato (1.000 kg m-2). Fonte: WGMS (2020, rapporti aggiornati e precedenti). I dati possono essere scaricati qui. Il grafico relativo alla variazione globale della massa dei ghiacciai mostra il bilancio annuale stimato per un insieme di ghiacciai di riferimento globali con più di 30 anni di osservazione continua per il periodo 1950-2019. I valori globali sono calcolati utilizzando un solo singolo valore (in media) per ciascuna delle 19 regioni montane, al fine di evitare una distorsione rispetto alle regioni meglio osservate. Nell'anno idrologico 2017/18, i ghiacciai osservati hanno registrato una perdita di ghiaccio di 0,89 m s.l.m. Le stime preliminari per il 2018/19 indicano che il bilancio di massa annuale è molto negativo, con una perdita di ghiaccio di > 1,0 m s.l.m. Con questo, otto dei dieci anni con il bilancio di massa maggiormente negativo sono stati registrati dopo il 2010. Un valore di -1,0 m s.a. all'anno rappresenta una perdita di massa di 1.000 kg per metro quadrato di copertura di ghiaccio o una perdita annuale di spessore del ghiacciaio di circa 1,1 m all'anno, poiché la densità del ghiaccio è solo 0,9 volte la densità dell'acqua.

La figura 2,mostra la variazione della massa cumulativa dei ghiacciai di riferimento. I valori cumulativi relativi al 1976 sono riportati sull'asse y nell'unità di misura equivalente di acqua (m w.e.). Dalla metà degli anni '70, la variazione cumulativa della massa glaciale dei ghiacciai di riferimento globali, come mostrato nel grafico sopra, è stimata a circa 22 m w.e. I ghiacciai osservati erano prossimi a livelli stazionari durante gli anni '60, seguiti da una sempre più forte perdita di ghiaccio fino ad oggi. Il quasi raddoppio dei tassi di perdita di ghiaccio in ogni decennio fino ad oggi (oltre la diminuzione della superficie dei ghiacciai) non lascia dubbi sul cambiamento climatico in corso e sulla forzatura sostenuta, anche se una parte della tendenza all'accelerazione osservata è probabilmente causata da un processo di feedback positivo (ad esempio, abbassamento della superficie, disgregazione dei ghiacciai).

 La Fig. 3 mostra la variazione della massa cumulativa rispetto al 1976 per quanto riguarda i valori regionali e globali in base ai dati dei ghiacciai di riferimento. I valori cumulativi sono indicati sull'asse delle y nell'unità di misura equivalente di acqua (m w.e.). Le stime del bilancio di massa qui considerate sono basate su un insieme di ghiacciai di riferimento globali con più di 30 anni di osservazione continua per il periodo di osservazione, che sono raccolti dal World Glacier Monitoring Service (WGMS) in una serie storica di dati annuali provenienti da una rete di collaborazione scientifica in più di 40 paesi in tutto il mondo(https://wgms.ch/products_ref_glaciers/). I valori regionali sono calcolati come medie aritmetiche. I valori globali sono calcolati utilizzando un solo singolo valore (media) per ogni regione con ghiacciai, per evitare una polarizzazione verso le regioni ben osservate. I valori prima del 1960 e nel 2019 devono essere presi con cautela a causa delle limitate quantità dei campionamenti.

Fonte dati:  https://wgms.ch/global-glacier-state/

16
Buona giornata a tutti.Anche se l attuale stagione invernale ha fatto registrare condizioni non particolarmente invernali sul continente europeo, nel resto dell emisfero settentrionale la situazione inerente la copertura nevosa non sembra molto distante dalla situazione riscontrata lo scorso anno.

Di seguito il grafico relativo alla copertura nevosa dell'emisfero settentrionale (bianca) e  del ghiaccio marino  (giallo) riscontrata nel giorno 29 gennaio 2019 (a sinistra) e 2020 (a destra). Fonte della mappa: Centro nazionale del ghiaccio (NIC).



https://www.natice.noaa.gov/ims/

Come detto sopra, al momento le maggiori anomalie riguardano il continente europeo.

https://climate.rutgers.edu/snowcover/chart_daily.php?ui_year=2020&ui_day=29&ui_set=2

Se il continente europeo ha fatto registrare anomalie negative,diversi settori dell asia meridionale,e dell america hanno registrato diverse anomalie positive.Questo nel giorno 29 gennaio 2020.


17
Di seguito i grafici mensili relativi al totale accumulato nel periodo dicembre 2019,percentuale delle precipitazioni rispetto alla norma , Ossia  il valore, espresso in percentuale (%) rispetto a quanto mediamente piove nel periodo considerato,valori medi e lo scostamento rispetto alla climatologia, cioè rispetto ai valori su almeno 30 anni di osservazioni.



https://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/analysis_monitoring/regional_monitoring/europe.shtml

18
Di seguito i grafici noaa relativi al  totale accumulato nel periodo 29 dicembre 2019/04 gennaio 2020 , i valori estremi (massimi e minimi) registrati, i valori medi e lo scostamento rispetto alla climatologia, cioè rispetto ai valori su almeno 30 anni di osservazioni.



https://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/analysis_monitoring/regional_monitoring/europe.shtml

19
Buona serata a tutti. Ora qualcuno mi dirà che sono scemo, o magari un visionista o peggio ancora.Premetto che non ne capisco nulla o quasi, ma secondo me, dall analisi del getto a 250 mb riscontrato nelle ultime settimane, la scarsa penetrazione di quest ultimo sul continente euroasiatico mi lascia pensare a ben altre cose. Magari non vedremo subito gli effetti, ma secondo me, prossimamente qualcosa potrebbe uscire dalle nebbie modellistiche.Oppure magari non ne uscirà nulla. Vedremo.........................


20
Il limite di innevamento è definito come la massima altitudine raggiunta durante la stagione di scioglimento, in cui rimane la neve della precedente stagione di accumulo tende a rimanere (Cogley et al., 2011).
La quota del limite delle nevi è un prezioso indicatore climatico,  perché al termine della stagione di ablazione coincide approssimativamente con la linea d'equilibrio, ovvero quella linea immaginaria lungo la quale il bilancio di massa del ghiacciaio è nullo; fa da confine tra la zona di accumulo e la zona di ablazione. Pertanto il limite delle nevi fornisce una variabile olistica chiave che indica il cambiamento climatico.
Il grafico illustra la posizione della snowline calcolata tramite il modello digitale di elevazione (DEM) del Greenland Mapping Project (GIMP, Howat et al. (2014). La linea di innevamento è facilmente visibile nella parte meridionale, occidentale e settentrionale della Groenlandia a causa del terreno relativamente uniforme, mentre la linea di innevamento mostra un modello più complesso nella Groenlandia orientale in cui sono presenti rilievi montuosi.
Per determinare l'elevazione del limite delle nevi è stato sviluppato un metodo che utilizza il sensore spettroradiometro a risoluzione moderata (MODIS) sul satellite Terra. Il sensore MODIS produce un set di dati globale su base giornaliera, con una risoluzione variabile tra 250 m e 1 km, in 36 bande che coprono le lunghezze d'onda visibili alle lunghezze d'onda termiche.



I dati ci indicano  che alla fine della stagione dello scioglimento ,la superficie di  ghiaccio esposto è stata di circa 180.000 km²,praticamente uguale a quella a quella riscontrata nella stagione 2012.

Fonte dati  http://polarportal.dk/en/greenland/surface-conditions/#c23814

21
4 chiacchiere al bar / Non sono riuscito a contribuire per il forum
« il: Dicembre 30, 2019, 04:40:54 pm »
Con grande dispiacere ho notato che la campagna donazioni risulta già completata. Io non ho contribuito a nulla e ciò mi rende veramente dispiaciuto. Come posso rimediare? Cosa posso fare per aiutare il sito in generale? A livello economico al momento non riesco a causa delle uscite piuttosto importanti dei mesi scorsi.Tuttavia se all amministrazione del sito interessa , ho una licenza mai utilizzata  vBulletin 5  . Fatemi sapere.

22
Stanza nazionale: Analisi e previsioni meteo / GRACE-FO update
« il: Dicembre 29, 2019, 01:59:41 pm »
Disponibili i nuovi dati provenienti dai due satelliti GRACE-FO relativi  al bilancio di massa della calotta di ghiaccio in Groenlandia.I due satelliti GRACE-FO usano lo stesso tipo di sistema a microonde   di GRACE(Gravity Recovery and Climate Experiment).Sistema che riuscirà a garantire un livello di precisione simile a quello avutosi con la precedente missione.GRACE-FO è una missione resa possibile dalla partnership tra la NASA e il German Research Center for Geosciences (GFZ). I veicoli spaziali gemellati GRACE-FO sono gestiti dal Centro operativo spaziale tedesco di Oberpfaffenhofen, in Germania, con un contratto GFZ con il Centro aerospaziale tedesco (DLR). JPL gestisce la missione per la divisione Scienze della Terra della NASA presso la direzione della missione scientifica presso la sede della NASA a Washington. Caltech a Pasadena, in California, gestisce JPL per la NASA. La missione GRACE Follow-On (GRACE-FO) come accennato sopra avrà "l onore"di  continuare il lavoro intrapreso da  GRACE, monitorando il movimento delle masse d'acqua terrestri oltre ai   cambiamenti di massa superficiale in tutto il pianeta e il monitoraggio delle calotte glaciali e dei ghiacciai, l'immagazzinamento delle acque superficiali e sotterranee, e la quantità di acqua nei grandi laghi e fiumi.
I cambiamenti di massa della calotta di ghiaccio della Groenlandia osservati da GRACE/GRACE-FO vengono presentati/forniti in due diverse versioni: 1(bilancio di massa superficiale a livello di bacini ) e a griglia. Sebbene  vengano utilizzati algoritmi diversi, entrambe le serie di dati concordano all'interno della gamma  dell'incertezza mensile GRACE a livello di bacino. Entrambi i prodotti sono corretti per il Glacial Isostatic Adjustment (GIA) basato sul modello ICE-5G / VM2 http://gravis.gfz-potsdam.de/corrections







http://gravis.gfz-potsdam.de/greenland

23
Buona serata a tutti.Al momento il centro previsionale inglese met office pone in evidenza un trimestre invernale dominato da condizioni di nao positiva. Sarà veramente così? Non resta che seguire l evoluzione.Nel frattempo posto i grafici.




https://www.metoffice.gov.uk/research/climate/seasonal-to-decadal/gpc-outlooks/ens-mean

24
L’estate 2019 non è stata eccezionale, ma nemmeno nella norma. Osservato un aumento significativo delle temperature. Memorabili le grandinate del 22 giugno.
L’estate 2019 non è stata eccezionale, ma nemmeno nella norma. In linea con le tendenze osservate nel corso degli ultimi 65 anni in Emilia-Romagna, come in gran parte dell’italia, si è osservato un aumento significativo delle temperature, soprattutto nei valori massimi giornalieri. Memorabili le grandinate del 22 giugno.
(Anteprima Ecoscienza 4/2019)
estate 2019 verrà ricordata perché per la prima volta le temperature dell’Europa centrale hanno superato abbondantemente i 40 °C in varie località, inclusa Parigi. Nonostante in Emilia-Romagna le onde di calore siano state meno estreme, e soprattutto meno inattese – non si sono raggiunti ad esempio i valori osservati nel 2017 – la temperatura media regionale estiva si è assestata sul quarto valore della serie (dopo il 2003, il 2012 e il 2017) e a pari merito con il 2015. Anomalie termiche quindi di tutto rispetto, che si sono manifestate attraverso una serie di onde di calore ripetute di lunghezza non eccezionale.
Dalla figura 1 emerge chiaramente che, dopo una primavera conclusasi con un mese di maggio freddo e piovoso (v. Pavan et al., Ecoscienza 3/2019)  https://www.arpae.it/cms3/documenti/_cerca_doc/ecoscienza/ecoscienza2019_3/valentina_pavan_et_al.pdf, l’estate ha fatto il suo esordio con un rialzo netto delle temperature medie regionali dell’ordine di +9 °C in soli 6 giorni. Nel corso dell’estate, le temperature si sono mantenute quasi sempre sopra ai valori di riferimento relativi al periodo 1961-1990, tranne in poche occasioni.

Le mappe in figura 2 ci mostrano l’anomalia del numero di giorni caldi e di notti tropicali rispetto al clima 1961-1990. Entrambe le mappe presentano valori massimi in pianura e sulla prima collina. In particolare, i giorni caldi presentano valori più uniformi di anomalia, se pur con un massimo accentuato nella pianura piacentina. L’anomalia del numero di notti tropicali, invece, è principalmente concentrata nelle aree urbane, nel ferrarese e lungo la costa romagnola. In generale, nel corso della scorsa estate, le onde di calore, se pur intense, sono state caratterizzate da una durata abbastanza limitata nel tempo. I valori di temperatura più alti sono stati osservati il 27 giugno, quando nel piacentino le temperature massime hanno superato su ampie aree i 40°C.

Piogge eccezionali in maggio,  grandinate anomale in giugno
Queste anomalie termiche sono state accompagnate da rilevanti anomalie pluviometriche. La figura 3 presenta le anomalie di precipitazione mensile e del bilancio idro-climatico medie regionali dell’ultimo anno idrologico. Le eccezionali piogge di maggio, che sull’Appennino centrale hanno raggiunto valori pari a tre volte le attese, hanno ricaricato i corpi idrici in modo sostanziale, scongiurando definitivamente la siccità idrologica. Nel corso dell’estate, gli apporti sono stati altalenanti, con giugno e agosto caratterizzati da piogge scarse e luglio, al contrario, da precipitazioni abbondanti, con anomalie percentuali del 150%.


La discreta variabilità dei regimi pluviometrici ha permesso di chiudere l’estate in condizioni prossime alla normalità e in assenza di stress idrici rilevanti in gran parte della regione. Le piogge sono arrivate sotto forma di temporali con effetti al suolo anche di grande rilevanza, basti pensare ai temporali del 22 giugno, associati a grandinate con chicchi dalle dimensioni del tutto eccezionali estese ad ampie aree della regione, ad allagamenti e a forti raffiche di vento.

La grandine ha portato in Romagna gravi danni agli alberi da frutto e nell’area bolognese, modenese e reggiana danni alle proprietà, arrivando a rompere i vetri di decine di auto a Bologna città (v. rapporto di evento disponibile on line).

È stata quindi un’estate non eccezionale, ma non nella norma e, purtroppo, dalle caratteristiche in linea con le tendenze osservate nel corso degli ultimi 65 anni. In particolare nella nostra regione, come in gran parte dell’Italia si osserva un aumento significativo delle temperature, sia in termini di valori medi che di valori estremi, particolarmente accentuato nella stagione estiva, soprattutto nei valori massimi giornalieri. A questo, sempre in estate, si somma una tendenza al calo delle precipitazioni totali conseguenza di un significativo calo nel numero di giorni piovosi e, nella nostra regione in particolare, un calo generale dei quantitativi giornalieri e un allungamento dei periodi continuativi senza pioggia. Il calo delle precipitazioni rende gli strati superficiali del terreno più secchi e favorisce l’amplificazione delle anomalie di temperatura massima, poiché l’energia superficiale si trasferisce sempre più in atmosfera sotto forma di calore sensibile, con conseguente aumento delle temperature, e sempre meno sotto forma di calore latente, con conseguente riduzione dell’effetto mitigante dell’evaporazione.Per quanto riguarda l’agricoltura, gli impatti delle anomalie termiche estive sono stati limitati grazie alla brevità delle ondate di calore intense e alla sostanziale disponibilità di risorse idriche. Quest’anno le anomalie di resa, soprattutto per molte colture arboree, sono state principalmente legate alle anomalie termiche negative del mese di maggio, che hanno ridotto o ritardato le fasi di fioritura e allegagione in diversi alberi da frutto.

Valentina Pavan, Gabriele Antolini, Sandro Nanni, William Pratizzoli
Servizio IdroMeteoClima Arpae Emilia-Romagna

25
Buona giornata a tutti.Terminato il periodo  di ablazione che si verifica principalmente nei 3 mesi estivi di giugno, luglio e agosto, inizia il periodo di accumulo che copre un periodo di 9 mesi :1°settembre 2019-31 maggio 2020.
Di seguito il grafico relativo al bilancio di massa del  giorno 01/09/2019 (in mm di acqua equivalente) in confronto alla media giornaliera del periodo 1981-2010.
 Il grafico sotto la mappa mostra il contributo giornaliero totale di tutti i punti sulla calotta glaciale.
Il bilancio di massa serve a misurare  le variazioni di massa della calotta glaciale sulla base della differenza tra la massa accumulata con le precipitazioni nevose invernali e primaverili e la massa persa per la fusione di neve e ghiaccio (ablazione) nella stagione estiva.

La curva blu mostra il bilancio di massa superficiale della stagione in corso misurato in gigatonnellate (1 Gt è di 1 miliardo di tonnellate e corrisponde a 1 chilometro cubo d'acqua).

La curva grigio scuro mostra il valore medio del periodo 1981-2010 mentre la banda grigio chiaro mostra la deviazione standard di 30 anni basata sulla media trentennale ( 1981-2010).












La mappa mostrata di seguito, illustra l'entità dei guadagni e delle perdite totali di massa della calotta glaciale a partire dal 1° settembre dell'anno in corso  rispetto al periodo 1981-2010 . Non è inclusa la massa persa quando dai ghiacciai si staccano gli iceberg e si sciolgono quando entrano in contatto con l'acqua del mare più calda.
Il bilancio di massa serve a misurare  le variazioni di massa che avvengono sulla calotta glaciale sulla base della differenza tra la massa accumulata con le precipitazioni nevose invernali e primaverili e la massa persa per la fusione di neve e ghiaccio (ablazione) nella stagione estiva.
La curva blu mostra la stagione in corso, mentre la curva rossa mostra l'andamento corrispondente per la stagione 2011-12, quando il livello di fusione risultò estremamente elevato.

La curva grigio scuro mostra la media del periodo 1981-2010.

La banda grigio chiaro mostra le differenze da un anno all'altro. Per ogni giorno di calendario la banda mostra la deviazione standard di 30 anni basata sulla media trentennale ( 1981-2010),  ma con il valore minimo e massimo per ogni giorno mancante.










La mappa mostra dove è avvenuta la fusione dello strato superficiale della calotta glaciale  nel giorno   01 settembre 2019.Questo è definito come punto di fusione di almeno 1 mm sulla superficie.

La curva sotto la mappa mostra quanto grande è stata  la percentuale della superficie totale della calotta glaciale che è stata interessata dallo scioglimento. La curva blu mostra l'entità della fusione di quest'anno, mentre la curva grigio scuro mostra il valore medio nel periodo 1981-2010 . La banda grigio chiaro mostra le differenze da un anno all'altro. Per ogni giorno di calendario, la banda mostra la deviazione standard di 30 anni basata sulla media trentennale ( 1981-2010), ma con il valore minimo e massimo per ogni giorno mancante.

Da notare che rispetto al bilancio di massa superficiale sotto "variazione giornaliera", lo scioglimento può avvenire senza perdita di massa superficiale, in quanto l'acqua di fusione può congelare nuovamente nella neve sottostante. La sublimazione può anche portare ad una perdita di massa superficiale senza fusione.






Di seguito il grafico relativo alle anomalie delle temperature in relazione ai valori medi del periodo 2004-2013, oltre alle attuali condizioni del vento riscontrate nel periodo :28 agosto - 01 settembre 2019
















 




Di seguito il grafico che illustra le temperature in aggiunta alle condizioni attuali del vento:  28 agosto- 01 settembre 2019.






 Di seguito viene mostrato il grafico relativo all anomalia delle precipitazioni .Il grafico mostra la quantità di precipitazioni cadute nel periodo sotto indicato, rispetto ai valori medi del periodo 2004-2013.Le precipitazioni portano ad un aumento della massa della calotta glaciale della groenlandia .  Periodo di riferimento:  28 agosto- 01 settembre 2019





http://polarportal.dk/en/greenland/

http://polarportal.dk/en/weather/

26
Un’ondulazione ciclonica del flusso in quota, associato a correnti più fresche ed instabili atlantiche, determina condizioni di elevata instabilità atmosferica associata a fenomeni temporaleschi di forte intensità che causano grandinate, raffiche di vento e una tromba d’aria nella località di Milano Marittima (RA) con danni agli stabilimenti e alla vegetazione.

 

La descrizione dell´evento è contenuta nel documento disponibile a questo indirizzo:  https://www.arpae.it/cms3/documenti/_cerca_doc/meteo/radar/rapporti/Rapporto_meteo_20190708-10.pdf

27
Un indebolimento del campo anticiclonico in quota favorisce infiltrazioni di aria più fresca che accentua le condizioni di instabilità sulla Regione determinando la formazione di temporali di forte intensità associati a grandine, forte vento e fulminazioni nelle giornate del 1 e del 3 luglio.
La descrizione dell´evento è contenuta nel documento disponibile a questo indirizzo:


https://www.arpae.it/cms3/documenti/_cerca_doc/meteo/radar/rapporti/Rapporto_meteo_20190701-03.pdf

28
Nowcasting Nord Italia / emilia-romagna, inizio estate da record
« il: Luglio 04, 2019, 10:02:23 am »
 
Dopo un maggio sotto la media, la temperatura ha subito una repentina impennata, facendo registrare a giugno, valori massimi mai osservati nel periodo di misura 1961-2019.

Il picco di temperatura sulla nostra regione è stato osservato giovedì 27 giugno (vedi figura 1), a causa di un esteso promontorio anticlonico che si è spinto dal deserto del Sahara fino all’Europa occidentale. All’interno del promontorio, la massa d’aria inusualmente calda (oltre +10 gradi di anomalia in quota) ha determinato temperature eccezionali che hanno raggiunto l’apice sulla Francia meridionale, dove ben 12 stazioni hanno superato il precedente record storico assoluto di 44,1 °C registrato nell’Agosto 2003, con un picco di 45,9 °C il 28 giugno a Gallargues-le-Montueux (fonte MeteoFrance) http://www.meteofrance.fr/actualites/73726667-record-absolu-45-9-c-c-est-la-temperature-la-plus-chaude-jamais-mesuree-en-france

L’Italia, trovandosi al margine orientale dell’anticiclone, ha registrato valori più bassi ma comunque estremi, che hanno fatto crollare i precedenti record di giugno in maniera diffusa. Al nord-ovest e sul settore alpino, regioni più vicine al picco di temperatura della massa d´aria, sono crollati anche molti record assoluti (vedi  ad esempio la temperatura di Aosta che per la prima volta ha superato i 40 °C, Fonte CFD Regione Valle D’Aosta)  https://cf.regione.vda.it/caldo_anomalo_record_frantumati.php.

Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna si segnala che giovedi 27 giugno in quasi tutta la regione la temperatura massima ha superato i precedenti record del mese di giugno (figura 2), non di qualche decimo come spesso succede quando ci si contende un primato, ma di alcuni gradi.  In alcune aree, come l’Appennino piacentino e parmense anche di  oltre 4 °C , uno scarto enorme.  Alcune località, nella pianura centrale e nell’Appennino piacentino, hanno sfiorato o superato di poco i 40 °C che per giugno equivale ad una anomalia rispetto alla media recente di circa +12 °C in pianura, fino a +16°C in montagna.

Battuto anche il record a 1500 m di quota, in libera atmosfera (importante livello di riferimento). Nel radiosondaggio di mezzanotte del 28 giugno effettuato a S. Pietro Capofiume (Bo) è stata misurata infatti una temperatura di 22,6 °C, un grado superiore al precedente record di giugno. Fatto testimoniato anche dalle elevatissime temperature registrate nelle stazioni di montagna, con la nostra stazione di crinale (Lago Scaffaiolo a 1800 m) che ha eguagliato i 24,5 °C, primato stabilito nell’ondata di caldo intenso dell´agosto 2017. 

Infine, oltre ai picchi record, le temperature si sono mantenute elevate per tutto il mese. La temperatura media regionale (29,4 °C) risulta infatti essere la seconda più alta dopo il giugno 2003 (31,1 °C) e poco più alta del giugno 2017 (29,3 °C) che rappresenta il terzo mese in classifica.


(Mappa della temperatura massima registrate nella giornata del 27 giugno in Emilia-Romagna)




( Differenza in gradi tra le temperature massime del 27 giugno 2019 e il valore massimo di giugno registrato nel periodo 1991-2018)


fonte dati: https://www.arpae.it/dettaglio_notizia.asp?idLivello=32&id=10570

29
Le aree coperte da permafrost, o terreni permanentemente congelati, sono costituite da suolo o roccia e comprendono ghiaccio e materiale organico che rimane a 0 ºC o al di sotto di 0 ºC per almeno due anni consecutivi. In Norvegia il permafrost è ampiamente diffuso in alta montagna. Nella Norvegia settentrionale, una parte del permafrost si trova nelle paludi, che spesso producono palsas e altipiani torbosi. Le misurazioni mostrano che il permafrost in Norvegia è "caldo", tipicamente tra -3 e 0 °C.
Nel 1999, il progetto Permafrost and Climate in Europe (PACE), finanziato dall'Unione Europea, ha finanziato la realizzazione di pozzi profondi a Juvvasshøe nel sud della Norvegia e Janssonhaugen a Spistbergen (Svalbard). Questi pozzi hanno favorito la ricerca sul permafrost montano in queste aree e nel 2001 è stata istituita una rete di monitoraggio dei pozzi poco profondi a Snøheim (Dovrefjell) nella Norvegia meridionale. Durante l'Anno polare internazionale (2007-2009) sono state costruite reti di monitoraggio anche nella Norvegia settentrionale, insieme alle Svalbard.
Juvvasshøe, Snøheim e Iskoras  sono il nome delle prime stazioni per il monitoraggio del permafrost nella Norvegia continentale, con i dati della temperatura del suolo utilizzati in tempo reale per i prodotti operativi di monitoraggio del permafrost presentati in questa sede. In questi siti sono presenti anche stazioni meteorologiche ufficiali . I siti sono gestiti in collaborazione con l'Università di Oslo e la Norwegian University of Science and Technology.

Juvvasshøe, Norvegia meridionale (1894 mslm)


Snøheim, Norvegia meridionale (1475 mslm)


Iskoras, Norvegia settentrionale (591 mslm)
(dati non aggiornati)

Sito di monitoraggio del permafrost di Juvvasshøe (1894 mslm) a Jotunheimen, nel sud della Norvegia.





Sito di monitoraggio del permafrost di Snøheim (1475 mslm) a Dovrefjell, nel sud della Norvegia.





Sito di monitoraggio del permafrost di Iskoras (591 mslm) nel Finnmark, nel nord della Norvegia.




Ubicazione dei siti di monitoraggio del permafrost in tempo reale in Norvegia. Sullo sfondo viene mostrata una carta del permafrost per la Norvegia, la Svezia e la Finlandia che fornisce una descrizione dettagliata e aggiornata della distribuzione del permafrost in questa zona (dopo Gisnås et al. 2016).



https://cryo.met.no/nb/node/103

30
È disponibile il "Rapporto idrometeoclima per l’anno 2018", realizzato dall’Osservatorio clima regionale di Arpae, 97 pagine che descrivono l’anno appena trascorso in Emilia-Romagna, con analisi mensili e idrologiche dettagliate, informazioni sugli eventi idrometeo rilevanti e tutte le anomalie rispetto al clima di riferimento.

Una “fotografia annuale” che racconta di un 2018 complessivamente caldo, con temperature più alte rispetto alla norma e anomalie positive, rispetto al clima di riferimento 1961-1990 pari a +2 °C per le massime, +1,7 °C per le medie e +1,3 °C per le minime; in particolare, la media annuale delle temperature minime è risultata tra le più alte dal 1961, seconda solo al 2014. Vedi l´andamento delle temperature massime dal 1961 al 2018

Il 2018 è stata un’annata non siccitosa. Le precipitazioni totali annuali sono risultate generalmente nella norma, con alcune eccezioni rilevanti nelle aree centro-occidentali e nella provincia di Forlì-Cesena. Il numero di giorni piovosi è invece risultato superiore al valore climatico di riferimento, con circa 31 giorni in più. L´inverno e la primavera sono state stagioni più piovose della media, con elevate piogge a febbraio, marzo (precipitazioni doppie delle attese) e a maggio. Aprile si è presentato caldo e siccitoso, mentre l’autunno è risultato meno piovoso delle attese.

L’analisi idrologica ha messo in evidenza che, nel 2018 le portate del fiume Po sono risultate complessivamente nella norma: nei mesi invernali sono state registrate anomalie negative delle portate, rispetto alla media di lungo periodo, in particolare a febbraio (circa -26 %). Anomalie negative anche nei mesi estivi e deficit massimo a ottobre (circa – 45%). Per gli altri fiumi dell’Emilia-Romagna la situazione è risultata complessivamente nella norma. Situazioni di siccità soltanto a inizio e a fine anno mentre da luglio ad ottobre si è assistito a condizioni idrologiche tipicamente estive, con una consueta diminuzione di disponibilità idrica nei  corsi d’acqua.

Nell’anno, si sono verificati 27 eventi idrometeo significativi per intensità, tra cui si ricordano le forti nevicate di febbraio con disagi sull’Appennino e in pianura a causa delle temperature rigide, del ghiaccio e per le interruzioni di energia elettrica. Abbondanti nevicate anche a inizio marzo unitamente al fenomeno della pioggia che gela (gelicidio) che ha comportato la chiusura di tratti autostradali. I mesi primaverili ed estivi sono stati caratterizzati da eventi temporaleschi intensi con grandine, vento forte e allagamenti che hanno determinato danni a edifici, alberi, mezzi di trasporto e disagi in agricoltura. Nella prima settimana di agosto, l’ondata di calore con temperature massime che hanno raggiunto anche i 38,5 °C, il 1° agosto a Pontelagoscuro (FE). In autunno fenomeni temporaleschi, anche associati a forti raffiche di vento, hanno provocato danni, tra i quali, la caduta di alberi e rami. Il 24 ottobre 2018, è stato registrato forte foehn alpino e un intenso riscaldamento della massa d´aria in pianura Padana, con punte anche di 31 °C nel Parmense, valori da record dal 1961 ad oggi. A novembre prime nevicate a quote collinari e a dicembre anche in pianura.

Nel 2018 sono state registrate complessivamente 15 mareggiate di cui 8 di classe debole, 3 di classe moderata, 3 di classe significativa e 1 di classe severa.

Le allerte di Protezione civile emesse nel 2018 sono risultate complessivamente 126 (88 gialle, 36 arancio e solo 2 rosse).




Bollettino al seguente link: https://www.arpae.it/cms3/documenti/_cerca_doc/meteo/rapporti_annuali/2018_report_web.pdf

31
In base ai dati provenienti dal Servizio Mondiale di Monitoraggio dei Ghiacciai (WGMS – World Glacier Monitoring Service), che  è l’organo internazionale deputato a raccogliere e pubblicare dati omogenei sui ghiacciai di tutto il mondo, i principali ghiacciai del pianeta soggetti a misurazioni ossia da Argentina, Austria, Cina, Austria, Cina, Francia, Italia, Kazakistan, Kirghizistan, Nepal, Norvegia, Russia, Svezia, Svizzera e Stati Uniti,  evidenziano come il 2018 rappresenterà il trentesimo anno consecutivo in cui il bilancio annuale dei ghiacciai presi in esame sarà significativamente in negativo (> -200mm); con un saldo medio di -1247 mm, per quanto riguarda i 25 ghiacciai di riferimento, con un solo ghiacciaio che ha registrato un bilancio di massa positivo.(WGMS, 2018).
L’esistenza di un ghiacciaio dipende dalla differenza tra i “guadagni” e le “perdite”: la quantità di neve che cade e che si accumula nell'arco di un anno deve superare la quantità di quella che viene persa per ablazione, cioè per fusione, sublimazione, trasporto eolico e valanghe di ghiaccio.Se l’accumulo e l’ablazione si compensano il ghiacciaio è in equilibrio e si definisce quindi stazionario; nel caso prevalgano gli apporti si avrà una situazione di espansione della lingua glaciale e, in caso contrario, di ritiro.
Di seguito il grafico relativo al bilancio di massa annuale dei principali ghiacciai del pianeta soggetti a misurazioni da parte del World Glacier Monitoring Service, con un minimo di 30 ghiacciai monitorati. I valori globali sono calcolati utilizzando un singolo valore (media) per ciascuna delle 19 regioni montuose, al fine di evitare pregiudizi verso le regioni meglio osservate.


I ghiacciai  sono accreditati di essere utili indicatori delle variazioni climatiche . Il WGMS registra il bilancio di massa e il comportamento dei ghiacciai  (WGMS, 2017) fornendo un indice globale del comportamento dei ghiacciai alpini.
Questo documento pone in evidenza un segnale coerente proveniente dai ghiacciai alpini di tutto il mondo, ossia  la presenza di una significativa perdita di massa e di conseguenza un progressivo  ritiro.Il bilancio di massa annuale può essere definito  come la differenza tra l’accumulo di neve e l’ablazione di neve, nevato e ghiaccio che si verificano nel corso di un anno idrologico sulla superficie di un ghiacciaio.
 Il bilancio medio annuo di massa dei ghiacciai registrato  nel 2017 è stato di -921 mm in base ai  dati provenienti dai 42 ghiacciai di riferimento di lungo termine e di -951 mm per tutti i 142 ghiacciai monitorati.
Le Figure 1 e 2 sono grafici che mostrano il bilancio di massa dei ghiacciai di riferimento a livello mondiale con più di 30 anni di osservazione continua per il periodo 1950-2018.

Il bilancio di massa cumulato dal 1980-2018 è di -21,7 m, l'equivalente del taglio di una fetta di 24 m di spessore dalla cima di un ghiacciaio medio (Figura 1). La tendenza è notevolmente omogenea in tutte le regioni (WGMS, 2017). Il bilancio di massa del WGMS dei 42 ghiacciai di riferimento, che hanno un minimo di 30 anni di registrazione, non è sensibilmente diverso da quello di tutti i ghiacciai monitorati a -21,5 m.
Nel 2018 è stato osservato un eccezionale scioglimento dei ghiacciai  presenti nelle Alpi europee, contribuendo a determinare   un bilancio di massa negativo dei suddetti ghiacciai. Nelle Alpi europee è stato registrato il bilancio di massa annuale di 17 ghiacciai presenti in Austria, Francia, Italia e Svizzera. Tutti e 17 avevano saldi annuali negativi, con 15 eccedenti i -1000 mm con una media di -1640 mm. . Su 81 ghiacciai osservati nel 2017 in Svizzera, 80 si sono ritirati e solo 1 è rimasto stabile (Huss et al, 2018, [Fr]). Nel 2017 in Austria sono stati osservati 83 ghiacciai, 82 si sono ritirati e solamente uno è rimasto stabile.Il ritiro medio finale è stato di 25 m, il più alto osservato dal 1960,cioè da quando è iniziato il cambio della lunghezza media (Lieb e Kellerer-Pirklbauer, 2018).
In Norvegia e Svezia, sono disponibili indagini sui bilanci di massa con risultati completi per otto ghiacciai;tutti  presentavano bilanci di massa negativi con una perdita media di -1420 mm.Tutti e 25 i ghiacciai con osservazioni al termine del periodo 2007-2017 si sono ritirati (Kjøllmoen et al, 2018).
La figura 3  è riferita  al ghiacciaio Taku Glacier transient snowline in Landsat 8 del 21 luglio 2018 e 16 settembre 2018. Il limite delle nevicate del 21 luglio è a 975 m e quello del 16 settembre è a 1400 m. La media di fine estate del limite delle nevicate è pari a m. Il limite delle nevicate del 2018 è il più alto osservato dall'inizio delle osservazioni nel 1946.

Nella parte occidentale del Nord America sono stati presentati i dati di 11 ghiacciai situati in Alaska e Washington . Tutti gli undici ghiacciai hanno riportato bilanci di massa negativi con una perdita media di -870 mm. Il più lungo record di bilancio di massa in Nord America è quello del ghiacciaio Taku in Alaska. Nel 2018 il ghiacciaio ha raggiunto il più negativo bilancio di massa dall'inizio della sua registrazione nel 1946 e la più alta quota estiva del limite delle nevicate a 1400 m.

Nelle alte montagne dell'Asia (HMA) sono stati riportati i dati di dieci ghiacciai, tra cui Cina, Kazakistan, Kirghizistan e Nepal. Nove dei dieci hanno presentato saldi negativi con una media di -710 mm. Si tratta di una continuazione della perdita di massa regionale che ha causato il diradamento e un rallentamento del movimento dei ghiacciai in 9 delle 11 regioni dell'HMA dal 2000-2017 (Dehecq et al. 2018).


Fonte articolo:  http://www.realclimate.org/index.php/archives/2019/03/alpine-glaciers-another-decade-of-loss/#ITEM-22358-0

32
Buona giornata a tutti. Apro questo thread per augurare a tutti voi e alle vostre famiglie una felice e serena pasqua.

33
Buona serata a tutti.Anche quest anno apro  il thread dedicato al monitoraggio dell itcz(InterTropical Convergence Zone), ossia quella zona zona dove convergono gli Alisei dei due emisferi. Questa fascia atmosferica, in cui convergono gli alisei, è  caratterizzata da debole circolazione ed elevati valori di temperatura e umidità.Questa  zona  interessata  da forti moti verticali  e da abbondanti precipitazioni  rappresenta l’equatore climatico . La posizione dell’ITCZ tende ad  oscillare stagionalmente .Nel periodo che va  da Ottobre a marzo la zona dove avvengono le precipitazioni  è mediamente posizionata nell’emisfero australe raggiungendo come limite meridionale il tropico del capricorno, mentre da Aprile a settembre,  l’area delle precipitazioni tende a spostarsi verso nord  in direzione dell emisfero boreale ponendo come limite  settentrionale il tropico del cancro.

InterTropical Front (ITF) (1 decade aprile 2019)

durante la  1 ° decade  del mese di aprile 2019,ossia nel periodo:1-10 APRILE 2019,  la posizione media della porzione occidentale dell'ITF è stata posizionata approssimativamente a 10,9 N, risultando  leggermente  più a sud rispetto alla posizione media (11,5 gradi) per questo periodo dell'anno.La posizione dell'ITF  pochi gradi più a sud rispetto alla sua posizione media ha limitato  le precipitazioni nelle  regioni costiere dei paesi del Golfo di Guinea . La posizione media della porzione orientale dell'ITF è stata posizionata approssimativamente a 8.8N risultando nella posizione media per questo periodo dell anno  .

La figura 1 mostra la posizione attuale dell'ITF rispetto alla posizione climatologica durante la 1° decade del mese di aprile. Le figure 2 e 3 sono serie temporali, che illustrano i valori latitudinali delle porzioni occidentale e orientale dell'ITF  e le loro evoluzioni stagionali da aprile 2019.




https://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/international/itf/itcz.shtml

34
4 chiacchiere al bar / lascio per questioni di salute
« il: Gennaio 20, 2019, 09:12:28 am »
Buona domenica a tutti.Con questo mio messaggio voglio annunciare a tutti coloro che mi hanno seguito in questi anni e a tutti coloro che hanno letto per tanti mesi /anni i miei post ,la necessità per questioni di salute di lasciare il sito.Una decisione di cui un mese fa ne avevo parlato anche con filippo in un messaggio privato.Mi dispiace lasciare senza riuscire a portare a termine il lavoro avviato anni fa,nello stesso tempo sono certo che chi vorrà portare avanti il lavoro da me intrapreso,lo farà con cura e avrà cura nel continuare la strada intrapresa verso una buona informazione.è stato un onore scrivere in questo sito e nello stesso tempo ringrazio tutti per avermi ospitato in questa realtà meteo fatta da appassionati che ogni giorno spendono il loro tempo nel fornire i dovuti aggiornamenti. Ora non so se questo sarà un addio definitivo oppure un arrivederci. Solo la vita lo può sapere. grazie ancora a tutti.

35
Buona giornata a tutti.Nota sulle  anomalie climatiche registrate in Italia durante l anno   2018, a cura dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr.
Con una anomalia di +1.58°C sopra la media del periodo di riferimento (1971-2000)  il 2018 ha superato il precedente valore registrato nel 2015 (+1.44°C sopra la media) .
Secondo i dati del CNR, basati sulla media climatologica  di riferimento 1971-2000, l anno  2018 ha fatto registrare a livello nazionale un anomalia positiva  rispetto al periodo di riferimento 1971-2000 pari a 1.58 °C classificandosi al 1posto   tra le temperature medie più calde da quando sono disponibili le osservazioni  e al 219  posto tra le  temperature medie più fredde . L'anno più caldo / più freddo mai registrato (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda le temperature medie  è risultato il 2018 con un anomalia positiva pari a 1.58 °C e l anno  1816 che chiuse con un anomalia negativa a livello nazionale  pari a -2.65 °C.
 Per quanto riguarda le temperature massime e minime, le temperature massime hanno fatto registrare a livello nazionale un anomalia positiva  pari a 1.44 °C classificandosi al 3 posto  tra le temperature massime più calde   e al 217 posto tra le temperature massime più fredde .L'anno più caldo / più freddo mai registrato
(periodo 1800-oggi) per quanto riguarda le temperature massime  è risultato  l anno 2003 che chiuse  con un anomalia positiva pari a 1.49 °C e  l anno 1814 che chiuse l anno  con un anomalia negativa   pari a -3.00 °C  . per quanto riguarda le temperature minime,quest ultime hanno fatto registrare a livello nazionale un anomalia positiva   pari a 1.73 °C classificandosi al 1 posto tra le temperature minime più calde   e  al   219 posto tra le temperature minime più fredde .L'anno più caldo / più freddo mai registrato (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda le temperature minime è risultato  l anno 2018 che ha fatto registrare un anomalia positiva a livello nazionale pari a 1.73 °C e  l anno 1816 che chiuse l anno  un anomalia negativa a livello nazionale pari a -2.76 °C.



 Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima
Institute of Atmospheric Sciences and Climate       http://www.isac.cnr.it/climstor/climate_news.html

36
Buona giornata a tutti gli utenti del forum di meteodue.
Estensione globale ghiacci marini nel giorno =09/01/2019(17.027.437 km2)

37
Secondo i dati del CNR, basati sulla media climatologica  di riferimento 1971-2000,il mese di dicembre 2018 ha fatto registrare a livello nazionale un anomalia rispetto al periodo di riferimento 1971-2000 pari a 0.74 °C classificandosi all 30 posto   tra le temperature medie più calde per il mese di dicembre  e al 190  posto tra le  temperature medie più fredde per il periodo preso in esame. L'anno più caldo / più freddo mai registrato (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda le temperature medie , è risultato il mese di dicembre del 1825 che  chiuse   con un anomalia positiva pari a 3.14 °Ce il mese di dicembre  dell  1879 che chiuse con  un anomalia negativa pari a -5.58 °C.
  Per quanto riguarda le temperature massime e minime, le temperature massime hanno fatto registrare a livello nazionale un anomalia positiva  pari a 1.00 °C classificandosi al 23 posto  tra le temperature massime più calde per il mese di dicembre  e al 197 posto tra le temperature massime più fredde .
 L'anno più caldo / più freddo mai registrato (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda le temperature massime  è risultato il mese di dicembre del 1825   che chiuse  con un anomalia positiva pari a 2.63 °C e il mese di mese di dicembre del  1879 che chiuse  con un anomalia negativa pari a -4.87 °C  .
 Per quanto riguarda le temperature minime,quest ultime hanno fatto registrare a livello nazionale  un anomalia positiva  media  pari a 0.48 °Cclassificandosi al 45 posto tra le temperature minime più calde per il  mese di dicembre  e  al   174 posto tra le temperature minime più fredde .L'anno più caldo / più freddo mai registrato (periodo 1800-oggi) per quanto riguarda le temperature minime è risultato il mese di dicembre del 1825 che chiuse    con un anomalia positiva pari a 3.93 °C e il mese di dicembre del 1879 che chiuse con un anomalia negativa pari a -6.28 °C.



   




   Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima
Institute of Atmospheric Sciences and Climate       http://www.isac.cnr.it/climstor/climate_news.html

38
Buona serata a tutti gi utenti del forum di meteodue. Prosegue il monitoraggio della qbo. L’indice della QBO, conosciuto  come “Oscillazione Quasi Biennale” o “Venti di Singapore”, `e un fenomeno atmosferico periodico che tende a svilupparsi nella  parte bassa della stratosfera equatoriale. Questo indice mette in evidenza l’oscillazione dei venti zonali che avviene  nella stratosfera equatoriale  che  periodicamente  variano la loro direzione di provenienza, spirando alternativamente da est  e quindi venti orientali conosciuti anche con il nome di Easterlies, e di conseguenza avremo un  indice QBO negativo e da ovest e quindi venti occidentali  conosciuti anche con il nome di Westerlies,e in questo caso avremo una QBO positiva. L oscillazione dei venti  tende a svilupparsi   dai 45 °S ai 40 °N,e raggiunge i propri massimi  tra i 10 °S e i 10 °N. Il cambio di fase  dei venti  che avviene inizialmente nella parte alta della stratosfera inferiore mediamente intorno ai 30 km (10 hpa)   tende poi a  propagarsi gradualmente verso i  piani isobarici più bassi alla velocità di circa 1 km al mese subendo poi una dissipazione nel momento in cui tali venti  entrano nella tropopausa tropicale.
Per analizzare questa periodica oscillazione si utilizzano due diversi indici, il qbo.30.index e il qbo.50.index che danno i venti medi sulla verticale dell’equatore alle quote stratosferiche rispettivamente di 30 hPa e 50 hPa.
   https://iridl.ldeo.columbia.edu/maproom/Global/Atm_Circulation/QBO.html?T=699
 La serie mensile dei due indici può essere reperita dal sito del CPC della noaa:http://www.cpc.ncep.noaa.gov/data/indices/

QBO.U30.Index http://www.cpc.ncep.noaa.gov/data/indices/qbo.u30.index
QBO.U50.Index http://www.cpc.ncep.noaa.gov/data/indices/qbo.u50.index
Anche nel livello isobarico di 50 hpa è stato registrato un ulteriore aumento rispetto al mese scorso pur rimanendo ancora in territorio negativo.  Con molta probabilità l inversione dovrebbe arrivare tra gennaio e marzo.

39
Buona giornata a tutti gli utenti del forum di meteodue.
Area ghiaccio marino registrata il giorno 03/01/2019 : 272, 472 kmq.
119, 433 kmq quadrati al di sotto della media del periodo 1981-2010.
Questa è la sesta area più bassa mai registrata per questo giorno dell'anno.http://polarview.met.no/


40
Buona giornata a tutti gli utenti del forum di meteodue.
409,82 parti per milione (ppm)  di CO2 in atmosfera registrate  il giorno  2 gennaio 2019

41
Consigli e suggerimenti al forum / chiusura vecchi thread
« il: Gennaio 03, 2019, 03:55:02 pm »
Buona giornata a tutti. Chiedo se gentilmente potessero essere chiusi i seguenti thread:
monitoraggio ghiacci antartici
analisi e news ghiaccio marino artico
El Niño Southern Oscillation (ENSO) 2018
anomalie climatiche europa:novembre 2018
monitoraggio concentrazione di anidride carbonica (CO2) nell'atmosfera
anomalie climatiche europa:ottobre 2018
monitoraggio concentrazione di anidride carbonica (CO2) nell'atmosfera
monitoraggio ghiaccio Svalbard
  grazie in anticipo ;)

42
buona giornata e un buon 2019 a tutto il forum di meteodue. Disponibili i dati UAH riguardanti la bassa troposfera (LT) relativi al mese di dicembre 2018.Secondo le misure satellitari  riguardanti la bassa troposfera (UAH), il mese di dicembre 2018 ha fatto registrare  un'anomalia  media pari a   +0.25°C  rispetto alla media di riferimento   1981-2010
 

43
Buona giornata   a tutti gli utenti del  forum di meteodue.di seguito l' aggiornamento relativo all    estensione dei ghiacci marini antartici. dati e grafici gentilmente concessi dal Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA)ASI [ADS-NIPR-JAXA]
01/01/2019( 5,263,487 km2) -159,948  km2 rispetto alla precedente estensione

44
Buona giornata a tutti gli utenti del forum di meteodue.
Di seguito l aggiornamento relativo all estensione della banchisa artica.dati e grafici  gentilmente concessi dal Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA)[ADS-NIPR-JAXA]ASI Extent
01/01/2019(12,287,194 km2 )+122,269 km2 rispetto alla precedente estensione

45
Buona giornata a tutti gli utenti del forum di meteodue.Disponibili i dati del noaa relativi all evoluzione settimanale delle anomalie riguardanti la superficie dell’Oceano Pacifico.
di seguito e la disposizione delle SST (Sea Surface Temperature) nelle diverse aree enso.

Niño 1+2 (0-10S, 90W-80W) 0.8ºC
Niño 3 (5N-5S, 150W-90W) 0.7ºC
Niño 3.4 (5N-5S, 170W-120W) 0.7ºC
Niño 4 (5N-5S, 160E-150W) 0.8ºC
L  ENSO come ben sappiamo è una teleconnessione atmosferica accoppiata tra atmosfera e oceano .Se da un lato le anomalie riguardanti i  valori di SST presentano valori positivi,altrettanto non si può dire delle  fluttuazioni  della pressione atmosferica, fenomeno che prende il nome di Oscillazione Meridionale (o, in inglese, Southern Oscillation, SO).La situazione al momento  evidenzia pressioni atmosferiche al di sopra della norma a Tahiti e sotto la norma a Darwin evidenziando ancora una situazione in cui per ora non esiste un chiaro segnale per decretare un deciso accoppiamento tra oceano ed atmosfera che vada ad rafforzare le attuali condizioni presenti nel pacifico.
Per quanto riguarda le previsioni numeriche le quali  si basano su molteplici simulazioni che mirano a dare il grado di incertezza della previsione stessa ( Ensemble forecast),quest ultime evidenziano la possibilità concreta che condizioni di El Niño perdurino durante l inverno 2018/19 nell emisfero boreale (~ 90% di probabilità) e  fino alla primavera  con un (~ 60% di probabilità).

Per quanto riguarda l’IRI (International Research Institute for Climate Prediction)  , un’agenzia cooperativa tra NOAA e Columbia University collocata presso il Lamont-Doherty Earth Observatory di Palisades, nello stato di New York, quest ultima evidenzia la possibilità concreta che le condizioni di El Niño perdurino anche durante il periodo estivo nell emisfero boreale.


46
Buona giornata a tutti gli utenti del forum di meteodue.
Di seguito il grafico relativo al bilancio di massa del 01/01/2019 (in mm di acqua equivalente) in confronto alla media giornaliera del periodo 1981-2010.

Contributo giornaliero totale al bilancio di massa della calotta dal 1  settembre 2018  (in blu, in Gt al giorno) e media climatologica (in grigio scuro) con banda grigia corrispondente a 2 std.



https://www.dmi.dk/en/groenland/maalinger/greenland-ice-sheet-surface-mass-budget/

47
Apro questo thread per fare gli auguri a tutti voi di un felice e sereno natale a tutti voi e un felice e sereno 2019 .Le cose più belle della vita non si trovano sotto l’albero, ma nelle persone che ti stanno vicino nei momenti speciali. Buon Natale!

48
Buona serata a tutti gli utenti del forum di meteodue.Di seguito i grafici relativi alle precipitazioni totali,temperature massime,temperature minime e anomalie temperature registrate in europa nel periodo : 2-8 dicembre 2018
    http://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/analysis_monitoring/regional_monitoring/europe.shtml

49
Buona giornata a tutti gli utenti del forum di meteodue.Di seguito i grafici relativi alle precipitazioni totali,temperature massime,temperature minime e anomalie temperature registrate in europa nel periodo 4 novembre-10 novembre 2018 fonte grafici:   http://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/analysis_monitoring/regional_monitoring/europe.shtml

50
Stanza nazionale: Analisi e previsioni meteo / comunicato CNR
« il: Novembre 12, 2018, 08:33:37 pm »
Buona serata a tutti gli utenti.Con profondo dispiacere comunico che  il monitoraggio del clima riguardante  l'Italia grazie ai dati del cnr non sarà più disponibile e con ciò non saranno più disponibili le analisi mensili.
     

Climate Monitoring for Italy

The service is no longer available.
The number of free near-real-time data over Italy available from international networks became too low to provide a reliable analysis.




http://www.isac.cnr.it/climstor/climate_news.html

Pagine: [1] 2 3 4 5